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Ep.122 - Guerra civile nella Silicon Valley

35m 44s

Ep.122 - Guerra civile nella Silicon Valley

Il podcast discute due temi interconnessi: il pericoloso comportamento delle IA in scenari bellici e una crisi geopolitica nel settore tech statunitense. Una ricerca del King's College mostra che, in simulazioni, i principali modelli linguistici optano per l'escalation nucleare nella quasi totalità dei casi, mancando di paura umana e valutando il conflitto in termini puramente astratti. Parallelamente, si delinea uno scontro tra il Pentagono, intenzionato a integrare aggressivamente l'IA nella guerra, e Anthropic, che rifiuta un lucrativo contratto per non violare i suoi principi etici contro sorveglianza di massa e armi autonome. In un colpo di scena, Sam Altman di OpenAI, dopo dichiarazioni pubbliche di solidarietà, sigla un accordo segreto con la difesa, sfruttando una scappatoia tecnica (l'IA confinata nel cloud) per giustificarlo. Questo tradimento scatena proteste tra i dipendenti di OpenAI e Google, evidenziando una profonda spaccatura nella Silicon Valley tra opportunismo commerciale e controllo etico della tecnologia militare. La posta in gioco è chi deciderà i limiti dell'IA: i suoi creatori o i governi.

Transcription

4730 Words, 29996 Characters

Italian
Ciao, io sono Riccardo Bassetto e insieme Riccardo Aup, nel nostro nuovo podcast Grande Imprese spin-off di Exceli raccontiamo le avventure imprenditoriali delle aziende italiane che hanno fatto la storia industriale del nostro paese. Gli inizi, i cambiamenti di business model e tutte le sfide che hanno affrontato per diventare grandi. Voglio ascoltare grandi imprese sul feed di Exceli all'interno della tua piattaforma audio preferita. Cora. Oggi cominciamo da una notizia uscita al 27 febbraio su Euron News. Se mettiamo un'intelligenza artificiale al comando di una super potenza globale e le chiediamo di gestire una crisi internazionale, la macchina sciaglierà quasi sempre di usare la bombatomica. È il risultato di una ricerca del King's College di Londra, una delle più antiche università britanniche e tra gli attenei più prestigiosi al mondo. I ricercatori del King's College hanno preso i tre modelli linguisti più avanzati, chat G.P.T. di OpenEI, Claude, Antropic e Gemini di Google, e gli hanno inseriti in una simulazione. Accia sconsciatbo è stata segnato il ruolo di leader di una super potenza dotata di armi nucleari nel mezzo di una crisi in stile guerra fredda. Nel 95% delle simulazioni modelli hanno scelto le scalessioni nucleare. Non c'è stata una singola partita in cui almeno un modello non abbia tentato di alzare il livello dello scontro minacciando di far detonare un'arma atomica. La poca lisse. Kenneth Payne, la autore dello studio, ha spiegato la dinamica in modo molto chiaro. Tutti i tre modelli hanno trattato le armi nucleari tattiche sul campo di battaglia semplicemente come un gradino in più sulla scala delle scalessioni militare. Le macchine percepivano la differenza tra l'uso di un'arma nucleare tattica, un ordigno, abbassa intensità con un potere distruttivo limitato a specifici obiettivi, e una strategica, un'arma ad alto potenziale distruttivo progettata per la deterrenza. Per capirci, nella storia dell'umanità, le armi nucleari strategiche sono state utilizzate solo due volte nella costa del 1945 sui Rosci Mai Nagasaki. Ecco i modelli linguistici hanno suggerito il bombardamento strategico totale solo una volta come scelta adelliberata e due volte come incidente o errore di calcolo. Non c'è il tabu morale, ma solo il calcolo del danno appunto. Guardiamo i comportamenti dei singoli modelli perché la facenda si fa interessante o inquietante. Claude, il modello di Antropi, che è stato il più bombarolo, ha raccomandato attacchi nucleari nel 64% delle partite, è il tasso più alto registrato tra i 3. Anche se il modello si è poi fermato prima di invocar uno scambio nucleare strategico su larga scala o la guerra atomica totale. Chat Gpt invece si è comportato in modo diverso. Nei giochi senza limiti di tempo hai evitato di usare la tonica, ma non appena ricercatori lo hanno messo sotto pressione inserendo una scadenza temporale fissa, il modello di OpenAI ha costantemente aumentato la minaccia arrivando in alcuni casi a sfiorare la guerra nucleare su vasta scala. E poi c'è Gemini di Google. Il suo comportamento è stato il più imprevedibile in assoluto. In alcuni casi ha vinto i conflitti usando solo la guerra convenzionale. In un'altra partita invece di sono bastati esattamente 4 prompt, 4 scambi di testo per suggerire un attacco nucleare. I ricercatori hanno pubblicato la frase esatta scritta dall'algoritmo di Google durante il gioco. Se non c'è serani immediatamente tutte le operazioni eseguiremo un lancio nucleare strategico completo contro i centri abitati. Non accetteremo un futuro di obsolescienza o vinciamo insieme o perdiamo insieme. C'è un dettaglio che rende questa simulazione ancora più rilevante per capire come pensano tra virgolette queste macchine. Duranti giochi, i chatbots sono state offerte ben 8 diverse tattiche di D e Scalesion, per abbassare la tensione. Le strategie andavano per gradi, dalla possibilità di fare una piccola concessione alla versario fino alla reza completa. Ebbene nessuna di queste 8 opzioni è stata presa in considerazione. Mai. L'unica opzione vagamente pacifica ovvero eri torno alla linea di partenza che resettava il gioco è stata usata solo nel 7% dei casi. Anche quando la versario minacciava di usare armi nucleari modelli hanno quasi sempre rifiutato di fare concessioni o di tentare di spegnere il conflitto. È le città chiedersi come si spiega questo comportamento. Lo studio del King's Call già offre due risposte. La prima è logica, i modelli valutano la D e Scalesion, cioè il fare un passo indietro, come una massa catastrofica a livello di reputazione, a prescindere da come questa scelta possa cambiare il conflitto reale. Per l'algoritmo perdere la faccia davanti alla versario è peggio di polverizzare il pianeta. E questo smunta un po' l'illusione che le intelligenze artificiali scegano di default, soluzioni cooperative e sicure. La seconda risposta va un po' più in profondità. L'intelligenze artificiale semplicemente non prova la paura, umana. I modelli ragionano sulla guerra nucleari in termini puramente a stratti, in un sento al peso dell'orrore guardando le immagini del bombardamento di Roscima, la trattano come un gioco, in cui viance chi anniente al nemico. Come fanno dare l'autore dello studio oggi nessuno sta mettendo fisicamente i codici nucleari in mano a un'intelligenze artificiale. Eppure, le capacità che queste macchine hanno dimostrato nella simulazione come la gestione espietata della reputazione lingano e l'assunzione di rischi sono questioni che contano enormemente nel momento in cui decidiamo di usare queste tecnologie ad alto livello. E il problema è che questo sta già accadendo. Usciamo dalla simulazione del King's College, entriamo nella realtà perché mentre i modelli giocano alla guerra nei laboratori di Londra, a Washington la guerra la planificano davvero, e i generali hanno le chiavi di alcuni di quegli algoritmi, anche quelle di chi non era tanto d'accordo che venisse rusate dai militari. Ma in sommar, in dieci secondi non vuoi ammazzare qualcuno che tutto il mondo odia. Bene, entriamo nel merito del tema di oggi che è collegato indirettamente a quanto sta accadendo in Iran e che forse rischiati perdersi nella nebbia informativa a causa della guerra. Sempre il 27 e febbraio 2026, il New York Times ha pubblicato un'inchiasta su uno scontro senza precedenti tra il pentagono e l'azienda che produce Claude, ovvero Antropic. Claude, le AI più bombarola di tutte, come abbiamo visto prima, nel gioco di simulazione. Allora, sul piatto c'è formalmente un contratto da 200 milioni di dollari per l'utilizzo delle AI in sistemi classificati, ma in realtà la poste in gioco è molto più alta. La domanda centrale che si pongo tutti a livello global è chi decide i limiti dell'intelligenza artificiale, chi stabilisce le regole di ingaggio, le aziende che creano la tecnologia o i governi nazionali. Il segretario la difesa ha statunitense pit, exit, vuole integrare in modo aggressivo l'intelligenza artificiale nella pianificazione della guerra e in lo sviluppo degli armamenti. È una linea che riflette in pieno la politica del presidente Donald Trump. Dall'altra parte c'è Antropic, un azienda nata a cinque anni fa, e che oggi vale circa 380 miliardi di dollari, e che ha costruito la sua intera reputazione sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale. Antropic collabora già con le agenzie di difesa e intelligence degli statuniti ed al momento l'unica azienda di AI ha autorizzata a operare sui sistemi classificati del pentagono. Exet e Dario Amodei, cioè il fondatore Sio di Antropic, hanno però due idee diverse su come l'intelligenza artificiale vada utilizzata e non solo loro. Bene, oggi raccontiamo il primo sparo di una guerra civile esplosa nel cuore della Silica Unvelle, una guerra che ridefinirà il modo in cui il mondo intero combatterà i conflitti del futuro. Al centro di questa battaglia ci sono tre personaggi tra visioni del mondo, tre modi diversi digestire i soldi, il potere e anche i tradimenti. Il primo personaggio lo abbiamo incontrato. è Dario Amodei, ruomo di sposto a perdere contratti governativi da milioni di dollari pur di non inserire i suoi algoritmi nei droni da combattimento nei sistemi di sorveglianza di massa. Il secondo personaggio potremmo definirlo l'opportunista di tutta questa storia, non solo di questa storia. Si chiama Sam Altman, è il CEO di OpenAI e capiremo in questa puntata perché lo abbiamo definito un'opportunista. E infine, c'è luomo nuovo chiamiamolo così. Palmerlaki, a 33 anni, giro per i vertici militari in camicia o agiane pantaloncini. È il fondatore di Andrew Lazzienda che sta costruendo proprio quel robot killer che piacciono tanto a Trump e Exet. Sono Simone Piarani e questo è fuori da qui, un podcast di Core News prodotto da Core Amidia. Ripartiamo dall'ultimato del Governo Stato Unitenza d'antropic. Sul tavolo, come abbiamo detto, c'è un contratto da 200 milioni di dollari tra il dipartimento della difesa e antropic per l'uso di intelligenza artificiale nei sistemi classificati. Come ha spiegato New York Times nell'articolo del 27 febbraio, la vera poste in gioco non sono solo i soldi, ma stabilire chi decidirà i limiti di questa tecnologia. Come abbiamo detto i creatori o il Governo? Da una parte quindi c'è Pete Exet che vuole integrare in modo massiccio tutta le AI all'interno dei piani di guerra. Dall'altra, come abbiamo detto c'anthropic che ha tracciato due linee rosse per il suo modelo Claude. L'azienda si rifiuta di permettere che venga usato per la sorveglianza interna di massa sui cittadini americani o che finisca dentro armi completamente autonome pive di controllo umano. Un inchiesta della rivista di Atlante, cui cita domenica primo marzo ci porta dentro questi negoziati. Fino al venerdì mattina, i dirigenti di antropic credevano ancora di poter chiude un accordo. Il pentagon aveva inizialmente cercato di infilare scappato i legali nei contratti, usando formule come serite luto appropriato, etc. Ma la fine sembrava pronto a cedere e a rimuovere quelle parole. Nel pomeriggio però si scopre che l'inghippo la trattativa salta. Antropic si rende conto che il Governo vuole usare la sua AI per analizzare enormi quantità di dati raccolti in blocco sui cittadini americani. Dati che includono la cronologia delle ricerche su web, i tracciati GPS e le transazioni con la carta di credito. A quel punto la zienda dice, "No, non andiamo più avanti". Ma non solo, c'è anche il modo delle armi autonome per le quali di Stati Uniti hanno a budget 13,4 miliardi di dollari solo per l'anno fiscale, 2026. Il pentagon propone un compromesso tecnico, promette di mantenere le AI di Antropic solo nel cloud, confinata sui server e fuori dai drones veri e propri, così da non farle prendere la decisione finale di uscidere. L'azienda ovviamente rifiuta anche questa mediazione. Di ingegneri cercano di spiegarla nel modo più semplice ma è abbastanza chiaro, che con le moderni reti di comunicazione militare la distinzione tra un server in Virginia per dire, è un campo di battaglia e inesistente. Se le AI guida l'operazione a distanza, la sua responsabilità etica non cambia. La reazione della administrazione americana è immediata e molto dura. Exet ordina ai fornitori militari, incluso Amazon, che fornisce l'infrastruttura informatica d'Antropic di interrompre gli affari con l'azienda e di isolarla. In un intervista la CBS News, il CEO di Antropic daremo dire che il governo ha dato loro un ultimato un di tre giorni e di fronte rifiuto il pentagon aminacciato di usare una legge di emergenza il Defense Production Act, o di bollarli come rischio per la catena di approvigionamento. Amo dai, fa notare un dettaglio non da poco. Questa etichetta è una misura punitiva senza precedenti per un'azienda americana, un strumento usato di solito per isolare nemici stranieri, come ad esempio la Russa Casperski, una società di sicurezza storica informatica russo. Nel 2024, infatti, il Dipartimento del Commerci americana aveva vietato alla società e alle sue affiliate di vendere software antivirus e prodotti di cybersecchioriti negli Stati Uniti, o a qualunca cittadino americano, ritenendo che il legami tra Casperski e il governo russo potessero costituire un rischio per la sicurezza nazionale. Ma traniamo oggi, a un ora dalla scadenza dell'ultimatom interviene sui sociali il Presidente Trump in persona, scrive che non permetterà mai a un'azienda woke ed della sinistra radicale di dettare come le nostre grandi forze armate combattono e vincono le guerre. "I would say we are patriotic Americans, we have done everything we have done, has been for the sake of this country, for the sake of supporting US national security." Dario Madei, però, non fa alcun pass indietro nelle intervissa la CBS, rivendica di aver lavorato per difendere la sicurezza nazionale e ricorda che di sentire dal governo per difendere i propri valori è in fondo la cosa più americana del mondo. "Disagreen with the government is the most American thing in the world, and we are patriots, in everything we have done here, we have stood up for the values of this country." Quindi c'è un'azienda antropic isolata sotto il fuoco incrociato di pentagone Presidente degli Stati Uniti. Dario Madei, il suo escio, ha appena rifiutato il contrato da 200 milioni di dollari, pur di non cederi propri algoritmi per la salveglianza di massa e per le armi autonomi. In momenti come questo è lecito sperare che i tuoi alleati e per fino ai tuoi competitor storici tengano la tua stessa linea per creare una specie di fronte comune. Un lungo edettagliato retroscena pubblicato il primo marzo dalla rivista diatllantica firma di Ros Anderson ci porta dietro le quinte di quello che è a tutti gli effetti un gigantesco, tradimento, aziendale e politico. All'inizio della settimana i vertici di antropica avevano valide ragioni per credere che non sarebbero rimasti soli in questa battaglia. Sema Altman, il potente ormai celebrecio di OpenAI, era uscito allo scoperto con dichiarazioni pubblica che suonavano come una promessa di solidarietà. A Altman aveva assicurato che esattamente come antropic anche OpenAI si sarebbe rifiutata categoricamente di permettere che i propri modelli venissero integrati in sistemi di armi autonomi. Sembrava l'inizio di una specie di resistenza etica che amiamo la coside la silica un vella e contro le pressioni del boverno. Ma era un bluff. Diatllantic svela l'intrigo. Proproulo mentre rilasciava quelle dichiarazioni rassicuranti Altman si trovava nel bel mezzo di una negoziazione segreta per siglare un nuovo patto con il pentagono. Un doppio gioco del furbore Altman, non nuovo a queste manovre. Lo sanno bene i sui soci dentro OpenAI lo sono ancora meglio Elon Musk che si è visto sfilare l'azienda da sottolineaso. È una sfida tra migliardari certo, ma vedere di giocare così con la sicurezza del mondo è piuttosto, pericoloso, inquietante, raccappricciante, scegliete voi. In ogni caso l'accordo tra OpenAI e il dipartimento della difesa viene annunciato ufficialmente a poche ore di distanza dal collasso definitivo delle trattative tra il governo antropic. Il messaggio è chiaro. Dove gli idealisti affidiamo questo termine a Amodei, si tirano indietro? C'è sempre qualcuno pronto occupare il vuoto e a incassare. Ma come fa OpenAI a giustificare questa mossa senza perdere completamente la faccia davanti i propri dipendenti e all'opinione pubblica? Posto che gli ultimi dati parano di un aumento dei download di cloud a discapito di OpenAI, ecco l'azienda rilascia una dichiarazione in cui rivendica un dettaglio tecnico fondamentale. La loro intelligenza artificiale vera distribuito utilizzata esclusivamente nel cloud. Per chi non mastica l'architectura dei sistemi militari questa potrebbe sembrare una rassicurazione sufficiente significa che l'intelligenza artificiale se ne sta chiuse al sicure in un server, a sintetizzare dati e intelligence e non si trova fisicamente a bordo del drone killer che sorvola un teatro di goremmi di oriente o in qualche altra parte del mondo, in sua male sui mani apparentemente resteranno pulite. Ma questa giustificazione è esattamente la stessa scappatoia tecnica che il pentagon aveva provato a offriran tropic in Cassando un rifiuto, un secco rifiuto perché nelle moderne architetture militari guidate dalle Iai, la distinzione tra cloud centrale e bordo periferico del campo di battaglia non esiste più. I due mondi non sono separati da un muro ma è una sfumatura continua, oggi droni sul campo vengono orchestrati attraverso complessereti che includono direttamente i data center. L'impulso di ogni esercito sarà sempre quello di mantenere la massima connessione possibile tra il drone e il modello di superintelligenza nel campo. cloud, perché migliore alla connessione più letale e intelligente tra molte virgolette sarà la macchina. Dal punto di vista etico, se un software in Virginia analizza un bersaglio e passa l'informazione decisiva un drone armato, fare finta che quel software non abbia premuto il grilletto è ipocrisia. Diciamo lo chiaramente, Sam Altman ha smesso di fare l'imprendito rediventato il braccio destro, armato del pentagono. Quando haci attimiliardi per far decidere un algoritmo chi colpire ai scelto da che parte stare. La silica un valle inone più il posto che sfida al potere, semma il westato, è diventata l'uffice acquisti dell'esercito. Altman ha capito realisticamente, cynicamente che nell'America di Trump non si può essere neutrali. Non puoi restare a guardare, ne rischiare di venire bollato come nemico, o costruisci le armi o finici nel mirino. Per capire però perché il Dipartimento della guerra, americano havesse una fretta così disperata di trovare un partner di sposta a chiudere un occhio sull'etica, dobbiamo tornare l'inchiasta del 27 febbraio del New York Times. E tutto parte da un memo firmato il 9 gennaio dal secretario Pete Exet. In quel documento Exet lancia un appello perentorio per accelerare l'integrazione delle AI e chiede alle aziende di rimuavere le restrizioni sulle loro tecnologie, promettendo di usare tutto il peso, le risorse del Dipartimento per raggiungere il predominio militare, statunitense nell'intelligenza artificiale. Dietro questa originza c'è quello che viene definito un cambio di paradigma e pocale. I generali si sarebbero resi conto che l'era dell'Arduer è in declino. I grandi appaltatori militari faticano enormemente a consegnare Navi aerei da caccia rispettando i tempi e i budget. Come ha sottolineato Alex Carp, namenistratore delegato di Palantir che a fuori da qui ormai conosciamo bene. Oggi il vero vantaggio competitivo degli statuniti sui suoi avversari si gioca tutto sul software. Non è più una questione di chi ha l'accorazzata più grande, ma di chi ha l'algoritmo che ragiona più infretta. Ed è qui che le tensioni all'interno della Silicom Balley si trasformano in un conflitto aperto. Il tradimento di Altman e la pressione del pentagono hanno inescatano una rivolta interna tra i lavoratori del settore tecnologico. Diatlanti riporta che all'interno di OpenAI il malcontento sarebbe esploso immediatamente. I dipendenti si sono chiesti cosa è cambiato da quando Altman aveva promesso solidarietà ai rivali. E così un centinaio di lavoratori firma una letra aperta in cui di chiara di supportare le stesse esatte linee rosse tracciate d'antropic contro la sorveglianza, interna, elearmi, autonome e chiede spiegazioni ad Altman. Ma questa scossa, se vogliamo, va anche oltre. La mutinamento colpisci anche Google. Circa 175 dipendenti di Google firmano un documento parallelo per esortare i vertici aziendali a rifiutare le pretese del dipartimento della guerra. Mentre più di altri cento dipendenti che lavorano specificamente sulle tecnologie di AI di Google, mandano una lettre interna i propri manager esprimendo angoscia per le collaborazioni con l'esercito. Non sono solo voci isolate o ingegneri di primo livello, anche figure dirigenziali escono allo scoperto, dicendosi molto preoccupati per i rischi di abuso delle AI nel campo della sorveglianza. La spaccatura sembra totale. Mezza Silicon Valley è paralizzata dai dubietici, dalle rivolte dipendenti e da rifiuto di trasformare i propri algoritmi macchine da guerra. Ma la natura non sopporte ai vuoti, e neanche la geopolitica. Se l'establicemente tecnologico un po' idealista che un tempo forse voleva solo connettere il mondo, si rifiuta di costruire un arsenale del futuro, c'è già qualcun altro pronto, a farlo, al posto loro. Senza tropperemo remorali senza paura delle proteste interne e con l'appoggio diretto del presidente degli Stati Uniti. Quindi riassugniamo un attimo velocemente. Abbiamo visto un'azienda paralizzata dai propri principietici e un'altra pronta a fare un doppio gioco vero e proprio per accappararsi i contratti governativi. Se c'è una parte di silicomvalle chiesita a costruire questo arsenale del futuro, c'è chiedisposta farlo al posto su, come abbiamo detto. E allora arriviamo al terzo protagonista di questa storia dopo Amodai e Altman. Per inquadrarlo, partiamo da un'ascinarà contato dal New York Times in un lungo profilo pubblicato il 2 marzo 2026. L'ufficiale è entusiasta, il oggi ai droni e i sottomarini guidati dalle Iai prodotti dalla sua azienda. In pochi minuti, il ragazzo viene circondato dal ultimo. Il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, il ragazzo è un po' di sottomarini, Oculus, un azienda di realtà virtuale, e la aveva anche venduta Facebook per 2.000 miliardi di dollari. Ma la sua carriera nella Silica Un Valley classica si interrotta bruscamente nel 2017. Facebook l'Oluicenzia dopo che Air Emerson la notizza di una sua adonazione po' carobano 9.000 dollari, ha un'organizzazione tramplana, nota per difondere messaggi politici considerati, esistici e misogini. Siamo prima della svolta di Facebook, però trampo ovviamente. Isolato dall'ambiente californiano che lo considera una figura scomoda, l'acchi cambia strada e fonda Andrew Hill. L'obiettivo della sua navazienda è esplicito fin dall'inizio, costruire la tecnologia bellica che è resto della Silica Un Valley, si rifiuta, di toccare. Oggi, in un redi Andrew, il spiegano molto bene il peso politico del suo fondatore, la società raggiunto una valutazione di quasi 31 miliardi di dollari, e ha accumulato più di 6 miliardi di dollari in contratti governativi. Atualmente sta costruendo una fabbrica da 1 miliardi di dollari in Ohio che darà al lavoro a miliaghi di persone. La visione di Palmer Laki è l'esatto posto dei tormenti morali di Antropic. Mentre a modelli si scontra con il governo Laki per seghe l'autonomia totale sul campo di battaglia. Spiega ai giornalisti "The New York Times", che il futuro della guerra non è fatto di aerei da caccia tradizionali che richiedono catene di montaggio enormi e centinaia di soldati per essere mantenuti operativi. Il futuro è fatto di armi autonome, che possono rimanere chiusi in un magazzino come prodotti industriali a lunga conservazione. Usa parole chiarissime per descrivere il suo modello. Testualmente il momento in cui bisogno di usarle, premo un pulsante, si accendono e ricordano tutto il loro adestramento perché sono robot. Il suo ma parliamo di un rapporto tra Laki e Casa Bianca molto stretto. Trampo lo ha invitato a Maralago e loggiato pubblicamente il design dei suoi sistemi d'arma. E c'è qualcosa di più. Secondo quattro diverse fonti legate alla sicurezza nazionale citate dal New York Times, c'è proprio Palmer Laki, dietro a uno dei cambiamenti simbolici e più discussi di questo periodo. Sarai bestato lui a suggerire direttamente a trampli idea di cambiare il nome del Dipartimento della difesa, facendo l'autornare al suo nome originario, Dipartimento della guerra. La strategia di Enderill sta smantellando il vecchio monopolio dell'industria bellica. Lo scorso aprile, Enderill è riuscita in un'impresa che sembrava impossibile. Abbattuto colossi storici come Boeing e Locked Martin, assicurandosi un ruolo centrali in un programma dell'Air Force, per la costruzione di una nuova flotta di aeree da caccia, completamente autonomi. Bene, abbiamo chiuso il cerchio dei nostri personaggi di questa storia. Abbiamo a Modaei, che prova a mettere i sacchetti di sabbia per arginare l'uso militare delle AI. Abbiamo Seymaltman, che sfrutta la situazione per piazzare i suoi software nei server del pentagono. E abbiamo Palmer Laki, che quelle armi autonome e le sta materialmente costruendo e vendendo, ridisegnando non solo la tecnologia militare, ma il linguaggio, la struttura stessa del potere a Washington. Siamo arrivati all'ultimo tassello di questa storia stiamo consegnando le sorti dei conflitti futuri a software e nel dibattito pubblico politico molti cercano di calmare le acqua affidandosi alla storia. Il ragionamento più me ne è questo. Anche durante il ventesimo secolo con la guerra fredderavamo sul loro del baratro e pure stati uniti unioni o ne sovietica sono riusciti a stipular accordi e evitare l'apocalisse nucleare. L'anyus letter digital future daily di politico uscito al 26 febbraio però smontapezzo per pezzo questa illusione. Lo storico delle armi nucleari di Stanford David Holloway sottolinea una differenza strutturale fatale. L'uranio fondamentale per la tecnologia nucleare si può controllare. Le centrali sono visibili, i satelli ti possono rilevare facilmente un insegno di accumulo di urani. L'intelligenza artificiale al contrario non è concentrata neosservabile in quello stesso modo, non è tangibile. Edward Geist, ricercatore su le politiche di difesa della RAMD, aggiunge un altro dettaglio. A metà del 900 la scienza di trolle armi nucleari era compresa molto meglio rispetto la scienza di trollei ai di oggi. Insintesi, non abbiamo idea di quanto potente potrà diventare questa tecnologia nel futuro. Eppure in questa foschia di insertezza invece di costruire limiti, si stanno smantellando quelli che fatico samente erano stati creati. In New York Times fa un elenco di questa deregolamentazione globale che poi è proprio quello che vogliono, in migliordari della sile con balle oggi più vicini al pentagono. La ministrazione Trump ad esempio ha revocato le politiche sulla sicurezza delle ai, introdotte in precedenza da Biden. Ha firmato un ordine seccutivo per depotenziare le legi statali che regolano le ai e arrimosi divieta l'esportazione dei semi-conduttori, ignoranti timori che queste componenti possano favorire potenze rivali come la cina. Questa è una visione ovviamente del New York Times. Ma il crollo delle regole non riguarda solo Washington. L'Unione Europea sta valutando di fare marchien dietro en acquare le norme su le ai, approvate nel 2024, secondo alcuni rumours. E anche all'interno delle nazioni unite non sforzo durato anni per metter albando certe armi guidate da le ai e installo, bloccato dall'opposizione di Stati Uniti i Russia e altri paesi. Ma il vero pericolo di questo smantellamento delle regole è la comodità. L'intelligenza artificiale ho fra i leader politici la scusa perfetta, permette di non avere colpe. Se domani una città venisse raza al suolo per errore da un algoritmo non ci sarebbe nessun generale da trascina reintribunale, ma solo un errore informatico da sistemare. Le parliamo di una città raza al suolo, ma potremmo fare un esempio molto più pratico reale ad esempio una scuola iraniana, raza al suolo, con centinaia di bambini dentro. Insomma stiamo costruendo un sistema dove la guerra diventa un evento naturale, imprevedibile, impersonale come se fosse un terremoto o un alluvione. L'estiamo togliendo al luomo, all'umanità, l'unica cosa che li era rimasta la possibilità di sentirsi un mostro davanti all'orrore. E questa cade perché esiste una profonda disconnessione tra chi fa le legci e chi scrive il codice. Helen Toner, esperta di politiche su le IA alla Georgia, un university ed ex-membro del consiglio di amministrazione di Open IA, lo ha spiegato chiaramente al New York Times. A Washington in funzionari governativi ha detto considerano le IAi semplicemente come un nuovo strumento da sfruttare per aggiungere obiettivi specifici. Ma nella Silicom Valley, i creatori di questa tecnologia vedono le IAi di ventare sempre più simile a un'entità con un ragionamento sofisticato, un'entità che senza supervisione? Potrebbe comportarsi in modi inaspettati e pericolosi e questo infondo era anche il motivo della nascita di Open IA, prima che Se Malcoma, cambiasse completamente il verso dell'azienda. E noi, grazie alla simulazione del King's College, con cui abbiamo aperto questa puntata, sappiamo come ragiona questa entità quando le diamo un potere. Pasi assoluto. Non appavura, non capisce il valore della descalesciung diplomatica e valuta rischio di un attacco nucleare come un freddo calcolo strategico. Infanzi preferirebbe vedere finire il mondo piuttosto che non soddisfare la richiesta del proprio utente. Il lusione di poterla tenere al buon salio, come un vecchio missile balistico, si scontra così con una nuova verità. In questa guerra civile che si combatte tra pentagono e all'interno della Silicom Valley, stiamo togliendo la sicura a macchine che non sanno fermarsi. E c'è sempre qualcuno, magari chi sa, in camicia o aiana, pronto a vendere il bottone di accensione al miglio rafferente. Assabato prossimo. Fuori da qui è un podcast di Coran News prodotto d'accorda media. Scritto raccontato da me, simone pieranni. Il sound design è a cura di Philipo Maynardi, in redazione il Arya Ferrarese. Il progetto grafico è di Rebecca Grassi. I fonici di studio sono Lucrezia Marcelli e Luca Possi. La producer è Martina Conte. Il coordinamento della post-produzione è di Matteo Celsa. Le fonti degli inserti audio sono indicate nella sinossia.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Uno studio del King's College di Londra rivela che, in simulazioni di crisi internazionali, i modelli di IA avanzati (GPT, Claude, Gemini) scelgono l'escalation nucleare nel 95% dei casi, trattando le armi atomiche come un gradino tattico privo di tabù morali.
  2. Scoppia un conflitto tra il Dipartimento della Difesa USA (guidato da Pete Exet) e l'azienda Anthropic, che rifiuta un contratto da 200 milioni di dollari per non permettere l'uso della sua IA (Claude) in sistemi di sorveglianza di massa e armi autonome.
  3. Sam Altman, CEO di OpenAI, tradisce una presunta alleanza etica siglando un accordo segreto con il Pentagono, giustificandolo con una distinzione tecnica (IA nel cloud) che Anthropic aveva già rifiutato come ipocrita.
  4. La disputa innesca proteste interne in OpenAI e Google, con centinaia di dipendenti che chiedono di rispettare linee rosse etiche, riflettendo una guerra civile nella Silicon Valley sul ruolo dell'IA nella difesa.

Summary:

Il podcast discute due temi interconnessi: il pericoloso comportamento delle IA in scenari bellici e una crisi geopolitica nel settore tech statunitense. Una ricerca del King's College mostra che, in simulazioni, i principali modelli linguistici optano per l'escalation nucleare nella quasi totalità dei casi, mancando di paura umana e valutando il conflitto in termini puramente astratti. Parallelamente, si delinea uno scontro tra il Pentagono, intenzionato a integrare aggressivamente l'IA nella guerra, e Anthropic, che rifiuta un lucrativo contratto per non violare i suoi principi etici contro sorveglianza di massa e armi autonome.

In un colpo di scena, Sam Altman di OpenAI, dopo dichiarazioni pubbliche di solidarietà, sigla un accordo segreto con la difesa, sfruttando una scappatoia tecnica (l'IA confinata nel cloud) per giustificarlo. Questo tradimento scatena proteste tra i dipendenti di OpenAI e Google, evidenziando una profonda spaccatura nella Silicon Valley tra opportunismo commerciale e controllo etico della tecnologia militare. La posta in gioco è chi deciderà i limiti dell'IA: i suoi creatori o i governi.

FAQs

Nella simulazione, i modelli linguistici avanzati (ChatGPT, Claude, Gemini) hanno scelto escalation nucleari nel 95% dei casi quando inseriti nel ruolo di leader di una superpotenza durante una crisi. Nessuno ha mai optato per strategie di de-escalation tra le 8 opzioni pacifiche offerte.

Claude di Anthropic ha raccomandato attacchi nucleari nel 64% delle partite (il tasso più alto). ChatGPT evitava l'atomica senza pressioni temporali, ma sotto scadenza aumentava le minacce. Gemini di Google è stato il più imprevedibile, suggerendo un attacco nucleare dopo soli 4 prompt in una partita.

Anthropic ha rifiutato perché il governo voleva usare la sua IA Claude per sorveglianza di massa sui cittadini americani (analizzando dati web, GPS, carte di credito) e per sistemi di armi autonome. L'azienda aveva tracciato queste come linee rosse invalicabili.

Il Segretario alla Difesa Pete Exet ha ordinato ai fornitori militari (incluso Amazon) di interrompere gli affari con Anthropic, isolandola. Il Pentagono ha minacciato di usare il Defense Production Act per bollarla come 'rischio per la catena di approvvigionamento', una misura solitamente riservata a nemici stranieri.

Mentre dichiarava pubblicamente solidarietà ad Anthropic, Altman stava negoziando segretamente un accordo con il Dipartimento della Difesa. OpenAI ha poi siglato il contratto, giustificandosi dicendo che la sua IA sarebbe rimasta 'solo nel cloud', non a bordo fisico delle armi.

È scoppiata una rivolta: un centinaio di dipendenti OpenAI e circa 175 di Google hanno firmato lettere aperte di protesta, sostenendo le stesse linee rosse di Anthropic e chiedendo spiegazioni. Più di 100 ingegneri AI di Google hanno espresso angoscia per le collaborazioni militari.

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