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Ep.114 - Ordine mondiale, ordine predatorio

23m 37s

Ep.114 - Ordine mondiale, ordine predatorio

Il 3 gennaio 2026, un blitz americano porta all'arresto del presidente venezuelano Maduro, segnando una svolta nell'approccio internazionale. L'azione, che causa numerose vittime, applica una dottrina predatoria: invece di sanzioni parziali, si opta per un colpo definitivo per neutralizzare l'avversario. Trump agisce con una combinazione di astuzia e forza, ispirandosi a Machiavelli, smettendo di fingere rispetto per il diritto internazionale. Il mondo reagisce con shock, ma senza azioni concrete, accettando la nuova logica del potere basata sulla paura. Intanto, la Cina di Xi Jinping osserva con strategica pazienza, guidata dagli insegnamenti di Sun Tzu. Preferisce non cadere nella provocazione, calcolando i costi a lungo termine e cercando la vittoria attraverso l'attesa, anziché lo scontro diretto. Tuttavia, questa inazione rischia di essere percepita come debolezza internamente. Il confronto globale si configura così come uno scontro tra due filosofie di potere: quella occidentale, impositiva e immediata, e quella orientale, adattiva e paziente. In chiusura, si introduce il pensiero di Mencio, che pone una questione etica sulla legittimità del potere e sulla violenza, offrendo una terza prospettiva oltre a quelle di Machiavelli e Sun Tzu.

Transcription

3197 Words, 19233 Characters

Italian
[Musica] Cora! Se guardiamo ai fatti nudie crudi del 3 gennaio 2026, il blitz mirato, l'arresto immediato di Nicola Smaduro, presidente del Venezuele di sua moglie, ci troviamo di fronte alla messa impratica di una dottrina molto precisa. Mi sto riferendo alla tacco americano che ha sconvolto questo inizio d'anno. Quello in cui secondo fonti americane sarebbero morte anche 80 persone e che lascia molto incerto il futuro del Venezuela. O meglio, tutto sembra incerto tranne il futuro del Petrolio Venezuelano, che il Presidente americano Donald Trump ha già detto "sarà roba sua". Certo, ha anche detto che lo vendera ai russi ai cinesi indollari naturalmente. Ora per anni l'ocidente pur condannando il regime di Maduro ha trattato il Venezue la commedze misore, sanzioni, minacce diplomatiche e sostegno tiepido all'opposizione, il risultato tutto rimasto lì in piedi. Il risultato è un'assanzione americana chiude quell'epoca e applica la prima regola del nuovo ordine predatorio. Le mezzo e misure sono pericolose. L'uomini si devono ovezzeggiare o spegnere. È una logica aspietata ma inattaccabile. Se infligge un avversario un danno leggero, come una sanzione un isolamento parziale, lui avrà il tempo per riorganizzarsi, per non cadere. E magari chissà un giorno per vendicarsi. Se invece il colpo è definitivo se lo spegni politicamente e fisicamente gli togli la possibilità di nuocere. A Caracas non c'è stato margine di trattativa, c'è stato l'aggientamento della controparte almeno, per quanto riguarda Maduro. Questo ci porta a una seconda considerazione su Trump e su un nuovo corso americano e mondiale. La scondo perdere per un attimo Maduro il suo modo di governare il Venezuela. Molti analisti si stanno chiedendo, ma quello che successo è legale. Rispetta il diritto internazionale. Ecco, la domanda è sbagliata. O meglio si tratta di una domanda che appartiene a un mondo che non c'è più. È ovvio che il diritto internazionale sia stato messo da parte. Non è la prima volta. Non che punti in avesse fatto diversamente con Lucreina. Ma provo a spiegarmi meglio sul perché è la domanda sbagliata. Nel mondo esistono due modi di combattere alla fine fine. Uno con le leggi e uno con la forza. Il primo è proprio dell'uomo, il secondo e delle bestie. Ma dato che il primo molte volte non basta, conviene ricorrere al secondo. Trump ha smesso di fingere che le leggi bastino. A scelto di usare la parte bestiale del potere. Ma non perché si accattivo di su o in insomma non ci interessa questo aspetto. A no interessa che Trump sia mosso per una sua o percepita come generale per gli americani necessità strategica, il rischio per la sicurezza nazionale. E intanto, a passandici, amo che la sicurezza nazionale ormai diventata un passpartum. Capace di giustificare qualsiasi cosa. Ma certo, c'è la legge. Ma se la legge internazionale un piccolo cico, un potenziale ostacolo, tanto vale non prenderla neanche in considerazione. E per sbloccare lo stallo in cui lo avrebbe messo, consultare il congresso, l'organizzazione internazionale, magari anche dei paesi alleati, ha usato la forza. Poi guardiamo per un attimo quello che ci ha intorno, la reazione del mondo. Shock, paura, silenzio, ottimi deproteste, o certo, regime di maduro, erano addittatura. I sono trampa tolto di mezzo un dittatore. E si è detto anche certo, però i modi, forse non sono proprio quelli migliori, ma tutte queste sono solo parole. Nessuno si è mosso per difendere caracas. E anche in questo caso il calcolo è puramente razionale. A Washington hanno smesso di cercare il consenso o l'amore degli alleati. Perché l'amore è un vincolo basato sull'obbligo. E il nuovo mondo ci racconta che gli uomini, che sono per natura in clini al proprio interesse, o almeno queste quanto dicono, i predatori del nuovo mondo, quello obbligo lo rompono appena gli conviene. Quello che vediamo in Venezuela, dunque, non è il chaos. È l'applicazione di un'architettura politica conosciuta. È il ritorno della politica, come pura gestione, dei rapporti di forza. Sono Simone Pirani e questo è fuori da qui, un podcast di Coranewls prodotto da Coranedia. Ma ora concentriamoci non tanto sul cosa, quanto sul come, sul modo, trampa agito con una ferocia letale. Ha usato la fortuna e le armi d'altri, cioè le sanzioni, il malcontento interno, ma poi a chiuso la partita con armi propria. E adesso che cosa succede? Quando si conquista una regione che è stata governata da signori impotenti che hanno più spogliati sudditi che i governati, lasciando il paese pieno di furti, violenze e ogni tipo di insolenza bisogna agire. E trampla fatto e prima di lui la aveva fatto vladimir Putin, un altro interprete dell'ordine predatorio. Ora spostiamo lo sguardo verso est, andiamo a piccchino. Intanto l'ordine predatorio ho un'espressione molto invoga in queste ore in China, si dice l'uè 2g su e viene associato a quanto combinato da trampe. Bene, a Gianna Unhadi, dietro le mura che proteggono le abitazioni dei leader del partito comunista a Cinesi, i soman, il cuore del potere, rena una strana atmosfera. Il presidente si gimpin pare osservare, pare tacere. Non c'è frenesia, non ci sono comunicati compulsivi, meno che mai qualcosa che possa trapeleare sui social. Ma sotto questa superficie di calma apparente c'è qualcosa che rivolle. In azionalistici in esintanto stanno fremmendo. Hanno visto i video che arrivavano dal Venezuela, hanno osservato la risolutezza di trampe e hanno detto "guardate gli americani, loro si che agiscono, hanno preso il Venezuela in un giorno". E noi tai 1 "Cosa facciamo noi? Approfittiamo di questo chaos". È l'attentazione dell'azione. È la logica occidentale che abbiamo appena visto in atto colpire per primi, colpire forte. Ma si gimpin invece esita, o almeno così sembra noi. Perché la Cina si trova di fronte a un attrappola potenziale, un dilemma che potrebbe segnare la fine del sogno Cineze o la sua definitiva ascesa. Se proviamo a leggere le mosse di si gimpin capiamo che pechino sta giocando in realtà, una partita completamente diversa. Il dilemmo intanto è questo. Seguire l'istinto di reazione immediata o attenerci alla propria millenaria dottrina. Se si gimpin si muove ora si accetta alla provocazione, cadene il gioco del nemico. Facciamo anche finta di una cosa per un attimo. Cioè che la Cina possa modificare la propria visione di alcune cose, come ad esempio tai 1, a causa di eventi a stermi. Non è così. Tai 1 per la Cina una questione interna, punto. Carnando a si gimpine a quello che pensa, è così gimpin forse sta pensando che il generale esperto non si muove. Ma fa in modo che sia il nemico a venire. Non si lascia condurre da lui. Trampo nella sua furia predatoria sta cercando esattamente questo. Vuole che la Cina si muova, vuole trascinarla in un campo aperto dove la superiorità militaria americana ancora schiacciante, vuole dettare i tempi. Ma si gimpin sa che chi è in grado di distinguere quando il momento di dare battaglia e quando invece non lo è. Nei, c'è vittorioso. C'è però un rischio ancora più grande, un rischio che riguarda le alle anze e la percezione globale, perché tramp di sicuro ha polarizzato lo scontro. E la Cina con la sua diplomazia morbida, con il suo mantra della potenza responsabile, ha cercato di testere una raggnatela di interessi economici. Ma ora di fronte alla forza brutta quella raggnatela sembra "fragin". La Sionma non scritto ma che allegge nelle stanzi del Partito, Sadiantico. Se non stringe alle anze e non rafforzi il tuo dominio, il tuo stato e la tua città diventeranno vulnerabili. L'inazione cinese, l'asperanza che il commercio potesse pacificare il mondo, si è scontrata con la dura realtà della potenza. Eppure si gimpin, non si muove. Perché? Perché per la mentalità strategica cinese, la vittoria che vediamo oggi sugli schermi quella americana è una vittoria minore, è una vittoria costosa, è una vittoria che potrebbe logorare. Si gimpina altri dei, a altri riferimenti rispettivi. a quelli di Donald Trump ha interiorizzato un concetto che all'occidente sfuggesse sempre ottenere 100 vittori su 100 battaglie non è il massimo della verità. Trump cerca la battaglia, Xi Jinping cerca la vittoria, sono due cose diverse. Mentre Washington celebra la sua guerra lampo, a pechino cercano di calcolari costi nascosti. E se alla fine va bene Trump si prenda pure il petroleo, ma se alla fine il venezuela diventasse una pallude, qualcosa in cui è stato facilissimo entrare, ma da cui potrebbe essere molto più complicato uscire, non c'è mai stata una guerra protratta allungo nel tempo dalla quale un paese abbia tratto vantaggio. Ma c'è un'altra faccia della medaglia cinesa ancora più oscura. Questa attesa, questa pazienza strategica non rischia di diventare paralisi il popolo cinese inizia a mormorare. Vede il suo leader parlare di rinjuvenimento della nazione, ma poi lo vede immobile mentre l'America ridisegna la mappa del potere globale. I sommarrischio per Xi Jinping è interno. Dal tronde si dice " Ci sono 5 circostanze nelle quali la vittoria può essere prevista e una di queste quella in cui vince chi dispone, di generali esperti non dincolati da funzionari di corte". E oggi, però, Xi Jinping è sia generale sia il funzionario di corte. Accentrando tutto il potere ha eliminato sì il dissenso, ma potrebbe avere eliminato anche la flessibilità. E poi c'è un calcolo, che è il calcolo principale della leadership cinese, e che riguarda l'armonia tra popolo e governanti. Se il popolo percepisce debolezza l'armonia si spezza e se l'armonia si spezza il regime crolla. Quindi cosa farà la cina? Non aspettatevi l'invasione di Taiwan domani mattina. Saraibbe troppo prevedibile o peggio. Come abbiamo detto la cina considera Taiwan una questione interna, non suscettibile di modifica causa di quantacca adenere il resto del mondo, in quel mondo che non è la cina. La tua formazione sia senza forma, ha detto qualcuno. E se trampa il fuoco che divampa e consuma, Xi Jinping è l'acqua. L'acqua torrenziale scurrendo svelle le rocce, ma lo fa adattandosi al terreno, non affrontandolo frontalmente. E ancora, la cina continua a voler godere del beneficio del tempo. Ma come abbiamo detto il tempo è un'arma ad oppiutalli. L'inertia di pechino, la sua sessione per la stabilità interna potrebbe essere la sua fine, se non capisce che il gioco è cambiato. Se trampa e colui che agisce, Xi Jinping rischia di essere colui che calcola all'infinito, che aspetta al momento perfetto che però non arriva mai. Perché? Come ricorda un'altra massima fondamentale in cina? Chi non ha conosciuto la fondamentale di una guerra? Non saprà neppure mai valutare correttamente i vantaggi che se ne traggono. E forse a forza di evitare la guerra per vincere la senza combattere, la cina ha dimenticato come si fa a combattere davvero. E in un mondo di lupi, di volpi e di leoni essere un trago di carta che dorme sulla montagna, potrebbe non bastare più. Ed è qui che arriviamo al cuore oscuro della lezione di Trump al mondo, come ha potuto un presidente di una democrazia agire con tale rapidità e assertività, impunità, sicurezza, eccetera. E sendo un líder costretto a sapere usare bene la bestia, deve prendere a modello la volpe e leone. La russia di Putin, secondo questa lettura, è stata solo leone, per dire, forza brutta, carriarmati, minacce nucleari. Ma coloro che si affidano semplicemente alleone, non capiscono la politica. Sono caduti nella trapola, vale ad dire sanzioni e isolamento internazionale. Trump invece è stato leone, ma è stato anche volpe. Asimulato disinteresse, ha lasciato che Maduro si sentisse sicuro che i cinesi faccerò le loro mosse diplomatiche, è stato un grande simulatore e dissimulatore, e poi in una notte ecco leone. C'è chi dice ma la parola data al diritto internazionale, ma c'è anche chi dice un politico prudente, non può ne deve mantenere la parola data, quando questa l'itorna contro. Maduro si fidava delle garanzi implicite della sovralità peggio per lui. Se gli uomini fossero tutti i buoni, questo precetto non sarebbe buono, ma dato che sono malvagi e non mantenerebbero la parola con te e tu non hai alcun dovere di mantenerela con loro. Trump ha stracciato il contratto sociale globale e facendolo, per ora, a vinto. E cosa pensa adesso di lui il mondo? Lo odia? Forse, ma alla domanda, se sia meglio esseramati che temuti o viceversa la risposta nell'inizio di questo 2026 è inequivocabile. Si risponde che si vorrebbe essere l'uno e l'altro, ma poiché difficile mettere insieme le due cose, è molto più sicuro essere temuti, chiamati. L'amore infatti è un vincolo debole. L'amore è tenuto da un vincolo dobblico che dato che gli uomini sono tristi si rompea ogni occasione di propria utilità, perché gli alleati sono per natura ingrati volubili simulatori. Finché fa i loro interessi ti offrono il sangue, ma quando il bisogno sia vicino si rivoltano. Il timore invece è tenuto insieme da una paura della punizione che non ti abbandona mai. Oggi ogni líder mondiale che guarda le foto di maduro in manette negli Stati Uniti sente quella paura della punizione. Sente che se la volpa americana decide di diventare leone, non c'è sovranità che tenga. Trump non cerca la more dei popolini, anche quello dei popoli latini. Si può molto bene essere temuti allo stesso tempo non odiati, basta che si astenga dalla roba dei suoi cittadini e delle loro donne. Se Trump garantirà con merci, se un tocccherai patrimoni delle litze u d'americane, se lascerà scorrere gli affari, andrà tutto bene, perché gli uomini dimenticano più presto la morte del padre che la perdita del loro patrimonio. Altra domanda perché Trump ha agito in questo momento perché non ha aspettato, perché ha capito che il chaos o la fortuna sono come un fiume erovinoso. Bisogna fare gli argini quando è calmo, ma soprattutto poi è meglio essere impetuosi che prudenti. La cina è prudente, l'Europa è prudente, l'America di Trump è impetuosa. Perché la fortuna è donna? È denecessario volendo la tenere sotto batterla e ortarla. Il chaos invece si lascia vincere più da questi che da quelli che procedono freddamente. Trump ha ortato il mondo e il chaos per ora gli sorride, accolto il momento agito quando gli altri calcolavano. Bene, si fa perdire. Siamo quindi in un mondo nuovo, abbiamo parlato di Trump come di un nuovo tipo di leader post-moderno e di si gimpin come un intelligenza artificiale fatta di carne. Eppure tutto quello che vi ho detto ogni singola analise, ogni previsione, ogni strategia attribuita al Presidente Americano a quello cinese, non viene da report riservati della cia, ne dati intangli Washington, ne tanto meno da quelli cinesine, dalla mia immaginazione. In questa puntata vi ho letto molte frasi che hanno otto a rei precisi. Forse le avrete notate via via che procedevamo con questa analisi. Come questa che vi rilaggora dovete sapere che ci sono due modi di combattere uno con le leggi l'altro con la forza. È una frase che originariamente è questa elacito testualmente. Dovete adunque sapere come sono due generazioni di combattere, l'uno con le leggi l'altro con la forza, quel primo e proprio del luomo, quel seconde delle bestie, ma perché il primo molte volte non basta conviene ricorrere al secondo. Potrei leggervene altre tipo le persone vanno otratate con dolcezza o agnientate perché si vendicano delle offese leggere, ma non possono vendicarsi di quelle gravi, in realtà l'original è suona più o meno così. L'uominisi de bonove zeggiare o spengere perché si vendicano delle leggerofese delle gravi non possono. Sono le parole sate di Nicolà Marchiavelli, politico e filoso fu italiano nel suo celebre il principe scritto nel 1513. Ma non solo perché se l'ocidente sta recitando un copione vecchio di 5 secoli, l'oriente sta rispondendo con un copionato ancora più antico perché tutto quanto letto e associato alla risposta cinese in questa puntata arriva da Sun Suel suo arte della guerra scritto 2500 anni fa. Ora non condivido tutto quanto violetto, ma osato queste due opere per dare l'idea di come ci sembri di vivere in una specie di lup temporale. Crediamo di vivere nell'era dell'intelligenza artificiale, ma le nostre menti politiche sono ancora te arrinascimenti italiano è una cina antichissima. Lo scontro tra trampa e si gimpina nel altro che le termo di alogo meglio le termo duello tra un secretario fiorentino e un maestro. D'una parte macchiavelli la forza limpetola volpe leone l'azione drammatica al principio e che deve spegnere i nemici per sopravvivere. È l'ocidente che crede nell'intervento nella volontà che piega la fortuna. Dall'altra c'è su un su, il da olinganno la forma senza forma, il generale che vince stando fermo caspetta che il nemico si sconfiga la solo, che considera la guerra un mali necessario da concludere il più un fretta possibile o da evitare del tutto. È l'oriente che crede nel flusso, nel tempo che scorre e leviga la pietra. Benvenuti quindi in questo strambo 2006, forse nel 1513 ho forse ancora nel 580 Christ. E arrivati a questo punto il quadro sembrarebbe chiuso. Un piccolo cico in cui l'unica scelte eschierarsi con il leone, volpe o pure con il drag, sperando di sopravvivere tra l'exampe dell'uno o nelle spire dell'altro. Eppure esiste un terzo testo che voglio proporvi oggi. Qualcuno in ascolto saprà che otterscorso gli ultimi ventagni per lo più in asia, per lo più in scena tra l'altro, che in Italia. E quindi questo terzo testo per liberarci da questo apparente gioco nel quale sembriamo caduti non può arrivare da oriente, ancora una volta. E quelli di Machiavelli e Sunsus sono testi di potere sul potere per il potere? A qu'alloraabbiamo la necessità di un testo che risponda questa domanda. Cosa succede quando il potere perde la sua humanità, posto che ce l'abbiamo ai avuta. E quindi dobbiamo ascoltare mencio, un filosofo confuciano cinese. Mentre Machiavelli insegna al suo principe come non far sidiare troppo per non essere ucciso e Sunsus insegna al generale come vincere rapidamente mencio con più un'operazione diversa. C'è un passaggio fogorante nel suo libro dei discorsi, sono i discorsi che mencio fa con i regnanti del suo tempo. Il resto andici preoccupato per la propria legitimità, etemendo per la propria testa, pone al filosofo una domanda. I regchiede è vero che tang bandi il sovrano G e che Revu uccise il sovrano Gio, mencio risponde così di con un'ecronache, il realo rencalza. Ma è lecito che un sudito uccida al suo sovrano mencio risponde. Quellui che fa violenza alla benevolenza io lo chiamo ladro. Quellui che fa violenza alla giustizia io lo chiamo criminale. Quellui che è ladro e criminale lo chiamo un semplice individuo, un nessuno. Ho sentito dire che è stato giustiziatun semplice individuo di nome Gio. Non ho sentito dire che sia stato ucciso un sovrano. Passavato prossimo. Fuori da qui è un podcast di Coran News prodotto da Coramidia. Il critto raccontato da me si monepi i ranni, il sound design è a cura di aurora ricci. In redazione il area ferraresi. I foni di studio sono le trezia marcelli e l'uca possi. La producer è Martina Conte. Il coordinamento della post-produzione è di Matteo Celsa. Le fonti dell'inserti audio sono indicate in la sinusse. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il blitz americano in Venezuela e l'arresto di Maduro rappresentano l'applicazione pratica di un nuovo ordine predatorio, basato sulla forza bruta e sul colpo definitivo piuttosto che su sanzioni parziali.
  2. La reazione cinese, guidata da Xi Jinping, è di cautela strategica e pazienza, ispirata all'"Arte della Guerra" di Sun Tzu, preferendo evitare lo scontro diretto e calcolare i costi nascosti dell'azione immediata.
  3. L'analisi rivela che le azioni di Trump seguono i precetti di Machiavelli ("Il Principe"), combinando astuzia (volpe) e forza (leone), mentre il mondo assiste impotente, dominato dalla paura piuttosto che dal consenso.
  4. Emerge un conflitto filosofico tra due modelli di potere

Summary:

Il 3 gennaio 2026, un blitz americano porta all'arresto del presidente venezuelano Maduro, segnando una svolta nell'approccio internazionale. L'azione, che causa numerose vittime, applica una dottrina predatoria: invece di sanzioni parziali, si opta per un colpo definitivo per neutralizzare l'avversario. Trump agisce con una combinazione di astuzia e forza, ispirandosi a Machiavelli, smettendo di fingere rispetto per il diritto internazionale.

Il mondo reagisce con shock, ma senza azioni concrete, accettando la nuova logica del potere basata sulla paura. Intanto, la Cina di Xi Jinping osserva con strategica pazienza, guidata dagli insegnamenti di Sun Tzu. Preferisce non cadere nella provocazione, calcolando i costi a lungo termine e cercando la vittoria attraverso l'attesa, anziché lo scontro diretto.

Tuttavia, questa inazione rischia di essere percepita come debolezza internamente. Il confronto globale si configura così come uno scontro tra due filosofie di potere: quella occidentale, impositiva e immediata, e quella orientale, adattiva e paziente. In chiusura, si introduce il pensiero di Mencio, che pone una questione etica sulla legittimità del potere e sulla violenza, offrendo una terza prospettiva oltre a quelle di Machiavelli e Sun Tzu.

FAQs

Il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno condotto un blitz mirato che ha portato all'arresto immediato del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie. L'operazione, descritta come l'applicazione di una dottrina predatoria, ha causato secondo fonti americane circa 80 vittime.

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il petrolio venezuelano 'sarà roba sua' e ha affermato che lo venderà a russi e cinesi in dollari. Questo segna un cambio radicale rispetto alle precedenti politiche occidentali di sanzioni e pressione diplomatica.

Secondo l'analisi, la domanda stessa è considerata obsoleta. L'azione americana ha deliberatamente messo da parte il diritto internazionale, scegliendo di usare la forza bruta invece delle vie legali, in una logica di puro rapporto di forza.

La Cina, sotto la guida di Xi Jinping, ha mantenuto un apparente silenzio e calma. Mentre i nazionalisti interni fremono per un'azione immediata, la leadership cinese sembra seguire una strategia di pazienza, ispirata all'Arte della Guerra di Sun Tzu, evitando di cadere in provocazioni.

L'analisi confronta la filosofia di Machiavelli (Il Principe), che rappresenta l'approccio occidentale di forza, astuzia e azione immediata di Trump, con quella di Sun Tzu (L'Arte della Guerra), che rappresenta l'approccio orientale di pazienza, adattamento e vittoria senza combattere di Xi Jinping.

Il rischio principale per Xi Jinping è interno: che la sua pazienza strategica venga percepita come debolezza dal popolo cinese, rompendo l'armonia tra governanti e governati e minando la stabilità del regime.

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