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Ep.1 - Fondazione (la leggenda)

12m 47s

Ep.1 - Fondazione (la leggenda)

La puntata esplora le origini leggendarie di Roma, intrecciando mito e possibili riscontri storici. La narrazione parte dalla guerra di Troia e dalla fuga di Enea, che, approdato nel Lazio, fonda Lavinio. Suo figlio Ascanio fonda poi Albalonga, da cui discende una linea di re albani. Il re Numitore viene spodestato dal fratello Amulio, che costringe la figlia Rea Silvia a diventare vestale. Ella, fecondata dal dio Marte, dà alla luce Romolo e Remo. Abbandonati e salvati da una lupa, i gemelli crescono per poi rovesciare Amulio e restituire il trono al nonno. Ottenuto il permesso di fondare una nuova città sul Tevere, i fratelli entrano in conflitto. Per decidere il fondatore, cercano un segno divino osservando il volo degli avvoltoi dai colli Palatino e Aventino. Romolo, avvistandone dodici contro i sei di Remo, viene dichiarato vincitore. La disputa degenera e Remo viene ucciso, secondo alcune versioni per una rissa, secondo altre per aver violato il sacro confine del Pomerio tracciato da Romolo. Seguono i riti di fondazione: il lancio dell'asta, la creazione del Pomerio e lo scavo di una fossa dove i villaggi vicini depositano della terra, gesto simbolico di unione. La data di fondazione viene tradizionalmente fissata al 21 aprile 753 a.C., corrispondente alla festa pastorale Parilia. L'episodio si conclude annunciando che il seguito affronterà gli aspetti storici e archeologici.

Transcription

1623 Words, 9935 Characters

Italian
Salve a tutti, io sono Mattia Stirpe e bentornati a storia di Roma. Questa puntata è dedicata alla fondazione della città, un argomento più che affascinante perché è un mix tra storia e leggenda. Ho deciso di dividere questo aspetto in due parti. Uno diciamo che se quel filone del mito della fantasia è d'un altro invece che più fedele alla realtà loggettiva storica ed archeologica. Vedremo che le due cose si incontreranno spesso nel senso che anche la parte leggendaria degli aspetti archeologicamente verificati, se così si può dire. Ma partiamo dall'aspetto mistico e facciamo partire il nostro racconto dalla guerra di Troia, quindi ci troviamo presumibilmente intorno al 1250 avanti Cristo. Quali schieramenti si fronteggiavano nella guerra di Troia? Ovviamente i Troiani da una parte e gli Achae dall'altra, ma chi sono gli Achae? I Achae sono le popolazioni greche che si unirono per la battaglia, o mero usar dei sinonimi, come Danai ad esempio, e secondo l'Iliade, la guerra è benizio a causa del rapimento di Elena, Regina di Sparta, ritenuta la donna più bella del mondo, per mano di pare, figlio di priamore di Troia. Non so se avete visto il film troi per questo aspetto velo consiglio. Menelello, marito di Elena, re degli Spartani e il fratello Agamennone, radunarono un grande esercito formato dai maggiori comandanti di rehi igreci e dai loro suditi, movendo guerra contro la ricca città posta all'entrada dello stretto dei Dardanelli, nello di Arna Turquia. Apriamo ora una parentesi per i più curiosi, che cosa c'è di vero e che cosa è solo frutto della fantasia di Omero. Ancora nessuna evidenza storica conferma ad esempio la conquista della città da parte degli Achae, capeggati da Agamennone. Dicerto l'archiologiari scontrato la distruzione e rifondazione della città più volte, ma non c'è ancora la certezza che la fine di Troia fu per mano di quella battaglia in particolare. Molto probabilmente da un'ennesima altra guerra, chissà non lo sapremo mai. Ultimi studi hanno confermato che la città aveva uno sviluppato e complesso sistema politico, molto simile a quello descritto da Omero e parlando di cose non confermate storicamente, possiamo eliminare del tutto la causa che scateno la guerra secondo il poeta greco. Ovvero Elena. Di sicuro i Greci volevano espandersi e nel loro mirino non potevano esserci una città così ricca e potente, che apriva di fatto le porte dell'Asia Minore. Altro aspetto mistico è l'utilizzo del famoso cavallo di Troia. Nel 2016 di un archiologo navale dell'Università di Marziglia, Francesco Tiboni, rivelo in uno studio che potrebbe esserci trattato di un tipo di nave finicia molto di fusa quei tempi chiamata "ip-os" e da qui cavallo per via della polena ornata da una testa e quiina. Da qui sarebbe nato il mito o addirittura all'equivoco dei traduttori. Ma andiamo avanti perché anche solo su questa guerra potremo parlarne in realtà per giorni. De assumendo possiamo dire che la città cade secondo la legenda dopo 10 anni di battaglie, ci troviamo nell'età del bronzo, gli a che vi incono la guerra e denea. Un guerriero troiano molto valente e figlio del cuggino del repriamo, fuggia dalla città sconfitta e dopo lungo viaggio approda nelle coste dell'azio. Qui sempre secondo la legenda sposa la principessa "l'avigna", figlia del relocale latino e fonda "l'avigno" in latino "l'avignum" insieme ad altri esoli troiani. Di per certo sappiamo che storicamente in Italia furono fondate molte colonie greche, quindi il fatto di trovarci adesso a parlare di un greco che si trasferisce in Italia, insieme ad altri esoli, per fondare una città non è del tutto in idea sbagliata. Suo figlio a Scagno o Yulio fonda a sua volta la città di Albalunga, ci troviamo nel 12 mosaicolo avanti Cristo, e precisamente 30 anni dopo la fondazione della città di Lavigno. Tenetamente il nome di questa città perché non solo è importante in questa vicenda, ma anche perché la ritroveremo più avanti nel nostro acconto. Da Scagno inizio ad ungo una discendenza di re così detti Albani o Latini. Sono in sostanza una serie di leggendari re dell'azio e Albalunga, che, nella mitologia romana, colmano il vuoto fra Enea e la fondazione da Roma da parte di Romulo e Rémo. Arriviamo quindi fino al punto che Albalunga si espande, arrivando fino alle sponde del Tevere, diventa il centro più importante nella zona dell'epoca, e in particolare ci soffermiamo ora sul re Numitore, che viene spode stato dal fratello Amulio. Amulio non contento, uccide anche tutti i fili maschi di Numitore in una battuta di caccia, e obbliga l'unica figlia rimasta Reasilvia a diventare una vestale, una sacerdotesca che quindi doveva fare un voto di castidad, tutto questo per evitare in futuro una rivendicazione del trono, ovviamente. Tutta via Reasilvia rimase comunque in cinta, secondo la leggenda, del Dio Marte e partori due gemelli, è quei nostri Romulo e Rémo. Mi permetto di aprire una parentesi e vi consiglio vivamente di vedere il film il primo re, che racconta secondo me in maniera molto attendibile i fatti precedenti alla fondazione di Roma, descrivendo abbastanza bene il carattere e le vicende legate a Romulo e Rémo. Il Ré Amulio appena lo scopri ordino l'ucisione dei due, che in realtà vennero però risparmiati e abbandonati sulle rive del tevere, dove vennero allattati inizialmente da una lupa che li salvoda una fine certa. La leggenda narra che vennero scoperti è acuditi da una coppia di contadini dell'epoca, Faustolo e Acclarenzia. I due gemelli crescono e una volta venuti a conoscenza delle loro origini si organizzano e riuscirono a spode stare il Ré e il Gittimo Amulio e ripristinarono il potere nelle mani del nonno numitore e liberarono la loro madre reasilvia. Dopo aver risollevato la situazione del potere nella città di Albalonga, i due gemelli ottennero dal nonno numitore il permesso di fondare una loro città sulle rive del tevere, da qui per onacquero i primi scrazzi tra i due fratelli. Ognuno voleva fondare la propria città ma chissare bestato dei due. Erano due gemelli a chi doveva aspettare le gemonia, il potere se non c'era un vero e proprio primo genito. Ovviamente servivò un segno divino, un messaggio che decretasse che fosse il reale fondatore della città, per questo i due scelsero due sei di inaugurali di staccate tra loro. Romolo scelse il palatino, mentreremo la ventino, due dei sette colli di Roma. Sono Plutarco e Tito Livio a raccontarci questa vicenda, inerente alla fondazione della città. Questo messaggio divino arriva dal monte al bano attraverso il volo di alcuni avvoltoi. Da qui prosegui ulteriormente la disputa tra i due, perché non erano d'accordo sul numero di avvoltoi che contarono. Riamo conto dalla sua parte il volo di 6 avvoltoi, mentre Romolo 12. La versione raccontata da Plutarco è molto simile a quella di Livio, con la sola eccezione che Romolo potrebbe non aver avvistato alcuna avvoltoio. La sua vittoria sarebbe pertanto stata per alcuni frutto dell'inganno. Questo è il motivo per cui Remo si adirò e nè Aquela Rissa che ne portò alla morte di quest'ultimo. Secondo invece un'altra versione Remo non morì a causa dell'itigio causato dal numero di avvoltoi visti, ma perché superò il così detto Pomerium, un limite sacro e invalicabile tracciato da Romolo per su ordine. Remo sembrarebbe che non fosse a conoscenza dell'ordine in partito dal fratello e una volta scavalcato venne ucciso da una guardia di Romolo. C'è da dire che il Pomerio non era un vero e proprio muro, ma un confine religioso e regale, marcato da Pietre Bianche che non comprendeva tutto il centro della città odierna ovviamente, ma l'epoca una piccolare a comprensiva del palatino. Secondo questa versione Romolo, venuto a conoscenza dell'ucisione del fratello, rimase molto scosso e avvilito, ma essendo ormai il vero e unico sovrano non ho soppiangere davanti alla sua gente. Qualsiasi sia la versione reale dei fatti sappiamo che Romolo fu quindi il fondatore della città o meglio il vincitore della disputa tre fratelli che volevano fondare la loro città. Riasumendo i momenti principali della fondazione come ci racconta Plutarcho possiamo citare alcuni principali momenti. Il lancio dell'asta dal palatino, ovvero Romolo stesso scalgiona l'ancia che si può inficcò. terra diventa un albero e lì si scegli che fosse diventato appunto il centro della città, poi abbiamo la creazione del pomerium, come abbiamo citato prima, e lo scavo della fossa, che cos'è lo scavo della fossa. Si narra che venezcavata una sorta di buca, dove dovevano essere posti all'interno, tutto quello che sarebbe servito alla fondazione della nuova città. Importante significativo questo gesto, il villaggi intorno praticamente portarono tutti una parte della loro terra, come gesto di unione e di unità, e mescolarono la loro terra, ponendo all'interno della fossa. Il gesto qual è di questa terra mescolata? Romanasce dalla terra dei villaggi vicini, in unione, come realtà nuova e mix di terra e circostanti. Questo è un aspetto che ritroveremo anche nel futuro della città eterna, perché sarà una delle sue caratteristiche più affascinanti e peculiari. Vedremo come in seguito Roma, ingloberà, tradizioni, terreni, culture che ne faranno diventare la regina del Mediterraneo. La data stabilita, per la fondazione della città di Roma, viene fatta risalire al 21 aprile del 753 a.C. Il 21 aprile era infatti il giorno di festa chiamato Parilia, un evento pastorale dedicato alla abbondanza e alla fertilità esistente già prima della nascita della città e successivamente stabilita come data della fondazione. Nel prossimo episodio vedremo trattare lo stesso argomento cercando di fare un'ozum sugli aspetti storici e archeologici. Ci allontaneremo un po' dalla leggenda che sicuramente vedremo avrà delle cose comunque veritiere e reali per cercare di chiarire i fatti storici che portarono alla nascita di questa fantastica città. A la prossima puntata. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. La fondazione di Roma è un misto di leggenda e storia, partendo dal mito di Enea fuggito da Troia.
  2. La discendenza albanina porta a Romolo e Remo, la loro nascita miracolosa, l'abbandono e l'allattamento da parte di una lupa.
  3. La disputa tra i gemelli per la fondazione della città si risolve con l'augurio degli avvoltoi, portando alla morte di Remo e alla fondazione di Roma da parte di Romolo.
  4. I riti di fondazione includono il lancio dell'asta, la creazione del Pomerio e lo scavo della fossa per unire le terre dei villaggi circostanti.
  5. La data tradizionale della fondazione è il 21 aprile 753 a.C., giorno della festa pastorale Parilia.

Summary:

La puntata esplora le origini leggendarie di Roma, intrecciando mito e possibili riscontri storici. La narrazione parte dalla guerra di Troia e dalla fuga di Enea, che, approdato nel Lazio, fonda Lavinio. Suo figlio Ascanio fonda poi Albalonga, da cui discende una linea di re albani.

Il re Numitore viene spodestato dal fratello Amulio, che costringe la figlia Rea Silvia a diventare vestale. Ella, fecondata dal dio Marte, dà alla luce Romolo e Remo. Abbandonati e salvati da una lupa, i gemelli crescono per poi rovesciare Amulio e restituire il trono al nonno.

Ottenuto il permesso di fondare una nuova città sul Tevere, i fratelli entrano in conflitto. Per decidere il fondatore, cercano un segno divino osservando il volo degli avvoltoi dai colli Palatino e Aventino. Romolo, avvistandone dodici contro i sei di Remo, viene dichiarato vincitore.

La disputa degenera e Remo viene ucciso, secondo alcune versioni per una rissa, secondo altre per aver violato il sacro confine del Pomerio tracciato da Romolo. Seguono i riti di fondazione: il lancio dell'asta, la creazione del Pomerio e lo scavo di una fossa dove i villaggi vicini depositano della terra, gesto simbolico di unione. , corrispondente alla festa pastorale Parilia.

L'episodio si conclude annunciando che il seguito affronterà gli aspetti storici e archeologici.

FAQs

La fondazione di Roma viene divisa in due parti: una legata al mito e alla leggenda, e l'altra più fedele alla realtà storica e archeologica.

Gli Achei erano le popolazioni greche unite per la battaglia contro Troia, spesso chiamati anche con sinonimi come Danai.

Secondo l'Iliade, la guerra fu causata dal rapimento di Elena, regina di Sparta, da parte di Paride, figlio del re di Troia Priamo.

Romolo e Remo erano gemelli, figli della vestale Rea Silvia e del dio Marte. Vennero abbandonati sulle rive del Tevere e allattati da una lupa, poi salvati dai contadini Faustolo e Acca Larenzia.

I due gemelli attesero un segno divino osservando il volo degli avvoltoi. Romolo ne vide 12 dalla sua postazione sul Palatino, mentre Remo ne contò 6 dall'Aventino, decretando la vittoria di Romolo.

Il Pomerio era un confine sacro e invalicabile tracciato da Romolo attorno al Palatino. Secondo una versione, Remo fu ucciso per averlo scavalcato.

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