Il podcast discute l'importanza del concetto di "logos" nella cultura greca antica, che rappresenta la parola, il discorso, il pensiero e la narrazione. Si approfondisce il concetto di "dialogos", un discorso che si articola attraverso una successione di spezzature e passaggi, evidenziando come Platone abbia utilizzato il dialogo come strumento filosofico per esprimere punti di vista differenti e raggiungere una verità. Si sottolinea l'importanza di un dialogo privo di animosità e hostilità, animato dal desiderio di raggiungere la conoscenza, affinché la scintilla della comprensione possa scoccare. Infine, si menzionano i dettagli relativi al podcast "Parole che raccontano" scritto da Maurizio Bettini e Mario Lentano, parte di una serie di podcast didattici realizzati da Sanoma in collaborazione con Corea Midia.
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Diologo è una parola importante, importante nel nostro linguaggio perché lo ha usato moltissimo, ma è soprattutto importante nella vita, perché se non c'è dialogo offerere persone e fra i gruppi, come sappiamo è un disastro. Eppure dentro di dialogo questa parola così importante, c'è una se possibile ancora più importante per tutti noi cioè quel logo che sarebbe poi il greco logos. Questo è parole che raccontano un podcast di Sanoma realizzato con Coramilia. Questa puntata è scritta e letta da Mauricio Bettini. Logos in greco è un termine diffusissimo, soprattutto nell'esivo intellettuale, lo è anche per noi perché se pensiamo al termine logica che deriva appunto dal logos greco è niente meno che l'arte di ragionare. È importante anche nella religione in christianesima perché il vangelo di Giovanni comincia proprio così, in principio era il logos e il logos era presso diho e il logos era diho. È una frase che ha fatto scoro dei filmi d'inchiostro per interpretare perché viene una fase molto complessa, ma noi teniamoci alla greco dei greci, a greco classico che cosa indica propriamente per i greci? Beh, logos è prima di tutto la parola, infatti un derivato da un verbo "leggo" che significa dire "parlare". Poi più in generale il discorso il racconto, anche la narrazione. Con logos però si designa anche quella facoltà che sta dietro la parola, cioè il pensiero, quindi logo se contemporaneamente, il discorso, il pensiero che ci sta dietro è un pensiero discorso, un discorso pensiero, una parola regione. In effetti se ci pensate bene, quando noi parliamo mettiamo in azione il nostro pensiero per parlare, per me sarebbe opportuno che non metesse in azione e che pensassimo quello che diciamo, beh, però è anche vero che il pensiero si articola attraverso il linguaggio, quindi questi ideari greci che il linguaggio e pensiero erano un po' la stessa cosa in fondo e anche molto giustificata. Allora se il logos è un discorso regione, diciamo, un discorso di pensiero, che cosa è un dialogos? E qui entra in gioco una particella greca, un preverbio, c'è una parolina che si mette davanti a una parola e che indica una serie di significate, significa di ha, significa traverso, significa in successione, significa divisione intervalli, quindi il dialogos è proprio un discorso, pensiero che si articola attraverso una successione, attraverso una serie di spezzature in qualche modo di passaggi e per questo che noi chiamiamo dialogos, cioè il discorso fra più persone con questa parola, perché si presopone che queste più persone quando parlano discutono un dialogano fra loro, in realtà apportano avanti una specie di ragionamento comune, no una polifonia, di discorzi che anche una polifonia di ragionamento. Chi ha fatto del dialogo un vero e proprio genere letterario è stato probabilmente platone, il primo che ha usato questa forma di interazione linguistica fra le persone come strumento di composizione di un testo. Platone ha composto dei dialogi che sono scelleberre importantissimi anche per la nostra cultura, in particolare la repubblica, le leggi, e così via, ma anche Cicerone, lo stesso Cicerone, l'altro relatino, ha composto dei dialogi. Perché la filosofia si impadronisce del dialogo? Perché in qualche modo, attraverso questa simulazione, i personaggi che intervengono in dialogo, conquistano passo passo una loro verità filosofica, esprimano ciascuno un punto di vista differente su una certa questione che poi si arriva a una conclusione che in qualche modo rappresenta lesito di questo dialogo, però bisogna sapere che c'è dialogo e dialogo. Cioè non tutti i dialoghi sono buoni. Platone ancora lui in una lettera la settima ci spiega come un buon dialogo, come funziona un buon dialogo, gli elementi che compongono il ragionamento e lui menziona il nome dell'oggetto, l'immagine e il discorso che lo rappresenta. Cioè sono tutti gli elementi che compongono il ragionamento. Si devono combinare ed è un essere sfregati l'uno contro l'altro, lui dice proprio così, sfregati l'uno contro l'altro, usa questa metàfora. Finché è un certo punto scocca una scindilla, si accende una luce e questa è le pisteme, questa è la conoscenza, abbiamo capito. La forza di sfregare fra loro questi elementi, non parlandosi in successione, prima io, poi tu, poi lui, poi l'ancho che aggiunce questo, che aggiunce l'ancho eccetera eccetera. Quindi la saggetza e la conoscenza riguarda le cose, è la loro comprenzione, scatta come proprio una scintilla, come quando si strusciano fra loro due bastoncini, come si vedeva nei film che rappresentavano la vita selvaggia, con uno sfregamento si parla di scintilla che poi accendeva un fuoco. Ecco, è molto bella questa immagina della scintilla, perché? Perché ti dà l'idea che la conoscenza, che è una luce che si accende, una scintilla che si scocca, in realtà non è una conquista perenne, la scintilla, poi si spegne, e così è la conoscenza, cioè una volta che si è compiuto si è svolto un diamolo go fra le persone, ma è con una volta che si è fatto questo e che si accesa la scintilla, la scintilla si può spegnere poi, e la conoscenza regredire, e allora cosa bisogna fare è bisogna ricominciare a discutere, questa è una cosa bellissima, perché d'all'idea che la conoscenza non è una acquisizione per sempre. La conoscenza è qualche cosa che progredisce, sono scintille che si scoccano, piampiano attraversi il dialogo, e finché a un certo punto si raggiungi uno stadio di cui al momento siamo soddisfatti, plato non dice, secondo le capacità umane, perché è così. Noi uomini parlano dei limiti anche in irregionamento nel pensiero, però ecco, e questa forse l'insegnamento è più importante che lui ci dane la settimana nettra. Come deve essere formato il gruppo che gli scute? Allora lui dice, deve essere animato da un atteggiamento positivo, di avere una buona disposizione naturale, quindi deve essere un dialogo, privo di animosità e hostilità. Insomma il contrario di quello che a volte si vede nel toccio delle visibili, in cui invece la gente si ha capiglia, si urla addosso, etc. Se il dialogo fra le persone è privo di animosità, è animato dal desiderio di raggiungere la conoscenza, allora con questo asfergamento la scintilla può scoccare. Se invece la disposizione naturale dei dialoganti è cattiva perché sono animati da hostilità, sentimenti non belli diciamo sentimenti così di soprafazione l'uno sull'altro, etc., questa scintilla non scoccherà mai. Parole che raccontano fa parte di ascoltando simpara, la serie di podcast di dattici realizzati da Sanoma in collaborazione con Corea Midia. Parole che raccontano è scritto da Maurizio Bettini e Mario Lentano per i loro corsi di storia pubblicati da Sanoma, l'ideazione è di gioco muombrosi e Andrea Rizzotti, la produzione è di Corea Midia, la voce è di Maurizio Bettini.
Podcast Summary
Key Points:
Il concetto di "logos" in greco antico rappresenta la parola, il discorso, il pensiero e la narrazione.
Il "dialogos" è un discorso che si articola attraverso una successione di spezzature e passaggi.
Platone ha utilizzato il dialogo come strumento filosofico per esprimere punti di vista differenti e raggiungere una verità.
Summary:
Il podcast discute l'importanza del concetto di "logos" nella cultura greca antica, che rappresenta la parola, il discorso, il pensiero e la narrazione. Si approfondisce il concetto di "dialogos", un discorso che si articola attraverso una successione di spezzature e passaggi, evidenziando come Platone abbia utilizzato il dialogo come strumento filosofico per esprimere punti di vista differenti e raggiungere una verità. Si sottolinea l'importanza di un dialogo privo di animosità e hostilità, animato dal desiderio di raggiungere la conoscenza, affinché la scintilla della comprensione possa scoccare.
Infine, si menzionano i dettagli relativi al podcast "Parole che raccontano" scritto da Maurizio Bettini e Mario Lentano, parte di una serie di podcast didattici realizzati da Sanoma in collaborazione con Corea Midia.
FAQs
Il logos greco indica la parola, il discorso, il pensiero e la narrazione.
Il dialogo è fondamentale per la comunicazione tra le persone e i gruppi.
Probabilmente Platone è stato il primo a utilizzare il dialogo come strumento di composizione letteraria.
Non tutti i dialoghi sono buoni: Platone spiega gli elementi che compongono un buon dialogo e la sua importanza.
Il gruppo deve essere animato da un atteggiamento positivo, privo di animosità e con il desiderio di raggiungere la conoscenza attraverso il dialogo.
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