Cosa c’entra lo sport con l’italiano? Te lo racconto in questo episodio
32m 20s
Simona condivide la sua storia personale con lo sport, partendo da un’esperienza giovanile di ginnastica artistica agonistica che, nonostante l’intensità e la disciplina, le ha lasciato un trauma legato allo stress e agli attacchi di panico. Dopo anni di rapporto discontinuo con l’attività fisica, nel 2025 ha deciso di riprendere con un programma rigido, ma è fallito in due settimane. Attraverso un podcast di un trainer, ha riconosciuto cinque atteggiamenti limitanti: credere che sport sia solo palestra, che si debba iniziare solo a gennaio, adottare una mentalità “tutto o niente”, aspettare una vita perfettamente stabile, e concentrarsi solo sui risultati. Per ognuno, fa un parallelo con l’apprendimento linguistico, come pensare che guardare serie o ascoltare podcast non sia studio valido, o rimandare lo studio a periodi ideali. La svolta è arrivata abbracciando la flessibilità, il valore dei piccoli gesti quotidiani, e il piacere del processo. Conclude che sia nello sport che nello studio, la costanza imperfetta supera la perfezione temporanea, e il vero progresso si costruisce giorno dopo giorno, godendosi il viaggio.
Ciao, tu chiesi colti, ti do il benvenuto nel mio podcast. Michiamo Simona, e guido esseri umani da ogni parte del mondo, a sviluppare consapevolezza Dell e autonomia Nell, processo di apprendimento linguistico, per raggiungere un livello avanzato di lingua italiana insieme. Ciao e bentornato e bentornata nel mio podcast. Ho benvenuto e benvenuta se questa è la prima volta che ascolti la mia voce. Oggi mentre registro questo episodio sono allottava settimana di allenamento, allenamento sportivo. Nonero, così costante, dai tempi in cui mi allenavo al livello agonistico. E cioè più di 20 anni fa, aciventi sono grande, 20 anni fa, mamma mia. Va bene, a parte questo. Oggi voglio parlarti proprio di questo argomento. Tutti chiedereai "ma cosa c'entra?" Simona Cara con la lingua italiana. Fidati di me, centra. Abbi, pazienza e segumi in questo racconto. E se rimani, se rimarrai con me fino alla fine, fino agli ultimi minuti di questo episodio, io avrò un piccolo regalo per te. E dunque, 3, 2, 1, e iniziamo. Non so se sai che in passato sono stata una "ginnasta". Praticavo "ginnasticartistica" a livello agonistico. Altre volte, in altri episodi, video, non mi ricordo, ho usato la parola sbagliata. Io ho detto che praticavo "sporta" a livello professionale. No, non ho mai fatto "sporta" a livello professionale nel senso di ricevere un pagamento per la tipita sportiva, ma ho fatto "sporti" in passato al livello agonistico. Cioè mi allenavo per gareggiare, per partecipare a delegare. Ho iniziato molto piccola alle scuole elementari e ho continuato fino alla seconda media. Quindi mi sono allenata, ho fatto "sport", ho fatto praticato "ginnasticartistica" per circa 7 anni. All'inizio era uno sport come un altro. Poi, a partire probabilmente dalla quarta elementare, quarta elementare, quinta elementare, prima media seconda media, ho fatto "sporta" a livello agonistico e quindi ho iniziatta a partecipare a gare regionali e nazionali. Questo è stato il momento in cui lo sport è iniziato a diventare pesante, perché mi allenavo tantissimo troppo. Gli allenamenti erano ogni giorno con una piccola pausa solamente il sabato e la domenica. Si lavorava sul fiato, si lavorava sulla muscolatura, si lavorava sulla flessibilità, c'erano i giorni in cui si praticavano le routine, le routine erano i balletti di "ginnasticartistica" che poi si portavano a legare. Erano i balletti di circa 7 minuti, ora non mi ricordo la durata precisa, dove si ballava, si facevano le varie difficoltà, eccetera, eccetera. Insomma, era estenuante, la pausa estiva era solamente per il mese da gusto e poi si ricominciava. Insomma, possiamo dire che era per me quasi un lavoro a tempo pieno. E perché ho interrotto, ho interrotto ovviamente, perché era troppo pesante, io ero troppo piccola, perché lo stress mentale era troppo grande per me. Ma soprattutto, perché volevo vivere e comportarmi come una ragazzina della mia età. Volevo uscire la sera con le mie amiche. Volevo uscire con i ragazzi e parlare di ragazzi. E invece facendo sport in quel modo, arrivavo la sera distrutta e non potevo fare altro. Insomma, ho lasciato per essere come qualsiasi altra ragazzina della mia età. Dall'ora, il mio rapporto con lo sport è stato incostante, ho iniziato a fare palla volo per stare con alcune delle mie amiche. Poi ho lasciato, ho iniziato la scuola superiore, la scuola superiore richiedeva un impegno scolastico maggiore, molto più studio. E quindi andavo ogni tanto in palestra, mi allenavo ogni tanto in casa, ma ovviamente in modo discontimo e soprattutto con questa sorta di paura nei confronti dello sport. Perché i tempi in cui mi allenavo livello agonistico era molto comune per me avere dei piccoli attacchi di panico durante l'alleramento. Mi capitava molto spesso, gli andare in iperventilazione perché l'intensità di ciò che facevamo era troppo alta per me ma non mi potevo fermare. Dovevo continuare perché il maestro voleva che continuassi e quindi ovviamente questo ha fatto un asciere in me una sorta di rifiuto nei confronti dello sport, non solo nei confronti dello sport ma nei confronti della fatica estrema perché ogni volta che iniziava dalle narmi e sentivo che il corpo ritornava in quello stato di fatica, iniziava a battermi forte il cuore, io mi fermavo e mi tiravo indietro. Quindi questo è stato diciamo il mio rapporto con lo sport, con la fatica e lo sforzo a partire da quel momento. Quindi da questa esperienza, con la ginastica artistica, il mio rapporto con lo sport è stato discontinuo ma soprattutto non molto tranquillo perché appunto avevo dentro di me questa piccola ferita che amemola così, questo piccolo trauma, il mio corpo però soprattutto a partire dall'anno scorso, iniziato ad alzare la voce in che senso, iniziato a farsi sentire con dolori, tensioni ma a parte questo, quindi a parte tutti i segnali di un corpo che non si allena, non fa movimento in modo sano e iniziato a nascere in me, proprio questo bisogno di risentermi forte nel mio corpo. Ma anche il desiderio di allenarmi perché ovviamente, dello sport che facevo prima della ginastica artistica, non tutto era brutto, c'era uno delle cose che mi piaceva, non tantissimo, mi piaceva tantissimo la sensazione di sentire mi forte, perché appunto avevo una muscolatura importante, ma soprattutto mi piaceva la sensazione legata all'realizzare, ciò che il mio corpo era capace di fare, saltavo in area, facevo i carpiati, facevo le verticali, facevo le ruote, le ribaltate, il mio corpo era capace di fare cose incredibili, quello mi piaceva, mi dava un senso di libertà, mi faceva stare bene. Qui siamo che l'anno scorso e rinato, in me, questo desiderio dell'attività fisica, questo desiderio dell'attività sportiva, e così a capodanno di quest'anno, io ogni anno, a capodanno mi prendo un paio di giorni per fare la mia pianificazione dell'anno, quindi non sono a livello lavorativo, a livello personale, viaggi, vacanze, etc., ma lavoro anche molto sulle mie intenzioni per il nuovo anno. E tra le mie intenzioni per il 2025, c'era proprio quella di ricominciare a fare sport con costanza, desiderio e voglia, e così da brava maniaca della pianificazione del controllo quale sono, ma sto imparando, sto molto lasciando andare, ma di questo ne parleremo dopo, e così inizio a pianificare le mie attività sportive per il 2025. Inizio a cercare le palestre, a capire qual'attività fare, e così pianifico tutto. Il mio programma è perfetto. Devo fare questo all'enarmi quattro volta settimana, al fine settimana dedicarmi alle camminate, alle passeggiate, etc., e inizio così, a gennaio 2025, a mettere in pratica questo mio programma maniacale, che ammiamo lo così, e decisamente il realistico e ti dirò perché. Ovviamente che cosa succede dopo solo due settimane? Questo programma, crolla, e perché crolla? Perché, ascoltami bene, la realtà e la vita sono più forti e imprevedibili di qualsiasi forma di pianificazione. Qual è stato il problema per me? Il problema non è stato solamente la pianificazione maniacale. Noi quindi programmare, giorno per giorno, ora per ora settimana per settimana, mese per mese, attività per attività, ma il problema è stato soprattutto la mia idea di sport. Cioè, l'idea che io avevo nella mia mente, dicio che fare sport significa, è ovviamente la mia pianificazione maniacale. Ma questa è una lezione che ho già imparato tante volte nella mia vita, non solamente nello sport. Questa esperienza con lo sport mi ha ricordato per le mesi ma volta, quanto la pianificazione maniacale non funzioni, la mia pianificazione maniacale ha abbinata alla mia idea di sport, erano fortemente incontrasto con la realtà della mia vita. E iniziamo a vedere quale era la mia idea di sport. E qui arriviamo al contenuto che voglio portarti oggi, perché attraverso la mia idea di sport, condividerò con te, degli atteggiamenti sbagliati o sempre paura ad usare questa parola. Direi piuttosto limitanti, degli atteggiamenti, limitanti nello sport, ma che possiamo anche ritrovare nell'ambito dell'apprendimento linguistico. E allora adesso parlerò con te di quella che era la mia idea di sport. Per me lo sport era solamente andare in palestra, ovva in palestra, oppure non stai facendo il sport. Tutto il resto. Tutti gli altri modi per muover il corpo in modo sano, per me non erano sport. Per me lo sport.
era iniziare a gennaio oppure non iniziare mai perché? O si inizi a gennaio oppure fare sport non ha senso. Per me sport era o tutto o niente? O faccio lo sport seguendo precisamente il mio programma e allenando mi intensamente i giorni pianificati oppure non ha senso, quindi ho faccio tutto o non faccio niente. Per me sport poteva essere fatto solo con una vita stabile e infatti mi continuo a ripetere benissimo, quest'anno sarò più stabile, viaggerò di meno, starò più tempo a bari, quindi posso fare questo, posso iscrivermi in palesta perché così che si fa quando la vita si stabilizza questa idea folle che abbiamo di una vita che si stabilizza, allora potrò iniziare a fare sport e, d'in fine per me sport, era pensare ai risultati, mi alleno e non mi concentrono anche sull'elenamento, ma mentre mi alleno penso "ho, come diventeranno diverse le mie gambe o come si appiattirà la mia pancia o come diventerò più forte invece che stare nel momento e godermi l'elenamento e il piacere di muovere il mio corpo". E ovviamente questa mia idea era fortemente in contrasto lo ripeto e lo ripete lo tante volte in questo episodio con la realtà della mia vita, due settimane e poi basta, tutto è finito, ma come in tutte le storie arriva sempre quel momento in cui il protagonista o la protagonista della storia che si trova in alcune difficoltà incontra sul suo cammino un maestro o una maestra e questo momento è arrivato anche per me, scopro che solamente su Instagram una persona, il trainer, insegnante di yoga, guida spirituale con cui mi sento subito in connessione, la segue su Instagram scopro che ha un podcast a scolto inizio ad ascoltare il suo podcast ed ecco che qualcosa inizia a cambiare in me per quanto riguarda il rapporto con lo sport. I suoi episodi del podcast mi aiutano a lavorare con tutte le mie rappresentazioni mentali e le mie idee pre-concette sullo sport. Grazie ai suoi episodi del podcast, io ho fatto un grande lavoro di consapevolezza perché come dico sempre, per iniziare qualsiasi progetto di vita, un nuovo lavoro o una nuova attività, imparare una lingua straniera, fare sport, come nel mio caso, prima di iniziare la qualsiasi attività, il lavoro più importante e quello fatto su l'impostazione mentale, il mindset e quindi lo sviluppo della consapevolezza ed ecco che grazie alle episodi di questa persona, il trainer, con cui poi ho iniziato a lavorare per la mia attività sportiva, qualcosa in me inizia a cambiare, inizia a muoversi. Adesso voglio ripercorre, insieme a te tutte le mie idee sullo sport che grazie alla scolto di questo podcast hanno iniziato a modificarsi, dando-mi maggiore consapevolezza e permettendomi voi iniziare un percorso di allenamento costante, i cui risultati adesso posso vedere sul mio corpo. Iniziamo dal primo punto, e per ogni punto ti farò un parallelismo con atteggiamenti simili che si sviluppano nell'ambito dell'apprendimento linguistico. Iniziamo dal primo punto, e ciò è, sport è solo palestra, che cosa significa questo punto? Significa che per me, per molto tempo, fare sport significava semplicemente andare in palestra, non semplicemente, ma significava solo andare in palestra. Se non mi ha l'enavo con macchine, pesi, oschede, allora quello non era sport, tutto il resto, per esempio, camminare, o andare in bicicletta, o fare yoga, o anche ballare, tutto questo mi sembrava solo un movimento, non qualcosa di valido o di efficace. E perché questo pensiero è limitante? Perché con il tempo capito che questa imbea, questa mia idea, era troppo rigida, lo sport e qualsiasi attività fisica che in modo il corpo migliora il benessere e crea una routine sana. Il movimento ha valore anche se non è intenso, anche se non fa sudare, questa altra idea, se non sudi non stai facendo sport. Fare sport non significa solo fare fatica o sprintere al massimo, ma significa, e questo me l'ha insegnato, questa persona al trainer con cui sono entrata in contatto, fare sport significa avere cura di sé, in modo costante. E quali sono gli atteggiamenti simili nell'apprendimento linguistico? Per esempio credere che guardar una serie in italiano non valga perché non è vero studio, oppure è sottovalutare attività leggere come l'ese l'imposto su Instagram o ascoltare un podcast, oppure pensare che se non sto studiando seriamente allora non sto imparando nulla, oppure vedere l'apprendimento come qualcosa che succede solo, seduti a un tavolo con un libro aperto, se non sei seduto a un tavolo con un libro aperto, beh quella non escuola, quello non è apprendimento, o infine credere che solo nelle scuole in un corso e la ficale si possa imparare qualcosa, con un programma ben definito, con un programma canonico, veidi legame, transport e apprendimento linguistico, in entrambi casi, i pensieri limitanti impediscono il raggiungimento dei nostri obiettivi. Secondo punto, fare sport significa iniziare a gennaio, oppure non iniziare. Per me fare sport significava iniziare il primo gennaio come buon proposito per l'anno nuovo, se perdevo quella data allora non aveva più senso cominciare, era come se ci fossero dei momenti giusti per iniziare. Gennaio, settembre, lunedì, se saltavo quelli, beh allora finiva tutto. In pratica, se non cominciavo perfettamente, allora non valeva la pena iniziare, ha fatto quanti di voi pensano la stessa cosa, rifletti seriamente su questo punto. E perché questo è un pensiero limitante? Perché questa è una tappola mentale, la verità è che qualsiasi giorno è buono per iniziare. Il corpo è la mente soprattutto, non sanno che giorno è. Sanno solo che hai fatto qualcosa oggi. Aspettare il momento perfetto spesso serve solo a fare che cosa serve solo a procrastinare e rimandare. Iniziare a novembre, iniziare di mercoledì, iniziare in un periodo incasinato e comunque un inizio e un piccolo inizio è sempre meglio di nessun inizio. E quali sono atteggiamenti simili nell'apprendimento linguistico? Vediamo quali sono i pensieri più comuni. Pensiero numero uno, iniziò a studiare italiano dall'une di "ansi", da settembre, pensiero numero due, se salta una lezione, tanto vale mollare tutto. Pensiero numero tre, no orma e tardi, dovevo cominciare prima. Pensiero numero 4, no, non è possibile, iniziare ad agosto. Pensiero numero 5, non voglio fare una cosa a metà. Quindi meglio niente, di quante occasioni ci previamo per queste trappole mentali. Il tempo è una costruzione mentale rifletti su questa cosa. Perzo punto l'idea che per me lo sport fosse o tutto o niente, che cosa significa? Per me fare sport significa fare tutto al massimo, allenarmi quattro cinque volte a settimana, seguire una scheda precisa, mangiore bene, dormire bene, tutto doveva essere perfetto. Se mi riuscivo a fare tutto, allora lasciamo perdere. Un allenamento saltato rovinava la settimana, una giornata "no" bastava per farmi abbandonare tutto. Questa mentalità è molto comune, ma anche molto dannosa. E questo mi ha insegnato questa persona al trainer con il suo podcast. La realtà è che fare qualcosa è sempre meglio di non fare niente. Un allenamento di 15 minuti conta una camminata, conta anche una pausa, conta se parte di un percorso più ampio. Lo sporto non è una maratona ogni giorno, ma una soma di piccoli gesti nel tempo. La continuità anche in perfetta vale più della perfezione temporanea. E quali sono pensieri simili nell'apprendimento linguistico? Se non posso studiare un oralgiorno allora non studio per niente. Non ha senso fare 10 minuti di ascolto, sono troppo pochi. Se non riesco a fare tutti gli esercizi allora panto vale chiudere il libro. O riesco a capire tutto quello che sento, o è inutile. Devo fare tutto perfettamente, oppure non serve niente. Quante volte hai pensato queste cose? Quante volte? Si sincero e si sincera con me. E quante volte ti sei limitato e limitata. Punto numero 4. Per me sport era possibile solo in una vita stabile. Per molto tempo pensato che per fare sport dovevo avere una vita tranquilla e organizzata, mi dicevo adesso è un periodo troppo pieno, appena finisce questo progetto riprendo. Quando vorrò rarri più regolari mi allenerò. In questo caus sono una senso provare, tanto non riusciro ad essere costante. In pratica che cosa facevo? Aspettavo che la vita fosse perfetta prima di iniziare. E così che cosa cadeva signori e signore non iniziavo mai. La verità è questa è una cosa che quest'anno ho imparato veramente in modo profondo. La verità è che la vita non è mai davvero stabile. C'è sempre qualcosa. Un impegno in più, un imprevisto, un po' di stress. Aspettare il momento ideale significa spesso non iniziare mai. Invece lo sport, come lo studio, la lingua italiana, nel nostro caso.
può ed deve trovare uno spazio, ascoltami bene, lo sport e lo studio può ed deve trovare uno spazio dentro la vita reale. Anche se è incasinata, magari con meno regolarità, con più flessibilità, ma con continuità e con il tempo diventa una risorsa e non un peso. Quali sono attenzionalmente simili dell'apprendimento linguistico? Quali sono pensieri simili nell'apprendimento linguistico? Quando avrò finito gli esami l'università a questo lavoro, ricomincio a studiare. Ora ho troppo cosa da fare, non ha senso iniziare. Per imparare per una lingua serve tanto tempo, io non ce lò. Quindi non imparo. Quando sarò meno stressato o stressata riprenderò. In questo periodo ho la testa da un'altra parte, quindi non vale la pena iniziare. Mellio aspettare di avere più energia. Così poi sarò costante. Di nuovo si sincero e si inserà con me. Punto numero 5, ultimo punto. Per me fare sport significava pensare ai risultati. Per me lo sport era qualcosa da fare con uno scopo visibile e preciso. Per dare peso aumentare massa muscolare, migliorare le prestazioni, ogni allenamento era giudicato in base al risultato. Ho perso qualcosa, ho perso qualche chilo, si vede la differenza. Sto migliorando abbastanza velocemente. E se i risultati non arrivavano subito, ovviamente cosa succedeva per devo motivazione. L'allenamento, quindi diventavano fonte di frustrazione invece che di per essere. Con il tempo però grazie a questo percorso, iniziato quest'anno. Percorso che iniziato con l'ennesimo tentativo di controllare tutto fallito, che poi è continuato con la scoperta di questa persona al trenere, la scolto del suo podcast, che infine si è spostato verso l'inizio di un percorso di allenamento che mi dese piacere be' restere. Quest'anno ho capito che questa mentalità mi allontana dal processo. Fare sport solo per il risultato ti fa diventicare il piacere del movimento. La soddisfazione di aver fatto qualcosa per te, la calma mentale dopo un allenamento. I risultati arrivano, ma non sempre quando voi tu, e non sempre nel modo in cui l'immagini. Il progresso è spesso invisibile all'inizio, ma si costruisce ogni giorno, e se imparia a goderti il processo, diventa molto più facile restare costante. Questo lo dico sempre. Se imparia goderti il percorso diventa molto più facile restare costante. E quali sono pensieri simili che sono sicura tu hai fatto almeno una volta nel tuo percorso di studio? Studionità di allenando a due mesi ancora non parlo bene, a beh sicuramente sto sbagliando qualcosa. Se non vedo risultati veloci, mi devora l'izzo e mollo tutto. Devo misurare tutto. Quanti vocaboli so? Quante regole ricordo? Quanti errori faccio? Non riesco ancora a capire i film, quindi vuol dire che non sto migliorando abbastanza. Spoiler, dopo circa ventanini di studio dell'inglese, io ancora oggi ho difficoltà a capire certi film. Altro pensiero non sono ancora fluente, quindi tutto questo sforzo non serve. Quanto siamo bravi noi esseri umani a limitarci. E per favore, non da prendere questo mio episodio come una critica, come un giudizio, ma prendilo veramente come un invito fatto da una amica, una persona che ti vuole bene, prendilo come un invito a cambiare per un po' il modo in cui che approcci alle cose, perché a volte basta cambiare pochissimo per riuscire a fare le cose con maggiore piacere. Ma perché tutto deve essere un dolore nella vita? Perché tutto deve essere così difficile frustrante? Grazie a questa persona al trainer. Grazie al suo podcast. Grazie al lavoro fatto con lei. Io sono costante nello sport da 8 settimane. Mi alleno ogni giorno, due giorni 45 minuti e tutti gli altri giorni massimo 15, 20 minuti, senza stress, rispettando il mio corpo e rispettando soprattutto il mio corpo di donna, perché il mio corpo ha una ciclicità particolare, e quindi ogni fase del mio mese merita un approccio diverso allo sport, perché il mio corpo di donna funziona in un certo modo. Sono costante e la cosa più bella, che mi è successa recentemente, che dopo 8 settimane, sono riuscita di nuovo a fare una cosa, che quando facevo giusticartistica, mi rendeva, ma così felice, e cioè la verticale. Ovviamente ancora la faccia appoggiata al muro, in passato la facevo senza muro, però mi sono messa e verticale, e sono ritornata ragazzina, ma quanto è stato bello. Lo sport adesso per me è veramente quel momento della giornata in cui spengo tutto, spengo il cellulare, spengo il computer, metto le cuffiette, silencio le mail, silencio i messaggi, non esiste nulla, metto le cuffiette, ascolto la mia musica preferita, e faccio sport, un momento di connessione con me stessa. E il mio momento della giornata è mi da un piacere profombo, perché io arrivo gli e sono felice che devo l'incera dalle narmi, e non lo vedo come devo allenarmi perché. E i risultati arrivano anche con poco, rispettando i miei tempi, e soprattutto, come dico sempre provando piacera. E allora quali conclusioni voglio arrivare con questa puntata di podcast? La prima conclusione è che la persona con cui lavori, per aggiungere un determinato obiettivo, è importante. Questa doma con cui lavoro, non solo ha una filosofia divita in cui mi riconosco, ma è anche molto gentile, mi ascolta, mi risponde le mail, è li per me, mi da supporto, motivazione, e preparata soprattutto in quello che fa e l'ha vissuto su se stessa. Conclusione numero due, Abbandona il come dovrebbe essere, Abbandona le idee di perfezione, di standardi irraggiungibili, e ascolta la realtà della tua vita, sviluppa con sapevolezza. Ci attacchiamo troppo all'ide di perfezione, che possono essere una guida, ma diventano una trappola, quando non ci permettono di avere una visione più ampia delle cose. Conclusione numero tre, trova un metodo che funzioni per te. Certo, ci sono delle cose che devi fare, no? Come per esempio, in al sport, ovviamente devi lavorare sulla muscolatura, devi lavorare sulla resistenza, devi lavorare sulla flessibilità, devi lavorare sul movimento articolare, certo ci sono delle cose che vanno fatte, però anche queste cose che vanno fatte, possono essere inserite in un metodo che funzioni per te, e non nel metodo perfetto. Per la vita che faccio, non potevo andare in palestra, da allenarmi, non è possibile, non è proprio possibile, viaggio tantissimo per questo, con questa persona al trainer, ho lavorato su un percorso di allenamento che si adattasse alla mia vita da nomade, perché viaggio tanto. E quindi andare in palestra per me, non è possibile, ho coprato il mio bel tappetino d'allenamento, pieguevole, quindi che si può mettere tranquillamente in valigia, e quando devo fare dei sollevamenti, non utilizzo i pesetti professionani, ma uso delle bottiglie piena da acqua, perché in quel momento è lo strumento che ho a disposizione. Quindi vedi adatta il percorso alla tua vita, ma non aspettare che la vita si stabilizzi per poter mettere in pratica quel modello ideale, perché è difficile che ci ho accada. Conclusione numero 4, sta in il processo, sta in il percorso, sentilo, goditelo, prova a piacere, fa che sia un momento di connessione contestesso e contestessa. Conclusione numero 5, il tempo è una costruzione mentale. Inizia quando cavolo tipare, inizia di mercoledì, inizia di domenica, inizia all'uglio, inizia a novantanni, inizia a centanni, inizia a cinquantanni, non importa, ma inizia. Conclusione numero 6, ho tutto, ogni ente, la mentalità del, ho tutto, ogni ente, è, distrutiva. Ogni cosa, è un spettro. Ci sono due estremi, più e meno, e al centro di questi estremi, ci sono miliardi di possibilità. E tu, in questo spettro, devi trovare la modalità, adatta a te, la quantità, adatta a te. E alla fine, dei conti, tutto ciò, che quest'anno lo sport mi ha insegnato, è, alla base del mio metodo di studiere, ringueta italiana, metodo di studio, che ha l'obiettivo di farti, raggiungere un livello avanzato. E cioè, il metodo di vozione. Il mio metodo, questo nuovo metodo di studio, il metodo di vozione, è un metodo sostenibile e flessibile. Si passa su un approccio listico, quindi considera la persona nella sua totalità, ti aiuta a integrare piacere, con sapevolezza e studio nel tuo percorso di prendimento, mette al centro, qualità, impegno, costanza e rispetto dei tuoi ritmi. Con l'obiettivo di, raggiungere un livello avanzato di lingua italiana. E adesso, arrivo a quello che ho annunciato all'inizio di questo episodio, e cioè, il piccolo regalo per te, solo per te, che ascolti, ho creato un coupon con il 20% di sconto, il coupon è, ascoltami bene, ha costo de vozione, scritto tutto in capito, ma io scolo, ed è un coupon che valido per tutto il mese di agosto. Con questo coupon puoi acquistare o il mio nuovo mini-corso intitulato metodo de vozione che contiene le quattro masterclass approfondite, che ho creato quest'anno per creare il tuo metodo di studio della lingua italiana, nella prima masterclassica,
parliamo di grammatica. Come studiarla perché studiarla e come inserirla l'interno di un piano di studi nella seconda masterclass parliamo dello stile di apprenimento e del perché è importante riconoscerlo e utilizzarlo all'interno dell'ostione dell'ingue italiana, nella terza masterclass parliamo in modo approfondito del meso di demozione e ci concentriamo principalmente su ascolto e lettura, come sviluppare la scoltura lettura, nella quarta masterclass infine ci concentriamo sulla produzione linguistica, quindi come sviluppare il parlato e la scrittura, un percorso in quattro masterclass per raggiungere un livello avanzato di lingua italiana. Questo coupon può anche essere utilizzato per acquistare un abbonamento annuale alla mia piattaforma, l'erni lango e all'interno della piattaforma troverai queste masterclass sul metodo debozione ma anche tantissimi altri materiali. Costo di grammatica avanzata, podcast, analisi di film, club del libro, eccetera eccetera eccetera. Ti aspetto, se ti fidi di me, per iniziare insieme un percorso di crescita linguistica ma anche di sviluppo personale perché alla fine lo sport, le lingue, le relazioni, gli obbi, i viaggi, ogni esperienza e un pretexto per un sviluppo personale, per ampliare i propri orizzonti, per scoprire nuove cose di sé, per ritrovare soprattutto la gioia di vivere. Grazie per il tuo scolto, grazie se sei arrivato e arrivata fino alla fine, ti sono grata per il tempo che mi doni e noi ci sentiamo nel prossimo episodio. Grazie e alla prossima. Se questo episodio ti è lasciato qualcosa, ti è stato utile, ti è dato maggiore con sapevolezza, sicurezza e voglia di studiare, il modo migliore per ringraziarmi è votare con le stelline o lasciare una recensione. Iparare una lingua straniera aiuta a costruire ponti tra persone e cultura diverse e in questo mondo dove si costruiscono muri per escludere il tuo e un atto revoluzionario. Aiutami a far ascoltare le mie parole a più persone nel mondo votando e recentendo il mio podcast. Grazie per il tempo che mi hai dedicato e un dono prezioso e te ne sono grata alla prossima. [Musica]
Podcast Summary
Key Points:
L’esperienza passata di Simona con la ginnastica artistica agonistica ha creato un rapporto conflittuale con lo sport, segnato da stress e traumi.
Dopo anni di inattività, nel 2025 ha ripreso a fare sport, ma una pianificazione maniacale è fallita a causa di idee limitanti.
Grazie a un podcast di un trainer, ha sviluppato consapevolezza su cinque atteggiamenti sbagliati: sport solo in palestra, iniziare solo a gennaio, mentalità “tutto o niente”, aspettare una vita stabile, e focalizzarsi solo sui risultati.
Ogni atteggiamento limitante nello sport ha un parallelo nell’apprendimento linguistico, come sottovalutare attività leggere o aspettare il momento perfetto per studiare.
Il cambiamento è arrivato accettando la flessibilità, il valore dei piccoli gesti, e il piacere del processo anziché dei risultati immediati.
Summary:
Simona condivide la sua storia personale con lo sport, partendo da un’esperienza giovanile di ginnastica artistica agonistica che, nonostante l’intensità e la disciplina, le ha lasciato un trauma legato allo stress e agli attacchi di panico. Dopo anni di rapporto discontinuo con l’attività fisica, nel 2025 ha deciso di riprendere con un programma rigido, ma è fallito in due settimane. Attraverso un podcast di un trainer, ha riconosciuto cinque atteggiamenti limitanti: credere che sport sia solo palestra, che si debba iniziare solo a gennaio, adottare una mentalità “tutto o niente”, aspettare una vita perfettamente stabile, e concentrarsi solo sui risultati.
Per ognuno, fa un parallelo con l’apprendimento linguistico, come pensare che guardare serie o ascoltare podcast non sia studio valido, o rimandare lo studio a periodi ideali. La svolta è arrivata abbracciando la flessibilità, il valore dei piccoli gesti quotidiani, e il piacere del processo. Conclude che sia nello sport che nello studio, la costanza imperfetta supera la perfezione temporanea, e il vero progresso si costruisce giorno dopo giorno, godendosi il viaggio.
FAQs
Il tema principale è il rapporto tra sport e apprendimento linguistico, con paralleli tra atteggiamenti limitanti in entrambi i campi.
L'ha interrotta perché era troppo pesante, lo stress mentale era grande e voleva vivere come una ragazzina normale, uscendo con amici.
Gli atteggiamenti limitanti includono pensare che sport sia solo palestra, iniziare solo a gennaio, avere una mentalità 'tutto o niente', aspettare una vita stabile e concentrarsi solo sui risultati.
Si collegano perché credere che solo lo studio formale valga, aspettare il momento perfetto, mollare dopo un errore o focalizzarsi solo sui risultati sono trappole mentali simili.
Il consiglio è di iniziare qualsiasi giorno, anche con piccoli passi, e godersi il processo invece di aspettare la perfezione o risultati immediati.
L'ha aiutata un podcast di un trainer, che l'ha portata a sviluppare consapevolezza e a modificare le sue idee preconcette sullo sport.
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