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CONNESSIONI • Ospite | INGRID CARBONE

26m 30s

CONNESSIONI • Ospite | INGRID CARBONE

Ingrid Carbona, pianista concertista e docente di matematica, racconta il suo percorso originale che unisce arte e scienza. Sin da bambina, spinta da una curiosità insaziabile, ha sviluppato una doppia passione per la musica e la ricerca. L'arrivo del pianoforte in famiglia è stato un evento determinante. Per anni ha vissuto queste due dimensioni come mondi paralleli, fin quando l'attività di scrittura musicale e progetti di divulgazione, specialmente durante esperienze didattiche in Cina, le hanno rivelato come il rigore logico-matematico possa profondamente arricchire l'interpretazione e la comprensione della musica. Il suo repertorio, che spazia da Liszt a Schubert, è scelto per esplorare il dialogo tra struttura controllata e libertà emotiva. Nella sua comunicazione, sia in conservatori che in università, punta a creare empatia e a superare le distanze con il pubblico, considerandola la base per una connessione autentica. Conclude consigliando l'ascolto dei concerti di Bach per pianoforte, esempi perfetti di tensione narrativa e armonia strutturata che possono affascinare e spingere gli ascoltatori a esplorare oltre.

Transcription

3743 Words, 22299 Characters

Italian
Con missioni, quando le parole uniscono, è una produzione originale gigante studios, tutto quello che immagini. Partene ruficale, banca di credito cooperativo di albero bello San Michele e Monopoly. In questo episodio ci connetiamo con Ingrid Carbona. Veri trovati e connessi a nuovo puntamento con conissioni quando le parole uniscono come sempre largiamo il nostro giro di contatti, con chi al piacere di raccontarsi nella simplicità di una chiacchierata. L'ospite di questa puntata è una pianista concertista e docente universitària di matematica con una carriera che esistirà a musica, ricerca scientifica e divulgazione culturale. Unisce da anni le rigore della ricerca la sensibilità dell'interpretazione musicale, portandolo su pieno forte sui palco-coscenici internazionali e affianca con una natività concertistica anche quella academica. Artista raffinata e sodiosa passionata ha costruito un percorso originale in cui arte e scienza dialogano continuamente, dando vita a progetti che intrecciano il secuzione, pensiero e divulgazione. Volpecire di connetteremi con Ingrid Carbona e ciao Ingrid e benvenuta connessioni. Ciao e grazie per l'invito. Grazie a te per aver accettato e allora come nostra, con sietudine diamo inizia questa nostra connessione con un salto indietro nel tempo. Ti invito per ciò. Adallacciarti le cinture di sicurezza di mi pure se le hai allacciate bene? Sono ben pronta. Perfetto la nostra desinazione della tua infancia che bambina i riecosati apportata di vengare ciò che sei oggi. Che domanda. Allora io, tra l'altro ricordo, ricordo i vividi della mia infancia e quindi posso forse rispondere in maniera. Basta diciamo completa. Io era sicuramente una bambina molto curiosa che non ci accontentava mai delle risposte. Ricordo che io in continuazione chiedevo perché? Perché? Perché? Perché? Perché? E' era un martello pneumatico nel senso che non mi bastava assolutamente. E' la prima risposta. Io dovevo sempre andare oltre. Cioè dovevo sempre capire il perché addirittura il perché di una risposta la mia domanda. Quindi questo modo di questa curiosità così, viva e secondo me è stata un po' alla base di quello che poi è arrivato anche dopo. Binda molto curiosa sicuramente. No, però non è solo curioso. E' anche ben vivace. E' una bambina vivace. Però io sono stata anche, come dire, molto determinata. Cioè già da bambina. E ho iniziato ad avere le mie sfide personali. E quindi ho sempre dato degli obiettivi piccoli grandi e poi a quell'età sempre hanno sempre grandi e enormi gli obiettivi. E' come ho sempre avuto questa cosa di andare dritto verso un obiettivo. C'è un ricordo, ne pisa di escintilla che ti ha appospronata, che ti ha un po con dotta, ciò che sei oggi. Senta altro, ecco qui posso rispondere immediatamente, restato i piano forno. Quando è arrivato il piano forte a casa, per chi non avevo il piano forte a casa, io non sono figlia di musicisti. E' un'estima, se mi e' genitoria, non ho fatto tutto altro, mi padevo matemati, che mi amadre, in esperanza, di scegnavamo al sei lavorato in latina e greco. E' una professorezza scuola e una mia madre traduce adesso direttamente dall'attino a distanza di una vita senza vocabulario. E' ecco, però c'è sempre nella famiglia di mia madre, c'è sempre stata un grande passione verso la musica. Non sono cresciuta che come mio padre mi faccio da scoltare sempre in casa, musica classica, c'era la più di funzione, che sempre si intonia ad ad un canale che trasmetteva classica, dovevamo musica da film e sentivo su una musica. Cioè, ho sentito bella musica musica anche direi. Oltre, ecco. E poi è arrivato questo piano forte e quello ha cambiato la mia vita. E oggi vi vi danni fra partiture e teoremi. Come riesce a fare convivere in modo produttivo, erbonioso, proprio questa logica rigida della matematica e la libertà creativa della musica. C'è un momento o un'esperienza in cui è capito che questi due mondi apparentemente distanti potevano davvero dialogare. Allora, per tanto tempo io li ho bisciutti come due. come dire, come due mondi paralleli. No? Come se. avessi due vite parallele e come ci dicevo, è matematica due vite parallele, che non ci comprano mai. Cioè, non vedevo. non ci vuo ancora vedere quelle gamme che invece ho capito da un po' di tempo a questa parte, però un po' e sento mi sempre sentita più un'artista, e c'è qua, ecco. Sentivo questa matematica, questa passione per la matematica, però lo sentivo quasi comuni impedimento, no? Alla mia attività. Invece mi sono resa conto poi con il tempo, in anzitutto che è un po' quel doppio lato, no? Di mio doppio da una parte la questa natura così impulsiva, così appassionata, anche infantile da un certo punto. Certo. E dall'altra parte quella necessità di controllo che io devo avere, perché dobbiamo vivere con un po' di controllo anche di. La precisione è giusto anche. E' stato a me, esattamente. E' poi ho realizzato con il tempo per percorso, avevo seguito, che in realtà era stato tutto un grande arrichimento. E ci sono stati due momenti, in realtà, nella mia vita, se mi ha doppia vite realizzare, una sola vita per fortuna, no? S'ha essere pensato una tragedia. Io penso in due momenti importanti, uno quando ho iniziato a incivere, quindi quando iniziate le mie manzioni di scografica, che lì proprio ho capito che per studiare a fondo la musica, non che prima non ha desi studiato a fondo. E' una cosa che non sono mai stato una superficiale, però per incivere, e occupentando, riprendendo brani, anche di mio repertore, io mi sono dedicata a mi sono posta. E' col ripeto di ruo con le domande. Mi sono posta delle domande, degli interrogativi, sono spartito che non mi riposta prima. E allora lì ho cominciato a ragionare quasi, sono spartito come essere ragionati scientificamente, cioè mi sono resa conto, che era proprio il mio modo, questo è questo modo, questo è un prociolo gioco dedutivo che mi ha aiutato ad andare oltre, e ho fatto capire lo spartito, ma mi ha aiutato ad andare oltre lo spartito. Mi ha aiutato ad avere una visione della musica molto più complesta, più articolata, e quindi quello è stato un momento, secondo me, determinante, con quel tipo di lavoro che ho cominciato a fare lì ho capito davvero che mi stavo movendo su un lavoro scientifico, con un lavoro scientifico proprio, per eliminare all'interpretazione, ovviamente. E questo è successo, anche quando, per ci ho iniziato al mio produzione artistica, in 2018, quindi era quello l'anno. E poi l'anno dopo si ha aggiunto qualcosa in più, e quello che poi mi ha deciso poi di impraprender una strada di divulgazione, di condivisione della mia conoscenza, cioè quando in China mi ero state chieste delle roly, per tenere delle lezioni, per docente di pieno forte, mi ha stato chiesto di presentare delle lezioni, la PETA Cuggilia, ci allora sono molto interessati ovviamente ad assorbire e anche accolmare quel GEP che ovviamente l'oro anno perché la musica occidentale per noi siamo nati, con bagaglio culturale che nessuno ci deve trasmettre, ce l'abbiamo, no? E loro quindi avevano bisogno di comprendere anche come si insegne direttura la musica in Italia, e allora lì, poi ho fatto anche delle lezioni di musica barocca, di musica romantica, eccetera, ma, diciamo, lineano chiesto del Power Point, e noi delle cose molto specifiche, e molto specifiche, allora lì mi sono resta conto che dovevo assolutamente avendo disposizione del piano forte, chiaramente perché anche sono da trusionare, che li avevo bisogno di mettere il mio attrino forte, raccontare e mescolare da una parte una per la presentazione, diciamo, solo schermo con il piano forte, con un racconto di come io percepivo la musica. E queste sono proprio le basi del tuo progetto delle cose dette conversazioni con certo. E' stata me del lick, e lì proprio che io compreso diciamo il valore pedagogico e l'importanza di trasmettre, e forse anche di decidere di fare quello che poi viene meglio, o no? Adesso siamo benissimo con un ubiotra questi due mondi tra la matematica, e appunto poi la musica. Quali riazioni non hai ricevuto dal pubblico in contesti diversi? Parliamo di studenti e personati di musica persone strani al mondo classico? Io ormai sono un punto anni che porto anche questa mia forma di comunicazione e lo sperimentata, ecco, ho avuto modo di provarla a tradirgolessi in diversi contesti, quindi si è in diversi paesi, quindi non so l'initalia, non so l'in Europa, ma anche si mi chiante per il menna in messico. Quindi ci sono stati diversi situazioni nelle qual io ho potuto testare quello che all'inizio poi ero una scomessa, una sfida, che non potevo conoscere a priori la reazione. Quindi quella domanda che tu mi hai posto, mi la sono posta anch'io, allora quello che mi ha po' istinta ad andare avanti e mi condince sempre di più che questa davvero è la strada di un ubiotra. giusta per abbicinare le persone al pubblico e che funziona con tutti, cioè io lo portata nei conservatori, quindi con un editorio più dimosicisti o in teatri o in università, questo forma di comunicazione visto che io racconto di fatto il mio percorso, io non racconto quello che leggo su internet, non io racconto. E' racconto il sintetizo, ovviamente in quel tempo che ho a disposizione, io cerco di raccontare una storia in maniera tale che chi mi asconta, sa che chi asconterà poi dopo, me e chi suono, sa pragià che cosa è più importante, cos'è più, come dire i punti, come dire focali, i punti determinanti di una storia così via, ecco. E io ho visto che si è musicisti che gli amatori, ma anche quelli che vengono lì per la prima volta riescono ad essere, come dire, coinvolti dal mio racconto, ma e non mi meraviglia devo dire questa cosa, mi fa piacere ovviamente perché vuol dire che l'ascommetta è stata vinta, che ho visto anche lontano, ma non mi meraviglia perché io da ripesta da musicista prima di fare uno studio di questi posti i brani, io tante cose non le potevo sapere, non le potevo intuire, non le potevo conoscere, quindi da una parte interesse musicisti perché ripeto senza quello studio così approfondito e poi tra l'altro per certamente personale, non si può avere quella conoscenza profonda dei brani. Interesse agli amatori, perché comunque anche gli amatori che sono abituati, non so, ad andare a sentire concerti o anche a un trincontro e tipo quelli che si chiamano lezione concerto, che sono spesso ottenuti da musicolo, gimante dagli stessi musicisti che può interpretare non però penso è un po' un racconto preliminare, un po' racchiera conto una storia, dopo di che si valpiano forte, non c'è con l'interazione, quel convogimento, quindi la vedono come una cosa nuova e proprio entravi in connessione col pubblico, cioè io devo guardare negli occhi se posso, seri esco, io sono felice di vedere la reazione del pubblico, cioè io sento bisogno di comunicare e forse anche di accorciare quella distanza che poi solito c'è, ma quando si entra su scoscevico il pubblico percepisce d'artista con l'entità, no, per dire, in certo. Certo, io voglio una vicinabile, invece no io sono, in me ne voglio far percepire al pubblico chi sono. E cosa fermiamoci sul ripertore, con una scelta del ripertorio da registrare, per esempio le tue incisioni dedicati a Francia Lizio, a Francia Ebert, quanto pesa l'ispirazione personale rispetto a una ricerca strutturata quasi matematica nell'equilibrio, nell'inamiche e nella interpretazione. Non credo che sia casuale, per niente credo che la mia scelta di ripertore sia casuale, perché proprio tra l'altro per i tibui autori, cioè super per list, che sembra così distanti, uno dall'altro, e pure hanno tanto in comune e le pure, oltre il nome tra l'altro. Ma ecco, c'è da una parte questo controllo racionale, questo scientifico, e dall'altra parte questa persone, questo trabondimento di passioni che nella musica in list è esplicito perché pieno romanticismo, per cui lì, come dire, ci si lascia andare, ci si può davvero manifestare tutta la gamma di emozioni che ci possono veniremente tutte le emozioni, stanno là. Dall'altra parte c'è la musica di Francia Schubert, che è una musica dramatica, però è una musica controllata, cioè è una musica di un periodo precedente, una musica salottiera, dove tutto questo trasporto e queste libertà non ci possono essere, quindi c'è da una parte il controllo, la organizzazione, la struttura, e poi dall'altra parte la libertà. E' chiaro, è arrivato anche un doccio di sorgiorro Leon Cavallo, lì è stata una scelta fosco, come dire, torturale nel senso che lì mi sono imbatute in alcuni spartiti, ho pensato ma come, mi Leon Cavallo. E praticamente sono scopo, ha scritto tanti semibrani perché non forte, è possibile che a distanza di un secolo ancora nessuno lo conosca. E allora lì quello è stato una scoperta, e la decidere di condividere, aiutare anche ad aprire di riflettori su un compositori che in giustamente non era stato ancora sufficientemente valorizzato o anzi per nulla. Ma il valorizzato delle composizioni di lì c'era un discorso più, come dire, intellettuale, orico, ecco, però super che lì stai ripetto, non so, è una scelta di repertore che non è casuale, non è per niente casuale, io parla adesso del vero aperto, discografico, chiaro che a canta quello ci stanno i barocchi italiani, ci stanno domenico scarlati, ecco, cioè c'è della musica anche italiana che è molto ben strutturata. Ecco, Ingrid, dopo una serie di incontri, eventi, di numeri, musica, ecco, tre tanti, volte incrociati ad oggi quali sono state le tue migliori connessioni. Penso diverso, o meglio, io credo, prima di tutto, i miei docenti di conservatorio, perché sono quelli che me lo danno la base, io sono assolutamente scelta che si dice in questi casi. E anche di quello e anche di più, perché io ritrovo ancora adesso il mio modo di approcciarmi, di studiare, insomma il gusto, cioè tutto quello che mi ha insegnato, io mi lo ritrovo ancora oggi, quindi loro, sin salto. E quindi sicuramente, loro sì, poi sicuramente una bella condizione è stata con la cassa di scografica da Vinci Clarsey, che ha sposato il mio primo progetto e poi ci sono stati tanti altri dopo, quindi quello sicuramente è stata una bella condizione. E poi lo bene, la prima condizione è sempre matematice musica, o no? E c'è stava. E a la fine, quello non si lo stiamo timenticare, perché quella c'è, quella sta, come dire, continua e ne vedo anche, come dire, gli sviluppi, vedo una crescita continua, non credo di essere arrivata. E poi altre connessioni credo che tutti i miei maestri mi abbiano lasciato qualcosa di importante, e ho crescita non burato, e mi ha sentito in un periodo in cui io avevo deciso di dedicarmi completamente alla musica da camera lasciando il reperto di solistico. E è stato lui che mi ha sentito e mi ha spinta fortemente a riprendere con la tipita solistica, quindi. Siamo un po' con una guida, con un certo senso, no? Guide che è incontrato, un crocciato nel tuo percorso. E' stato ne, esattamente che non ho cercato. È stato anche un puro caso che poi mi ha seguido, mi ha spronato ad andare avanti, mi ha guidato nel qualsiasso. Cioè io penso che le mie esperienze, se hanno state tutte esperienze molto significative. Ostruttive, senza dubbra. Le connessione con il meglio riente, quella, qualcosa che ha cambiato la mia vita, la prima viaggio in palestina e quella è una connessione che continua. Chi sa senza dubbi o rinnovarsi? E ricordiamo quindi anche la tua più recente esperienza a Damand, dove hai ritenuto importanti, un tolinsegnamento e la stessa divulgazione del repertorio, un pianistico italiano in medio-riente e a proposito di musica nelle del mondo, io ti chiede ora qual è il mondo migliore che vorresti vedere? Un mondo più umano, un mondo senza c'ho del tà, un mondo honesto, un mondo consapevole di quello che siamo, consapevole di quello che eravamo. Che lo diverti, non solo che non dimentica, ma che è proprio fattesoro e invece pare che stiamo andando in una direzione in cui, tutto quello che c'è successo e quello che è successo, come se non avessi determinato nulla? Cioè come se ne ripeto? Come se non avessimo fatto tesoro di nulla? Quindi ridare un po' il science o di ogni cosa. Astrutami è un'attenzione maggiore, ma ripeto è la disumanità che la cosa ti mi preoccupa. Io vedo, il giorno che vedo, in fondo di contornamè voglio dire che vedo. Certo. Questo avver perso la capacità di provare dolore per anche per quello che non ci tocca direttamente perché. Ho impatia in più un ongosta web. E' effettamente. Qui e connessioni le parole sono il tramite che unisce la raticchiedo, qual è la parola che fa restitua a qui tini tanto o che proteggerai stifino alla fine del mondo. Alla hai detto tu, ma è l'empatia secondo me. E' il fatto alla parola. Io direi, ma me la hai rupatato, ma è così perché secondo me è alla base di tutto. Senza empatia, che cosa vogliamo costruire? Giò. Allora dotiamo molto valentieri questa parola. No, guarda, nella bella prendo, volentieri perché la faccio mia, perché è quello che cerco. Io quando incontro il pubblico, quando parlo al pubblico, quando sono per il pubblico, è quello che cerco quando sono in università, e faccio lezione, e agli studenti, è questo cercare di andare ommo. il contatto formale. Eva a parte di me, ma a parte di me, al sempre devo dire che ha sempre fatto parte di me questo però questa necessità proprio di entrare in sintonia con l'altro anche se uno scuante, ma è una persona che ho appena conosciuto, ma è rimanendo in superfice, in questo senslo, in un rapporto che secondo me anche se ho cazionale e c'era, ma che può essere un ricimento anche così, anche se poi non solo un solo incontro, perché secondo me gli altri, sempre, Bicini ad andare a importanza alle altri, e questo è quello che io penso, sempre. Quindi per noi è una storia personale, di quante sono. Sempre, sempre, essere disposte ad ascoltare a comprender, a metterci in epani dell'altro. Comprendere in fondo che abbiamo di fronte dall'altra parte. E siamo aggiunti all'ultima domanda a in me di questa brillante connessione, di questa nostra chiacchierata tra i tuoi brani musicali preferiti, quali sceglieresti e consiglieresti di ascoltare. E perché? Non è fa. Alla domanda finale, quando uno penso davvero avuto 30 l'odd, può arrivare un pa' domanda. No, hai bisogno. Allora, ma io, tornando sempre, forse, ripensando al mio percorso, ripensando a quello che mi ha richito e a quello che potrebbe richire anche qualcuno all'ascolto, no? Certo. E io penso che ascoltare i concerti di Bach per fiano forte oppure stradarchi, che tal' altro che ho studiato, di cui esistono anche su YouTube, si trovano delle registrazioni dal vivo, video dal vivo, quindi impito anche, diciamo, gli ascoltatori, se sono curiosi, avanti ad ascoltarle, ma a parte quindi che ho eseguito io, interpretato io, chiaramente, ce ne sono altri, perché quella è una musica particolare, che richiede al pianista un impegno particolare, una musica bestrotturata, ad dove davvero. E' cos'uno pensa Bach, pensa alla matematica, no? Giamo, li vedem. li vedem, li vedem, li ciamo anche chi non fa musica, li vedem. Sì, sa, che c'è uno stretto legame. Però ecco quella, simbiosi che c'è, e quell'egame che viene fuori tra i pianista, e gli stimentisti, diciamo, delle del orchestralo, e come dire. è una grande famiglia, è un'harmonia, un'harmonia generale, intenza, che non. come dire, che non lascio un attimo di tregua. C'è una tensione dalla prima l'ultima nota, cioè. non c'è mai un punto, un calo di tensione, c'è un racconto forti, cerrato, come quando stai raccontando qualcosa e lo dice proprio, no? Cos'è, con vigore, con porte, eccetera. Ecco, quindi io credo che la scoltatore che non li conosce secondo me ne può rimanere admirato e ne può rimanere così colpito secondo me da rendere questi stessi concerti, come. come dire, una strada per andare oltre, perché la musica è tanta, la musica è tantissima, è molto emozionante, e non si finisce mai di scoprire, io non ti mi rompere mai, io non ti mi rompere mai di scoprire la musica, ma io credo che chiunque, chi non è abituto allo scolto secondo me rimarrà a fascinato, a scoltando questi concerti, io lo sono. Le scelte musicali della nostra ospita che vi consigliamo senza ombra di dubbili a scoltare su Spotify o su qualsiasi altra piattaforma, gli ascolto dedicata, ad esempio in giù di così, alla conclusione purtroppo della nostra puntata, grazie a ingri di per la tua disponibilità e a te, ai nostri ascoltatori come sempre, agro buon estorie, ma soprattutto buone connessioni. Grazie, grazie per per l'invito e un crea rosa, anche a tutti gli ascoltatori, notei agli ascoltatori, grazie. Ed era ingrid carbone ospite di connessioni quando le parole uniscono. In questa puntata abbiamo incontrato una concertista premiata a livello internazionale docente di analisi matematica di università della calabria, una figura capace di unire corrarà, naturaleza, rigore, accademico e sensibilità, artistica. La sua storia racconta perfettamente il senso di connessione, l'incontro, trascenza e musica tra pensiro, analitico, rispressione creativa, trassa pire e demozione. Etroversi sui progetti in particolare con i suoi originali conversazioni concerto, ingrid ci mostra come la musica possa diventare uno spazio di ascolto profondo e aperto anche a chi non è specialista, dove narrazione e esperienza personale e interpretazione dal vivo si interacciono in modo coinvolgente e autentico. Un percorso che ha già conquistato pubblici in Europa, Canada, Messico e Mediorente, confermando così da forza universale di un linguaggio capace di creare, legami veri. E nel concludere questa nostra puntata vi ricordo che potete seguirci su Spotify dove possibile poterci con 5 belle stelline, commentare e condividere tutte le puntate del nostro podcast. E da oggi potete anche ascoltare l'audio libro del mio primo romanzo bianco e nero letto dall'attore e doppiatore Roberto Giovengo. Lo trovate anche su Storytale, Google Play e Paul Music, Napster, Feltri nell'IBS cobo e un mondo doris-tore. E per tutte le informazioni ufficiali su questo podcast i milibri, le novità in arrivo e tanto altro, fate per un salto su vilipo gigante.it o gigantistudio.it. Grazie come sempre per averci ascoltato alla prossima, connessione. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Ingrid Carbona unisce una carriera di pianista concertista con quella di docente universitaria di matematica, integrando rigore scientifico e sensibilità artistica.
  2. La sua curiosità infantile e l'arrivo del pianoforte in famiglia hanno plasmato il suo percorso, inizialmente vissuto come due vite parallele fino a una sintesi creativa.
  3. Attraverso la scrittura musicale e progetti di divulgazione, ha scoperto come logica matematica e interpretazione musicale si arricchiscano a vicenda, soprattutto in contesti didattici internazionali.
  4. Il suo repertorio, che include autori come Liszt e Schubert, riflette un equilibrio calcolato tra controllo strutturale e libertà espressiva, con scelte non casuali ma frutto di ricerca.
  5. Valorizza l'empatia come fondamento della comunicazione artistica e umana, cercando sempre una connessione autentica con il pubblico e gli studenti.

Summary:

Ingrid Carbona, pianista concertista e docente di matematica, racconta il suo percorso originale che unisce arte e scienza. Sin da bambina, spinta da una curiosità insaziabile, ha sviluppato una doppia passione per la musica e la ricerca. L'arrivo del pianoforte in famiglia è stato un evento determinante.

Per anni ha vissuto queste due dimensioni come mondi paralleli, fin quando l'attività di scrittura musicale e progetti di divulgazione, specialmente durante esperienze didattiche in Cina, le hanno rivelato come il rigore logico-matematico possa profondamente arricchire l'interpretazione e la comprensione della musica. Il suo repertorio, che spazia da Liszt a Schubert, è scelto per esplorare il dialogo tra struttura controllata e libertà emotiva. Nella sua comunicazione, sia in conservatori che in università, punta a creare empatia e a superare le distanze con il pubblico, considerandola la base per una connessione autentica.

Conclude consigliando l'ascolto dei concerti di Bach per pianoforte, esempi perfetti di tensione narrativa e armonia strutturata che possono affascinare e spingere gli ascoltatori a esplorare oltre.

FAQs

Ingrid Carbona è una pianista concertista e docente universitaria di matematica. Unisce da anni il rigore della ricerca scientifica con la sensibilità dell'interpretazione musicale, portando avanti una carriera che intreccia arte, scienza e divulgazione culturale.

Si descrive come una bambina molto curiosa, vivace e determinata, che non si accontentava mai delle risposte superficiali. Questa curiosità insaziabile e la capacità di porsi obiettivi sono state fondamentali per il suo sviluppo successivo.

L'arrivo del pianoforte in casa ha cambiato la sua vita, nonostante non provenga da una famiglia di musicisti. Questo evento ha acceso la sua passione, che si è poi sviluppata parallelamente agli studi matematici.

Inizialmente le vedeva come due vite parallele, ma ha capito che si arricchiscono a vicenda. La ricerca scientifica applicata allo studio degli spartiti le ha permesso di approfondire l'interpretazione musicale, creando un dialogo produttivo tra logica e creatività.

Riceve reazioni positive da pubblici diversi: musicisti, amatori e neofiti. La sua forma di comunicazione, basata sul racconto personale e l'interazione, coinvolge tutti, accorciando la distanza tradizionale tra artista e pubblico.

La scelta non è casuale, ma bilancia ispirazione personale e ricerca strutturata. Alterna autori come Liszt (romanticismo ed emotività) a Schubert (controllo e struttura), e ha riscoperto compositori poco valorizzati come Leoncavallo.

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