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Come Diventare CEO (3 Volte) Partendo da ZERO con Cristina Scocchia, CEO illycaffè

70m 18s

Come Diventare CEO (3 Volte) Partendo da ZERO con Cristina Scocchia, CEO illycaffè

Cristina Scocchia condivide la sua storia di crescita da un piccolo paese ligure a diventare una delle poche donne amministratrici delegate in Italia, guidando aziende come Kiko Milano e Illycaffè. Il suo percorso, iniziato in una famiglia modesta, è stato plasmato da una ferrea determinazione e da un insegnamento paterno fondamentale: non permettere alle proprie origini di limitare le ambizioni, ma trovare il coraggio di tentare, indipendentemente dal risultato. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di modelli di riferimento, ha perseguito i suoi sogni con disciplina, superando ostacoli come un colloquio in inglese fallimentare ma trasformandolo in un'opportunità grazie alla sua preparazione e sincerità. La sua carriera sedicennale in Procter & Gamble, iniziata ancora studentessa, è esempio della sua resilienza e della "fame" di successo. Scocchia enfatizza l'importanza di credere nei propri sogni, abbinandoli a impegno e coraggio, e critica l'aspettativa di perfezione che spesso le donne impongono a sé stesse, auspicando un futuro in cui più donne possano raggiungere posizioni apicali senza essere considerate eccezioni.

Transcription

12690 Words, 72545 Characters

Italian
Non permetterà il tuo punto di partenza di definire nechi sei, nechi voi diventare. Poggi su Mated, c'è una donna che nel panorama del business italiano rappresenta ancora un'ecezione. Cristina Scocchia è uno delle pochissime donne restre stata amministratore delegato per ventre volte. Rima di lo real Italia, poi di Chico Milano e oggi di Illy Cafe. Ma questa non è la storia, di una cariera facile. Cristina nasce in un piccolo paese da Leguria e costruisce tutto partendo da zero. Con determinazione, studio e una disciplina quasi ferocce. Lavora per 16 anni in Procter in Gamble, dove arriva a guidare operazione internazionale di un brand presentino al 370 Paesi. Prima di tornare in Italia per affrontare alcune delle sfide manageriali più complesse del nostro mercato. Ma mi piace la adrenalina? Del portare la nave fuori della tempesta. Una storia che è deciso di raccontare anche nel suo libro, il coraggio di provarci. Doveri percorre il suo percorso dalle origini semplici, fina divertici e le grandi aziende. Sì flette su cosa significa davvero avere ambizione. Sopra tutto quando non esistono molti modelli a cui guardare. È importante sognare e importante credere nella bellezza del proprio sogno. Però è ancora più importante poi avere tantissimo coraggio, tantissimo impegni e tantissimo disciplina. La disciplina è proprio il ponte tra il sogno alla realtà. Parliamo di come si è costruita a queste incredibile carriera. De la fame di riuscire, di ambizione, di sacrifici, di leadership, di meritocrazia, di decisioni difficili e di cosa dovrebbe davvero cambiare. Perché più donne possono arrivare così in alto. Senza dover essere eccezioni. Ma anche delle aspettative che noi donne mettiamo su noi stesse. Noi donne dobbiamo smettere di pretendere di essere perfetti in tutti i ruoli. Non possiamo essere perfette in tutti i ruoli in tutti i momenti. Sono in Esmacola, questa è Made It e questa è la storia di Cristina Scocchia. Cristina Scocchia ha ben venuta su Made It. Sono davvero honorata di averti qui e soprattutto far scoprivi la tua storia. La tua storia parte da quelli roli un piccolo paese in Liguria. E non è il contesto, ovvio da cui, da quali partire per costruire una carriera che ti portrà poi a scarare i vertici del mondo corpo di italiano. Ti sei mai sentita limitata dal tuo punto di partenza. Guarda, io sono nata in questo paesino che, come dice tu, si chiama "Coldi Rodi", è un paesino che allora aveva circa 2.000 persone. E sul cucuzolo, dicido, ha sarremo. E mi ricordo di "Coldi Rodi", come di un angolo di piccolo mondo antico, perché noi avevamo la scone elementare, la scone media. Due alimentari e le dicola, quindi durante il weekend, se volevi proprio fare qualcosa di esaltante, o andate a farla spesa l'alimentare, oppure andate a le dicola, e il piccolo mondo antico finiva lì. E quindi io al inizio mi sono sentita molto bene, perché lo circondata dalla mia famiglia che mi ha sempre amato tanto, da tanti amici, perché poi la cosa bella di vivere in un paesino piccolo che si tutti conoscono tutti, quindi, a me potenti amici con cui giocare, vi sentivo molto bene. Devo dire però che quando poi ho deciso di fare lì ceo, quindi sono dutantare a sarremo, gli ho scoperto le differenze, perché, innanzitutto, ho prendere la coriera come ai di alle 7 del mattino per uscire a arrivare a sarremo e era un viaggio. E poi comunque lì c'erano persone che avevano delle possibilità economiche diverse, che avevano potuto studiare le lingue, che avevano potuto magari viaggiare all'estero. E lì ho iniziato a sentire che il mio poesello mi stava comunque stretto. È interessante come uno si rende conto, poi di quello che non ha solo, quando comincia a conoscerle persone che hanno di più, sono espasidi a di più, e da infatti in quel periodo, che comunque, lì ceo, se è una ragazza molto ambiziosa, si capisce anche dal libro che è scritto e ti accorgi, ho avuto un c'amo un momento in cui è temuto che con le tue sole forze non sarezzi riuscita ad arrivare, fin dobbiamo le arrivare e volevo tornare il consiglio con cui hai anche aperto il libro che ti ha tutta un pa in quel momento, si ce lo puoi raccontare. Guarda, io quando appunto ero a coldi rodi, spesso mi sentivo chiedere, ma tu cosa vuoi fare da virande che pura domanda che facciamo a tutti i bambini, io mi ricordo che, con molta essencialità, dicevo da grande, voglio fare l'aministatore delegato e voi vedete immaginare in quel contesto, ho annunciato appunto un nato in un pesino di provincia, da una famiglia assolutamente normale, perché mi mamma insegnava alla scuola materna, mi può fare, insegnava educazione tecnica alle medie, quindi una famiglia assolutamente normale, in più donna che quindi non è mai stato in Italia, un acceleratore di carriere e nonostante questo io risponde, ma proprio serena, con non sciolass, voglio fare l'aministatore delegato e quindi tutti mi guardavano un po' come dire, va beppe, ma quindi mi attesoro, c'è chi vuol fare il pompiere, c'è il vuol fare l'astrona, ho dato voi fare l'aministatore delegato, va bene così. E quindi devo dire io avevo però questo sogno, e quando mi scoperto c'è questo rumolo, mi piaceva l'idea di diventare un po' il direttore dell'orchestra, la persona che contribuisce a costruire un'organizzazione, portare un azienda verso una certa dimensione, verso una certa strategia, ovviamente allora non sarebbero tutti dettagli, però mi affascinava molto questo rumolo. Ovviamente però poi quando sono andata a punto all'iceo mi sono scontratata con realtà molto diversa, ma mi ricordo che diceva "mai un po' pa pa, ma io non è che vuole estinacere ricca, ma proprio po' avranno, c'era una sala via di mezzo, non potevamo essere una famiglia normale che si può permettere ad esempio di mandarmi in indilità, a studiare in inglese piuttosto che poterci permettere da vacanza, perché la prima vacanza lo fatta col primo stipendio di proffettare in gamble, perché non mi è mai mancatunulla, ma non avanzavano certi soldi per andare in vacanza. E allora mi ricorderò sempre, lo scritto volentieri anche nel libro, con il giorno mio padre mi ha detto guarda Chris, diamoci. Ci siamo seduti di fronte al mare, guardando le colline dietro, "col dirò" e mi ha detto guarda. C'è chi è nato in cima quella collina? C'è nato, mi ha tolui. C'è chi c'erriverai nel ricotto, c'è chi c'erriverai in macchina colautista? Tu non ci sei nata e non ci ralverai, nei colleli cotero, nei colla macchina colautista. Puoi lamentarti? Hai anche una valida ragione per lamentarti? Però lamentarti, mugugniare come dicono i liberi, non ti porterà da nessuna parte. Allora, se tu veramente vuoi arrivare l'A, trattiene il fiato, smetti di lamentarti e usa tutte le energie per metterte a corone. Ecorri oggi,corri domani, magari ce l'ha puoi fare. Magari ce l'ha puoi fare con le tue forze. E la cosa più bella che mi ha detto non è questa. La cosa più bella e più liberatoria che mi ha detto è guarda Chris, non è importante se tu ce la fai. È importante nella vita che tu trovi il coraggio di provarci, perché nella vita non è importante riuscirci. È importante trovare il coraggio di scendere nella rena e il coraggio di provare a dare il meglio di te e compasione, determinazione, coraggio, resigienza. Puoi se ce la fai meglio, se non ce la fai, potrei comunque uscire dalla rena a testata perché c'è provato. E questo è un essignamento bellissimo che poi io negli anni ho tradotto conna, non permetre al tuo punto di partenza, di definire nechi sei, nechi vuoi diventare. Bellissimo, devo dire, mi ero cuocionato a quanto intrami raccontati questo momento, anche perché con un sogno così grande, alcuni genitori potrebbero anche dire dai si più realistica, non ci arriverai mai, no? E invece che ti abbia dato questo trasmesso questa voglia di provarci, ma con sensazione su una spettativa di riuscirci, no? Ma non era rimpianti di una riuscita. Per me è stata una grandissima fortuna avere un padre così, perché lui, il mio lo diceva sempre, c'è un guarda-crì, io insegno educazione tecnica, su benissimo che non è una materia importante, su benissimo che nelle mie ore, gli studenti, fanno i compiti o ripassano le materia più importanti, dice "però non importa, perché io in fondo non voglio insegnare l'educazione tecnica". Io voglio aiutare i ragazzi a diventare la versione migliore di sé, e che fortuna più grande puoi avere nella vita, di avere un padre, che puoi tuo padre, quindi non lo vedi solo a scuola, che ti dice "I voglio aiutare i ragazzi a diventare la versione migliore di quello che possono essere". Io devo dire allora lo pungolavo sul fatto che non avessero un cuo nomenportante, non fosseri, con un potesse per mettersi, di mandarmi magari all'università piuttosto che a imparare l'inglese, però devo dire "non lo cambierai mai con il nezupo al mondo, perché lui è stato veramente capace di farlo non solo con me ma con tanti e tanti ragazzi, di aiutarli a trovare nel loro piccolo, quella che era la versione migliore di sé. E a una partita Iva, o stai costruendo il tuo business sai quanto importante avere i strumenti giusti, e soprattutto non perdere tempo con quelli sbagliati. Con conto corrente, Arancio Business, di ENG, hai davvero tutto quello che ti serve e anche qualcosa in più che non ti aspetti. Un conto completamente gestibile da app, si, anche l'eriba e si, so che stai già tirando un sospiro di sollievo. Hai una carta di debito per gestire tutte le spese, ma anche qualche vantaggio in più, ti può saltare la fila nel rapporto quando sei in viaggio per lavoro che non è male, ma non è finita, ai il post direttamente sul telefono, può accettare quindi pagamenti ovunque in modo semplice e immediato. E in più una cosa che spesso sottovalutiamo, sei coperto anche lato cybersecurity e danni i device, quindi meno stress, meno rischi più focus sul tuo business. Il parto è in presa significa crescere ogni giorno e per farlo serve anche scegliere i partner giusti, compresa la banca che aspetti apri il conto su www.inegg.it/menet/link anche in descrizione. Messaggio pubblicitario, confinalità, promozionale, documenti informativi, termine di condizioni dei punti fisici e su www.inegg.it/business E adesso torniamo alla puntata. In fact arriviamo all'università perché i tuoi genitori avevano in programma qualcosa di diverso, per te ma a tutti rendi conto che la tua scelta è per quello che ho avvia stato fare che la boccone era la migliorra assoluzione. C'è stata una guara per andare in boccone come gli convinti. Allora era un po' la tradizione familiare che tutti i miei cucini o tre cucini con cui sono cresciuto, quindi per me è un po' come vi ho detto. tra i fratelli perché appunto colterò di piccolina per cui eravamo sempre insieme e giocavamo insieme, dormivamo insieme. La tradizione voleva che finito lì c'è, o se andasse tutte le azze gabri a Torino, perché le azze gabri potete spettare tutti quanti. - Quindi si pagava la fitto. - No, si pagava la fitto e poi c'era comunque qualcuno di famiglia che ti controllava. Io però sentivo fortissimamente che la boccone avrebbe potuto aprire il mio più porte. E mi ricordo, dev'è detto, "Ma, ma, ma guarda, io mi sento con un giocatore di poker." E vero che io posso fare del mio meglio per trasformare ogni carta che ho in un asso, ma non posso fare poker d'assi su solo tra carte. Una quarta carta mi serve. Io sento papi che la quarta carta è la boccone. E lì per la prima volta mio papano mi ha sostenuto. Mi ha detto, "No, guarda, Milano è troppo grande, è troppo pericolosa, è troppo cara. Devi fare come gli altri, devi fare come i tuoi cuocini, devi andare a Torino della azze gabri." E io per la prima volta, io ho tenuto i musici, ma non poco, mesi e mesi. E è stato bufissimo perché poi accena eravamo, io mio padre e mio madre. E io diceva, "Mio mamma, passare sale a tua marito e l'hai rispondeva, allora non guarda che era veramente ridicolo, non chiamarlo così." E pure ho tenuti i musici per mesi e mesi perché io veramente sentivo che quella sarà besata la mia opportunità. E sei con nella cosa più bella, con assiera dopo tante, tante, serate passate a fare queste scenette, queste sceneggiate diciamo. Anciato un tura nella manzarda dovevo la mia cameretta e mi sono l'itaquara. Io voglio andare a Milano. Così qualche costi, io ho vado a Milano. Però io voglio bene, è possibile che io non posso più obbracciare il mio papà, mi mancava. E allora ho detto, "Vabbè, adesso io scendo, non gli dico con che mi ho idea, ma scendo e dico che voglio far pace." Sembriamo un film. Quello stesso istante, stato il istante in cui mio padre da sottua deciso di salire verso la mia cameretta, perché anche lui ha sentito che era il momento di girare pace e smettere di farci musici. Quindi ci siamo incontrati, veramente sembrava la sceneggiatura di un film a Metascala. Non siamo riusciti a dirci nulla. Ci siamo come ossia anche il mio padre la prima volta, con una delle poche in cui lo vi sto piangere. Ci siamo abbracciati, ma ho detto, "Certo che hai veramente la testatura". In questi mesi ho provato tanti sentimenti. Compressa la rabbia, perché con tutto quello che sto facendo con te, con tutto il bene che ti voglio, non mi è parlato per mesi, però sono orgoglioso di te. Perché se affrontare la vita con questa determinazione forse riuscirà a realizzare i tuoi sogni. Dopodiché ma detto la cifra che avevamo come risparmi, mi ha detto guarda, durarà più o meno due anni. Forse tra il resto, lo devi trovare tu. - Bello che bello che sono andata a Milano. - Siamo in Tamilano. Sono in bocconi e è proprio in bocconi durante il fatido di "Carrier Day" che cambiaria poi la tua vita per sempre. Perché al "Carrier Day" hai scoperto "Proctoring Ambul". "Proctoring Ambul", perché non dovessai conoscere, è una multinazione alla americana molto grande, che possiate tanti si brand di largo consumo. Per esempio, Pan-Tent, Ampax, Gillette, Swiffer e i numeri evioli altri. Ci puoi riportare a quel momento in cui scatta questa scintilla e questa amore per questa dieta. - Guarda, esatta veramente una gran fortuna. - Per chi non c'uoleo neanche andare? - Per chi volevo studiare, avevo questo senso di responsabilità di dare. Quanti piezami possibili, perché appunto sapevo quanto costasse ai miglietari mantenermi a Milano. Adesso c'è il carovito a Milano, adesso di Fischer trovare per i studenti una casa a Milano, anche allora costava veramente tantissimo, quindi era un sacrificio. Però questa mia amica, sognami dice "Mata, Cristiano, non farà la secchiona". Almeno oggi vieni a sentire che questi sono veramente una ziana americana, ci durano tante cose interessanti. Ma io ho fatto un po' contro voglia dicendo "Ave, solo americane ci durano dell'americanate". Inveceva adolà, sento che iniziano a parlare di talento, di merito, di ascenso re sociale, dell'investire nel talento, al di là del passaporto. Io detto "Questa stanno parlando a me". Cioè questi proprio parla nomi. Allora, corro fuori per affinita questa lezione da parte di questi due melancer. Escrivo il curriculum e tu puoi immaginare, ecco da c'escriver ventanile il curriculum, fatto i Boy Scout, faccio la volontaria nella corrosciarossa, ma ci scrivi quelle poche cose. Mando questo curriculum e non mi rispondono per un anno. Per un anno, qui devo pensata a avverta, questa è il primo di tanti schiafoni. Dopo un anno, quando io ormai non c'esperavo più, mi contatta, non mi dicono, facciamo una prova scritta. Tu non puoi immaginare quanto io mi si è impegnata in quella prova. Io non so quanto è durata, però mi ricordo quasi ancora tutte le domande. E mi avrebbero potuto tagliare un braccio, non avrei stituto la anche male da quanto ero concentrata, perché sentivo che quell'era un treno che non sarebbe mai più passato. Passo questo quiz, questo test scritto, con tutte queste domande di analisi, di logiche, eccetera, e mi chiamano fare il colloquio a Roma. Lo ravevano detto ad un orde il vero, durante il carriard, non vi preoccupate se non sapete l'inglese perché vole insegniamo noi. Però sai, fidarsi bene o fidarsi meglio. Io ho voschito che il mio inglese era buono. Vado la a fare l'orale e chi mi trovo? Una americana. Una americana con un accento che non capirai neanche adesso. E questa è inizia a farmi le domande. Io ovviamente non capisco un'anche domande e figure a ti riuscire a rispondere. Allora, li dico guardi non riesco bene a capire. E lei mi dice "Den you are cheating". Io la guardo e dico guardi, forse lo sto facendo, ma se mi dice cosa vuol dire "Den you are cheating", poi le posso rispondere. Questa diventa viola e mi dice "E lei mi sta prendendo in giro". Le hai scritto che il suo inglese buone invece non capisce nulla. E tu vado a adesso prendere in giro un parolone. Io ho cercato di forzare un po' la mano al destino perché ci tengo molto. Voi avete detto che credete nel talento guardi il mio test scritto e poi decida l'eseda a me un opportunità. Le guardi aveva il test scritto che era dato veramente bene e dice "Vabbè, le do un'opportunità". Adesso vado al mio capo che italiano e fa l'intervisa, ma se ricordi nell'interviste non si mente. Io paro la lezione, che ho un bravo sul datino. Vado all'intervista dopo, mi si è do davanti a questo ragazzo. Che mi guardi me, ci ho guardato, sa che già caziatta abbastanza la mia collega ti faccio la domanda facile. Dove ti vedi fra 15 anni? Io lo guardo diritto diretto e gli è rispondo a fare la ministratore delegato. Questo ha per gli occhioni così mi dice "No, mi ha detto di tutto anche che volevano il mio posto, ma non che vuole essero diventare il mio capo". Io lo rascorato gli ho detto "Vabbè, provvetevete d'accordo". Vavete detto che non devo mentire. Io voglio fare quello e adesso vi rispondo con sincerità, non ci crederai, ma la risposta gli è piaciuta e iniziata la mia cariera che durata a 16 anni in prottaringammo. Questa è un pelo di più di 15, però ci si è arrivata e abbiamo l'issino dire quanto. Cioè questo sogno che avevi, ci l'avevi dentro da quasi sempre, insomma da bambina, sei poi arrivata a questo ruolo che è molto difficile da ottenere. E tra l'altro, la fine di lo stagio faccio un piccolo passaggio perché ti danno lo stagio, ti danno il lavoro. Prima lo stagio poi ti offono proprio un vero lavoro, quindi assistendo brand manager per uno dei loro brand, solo che non è ancora laureata. Non è ancora laureata da impassare ancora pari chiesami e quindi fai un patto col tuo capo, gli dici di prometto, che avrei che passerò tutti gli esami e da me i tre anni passo tutti gli esami. Quindi fate questo patto. Lavori, giorni e notte e in più continui con il tuo volontariato e il weekend, quindi non sotto come tu, abbia fatto a superavibere per quei tre anni, quanto fa vedere ovviamente la fame e la determinazione che avevi. Quanto conta la fame e la determinazione nel costruire una cariera come la tua? Guarda, contano tantissimo secondo me, sono veramente l'elemento che fa la differenza. Mi ricordo qui i primi tre mesi in cui tutti mi dicevano, va bene, tu devi solo impressionarle, devi fare questi tre mesi al massimo, invece solo suprottare. Inveci io tanto di me diciamo, "No, io li devo dimostrare che riesco anche a studiare a lavorare, perché adesso che sono sul treno, io da questo treno non voglio proprio scendere". E poi come sempre ci sono i casi della vita, ogni anno il mito in più importante in prottaringambo le era il mito in cui si presentava al budget a la mensatore del gato. Si lavorava mesi, poi noi che eravamo proprio livello schiavi, lavoravamo e poi non c'erano le power points, si facciamo i lucidi, mi di facevi lucidi, per me rendi le buttabili, mi insomma va bene. Poi i giorni prima, anche i giorni prima di questo importantissimo mito in cui la misatore delegato, il mio capo esce dal suo ufficio e trionfante dice il militanzio. Ho trovato un lavoro grandioso, unito orca militanzio. Tutti nel panico, adesso chi presenta la misatore delegato, io adesso chi presenta la misatore delegato, io ha un sattore mano, io ho detto "i presento io". "Fri presento io alla misatore delegato, ma hanno guardato, come dire, anzi non come dire, però non propiutete, ma se non pari, non pari in anche l'inglese". E io ho detto "santi, tutti sei già licenziato, cos'hai da perdere?" Non è che ti posso soligenziarti, sei per all' licenziato tu, danni questa opportunità. Ora raccontata così, sembra sfrontatezza, ma non era sfrontatezza. Era la voglia di dire con tutta la fame e la voglia di riscato che aveva allora passa un treno, passano opportunità. E mi c'attacco con le umghie. Infatti poi non è che ho detto "va bene, presento io, come butad, mi sono fermata li". Dopodiché quando ho mandato che potevo presentare ho preparato la presentazione, mi sono scritta il discorso in inglese. Ho scritto tutte le domande che lui avrebbe potuto fare, tutte le risposte. Ho rotto il mio vicino di scrivania, era un assistente che sapeva l'inglese meglio di me, vi sono fatta a tradurre le domande le risposte e ho studiato tutto a memoria. Ma sai come la nebbia di articolli più virginando sale? Ancora adesso, se mi fai quelle domande io le so. A memoria, a memoria, perché ho passeggiato a casa mia per ora ripetendole? Però voi vedi, è nata bene. Ho fatto questo miti con toni belloni che era l'amissatore delegato di allora la fine del miti lui mi ha detto. mi sembra che tu abbia del potenziale. M'andetto che ti manca qualche examio, ovviamente toni me ne manca in tre anni e lo hai tofacciamo un patto. Io ti assumo, come se tu fossi laureata, con lo stipendio di una laureata, con le responsabilità di una laureata, però se tu non ti laure in tre anni e zero zero, senza prendere un giuro di ferie, perché e senza prendere un giuro di permesso perché ti paghiamo come se fossi laureata, quindi non chiedi i permessi a quel punto ti licenzi tu, perché noi ti stiamo dando una grande opportunità e tu non devi abusarne. Tu non ci crederai, ma io mi sarei tagliata in trambe le mani pura di non venire meno quella promessa. Io per tre anni ho lavorato da le 9 del mattino, alle 10 di sera, perché non c'era la possibilità di lavorare da remoto, non c'era non anche nemmeno con l'ora. -Chiudere poi, chiudere. -Ucivi all'official di 10, ricorosamente quando il capo se mi ha andato e iniziamo a studiare le 11 e fini valetrale a quattro del mattino per tre anni. -I poi c'era le volontariati in ambulanza. -I volantariato lo facevo al sabuto sera e sempre che lo facevo, perché mi sentivo fortunata e mi ricordo che veramente c'era una mia mica, che ancora adesso era mia più caramica, ma dove era fortuna. -Lavori di giorno, studi di notte e finisce un'itante in ospedale, perché poi quando tu dormi poco poco, alla fine inizia a star male anche visitamento, una volta mi ricordo che iniziato a fomentare tantissimo e mi hanno portato in ospedale. Il medico dice "Lea alla salmonella, no guardio sono stanca". Mi succede sempre, quando sono troppo stanca, non lo ha lea la salmonella, guardo, che vuole faccio tutti i test, però mi faccio dormire. Mi sono adormentato, dormito due giorni e non avevo la salmonella e roveramente stanca morta. Questo per dire che honestamente non era molto fortunato, c'era stavo mettendo tutta, però in cor mio sentivo un senso di gratitudine per la famiglia che mi aveva sempre voluto bene, che non è scontato, che mi aveva sempre sostenuto, che non è scontato. E per mamma prottere, che poi prottere io la chiamo mamma prottere, che sentivo mi stava dando l'opportunità di realizzare il mio sogni. E di quello mi sentivo profondamente grata, quindi per me non lo chiamavo giveback, perché allora non sapevano anche che esistesse questa espressione, però andare in crocerossa, passare il sabote o notte sulle ambulanze, ero modo per dire grazie. E grazie di quello che comunque sentivo di avere. Non ti ringazzii del raccotto alla storia perché quando uno non sai dettagli di cosa ha traversato, cosa non ha trozzato alcune persone per arrivare dove sono, li capisci che cerchino una, questa famiglia, cerchino una questa determinazione e chi arriva a creare un'interessimo tanti imprennitori su questo podcast, ma chi arriva a un certo piatto di successo, soprattutto quando parte dal basso della collina delle fare anche di sacrifici molto molto importanti e non tutti sono anche disposti a farli, quindi guarda io lo dico sempre, è importante sognare, è importante credere nella bellezza del proprio sogno, però è ancora più importante poi avere tantissimo coraggio, tantissimo impegni e tantissimo disciplina. La disciplina è proprio il ponte tra il sogno alla realtà, perché la carriere poi in generale mi permette di dirti la vita, non è uno sprint, non è che tu ti voglio fare 100 metri, allora tu tutto in cui 100 metri, non la carriere è una serie di sprint, è una maratona. E nella maratona c'è il momento in cui tu corri, ti sembra tutto facile, è di cimanso, ma gli obiettivi sono apportata di mano, c'erano posso fare, ma tutto bene poi arriva la salita, arriva al fiatone, arriva nei crampi ed è lì che c'erano alla disciplina e lì che devi stringere dentoni di re, sono le tre, vorremmo andare a dormire ma no, se mi manca lo 20 pagine rispetto all'obiettivo di oggi, con le 20 pagine alle studio e poi oltre alla salita arriva al momento in cui cadi proprio, perché in tutte le maratona c'è il momento in cui cadi ti sbucci le ginocchia. E allora lì ti devi guardare dentro, devi riscuprire la bellezza dei tui sogni e il perché ti sei messa a correre e poi devi dire ad assostringui dentoni e mi rimetto a correre, mi rimetto in piedi e mi rimetto a correre. Io credo che le carriere siano fatte, non si vede da fuori e ragione tu. Questo è per questo che piace questo format, perché si vede solo il glamour da fuori e poi pensi chi sta come c'è arrivata, invece penso che quello che mi piace soprattutto il più bello delle storie è scupire il pezzo per pezzo, diciamo, scaletta per scaletta, cosa sei dovuto fare per arrivare o cosa c'è dietro tutto questo. E' sottotosa. E cosa curiosità, cosa pensavi facezzo? Una mistrata delle gato quando non lo facevi, verso quello che poi sei poi che mi ciò farlo, c'è era no delle realtà simili o totalmente diverse? Non, non era no totalmente diverse per frutuna, sarebbe stata una frecatura dove stava in mezzo, poi arrivi lì, dice "ha vinto la pambolina, opps, non mi piace più la pambolina, no?" Grazie a dio, c'erano molte simili tu di, ovviamente, non potevo un sapere dettagli, non potevo conosceli, però io mi immaginavo che l'aministatore delle gato faccia un po' il direttore dell'orchestra, ma non è mai piaciuto specializzarmi in una funzione nella finanza, nel marketing, nelle venti, mi piaceva proprio vedere un po' tutto e cercare di coordinare il tutto. Io pensavo proprio che l'aministatore delle gato faceva questo, che scegli essere lo spartito e poi aiutasse tutta la squadra a suonare questo spartito nel migliore dei modi. Devo dire che poi scoperto che così, perché ruolo più importante della mistrata delle gato è decidere o contribuire e decidere dove portare l'azienda da qui a cinque anni e poi costruire una squadra, una squadra che sia forte e compatta motivata, che rimando tutta nella stessa direzione riesce ad arrivare dove tu vuoi che l'azienda arrivi. Quindi diciamo che non c'è stata la frigatura, la fine, la bambolina e la come la avevo immaginata. Che bello arrivare poi al sogno, infatti faccio un saltino avanti, perché dopo, quindi, 16 anni di carriere da PNG ti arriva la proposta di un primo ruolo SIO Italia per l'oreal, poi dopo questo periodo di quattro anni più meno in l'oreal diventi SIOI, Mondiale di Chico Milano e poi adesso, attualmente sei SIO, Mondiale sempre di Ilicafè. Però c'è un pò un firruge che conete queste esperienze che sono tutte aziende, diciamo, che avevano bisogno di un turn around, quindi di trovare una nuova strategia di crescita, di continuare a crescere, dato che ogni esperienza che hai fatto e hai traversato Covid, adesso le materie prima, le stelle, guerre, però tutte le aziende che, in cui sei in USA, sono cresciute, qual è il tuo polvere magica? Guarda, io devo dire, innanzitutto è successo tutto per caso sempre in mamma trottera. A un certo punto io milauro finalmente, tra stoso l'auretta dicembre, i tre anni scadevano a gennaio, quindi mi sono proprio all'ultimo minuto proprio al pelo e milauro e vado dalla mia capa. Ili dico, "Senti, Barbara, io adesso vorrei essere promossa, vorrei andare a gennaio, vorrei occuparmi di beauty". La mia guarda diciamo, non mi chassiamo lo vetto della kinder che è tra sorpresi in una, "Voi essere promossa, ti provovi, promoviamo, ti vogliamo andare a gennaio, ora ti mandiamo a gennaio, ora perché vuoi fare strategia, ma vai a occuparti di cucchiedenti, cucchiedenti è un adesivo per dentier, cioè tu chiedi profumi, cosmetiche, ti danno, l'adesivo per dentiere. Ci ho stato quattro anni, quattro anni, quattro anni qui andavano i focus groups e i 90 anni, si e ma anche con le persone un po' più giovani che durante il focus gruppi si era un foria dentierati, dicevano "No, perché vedeci un problema con le particioni di cibo, io guardi, ci credo, non ho guardi, guardi, sono quattro anni che dicevano perché ho studiato tanto, perché tutte queste notate, eppure quelle è stato il primo momento in cui ho frontato un turnaround, era un bisespiccolo, poco desiderato perché gli adesivi per dentiere diciamo non sono proprio sexy, e ero un bisespio indeclino. Ili però ho capito una cosa importante, che a me piace la adrenalina del portare na nave fuori della tempesta, non mi piace il pilota che va dal tezza di crocera quando non ci sono un uro all'orizzonte, quando il mare è piatto, no, a me piace proprio la adrenalina del turnaround. E tra l'altro di solito quando la situazione dura, quando il mare intempesta il comandante la nave più libertà, perché tutti si rendono conto che non è che si possono fare da tranquille esanti di battiti, quindi hai veramente la possibilità di fare la differenza, è successo in cucchi dente e poi successo altre volte, in prote, ed è questa la ragione per cui poi l'oreal mi ha chiamato a dire, la fialita italiana sta trasversando un periodo di crisi da alcuni anni, vieni e con una squadra che ti costurirai prova a rilanciarla, cosa che poi abbiamo fatto con successo ed è stata quella ragione per cui sono stata chiamata in Chico. Vado in Chico, devo dire, per la prima volta, amministratore delegato mondo, che fare differenza, perché è vero che quando sei amministratore delegato di l'orea in Italia ti chiami già amministratore delegato, però in fondo non lo sai. Perche se il caputo è una figiale, poi sopra c'è un capo, però poi sopra c'è la amministratore delegato, in poco come generale a una stella, a una stella, a tre stelle, finché sei responsabile il suo di un paese ai qualche generale, tanti generali ancora sopra. E poi invece quando sono arrivati in Chico è stata tutta un'altra storia, li è il capo azienda e quella azienda aveva bisogno veramente di un turnaround importante. E quindi abbiamo fatto un percorso duro per due anni, in cui abbiamo dovuto chiudere 14% dei negozi, 137 negozi nel mondo, tu puoi immaginare quanti persone lavorano in ogni negozio. Quindi per la prima volta devi licenzeire delle persone che non è qualcosa che ti insegnalano università. Io ricordo, ro sempre, lo dico veramente, lo ricordo come se fosse ieri, quando io alla prima persona che si llamava Laura, ho dovuto dire che leverbe per sul posto di lavoro, cioè è qualcosa che ti rimane dentro. E pure sapevo che era necessario per salvare gli altri 7000 posti di lavoro perché altrimenti il azienda non sarebbe uscita da questo tunnel, quindi facciamoci appere levano i sazioni i ti chiudiamo tutti questi negozi, però riusciamo in due anni di l'acrime sangue a fare il tuo. a tornare a crescere. Il 14 di febbraio, che era il giorno di San Valentino 2020, vado in CDA e annuncio veramente grate e orgogliosa, abbiamo finito a tornare a un desata dura, ma ce l'abbiamo fatta. 3 settimane dopo arriva mattia, arriva al paziente 1 e lì ho capito cosa sono veramente i mari in tempesta, perché l'azienda era comunque un paziente fragile, riusciva comunque da due anni di ricostruzione e ristrutturazione, è veramente dura intensa. Eravamo nella Berga Masca, quindi una zona colpitissima, solo riteli quindi mille negozio nel mondo immediatamente chiusi, chiusi per mesi e lì ti rendi conto che poi e che devi però assumerti la responsabilità della situazione. Io ho sempre pensato che la leader ci prenuncia potere, ma sia responsabilità. Quando uno mi dicevo perché volevi fare la ministrazione delegato, perché io voglio prendermi la responsabilità della zienda delle persone delle strategie, ecco in quel momento più che mai ho capito cosa vuole essere il comandante della nave. E quindi quello che ho fatto è prima, prima ancora che fosse pubblicatorio per legge, ho chiamato il presidente, io ho detto presidente, dobbiamo chiudere i negozi. Dobbiamo chiudere i negozi prima ancora che sia pubblicatorio per legge perché questa non è un'influenza e lui mi ha subito detto sì, chiudiamo. Ci ho visto un secondo a decidere che era opportuno chiudere i negozi, però poi ho passato tre giorni e tre notti a seconda di fusiorari, a comunicare a quelle 7.000 persone che saremo entrati in case integrazione. Voi pensato, una zenda che c'è due anni di restutturazione, la parola case integrazione fa paura, soprattutto se la sua c'è ad una pandemia, io mi ricordo di aver detto tutti, a tutte le funzione, a tutti i paesi, a tutti i livelli jerarchi ci, io non so come usciremo da questa tempessa, non so come la traverseremo, ma io vi do la mia parola che non lascerò indietro nessuno, non sapevo come, ma sapevo che avrei trovato con la mia squadra un modo per non lasciare indietro nessuno. E alla fine di questi giorni mi viene fatto notare che oltre negozi noi mevamo le commerce e i fornitori che sucupavano le le commerce, se erano nella Berga Masca, in quella era della Berga Masca, dove te lo ricorderai benissimo anche tu, lebare uscivano sui camion delle esercito. E allora tutti dice, loro non sono mie dipendenti, però io sono responsabile anche per loro. Se miei fornitori non hanno mascarine, non hanno guanti, non hanno dispositivi di protezione individuale perché in quei mesi non c'era aveva, ma anche il medico di infermi era inciarva nessuno in i primi giorni nelle prime settimane. Allora, ti ti vi chiedere, mai giusto e etico che queste persone rischino la vita, rischino una patologia che magari pucida le persone fragili che hanno a casa perché io devo vendere i cosmetici non lo è. E vero in quel momento noi avevamo tutti nei cozi chiusi, ti era l'unico diciamo modo per vendere. Li commercerà l'unica fonte di profitto e di fatturato per una zenda che aveva bisogno appunto perché era un paziente fragile, però in quel momento tu devi assumertere la responsabilità delle persone e le persone vengono prima senza se senza ma e quindi quando tu non puoi conniogare il valore economico con i valori etici morali e sociali questi devono venire prima e quindi io mi ricordo di aver chiamato dei nuovi antoni o parcassi, di aver parlata tutto il cdA e stato un cdA duro perché non tutti erano accordo nel fide re ricommerse ma io lo convinta. Io mi sono detto a entro in questo cdA virtuale perché ovviamente vamo tutti i lockdown propongo di chiude il ricommerse se non passa io mi dimentetto perché non c'è ragione al mondo che mi può far tornare indietro a quelli che sono i miei principi e quelli che sono i miei valori e quindi devo dire ho avuto la fortuna poi di avere un imprenditore illuminato che mi ha detto alla fine di questo consiglio che a me il sazzone è molto come dire intenso e muscolare ha detto io non vi dico neanche se solo d'accordo meno con la scocchia o scelto la scocchia come comandante della nave e durante la tempesta il comandante non si mette il discussione e quindi mi ha dato la possibilità di chiudere per quattro settimane tutto il tempo necessario per distribuire i dispositivi di protezione indivituale anche i commers ecco devo dire questo è stata la scelta più bella più importante e più di senso di tutta la mia cariera se non avessi fatto altro come un ministatore delegato in tutti gli anni prima e dopo quelle decisione già mi ha ripagato di tutti gli sforzi perché veramente ho fatto quello che ho ritenuto giusto per metterle personale primo posto e che non è scontato perché tante persone non sono i tuoi impiegati e si chiude un occhio e si va avanti per il fatturato quindi non è una scelta scontata quella che mi fatto sai è facile dire che le persone vengono prima senza essenza senza ma il occasione come queste in occasione come queste siamo qua se due tranquille non c'è una pandemia non c'è un azienda in crisi in quel momento quando quelle è la tua unica font di fatturato di profito e qui tu devi comunque continuare a garantire gli stipendi e cioè eccetera eccetera e con quel momento sono decisioni di fisciri però ripeto se tu sei convinta come io sono che la leader si prendo una potere ma responsabilità è quello il momento in cui tu quella responsabilità la devi dimostrare devo dire in quel anno abbiamo perso tantissimo, abbiamo perso fatturato abbiamo perso tanti milioni di bidà ma l'anno dopo siamo tornati alla grande abbiamo aperto noi paesi abbiamo aperto noi negozi abbiamo sul tuo un centimino di persone proprio nella vergamaska per dare un segno anche importante alla città e la cosa bellissima è che non abbiamo lasciato indietro nessuno nessuno è stato licenziato nessuno perso il posto di lavoro e tutti hanno avuto 70% dello stipendio anche nei paesi come il medioreante l'india in cui la cassa integrazione non c'era anche in paesi in cui vedi l'Italia la cassa integrazione copriva una parte piccolissima e quindi le famiglie non arrivavano a fine mese noi siamo riusciti a integrare fino a 70 ecco questo secondo me è un bel modo di fare squadra e distringere i i denti tutti insieme con mazienda per mettere le persone dovetevano essere il suo al primo posto anche perché poi le persone sono comunque ovviamente il direttore d'orchestra dalla visione dacce eccetera c'è però poi sono le persone che mettoni in atto quindi se poi perdi la fiducia di tutte le persone perché è scelta che era magari più interesa interesa interesa per il business poi per di quella motivazione mentre penso che c'era anche molta gratitudine le persone che non sono rimaste poi senza lavoro o manzi li avete aiutati a dare il massimo quando si sono sono tornati in ufficio guarda uno dei riconoscimenti più grandi della mia travervole carriano mi piacere anche carriare che amarla carriare a me sono chiamata così sono proprio le letter le email che mi sono arrivate in quel periodo e mi sono arrivata delle email bellissime di una ad esempio della ragazza che lavorava nel negozi di Chico e che mi diceva guardi io sono in cassa integrazione mia marito in cassa integrazione aspettiamo un bambino con nostri due lavori non è che possiamo avere tante risparmi primo con le siamo giovane perché poi non è che non sostipendio anche in tempi normali fosseltissimo però con lei altimone io mi sento sicura che la nostra famiglia e il bimbo che arriverà saranno protetti cosa c'è di più bello io quelli email la tangoli di così quando mio filo magari sarà un grande un po' me lo do le scente gli erano farò vedere perché quello per me è il riconoscimento proprio più bello vale più di tante stellete di tante medaglie di tante altre cose che possono arrivare e quando uno fa turn round o comunque deve portare cambiamento non è sempre che tutte le persone in corpo è attivuto mi ho passato la corpo e siano aperte disposta a cambiare le cose quindi quando tu vai in un azienda ormai se gli vengono a cindura neara di turn round tra tutte le esperienze che hai avuto qual è un po' la tua strategia ti porti un team di ci resto si cambia si fa così c'è i dei consigli su come portare tutte queste persone a credere nella tua visione guarda la prima cosa che faccio ma pare le persone io credo che ci siano sempre a tre gruppi di persone inimici gli ambasciatori e gli alleati inimici ci sono sempre indipentemente da quello che tu vuoi cambiare quello che vuoi mantenere indipentemente anche dal tuo carattere da tua visione ci sono le persone che per qualche ragione rimano contro perché magari volevano il tuo posto perché magari volevano un'altra persona al tuo posto perché magari non condividono a torto a ragione le strategie che tu vuoi portare a matri tu sai che quelle persone sono le miche quindi ti voi poteranno sempre va bene l'importante è sapere chi sono e cercare di sminare le micne che ti mettono sul percorso prima di saltarci in area poi ci sono gli ambasciatori gli ambasciatori sono la parte più numerosa dell'azienda c'è sono quelle persone che comprene il tuo messaggio ci credono lo fanno loro lo trasmettono all'organizzazione questo importante perché la messatore delegato può parlare amigliaia di persone ovviamente sì ci sono anche momenti in cui parli a tutti però lei che fa sempre discorso i urbiettori di solito tu parli alla tua cerchia più vicine poi c'è questo effetto cascata e quindi è importante avere tanti ambasciatori che credono nel tuo messaggio perché così che poi tu inneschi una trasformazione culturale che si apervasiva l'interno da ragienda però ti devi rendere conto che l'ambasciatore non porta pena come diceva il nome oggi sono io in sella e quindi l'ambasciatore sostiene me domani c'è un'altra teoria che va per la maggiore e l'ambasciatore sostiene la teoria è un po' come quando cambiano i governi in giro per il mondo ne che cambiano tutto il corpo di plomato con i tanto qualcuno lo cambiano ma tanti rimangono semplicemente l'ambasciatore prima diceva poi magari dice B o qualcosa tra E B perché è quello ruolo dell'ambasciatore no e allora cosa è importante è importante che poi tu riesce a trovare un di alleati quelli che poi a me piace chiamare i moschettieri i moschettieri sono veramente quelli tutti per uno per tutti sono le persone di cui ti puoi fidare che non sono necessariamente le persone che ti dicono sempre che erai a gione. Sono persone che, molte volte, ti chiuso nella stanza e ti dicono "No, non sono d'accordo su questo, questo, questo, questo, questo, questo, lo avrei fatto diversamente". Però sono persone che poi usciti dalla stanza che si sia deciso a, che si sia deciso a b, quello sostengono davanti a chi sta sotto, davanti a chi sta sopra, davanti a chi sta elato, davanti a te o anche alle due spalle. Questi alleati sono quelli poi che ti permettono nei momenti di tensione del tornerondo, perché ci sono momenti di tensione di sentire che c'è qualcuno che ti guarda le spalle. Non puoi fare da solo. Hai bisogno di tutti per uno per tutti. E' anche bello, devo dire, la cosa che mi piace di più quando vado in un'azienda nuova è proprio creare questo team di moschettieri. E non è che li porto tutti a fuoria. L'interno di ogni azienda trovi veramente delle persone con dei talenti incredibili. Quindi alcuni li sciego all'interno dei talenti che già ci sono in azienda. È altro magari li porto a fuori anche perché mi piace poi la contaminazione tra realtà diverse. E questo di solito porta, questa piccola squadra fiatata che durante la tempesta ti fa sentire il soma, che l'unione fa la forza. Delissimo consiglio per chi gestisce grandi aziende, secondo te la leadership è qualcosa di nato o è una cosa che si può imparare. Devo essere sincero, io credo che la leader ci è pssienata. Io credo che come tutto si debba allenare tanto, macinaci, adesso io faccio a posta un ragionamento che esola dal mio lavoro, però tu prendi un calciatore come Ronaldo, prendi un tenista come Sinner, sono nati con un talento e non è che se Sinner lo mette giocara calcio ero Ronaldo, no perché il suo talento è giocara tennis, ero Ronaldo, magari giocamina tennis ma non è Ronaldo, ero Ronaldo quando gioca a calcio. Quindi ognuno di noi deve capire qual è il suo talento perché non è che ognuno di noi bravo in tutto, ognuno di noi ai punti di forza come punti di volezza. Quindi già devi riuscire a capire se il tuo punto di forza era leadership, c'è l'idea di farticarico delle responsabilità, l'idea di decidere, l'idea di metterci la faccia, l'idea di capire dove portare veramente l'azienda dell'organizzazione, prendendo te nella responsabilità anche quando appunto la strada insarito. Quindi devi capire se nel tuo corde si ti piace. E una volta che poi capisci che nel tuo corde e ti piace, però puoi ti devi allenare tantissimo perché ritornando all'esempio di Sinner, sinner ha capito che trasciare e giocara tennis era meglio perché aveva più talento nel tennis, ma non è che poi esso si basa solo sul talento, si allena tutti i santi giorni. E' quindi io credo che ci sia una componente in nata importantissima, però come dicevamo prima, ci vuole impegno, determinazione, resiglienza e tanta tanta disciplina. E sei molto vocale sul tema dell'Empowerment Feminile e anzi ti ringrazio per essere una grande apri tricce di strada per tante dann donne che verranno dopo di te. Leggevo gli ultimi statisti che circa solo il 7% dell'azienda italiana adesso, ad oggi vuole forse duly 195-24, è una donna sio. Secondo te, cosa devi cambiare proprio nel sistema lavoro, se tu avessi la bocchetta magica, per fare sì che ci fosto più donne, ovviamente in queste posizioni. In questa posizione. Guarda, come dici tu i dati sono abbastanza chiare, ci sono pochissime donne in posizione di leadership tra l'altro se tu guardi le grandi aziende, quindi le aziende sopra una certa dimensione alla percentuale scenda, addirittura a 2,7%, quindi siamo veramente poche. Infatti in i tanto scherziamo dicendo se una di noi ben pensiono, si prendo l'anno sabbatico crolla la strada di sti. Perché siamo talmente tanto poche che ci possiamo contarci su un paio di mani e comunque ci conosciamo tutte. Questo perché per tante ragioni. In anzitutto è difficile per tutti, insiamo a dire, questo è difficile per tutti arrivare a posizioni di leadership, non è che tutti gli uomini che iniziano a fare economia, diventa la manifestatoria delegati, questo non sarà ben giusto le confronti degli uomini, dire che per loro hanno passeggiata nel parco, non è. Non è una passata al parco, arrivarono a posizione di leadership edifici anche per loro. Poi ovvio che per le donne è un po' più difficile, perché primo, perché in Italia e in un solo l'initalia, non c'è la limpida consapevolezza che uomine donne hanno lo stesso diritto di realizzarsi, arriva a lo professionale. Un ragazzino che ti dice a spiro a fare, xy non z, ruolo di leadership è un ragazzino determinato. Una ragazzina che ti dice, voglio fare l'ingegnere, voglio fare l'amisatore delegato, voglio fare il primario e ambizio zetta. Allora, tra determinato e ambizio zetta, c'è un mondo valoriale completamente diverso. Lui è qualcosa di figo, l'è qualcosa e si serati, ravi di perosi, deve sentire in colpa, perché magari non cura era la famiglia. Quindi, primo, ci vuole la limpida consapevolezza che uomine donne hanno gli stessi diritti di realizzarsi professionnellmente. Però, se gli stessi diritti anche gli stessi doveri, avere gli stessi doveri vuol dire che noi, ovviamente, non vogliamo una porta più grande. Io lo s'ampredetto. Come donno, non ho mai voluto una porta più grande o so farigolne la porta in cui fanno goglio a me, non so nuova la vassanza e questo il punto. Però, se non posso toccare palla, non possono anche provare a fare gol. Quindi, ci vogliono le pari opportunità, ci vuole la capacità di togliere quelli estereotipi e quei per giudizi che impediscono alle donne di mostrare sanno talento oppure no. Poltre alle estereotipi e per giudizi, poi c'è il fatto che, quando parliamo i doveri, pariamo anche i doveri umestici. Le famiglie si fanno in due, i figli si fanno in due, gli anziani si dovrà brocorare in due. Inveci, l'ixtat ci dice che l'ottanta percento in Italia dei carichi familiari, dei carichi familiari ci metti la casa, i bimbi, gli anziani, spettano alle donne, sono 5 e 6 ore al giorno. E come dire, faccio un lavoro e mezzo invece che uno. Parti tutto dalla cultura, pari diritti, pari doveri. Poi, è ovvio che sono importanti i servizi. Tanto più un paese riesce a fornire alle famiglie, non alle donne, alle famiglie, dei servizi come gli asilini, le scuole pubblica e col tempo prolungato, tutti i servizi di cura degli anziani, tanto più uomine donne, sono messi nella condizione di poter serializzare professionalmente. Ho pensato tantissimo a questa domanda di realtà già da prima, perché ovviamente mi sta molto a cuore. Una cosa che secondo me potrebbe avere un impatto fortissimo, vorrei sentire da tua opinione, è che quando una donna, a raccominciare a arrivare ai 30 anni, va un colloquio, anche da un'altra donna che fa il colloquio, che comincia a pensare, e ta in cui potrebbe cominciare a avere voler dei figli. E dato che adesso il carico della maternitilivo, la maternità non il carico, però diciamo il Benefit, se vogliamo chiamarlo di prendersi qui sei mesi, ma solo la donna, gli uomini di danno magari due settimane, è ovvio che quella è un bai a sforthissimo, perché tra un uomo di 30 anni è una donna pari competense, uno diceva più, l'uomo, almeno non mi fa maternità. Se ci fosse la maternità e paternità obligatoria, secondo me non cambierebbe tantissimo. Allora guarda, tutto può aiutare, però alla fine io credo che grandi cambiamenti non si possono imporre per legge. Ma bisogna veramente, come di soprimo, lavorare sulla cultura. Allora, noi parliamo tanto dell'inverno demografico, parliamo tanto del fatto che se continuiamo così non avremo i soldi per pagare le pensioni a chi ha lavorato e questa pensione se ne merita. È il unico modo per o uno dei modi più importanti per convertire l'inverno demografico in una primavera demografica e per mettere alle donne di avere dei figli. Quindi avere dei figli è qualcosa di importante per le donne che lo desiderano, non tutte le desiderano, però per esempio per me io desiderava avere un figlio o la fortuna davvero un bimbo che adesso non è più un bimbo perché a 16 anni per un bimbo è della soddisfazione la gioia più grande della mia vita e mai ci avrei rinunciato per la cariera mai, quindi primo ognuno deve poter perseguire i suoi sogni, primo fra tutti quelle di diventare madre solo vuole. Secondo è qualcosa di bello non solo per la singola donne, la singola famiglia, ma anche per la coletività perché così che l'inverno demografico diventa finalmente una primavera demografica. Quando si riconosce che è un valore allora cosa centra noi sei i 12 mesi di maternità, però c'è quel bai a schia uno di che la donna adesso mi viene perché io sento anche io sono a quella c'è una figlia però lo vuole per me stesso, però a qualità e sento tante donne dire "reso sto qui, sfiglio, faccio tutti i miei due e tre figli perché ho la maternità, cosa che un uomo non fa e quindi quello secondo me poi fa sì perché poi è una profita di questa cosa perché non è neanche giusto dire "alesso faccio tre figli così vado a ziedere i pagati per lavoro per i 4 anni", però da anche secondo me poche donne poi non arrivano quei ruoli a tante donne, guarda. Io credo di nuovo che ci voglia, ci voglia etica. No quello sicuramente. Ci voglia etica che vuol dire "i o mai, mai mi permetterai di scegliere un uomo perché la donna può andare in maternità". C'è non etico, non etico, c'è un po' anzino e però non etico. Allora iniziamo a dire che chi assume le ruoli di responsabilità deve avere un codice etico e un compasso morale fortissimo. Allora iniziamo a dire che chi assume le ruoli di responsabilità deve avere un codice e un codice etico e un compasso morale fortissimo. Allora iniziamo a lavorare su chi diventa l'edera e che caratteriste che deve avere. facciamo noi e quella e la valdera la tura che lo dice però una volta che il bimbo è nato è bello che i due genitori si occupino ma non solo per legge, non solo per la questione della cariera, ma anche perché bello che padre e madre si occupino dei figli di crescane si chiam�. E che pescano che occuparti di un figlio è un lavoro non è una passeggiata, non è una vacanza. Capiscono l'ho fai ad esatto, capiscono che è un impegno, capiscono che costa fatica, ma capiscono anche che è bellissimo. Io e questo il messaggio che mi permetto adesso di dare noi parliamo troppo spesso delle difficoltà noi non solo le donne, noi uomine e donne senza differenza. Parliamo tanto, tanto della difficoltà della maternità e questo forse spaventa tante giovane e donne anche come te. Vabbè parliamo anche di quanto è bello se tu desideri un figlio. Non io la avuta la figlia. No, però diciamola anche le giovane ragazze, quanto è bello avvelo. Noi, se tu mi chiedi, è stata una passeggiata con jugare la cariera col bimbo? No, concigliare i due ruoli è un impegno che richiede una disciplina quasi militare perché non puoi essere da per tutto. Però se non puoi avere tutto tu puoi provare a giostrare il tutto. A me piace sempre e ne paravo anche nel libro. Piace sempre citare le mie giovane colleghe l'esempio del giocogliere. Se tu pensi al giocogliere, ha tante palle, ma non sono tutto al massimo. E' questa quella che io devo arrivare a accettare questa cosa? Non sono tutto al massimo. Lui ha una palla in mano, la guarda, ed è quella su cui si sta concentrando e su quella palla che lui sta dando imprimendo energia perché vada verso l'alto. Poi c'è una palla che è in alto, quella che ha fatto crescere prima e che adesso è litra in quilla senza sforzi perché è arrivato in alto e poi c'è una palla che scende. E' quella che lui deve afferrare prima che si schianti al suo like. Noi donneto abbiamo smettere di pretendere di essere perfette in tutti i ruoli. Non possiamo essere perfette allo stesso tempo in tutti i ruoli in tutti i momenti. Topiamo di essere a dire, ci sono dei momenti in cui dobbiamo esserci come madre, come professionista, cominsatore delegato, come avvocato, come medico, come qualunque professioni abbiamo scelto. In quei momenti possiamo fare la differenza e non ci dobbiamo essere. Al 100% senza multitask e senza distrazioni. Ma ci sono tanti altri momenti, sia nella vita di madre, nella vita di professionista, che così importanti non lo sono. E qui i momenti, primo, non devo avere la stessa attenzione di quelli che importanti lo sono. Secondo, dobbiamo imparare a delegarli e terzo, dobbiamo delegarli senza sensi di colpa. Per dire questo è il problema. Io sono perché ciò ancora la bambina piccola, eccetera. Quindi sono proprio nel pieno dei sensi di colpa. Ma questi ci fanno male, io guarda, ricorderò sempre il giorno in cui mio figlio ha fatto il primo passo, io non cero. Non cero. Era forte L'Oder del, avevo, eravoravo appunto, in poter in gamble, avevo dell'Orignona, forte L'Oder del, mi chiamo il mio mamma, quindi non una mia nemica, mia mamma. Mi chiamo con gioia. E non volevo farmi sentere in colpa, però mi chiamo e mi dice "cri, mi dispiace tantissimo, te lo sei perso, ti sei perso il primo passo di ricchi, io in l'acrime, mi sentivo veramente una mate da buttare via, mi sono perso il primo passo di ricchi". E poi ho avuto un'epifanina, sei in momento in cui hai un'illuminazione, mi sono le tasseche, c'è? Io adesso prenderò l'aerio. Quando arriverò a casa, ricchi farà un primo passo per me. E quindi io mi ricorderò il primo passo, non sarà il suo primo passo in assoluto, ma sarà il primo passo per me e va bene lo stesso. Sei che tante volte noi ci colpo e voliziamo molto molto molto di più di quanto non si è necessario. Assolutamente. E tante volte e questo lo dico con tristezza sono anche altre donne che ci fanno sentire questi complessi. Mi o figlio faceva proprio qua vicino, la scuola è elementare, super pubblica, super tranquilla. E tutte le volte poche perché non riusciva, le quattre ammezza non riusciva andare a prendere il mio figlio. C'è una sempre, una, due amme. E' con il rimatto con un'accia. Ci sei anche come rimarcare tutte le volte in cui non cero. Una volta mi sento veramente in colpo da morire, guardo ricchi mentre lo porta a casa e di cori, che mi ormai ti manca tanto che io non riesca a arrivare più spesso e lui mi guarda con gli occhioni dei bimbi che non mentono perché a quelle tante non mentono. Mi dice ma mi, ma per me ancora più bello. Perché non ci sei sempre come tutte le altre amme? Quindi io la sorpresa. Quando ci sei ancora più bello perché non è scontato, perché ho la sorpresa che ci sei, che quindi quello è un momento speciale. Allora io ho pensato quante lucubrazioni mentane li sono fatta, quante corsi in cui ho rottita chissura arrivata davanti a quella scuola che sembravo fanto ozzi. E poi a lui bastava quelle meno volte in cui cero perché rendeva quelle meno volte più speciali. Ecco questo un consiglio che mi sento di dare a tutte noi donne. Sentiamoci viene in colpo. I sensi di colpo a primo, certe volte sono proprio non necessari. E poi comunque anche quelle volte in cui puoi dire "va questa volta, potete fare meglio" e comunque non è il senso di colpa che ti permette di tornare indietro. E non facciamo soprattutto sentire in colpo alle altre donne. Perché non ci aiutiamo. E' questa e la cosa principale. Questo è la cosa principale. Ognuno lo fa. Perché non lo facco con quella consapevolezza di farlo, ma quelle piccole parole ha un'altra donna che chiaramente è ovvio che se potessi fare le due cose, prendere tu figlio, fare lo faresti, però non puoi fare tutto insieme. Quindi sono quelle piccole parole che provano cambiatelo con della cultura di come. Io parliamo gli altri donne, altro passato. E sattro. Io credo che bastarebbe giudicare un po' meno. Il lavoro della mamma è il lavoro più difficile e più bello del mondo. Ma è anche il più naturale, il più naturale nel senso che un'uno se le deve vivere come ritiene giusto. Quindi tutti questi giudizi all'atti di più, all'atti di meno, tornare al lavoro prima, tornare al lavoro di meno, lo accompagnano, la compagna scora. Ma perché un'uno non si fa? No? Una sala zepa di fatti propri. In cui ogni mamma è lì che dal massimo, il suo massimo lo definerà lei nella sua famiglia con i suoi figli, capendo per i propri figli qual'è la cosa giusta da fare. Quindi io questo lo dico sempre, uomini da un'esenta distinzione, certa volta dovremo semplicemente farci un po' più fatti mi ha. I fatti propri scusami. Tutti cari meno. Tutti cari molto meno. Poi attorare un'attimo a un consiglio sempre sul lavoro e voglio citarre una belissa fra zettolibro. Perché te suoi parole. Ritengo che non ci si debba mai barricare di trolla paura, di chiedere quando si crede di meritare qualcosa. Lo diciamo sempre su questo podcast. Ovviamente uno può manifestare che non lavori duro e non assi la mano e non terà in ulla. Però perché vorremo propredare di consiglio concreto e tu hai sempre al sotto la mano. E come dice nel tuo libro, e la stonia non è anche prima, negli uomini che chieda a promozioni che di più soglie visto come leadership nelle donne, è visto come. Una cosa un po' più negativa o. Nel concreto, oltre al provarciarsi la mano perché è un belissimo consiglio. Come hai gestito alcune affrontato ai di conzi su come affrontare quella conversazione? Tutte le donne che sono seguendo e si meritano quella promozione mas hanno paura di nargiare la mano. E danzi tutto io credo che la parola assertività non si hanno parola acia. E anche quando vanno subocabolario dire vero perché ho fatto questo piccolo check, e sarà assertivi non è qualcosa di brutto. E sarà assertivi, vuol dire sapere che cosa vuoi, e con etica con impegno cercare di raggiungerlo. Certo, se tu lo raggiungi, scendando a compromessi contestesa con qualunque credi allora è una brutta cosa. Perché diventa ambizione sfrenata, diventa assertività sfrenata, ma altrimenti se tu hai una sana ambizione, cioè sai quello che vuoi. E se è assertiva, cioè timpeni, con il massimo delle due forze, con il massimo della tua integrità, però a tenere quello che vuoi, questo che tu sia un uomo sia una donna, è un pregio secondo me. Non è una parola acia, peccato appunto che per gli uomini invece è un pregio per a donna, venga vista come una parola. Quindi già liberiamoci da questo estereo tipo che secondo me ci fassuramale. Poi in general io un consiglio se me lo permetti assolutamente un po' più alto e cioè. Io non credo che ci faccia bene ragionare sempre pensando di essere donne. Cioè non mi sono mai posta la questione. Io lui dico anche sempre come un battuto, io mi sono risacconto di essere donna 40 anni quando sono tornata in Italia. E ovvio che la battuta, ma sono a corpa prima, ma fino a quando io ero in protteringembol, che veramente un'azienda meritocratica, che veramente non guarda il genere la provenienza nulla, io non mi sono mai posta la domanda. Io ero una persona, un manager con i proi, con i contro, con le cose che sapevo fare e quelle che non sapevo fare, basta. Poi sono arrivati in Italia e di colpo ti rendi conto che essere donna è una cosa diversa, mi ricordo che ma non solo allora anche adesso, ogni tanto, entro una stanza tutti a messiattore dei ragazzi sono l'unica donne e quindi sono la messiattore dei ragazzi esotico, perché appunto sono l'unica donna. Quando ero messiattore dei ragazzi di l'oreal, una delle cose che mi ha colpito di più e che tutti venivano alle riunioni, buongiorno dottore, buongiorno dottore, buongiorno dottore, a tutti i miei collaboratori. Per guardare non me? Buongiorno signora, ma perché se tutti sono dottori io perché dove essere signora, una volta mi ha anche capitato con fornitore, dopo aver detto buongiorno a tutti, buongiorno dottore ovviamente a tutti, seggiato verso di me, ma ha detto buongiorno signorina, le dispiaccia, prenderemo il cappotto, guardi a me non dispiaccia però molto dieta sono l'unomissatore delegato, il poverito diventato viola, quindi non ho dovuto neanche infierire e lì però ho capito che se qui le differenze di genere ci sentono molto di più, però di nuovo non è un problema nostro, non deve diventare un problema nostro, io mi sono sempre detto ma sono sicura che te ba esistero una leader ci parfeminire diversa a quella maschile e sai che la disposta che mi sono data è no, io non credo che la leader ci ho perfeminire da ba essere diversa a quella maschile, io credo che la leader ci dipenda dal carattere, dalla personalità, dall'educazione dai successi e soprattutto dall'esconfit, dai valori e dei principi, ma non dal genere, non dall'essere uomo, all'essere adona e tra l'altro nella mia cariera, io ho conosciuto degli uomini molto assertivi, gerarchici, ma ne ho conosciuto anche tanti breve persone portati alla collaborazione, all'impatia, all'ascolto, così come ho conosciuto donne impati che portate alla svolto, alla parte dissipazione ma anche delle donne molto verticali, molto gerarchiche, molto comande in controllo e quindi sono veramente arrivata alla conclusione che no, la leader ci parfeminire non deve dipendere dal genere e quindi io non mi pongo neanche più la domanda di "ma se io faccio questo come viene letto?" io come persona credo che si è giusto al sale alla mano, l'alzo, credo che non lo si è giusto, non l'alzo, credo che si ha giusto magari proporre un progetto, un aumento di stipendio di nuovo, lo faccio, la seconda del contesto perché credimi, fino a quando noi donne continuiamo a dire che la leader più alfeminile è più empatica, è più collaborativa e più dolce, anche noi creiamo un prejudizio, anche noi creiamo lo stereotipo. Certo che poi uno vede una donne invece che più assertiva che non è una pralaccia, più meno dolce, dice "ah, che ci c'è un problema, non è che tutte donne sono così come tutti i domani non sono asserti, e certo, e poi soprattutto a seconda del contesto, tu, uomo, donna che sia, tu devi sapere alternare il tuo stile di leadership, perché ci sono i momenti in cui tu puoi essere empati che partecipativa, ma se se la famosa nave e mezzate in peste, in quel momento non puoi essere empati che partecipativa, in quel momento sa per prendere decisioni, per tenere la pressione sulle tu spalle, essere assertiva il giusto è necessario, e quindi le persone, uomine donne senza distinsole, che sanno alternari due stili, sono secondo me i leader più efficaci, e così usciamo anche dall'ostereotipo dell'angelo del focolare, perché io ho un estamento poi aver fatto per centinaia di anni, l'angelo del focolare, adesso non voglio fare l'angelo del consiglio amministrazione, non voglio questo stereotipo, ed è un hostereotipo che secondo me ci fa male. E in Italia il processo non hai visto come una cosa di merico teocratico, abbiamo ovviamente esempi per quale la gente pensa così, però nascondersi dietro questa scusa per non provarci, non ti portrà da nessuna parte, un po' ritornando alla prima domanda, che consiglio da ressi tu a chi parte da un contesto umile. Guarda il contesto, è dato come ci dicevamo prima tu non decidi dove nasci, non decidi in che famiglia nasci, non decidi il cognomarcha ai, non decidi il conto in manca dei tuoi genitori o le conoscenze, il network della tua famiglia. Quindi puoi passare alla vita, alla mentarti delle condizioni in cui sei nato e magari ne è anche ampiamente ragione, ma non le cambi la mentandati. Quindi il consiglio che mi sento diare quello che ho ricevuto a punto tanti anni fa, e cioè guardati dentro, capisci qual è il tuo sogno, non ti spaventare se il tuo sogno è molto lontano da tuo punto di partenza, ma come se forse scamp mi ti accorri, corri oggi, corri domani, quando fa sole, quando biove, quando hai crampi e quando non li hai corri, corri corri e se poi ai anconpizzi con i fortuna perché ci vuole anche quella nella vita a fuori ad ricorrere magari riuscire a realizzare i tuoi sogni. E lì però mi permetto di aggiungere una cosa. Prima ti dicevo che secondo me la vita e la cariera sono una maratona e ti dicevo che nelle maratone tu puoi cadere, puoi sbucciarti le ginocchie e devi avere la forza di rialzarti e di rimettate a corri. Ecco però quando ti rialzi, quando ti rimetti a corri, non deve diventare una sessione. Io credo che la cariera non debba diventare una sessione. La leadership non si misura con quanto esterlete ai, la leadership non si misura con quanto e volte si è arrivata prima con quanto i medagli hai accumulato. La leadership è altro, la leadership è veramente saper si prendere cura delle persone che è intorno. Allora quando cadiamo e ci riazziamo e ci rimettiamo a corri, dobbiamo anche guardarci intorno, dobbiamo anche guardarci dietro, dobbiamo chiedarci ma c'è altre persone che vedo corri, stanno correndo come me una maratona professionale o magari stanno correndo una maratona più importante perché ha che fare con loro salute, con loro vita, con i loro figli, con la salute dei loro figli. Allora se vedi persone che corrono delle maratone più impegliative, tutti devi sapere fermare. Devo sapere fermare e devi sapere dare uno mano perché se tu vuoi solo vincere, solo tagliare il traguardo per primo, allora non diventare ai mai un leader, allora secondo me non raggiungere ai mai i tuoi obiettivi, o se li raggiungerai, non li raggiungerai in maniera eti che in verito crati che allora forse non terza a proie poi godere. E ti faccio delle ultime vanno in un pochino personali, c'è qualcosa che hai dovuto sacrificare per arrivare dove savi adesso. Ma sì, ho dovuto sacrificare tantissimo tempo per me perché ovviamente va a avere fare il gioco liere ma sono 24 ore per tutti e quindi per me fare la mamma è importante non essere mamma. Io volevo diventare mamma ma anche farla la mamma quindi per me è importante far colazione come figlio al mattino, per me è importante il maggior numero di volte possibile poter cenare con lui certo quando viagge non ci sono, non ci sono però io quando sono ad esempio Milano io non parte ci cuocene, non parte ci può diventi mondani e ti arrivano penso tantissimo, tantissimi viti vicine, venti mondani, venti di networking io so che ho anche perso dell'occasione importanti di business e di cariera non facendo networking, prova bene lo solo messo incontro io la sera la dei di comio figlio, perderò dell'occasione e va bene lo perso però il tempo che dedico con lui per me è fondamentale, quindi ho dovuto tagliare tempo appunto per gli eventi, per il networking, ho dovuto tagliare anche tempo per, diciamo diciamo, diciamo dicono, ho dovuto dire ok seleziono un numero più ristretto di amici ai quali posso dare il mio tempo e con i quali posso vivere delle belle esperienze però non posso magari uscire con tutti perché ripeto il tempo e quello quindi allo fine ho rinunciato anche del tempo per me, al tempo per i miei obbi, nissanto qualcuno mi chiede "querena domanda più difficile che ti possono fare, ecco domanda più difficile che mi possono fare quali sono i miei obbi perché da quando ho nato il mio figlio il tempo per gli obbi è talmente poco che veramente gli ori doti all'osso poi come sempre i figli crescono e ci sarà al momento in cui io avrò più tempo per me e quindi li riporterò a galla però si ho rinunciato a tanto però non mi è pesato mai perché lo fatto in maniera consapevole lo fatto per due cose la maternità e il mio lavoro che io ho scelto perché sono le mie passioni non me la imposto qualcuno, ecco questo è una bello che il sacrificio non è sempre un po' cosa di negativo perché visto come otti con i noti che negati, però l'acchi trova domanda perché tante persone possono pensare che è tu quando non sei lì non hai quelli dallo di responsabilità e non sei ancora magari i genitori e non ti rendi conto di alcuni sacrifici che devi fare per arrivare a certe a certe posizioni e c'è però qualcosa che hai sacrificato che magari tornano indietro non avresti fatto no guarda il più grande rimpianto che non la vita di non l'havere avuto un secondo figlio ma il secondo figlio non è che non lo ho avuto per ragione di cariera è che la prima gravidante è stata estremamente difficile a comportato un ricovero molto lungo il bimbe nato prematule eccetera eccetera e quindi non è stato opportuno provare a averne un altro e quindi come vevi i grandi rimpianti non dipendono da lavori i grandi rimpianti dipendono da il fatto che ci sono tante salite che con determinazione puoi scalare e alcune salite che la vita ti dice mi dispiace questa non è la salita che è scalabile allora devi accettare che ci sono delle salite che non sono scalabili mi sarà piaciuto sì non è stato possibile va bene mi go do il figlio che grazie di o e ti faccio farmo nostra famosa ultima domanda con cui mi ho concluso ormai più di tre cinti interviste in che modo la tua italianità ha contribuito al tuo successo guarda io credo che noi italiani e di nuovo possa evvare un luogo comune ma credo che alla fine non lo sia noi italiani abbiamo una sanissima art dell'arrangarsi noi sappiamo estere strategici e pragmatici allo stesso tempo e queste una delle caratterissi che mi hanno sempre riconosciuto in protte ma anche poi in tutte le altre aziende dopo e credo che questa mia capacità di alternare la strategia con anche scelte molto pragmatiche operative si adata dal DNA italiano dalla sana art della rongarsi che abbiamo noi italiani lo diciamo spesso per battuta ma non non non è solo una battuta noi italiani le momenti più difficili riusciamo a tirare fuori il meglio di noi può essere bello riuscire a tirarlo fuori sempre però non è una dota da poco è questa che abbiamo noi italiani dell'essa per dare il meglio quando il momento lo richiede ecco questa forza la caratteristica italiana che più mi ha aiutato ed è poi una delle dei mantras e voi che mi porto dietro io quello che dico sempre a me stessa e anche alla mia squadra ragazzi guardate che in saliti saccelera perché l'unico modo di scollinare questa è forza appunto poco filosofica come frase però è vero se tu guardi se tu sedavanti a una salita se freni e mazie freni non scollini quindi vi tu sia piedi o che sia un macchina davanti alla salita tu devi accelerare l'unico modo per scollinare e quindi noi tagliani sappiamo fare questo sappiamo accelerare quando il contesto lo richiede. Cristina ti ringrazio davvero tantissimo dal telegolo forse una delle belle chiaccherate come hai fatto grazie di cuore grazie per l'issima chiaccherate grazie per tutto veramente grazie grazie alla tutti grazie

Podcast Summary

Key Points:

  1. Cristina Scocchia, una delle poche donne CEO in Italia, racconta la sua ascesa da umili origini in un piccolo paese ligure a ruoli dirigenziali in grandi aziende come Procter & Gamble, Kiko Milano e Illycaffè.
  2. Il suo percorso è caratterizzato da determinazione, disciplina e un forte sostegno paterno, che le ha insegnato a non lasciare che il punto di partenza definisca il proprio futuro e a trovare il coraggio di provarci, indipendentemente dall'esito.
  3. Superando sfide come limitazioni economiche, scetticismo e un difficile colloquio in inglese, ha perseguito con tenacia i suoi obiettivi, sottolineando l'importanza della "fame" di successo, della meritocrazia e della resilienza nel costruire una carriera.

Summary:

Cristina Scocchia condivide la sua storia di crescita da un piccolo paese ligure a diventare una delle poche donne amministratrici delegate in Italia, guidando aziende come Kiko Milano e Illycaffè. Il suo percorso, iniziato in una famiglia modesta, è stato plasmato da una ferrea determinazione e da un insegnamento paterno fondamentale: non permettere alle proprie origini di limitare le ambizioni, ma trovare il coraggio di tentare, indipendentemente dal risultato. Nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di modelli di riferimento, ha perseguito i suoi sogni con disciplina, superando ostacoli come un colloquio in inglese fallimentare ma trasformandolo in un'opportunità grazie alla sua preparazione e sincerità.

La sua carriera sedicennale in Procter & Gamble, iniziata ancora studentessa, è esempio della sua resilienza e della "fame" di successo. Scocchia enfatizza l'importanza di credere nei propri sogni, abbinandoli a impegno e coraggio, e critica l'aspettativa di perfezione che spesso le donne impongono a sé stesse, auspicando un futuro in cui più donne possano raggiungere posizioni apicali senza essere considerate eccezioni.

FAQs

Cristina Scocchia non ha permesso al suo punto di partenza, un piccolo paese ligure, di definire il suo futuro. Con determinazione, disciplina e il supporto familiare, ha trasformato ogni opportunità in un passo verso i suoi obiettivi.

Suo padre le ha insegnato che lamentarsi non porta da nessuna parte. L'importante non è necessariamente riuscire, ma trovare il coraggio di provarci e dare il meglio di sé, indipendentemente dal punto di partenza.

Ha insistito per studiare alla Bocconi di Milano, ritenendola fondamentale per il suo futuro, nonostante la tradizione familiare suggerisse altre strade. La sua determinazione alla fine ha convinto i genitori.

Scoprì P&G durante un Career Day alla Bocconi. Dopo un anno di attesa e un colloquio iniziale difficile, la sua risposta sincera di voler diventare Amministratore Delegato colpì positivamente l'intervistatore, aprendole la strada.

Contano tantissimo e fanno la differenza. Nel suo caso, le permisero di conciliare lavoro e studio con impegno costante, dimostrando di poter rimanere 'sul treno' delle opportunità senza scendere.

Significa sognare e credere nella bellezza del proprio sogno, ma soprattutto avere il coraggio, l'impegno e la disciplina per costruire il ponte che trasforma quel sogno in realtà.

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