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Cipro Divisa: La Guerra Nascosta tra Grecia e Turchia – Con Michelangelo Severgnini

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Cipro Divisa: La Guerra Nascosta tra Grecia e Turchia – Con Michelangelo Severgnini

Il podcast descrive le cause e l’inizio della Prima guerra mondiale, partendo dall’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui l’arciduca Francesco Ferdinando viene ucciso da Gavrilo Princip. L’Austria-Ungheria, convinta del coinvolgimento serbo, invia un ultimatum duro alla Serbia e, dopo una risposta parzialmente conciliante, dichiara guerra il 28 luglio. Questo innesca una reazione a catena: la Russia mobilita le truppe, la Germania dichiara guerra alla Russia e poi alla Francia, invade il Belgio neutrale e provoca l’ingresso della Gran Bretagna. In poche settimane, tutte le grandi potenze europee sono in guerra. L’Italia, pur alleata con Austria e Germania, resta neutrale per via della natura difensiva del patto e delle proprie mire territoriali su Trento e Trieste. Il conflitto, inizialmente pensato come breve, si trasforma in una guerra di trincea statica e sanguinosa sul fronte occidentale. Le trincee, lunghe fortificazioni difensive, diventano l’ambiente quotidiano dei soldati, caratterizzato da condizioni igieniche pessime, bombardamenti costanti e assalti suicidi nella “terra di nessuno”. Armi moderne come mitragliatrici, artiglieria pesante e gas chimici (come l’iprite) causano milioni di morti. Il nazionalismo e l’entusiasmo popolare iniziale, sostenuti da intellettuali e persino da molti partiti socialisti, contribuiscono a prolungare il conflitto, che si espande a livello mondiale coinvolgendo colonie e altri Stati (Giappone, Turchia, Bulgaria). La guerra, definita “inutile strage” dal Papa, segna una svolta tragica nella storia del Novecento.

Transcription

5901 Words, 37659 Characters

Italian
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, chiamata, segreco matematica, inglese. Hoho, ma tu, radio. Ma tu, radio. Ma, non l'esse filosofia, non l'ha destraverla. Ma tu, radio. Maturadio, podcast di storia per lesame di maturità. La prima guerra mondiale. Ciao ragazzi, oggi iniziamo facendovi ascoltare un breve strato da un'opera teatrale di carri. Il crouse scrittore intellettuale austriaco messa in scena dall'Ukaronconi. Nel ultimi giorni dell'umanità. È una opera mai stosa con centinaidi personaggi che parla proprio della prima guerra mondiale. A partire dall'assassinio di Francesco ferdinando che crouse ci raccunta attraverso il vociare delle strade viennesi in quei giorni di fine giugno del 1914. L'assassinio dell'erede al trono. Il principale ereditario ha assassinato con la consorte. Il principale ereditario era consente. Un servo. Un servo dell'endatore. È un fiammifero che si accenda. Per via dell'ultimato ma la serbia. E io dico perché si è riusciti ad applicare il fuoco al mondo. Ma una volta che ci sia la pace? Allora comincerà la guerra. Ma tutte le guerre sono terminate con una pace. La vita stessa. Tutto quanto era ieri lo si sarà dimenticato. L'oggi non si vedrà e non si temerà il domani. Si sarà dimenticato che si è persa la guerra. Dimenticato di averla cominciata. Dimenticato di averla combattuta. Eccopere che la guerra non finirà. La idea da ridire per se non solo a venire. Io sono. E rimango un ottimista. I paponi spagliando. Disimparano. Anzi. Sparano. E' l'izio del Trottinatia. Dunque è il 28 di giugno del 1914. Siamo a Sarajevo. E' l'erede al Trono daustrea. L'Arciduca Francesco Ferdinando. Vieni ucciso in un attentato. L'Arciduca in quei giorni è in visita ufficiale nella capitale della Bosnia. Ha già subito un attentato poche o reprima che però è fallito. Sfrontato o incoscente. Non sappiamo. Il Duca continua la sua visita con il desiderio di mostrarsi ben disposto con la popolazione di Sarajevo. E di mettere in buona luce, diciamo così, la corona daustrea agli occhi di quelli che volevano l'annessione della Bosnia alla Serbia. Cioè l'indipendenza dell'impero a sborgico. Ma, e nella storia di una visita ufficiale, come quella dell'Arciduca Francesco Ferdinando, e redde al trono daustrea, allora ricordiamo, era stata così mal a colta. Se avessi davvero capito che bruttari attirava Sarajevo dopo il primo attentato, l'Arciduca si sarebbe retirato. Ma la storia non si fa con i sé. Francesco Ferdinando vuole continuare il suo viaggio e di lì a poco subisce un secondo attentato. Viene colpito da un proiettile al collo e muore. A sparare è Gabrielo Principe. Si scrive come Principe senza la E finale. Uno studente servo Bosnico che non ha minimamente idea del fatto che con quello sparo poi cambierà la storia del 900. Ma come è potuto accadere che un attentato in un paese così poco rilevante come la Bosnia abbia generato la catastrophe della prima guerra mondiale. Diciamo che la Bosnia Erzegovina è una regione austria che era stata nessa dall'austria proprio qualche anno prima. La nessione aveva ancora di più acceso i contrasti tra Austria e Serbia, il giovane reno slavo che voleva mettersi alla guida dell'unificazione dei popoli slavi dei balkani. Arrivata la notizia dell'assassini o dell'Arciduca Francesco ferdinando e fatti gli prime frettolosi indagini, gli austriaci sono fermamente convinti che la Serbia sia convolta direttamente nell'attentato. E, diciamo, colliendo la palla al balso, di lì a pochi giorni mandano un ultimatum alla Serbia con alcune condizioni da accettare. In caso, contrario, la Austria dichiarera guerra la Serbia. L'ultimatum è particolarmente duro e una delle condizioni sembra del tutto inacettabile. Gli austriaci vogliano che alcuni loro funzionari conducano le indagini interritorio servo, dove in teoria non hanno alcun potere, ma la Serbia non sembra intenzionata di iniziare una guerra con la Austria, anche perché ha appena combattuto le due guerre balcaniche, quindi si mostra disponibile a collaborare e manda una risposta in cui accetta gran parte delle condizioni. La Austria però rispinge qualsiasi tipo di compromesso e dichiara guerra alla Serbia. Esattamente un mesi topo l'attentato, cioè il 28 nullio del 1914. Naturalmente voi richiederete, ma la Austria è veramente interessata a trovare i responsabili dell'attentato dell'Arciduca o ha semplicemente trovato il pretesto per risolvere, diciamo, il problema della Serbia. Tra i due paesi erano contrasti parecchi, perché entrambi avevano interessi nei balcani e il governo austriaco da tempo sognava di cogliere al volo una scintilla di dichiarare guerra alla Serbia. Ma in occasione dell'umicidio di Francesco Ferdinando, la Serbia si mostra totalmente disponibile, rimissiva, tanto che la diplomazione europea nei giorni successivi a questo attentato crede che difficilmente si possa arrivare alla guerra tra le due nazioni. L'imperatore austriaco Francesco Giuseppe si pensa e vuole soprattutto dare una dimostrazione di potere. Guglielmo secondo il caisercio e l'imperatore tedesco è convinto che la questione si possa risolvere per via diplomatica, l'Austra invece dichiara guerra alla Serbia. Ma quello che poteva rimanere un semplice conflitto locale tra Austria e Serbia innesca una reazione a catena che in pochi giorni porta tutte le potenze europee in guerra tra di loro, in una guerra totale, quasi del tutto inedita fino a quel momento. E perché da un contrasto locale limitato ai balcani scoppia quella che diventerà una guerra mondiale che cosa centravano ad esempio la Gran Britagna e la Francia con le questioni balkaniche. Allora innanzitutto la dichiarazione di guerra e le mossi suggestive innescano quei patti quelli alle anze che erano rimaste fino a quel momento sulla carta le alle anze che abbiamo già raccontato nel pod casta sulla belle poche sul fragile equilibrio europeo. Tutte le potenze europee sono legate in alle anze tra di loro. La triplice alleanza lega Germania, Austria e Italia, mentre la triplice in Tesa unisce Gran Britagna, Francia e Russia nel 1914 c'era un clima molto teso di inquietudine generale. Ma fino a quel momento nessuno pensava che appena un paese e fosse stato involto in una guerra tutti gli altri, la vera ebbero seguita a ruota per precipitare tutti insieme in un conflito mondiale e anche vero che ogni stato ha le sue ragioni, diciamo per scegliere l'opzione militare. La Russia vuole mantenere la sua truenza sui balkani, un potere che esercita anche grazie al suo alleato, cioè la Serbia, la Germania, teme, la Russia e già ha avuto accesi contrasti con Francia e Gran Britagna per questioni coloniali. Vi ricordate le crisi in Marocca contra il 1905 e il 1911? Ecco, la Francia del canto suo ancora cava un desiderio di rivincita contro la Germania, oltre ad essere naturalmente preoccupata dalla crescente potenza militare tedesca. Anche l'Italia ha alle sue ragioni, la guerra può essere l'occasione per togliere all'austre a quelli regioni che ancora mancano per realizzare completamente il processo di unificazione nazionale, insomma. Tutte le potenze europee hanno già quella mentalità imperialista, quella voluta. di espansione dei propri confine della propria influenza ben al di là del colonialismo che aveva caratterizzato il periodo precedente di accordi diplomatici e, diciamo, relativa pace internazionale. Gli Stati europei in qualche modo si preparano alle eventualità che potrebbe scopriare una guerra. Non a caso negli anni precedente al conflitto, tutti investono molto in spese militari. Infine noi non dobbiamo scordare un altro aspetto per capire il contesto in cui scopria la grande guerra. Una componente che diventa sempre più importante in questi anni in Europa il peso dell'opinione pubblica. Cioè l'influenza delle masse sulle decisioni dei governi. I sentimenti nazionalisti sono cresciuti in quasi tutti gli Stati europei e in occasione dello scoppio del conflitto in molta città europee le piazze si riempiono di violente manifestazione a favore dell'intervento. La guerra sembra a molti uno occasione di riscato, un momento di salvifica rigenerazione, soprattutto per i giovani, che infatti inizialmente aderiscono con entusiasmo il cetto intellettuale, argomente, spiega le ragioni della guerra, la burguesia europea è entusiasta. Gli stessi partiti socialisti sono coinvolti in questo generale, clima patriotico, proprio la posizione di quasi tutti i partiti socialisti è particolarmente indicativa del clima generale. Se vi ricordate il socialismo era un movimento internazionalista fermamente contrario alla guerra tra nazionima, in questi giorni, nell'entusiasmo popolare, nel fermento, quasi tutti i partiti socialisti europei a cominciare da quello tedeisco che è il più numeroso, appoggiano l'entrata in guerra delle rispettive nazioni. Sono veramente impochissimi quelli che si schierano contro il conflitto. Tra questi c'è il socialista francese, Georges Ress, che nel pieno della crisi dell'uglio 1914 si schiera contro l'entrata in guerra e prova ad organizzare un uscio per generale europeo in nome dell'internazionale socialista. Ma l'iniziativa coraggiosa di giose finisce nel sangue. Quando un colpo di pistola lo raggiunge il 31 luglio a parigi proprio il giorno prima delle entrate in guerra della Francia. Quando un bubo di giù, il loro po' termini. E il lente, pur come me, pur tu a voi, tu in pa pa su ovencanza. La maggior parte della popolazione europea è entusiasta, annabliata dalla convinzione che la guerra durerà poco qualche mese al massimo, il tempo di regolare qualche disputa, di sistemare qualche confine di spartirsi qualche regione. Portròppo è un calcolo che si rivela tragicamente sbagliato e ora vedremo perché. Ma torniamo al punto di partenza. Dunque come dicevamo il 28 luglio del 1914, l'Austria di Chiara Guerra la Serbia, la dichiarazione innesca una amiccia che corre vellucissima. La Russia ha leata della Serbia, mobilita le trupe verso il confine con Germania Austria, la mobilitazione preoccupa la Germania che a sua volta lancia un ultimato malarussia invitandola di interrompere le operazioni. L'ultimato cadene il vuoto e la Germania dichiarà guerra alla Russia. La dichiarazione di guerra fa scattare un altro trattato quello tra Francia e Russia, la Francia mobilita le sue trupe e la Germania dichiarà guerra anche alla Francia pensate. La Germania in questo momento è la nazione più agressiva, più preparata, diciamo, alla guerra ivertici, militari tedeschi dopo il fallimento del sistema diplomatico di Bismarck si ritrovano con due nemici su fronti opposti, la Francia non parte la Russia dall'altra e sono particolarmente preoccupati dal possibile attacco congiunto, per questo un piano militare era già pronto d'anni. Per poter gestire una situazione del genere la Germania doveva muoversi, con rapidità, neutralizzare il fronte occidentale con un rapido attacco alla Francia, prendere parigi e solo dopo occuparsi esclusivamente del fronte russo e dunque la guerra inizia. La situazione precipita subito anche perché la Germania ha provato ad anticipare le mosse degli avversari. Per attaccare rapidamente la Francia, l'esercito tedesco deve passare per il belge uno stato neutral, cioè non in guerra. L'invasione del belge si rivella più difficile del previsto e rallenta di molto il ritmo dell'operazione tedesca. Ma il problema più grande è che l'attacco al belge ho scatenato anche l'entrata in guerra della Gran Bretagna, un eventualità che i vertici tedeschi non avevano assolutamente previsto. Insomma in appena una settimana entra in guerra tutte le principali potenze europee. Da un lato c'è la triplica entesa formata da Francia, Gran Bretagna e Russia, dall'altro invece gli imperi centrali, ovvero la Germania e la Austria. E' l'Italia, l'Italia effettivamente fa parte della triplice alleanza ma scoppiata la guerra di chiara inizialmente la propria neutralità. La triplice alleanza è infatti una alleanza defensiva e l'Italia non è tenuta di intervenire perché è stata la Austria a dichiarare guerra per prima, senza nemmeno consultare l'Italia per quasi un anno l'Italia rimane dunque fuori dal conflitto. Ma su questo torneremo tra poco. La guerra. La guerra inizia nelle state del 1914 e si prospetta come molto diversa da quelli che erano state combattute in Europa. Vericordate degli eserciti di massa di cui abbiamo parlato nel podcasta sulla belle poc? Ecco, quegli eserci di composting gran parte da militari di leva e coscritti ora si affrona lungo i fronti europei. Milioni di soldati in guerra tra loro. Sembrano una guerra antica, no? 800 esca, ci sono anche i reparti a cavallo. Ma invece non è così. La prima guerra mondiale è una guerra moderna perché ci sono armi più letali come i fucili a ripetizione, più facili da caricare o le mitra gli attrici. Ogni esercito dispone di artiglieri in grado di bombardare per molte ore le postazioni nemiche. Per la prima volta vengono usate anche armi chimiche. Tra le armi chimiche c'è il gas chiamato gas mostarda molto tossico usato dai tedeschi mellgio nel settore della città di Ipro. Nel 1917 da cui deriva anche il nome famoso di Ipreth. L'Ipreth è un'arma chimica che in tossica uscione la pelle uccide anche dopo giorni. Un'altra parola che nasce sempre dagli horrori della grande guerra è "coventrizare" dal nome della città di Coventry bombardata dai tedeschi nel novembre del 40. Diversamente dal solito quella notte i tedeschi bombardaron il centro abitato di Coventry. Le case delle persone invece che le periferi industriali e questo vuol dire "coventrizare" cioè "bombardare" gli agglomerati urbani radere al suolo la città procurare molte vittime civili. Nei piani tedeschi, diciamo, l'attacco alla Francia deve essere rapido. Una guerra l'ampo che una volta conquistata a parigi deve obbligare la Francia alla reza per poi concentrare tutte le forze per piegare la russia, anche se con qualche importante rallentamento nei primi due mesi i tedeschi riescono nei loro piani. Adori gli entri, respingono la prima offensiva dei russi mentre a occidente entrano in territorio francesi e si avvicinano a parigi l'alliato austriaco invece se la passa un po' peggio. Anche se deve combattere solo sul fronte orientale non solo a difficoltà a contenere i russi ma incontra anche molto stacoli nella campagna contro la Siberia che riuscirà a conquistare solo dopo un anno di scontri in pochi mesi quella che doveva essere una guerra veloce da vincere in fretta, rallenta, si ferma, si in pantama, annatale 1914 si sarebbe dovuti essere a casa a festeggiare e invece si sta ancora al fronte al freddo e nelle trincee. guerra non si ferma, ma si fermano i fronti, gli eserciti non avanzano, ne ritrocedono, sul fronte occidentale dopo una controffensiva decisiva dei francesi e degli inglesi sul fiume Marna, i tedeschi vengono bloccati e sono costretti a indietreggiare e ad attestarsi qualche decina di chilometri più indietro. E grosso modo, quello, diciamo, rimarrà il fronte franco tedesco fino al 1918. La guerra sul fronte occidentale si combatterà infatti per anni sulle stesse terre su gli stessi campi, luogli stessi confini dal mare del nord fino alla svizzera. Un unico fronte lungo centinaia di chilometri dove la guerra prosibirà senza grandi colpi di scena. Niente di nuovo sul fronte occidentale, recita infatti il titolo di un famoso romanzo anti-militarista dello scritto di tedesco Eric Maria Remark, che narra proprio le vicende di alcuni giovani soldati tedeschi. Niente di nuovo è vero, se non per il fatto che su questo fronte in trincea moriranno milioni di soldati. E questa sarà la principale caratteristica di questa guerra che è stata chiamata anche l'inutile strage dal papa, bene detto, quindi c'esimo che cosa sono le trincee? Le trincee sono lunghi fossati defensivi, fortificate da reticolati di filo spinato che servono e soldati per proteggersi dagli assalti e dai bombardamenti dell'artiglia adversaria. Da semplice strumento defensivo, le trincee diventano il terreno quotidiano dei soldati al fronte. Negli spazi ristretti delle trincee, i soldati vivono per lunghi periodi in condizioni geniche pessime, con poche possibilità di movimento. Naturalmente non ci sono svagi, non ci sono distrazioni, c'è solo lattesa d'un assalto avversario, di un bombardamento, ancora peggio, la prospettiva di assalire la versario raggiungendolo in un'altra trincea. Anche se rintanati ogni tanto e soldati devono infatti uscire tutti insieme per provare ad assaltare la trincea avversaria. Normalmente di stante cento, 200 metri, devono uscire fuori della propria trincea e percorre il più velocemente possibile lo spazio che li separa dalla trincea, nemica, uno spazio chiamato in maniera piuttosto ero quente terra di nessuno. Il problema è che nella guerra di trincea i difensori sono sempre più avvantaggiati degli attaccanti, nel momento in cui si parte in assalto i difensori cominci a sparare con fucili e mitrali atrici e fanno numerose vittime. Insomma, la maggior parte degli attacchi non va a buon fine, anche perché dietro una prima trincea c'è sempre una seconda trincea con soldati di riserva e rifornimenti. Insomma, la guerra diventa immobile, snervante, pericolosissima ed è di fatto una carneficina. Il problema è che la strada di un'altra rinventa è una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa che si parte in un po' di una rinventa "Se è la morte che veramente dispaventa, perché ti preoccupi i presti di che cosa ti uccite." "Ah, sei troppo profondo per me e professioni, só solo che nessuno volev'olive." In questo immobilismo della guerra di posizione diventa decisivo il gioco delle alleanze che trasforma il conflitto da europeo a mondiale. Le potenze europee hanno numerose koloni esparse per il mondo in Africa, in Asia, si combattano anche la pensate, e non participano solo le koloni controllate dagli europei, ma anche altri stati indipendenti intervengono per provare a ritallarsi vantaggi interritoriali. Giappone ad esempio. Attacca i possiedimenti koloniali della Germania, la Turquia stringe un alleanza con la Germania, e così farà la Bulgaria. Insomma, il conflitto piano piano sallarga fino a comprendere molte nazioni in tutto il mondo. Certo manca ancora l'Italia che finia fatto. Beh, come abbiamo detto allo scopio del conflitto l'Italia si è dichiarata neutrale effettivamente la maggioranza parlamentare, quella maggioranza moderata che aveva come punto di riferimento principale Giovanni Giulitti, è contraria ad un intervento. Tanto più che l'Italia, una guerra la appena fatta, in Libia e ancora se deve riprendere da lo sforzo economico. E poi l'Italia in teoria è ancora alleata con Germania Austria. Chi dovrebbe attaccare? La Francia non avrebbe senso. I territori che vuole l'Italia sono quelli che le servono per completare il risorgimento, per arrivare così detti confinini naturali, cioè il Trentino e la Venezia Giulia, Trento e Trieste. Probrio per questo, a guerra scoppiata, emerge un fronte interventista, cioè a favore dell'intervento militare, ma non a fianco della Germania dell'Austra, ben sì contro l'Austria. Gli interventisti, cioè quelli a favore dell'Entrata in guerra, non sono forti in Parlamento e hanno uno schieramento molto heterogeneo. Cioè ci sono i nazionalisti, naturalmente, ma ci sono anche interventisti di sinistra come i ripublicani che vedono nella guerra l'occasione per completare l'unificazione nazionale o come i socialisti moderati, usciti anni prima dal partito socialista o altri estremisti di sinistra che vedono nella guerra l'occasione per destabilizzare l'equilibrio conservatore interno. Anche i molti conservatori moderati aderiscono al fronte dell'intervento, come ad esempio Antonio Salandra e Sydney Sondino che in questo periodo sono rispettivamente il primo ministro e il ministro degli esteri. Interventista diventa la linea sostenuta dal principale quotidiano del Paese, cioè il corriere della sera e altri leader cambiano schieramento velocemente, come ad esempio benito Mussolini che all'inizio è fermamente contraria la guerra e poi diventa un deciso interventista e per questo viene spulso dal partito socialista. Sono interventisti anche molti intellettuali, scrittori, artisti tra questi, il ruolo più rilevante in questi mesi, lo gioca Gabriele d'annuncio, il poeta ha detto "il vate capace di coinvolgere le masse con l'abilità oratoria dei suoi discorzi in piazza". Con gli intellettuali diventa interventista anche buona parte della piccola e media burguesia, nemmeno i suoi il dibattito si infervora. Il fronte neutralista quindi può contare sulla maggioranza parlamentare sul mondo cattolico, sul partito socialista, è un fronte numericamente forte, ma per devi avvia colpi ed è in difficoltà di fronte alle sempre più frequenti manifestazioni di piazza degli interventisti. Intanto il capo del governo salandra e il ministro degli esteri, sonnino, decidono di puntare sui vantaggi di un possibile coinvolgimento dell'Italia. L'Italia a questo punto faggola ad entrambi gli schiaramenti sia a Dostra e Germania da una parte sia Francia e England era dall'altra. In caso di intervento contro la Austria aprirebbe un nuovo fronte in debolendo gli austriaci di conseguenze tedeschi, mentre in caso di neutralità permettebbe a tedeschi e da austriaci di concentrarsi sui fronti giacchaldi. Insomma, salandra e sonnino cominciano a trattare con entrambi gli schiaramenti in cerca dell'accordo più vantaggioso alla fine, si schierano con le forze dell'intesa e nella prille del 1915 siglano il patto di Londra, che è un patto segreto. In base al patto di Londra, in caso di Vittoria, l'Italia a Terrebe, il Trentino e il Sud Tirolo a Nord, la Venezia Giulia, L'Istria e parte della Dalmatia a Nordeste. Solo il re Vittoria Manuletersso è a conoscenza di questo accordo, mentre il Parlamento ne è allo scuro. Il problema è che l'accordo va comunque ratificato dal Parlamento, la maggioranza parlamentare è ancora federe a Giulitti e salandra e dunque costretto a rassegnare le dimensioni. Ma il nemico del fronte interventista, oltre all'Austria, è proprio Giulitti, con la sua politica parlamentare di compromesso e in mobilismo, come si può sbloccare. situazioni di stallo. Le manifestazioni di piazza diventano più acceze, la propaganda dei capi popolo come Danunzo, Mussolini, si concentra sempre più sull'attacco al Parlamento e a giulitti proprio, giudicati come Villacchi, Codardi e addirittura definiti corrotti e traditori al soldo dei tedeschi, non è solo un violento di battito al favore dell'intervento, e anche una lotta contro l'Italia, Giulitiana, l'Italia degli accordi parlamentari molto diversa dall'Italia del popolo che gli interventisti credono di rappresentare. La massima visibilità di queste manifestazioni viene raggiunta nel maggio del 1915 quando le piazze si riempiono di interventisti. Sono le così dette radiose giornate di maggio in cui addirittura si arriva alle eliminazioni fisiche e, talvolta, anche avviolenzia contro i diputati i politici considerati antagonisti, e alla fine le manifestazioni di piazza hanno la meglio. Il re, vittorio a mano le terzo, le gittima a salandra e la sua linea di intervento accanto alla triprice intesa, e respinge le sue dimensioni da capo del governo. L'Italia, il 23 maggio, dichiarà guerra all'Austria e il giorno dopo entra nel conflitto mondiale. All'unque larappsi farvi, dappervito un giorno la volevò nel suo livello, e vengono all'ava per svolge, son mezzo a livee privoli al valore. E' un prato solge non in tiera, il fiel del Carlo non fa a salos tra fielore. Dunque l'esercito italiano è comandato dal generale Luigi Catorna, non è un esercito bene equipaggiato. Ma è un esercito numeroso, se confrontato con il numero dei soldati dell'impero austro, un garico sull'un nostro confine. Il fronte principale d'attacco si stabilisce subito sull'isonzo, un fiume nel friuli venezia Giulia pochi chilometri oltre il confine. Nonostante la superiorità numerica, lo sfondamento contro l'esercito austriaco tutta via non riesce. Gli attacchi italiani, le famose spallate di Catorna, non vanno buon fine. Il fronte rimane stabile sull'isonzo, nonostante ci siano già state decine di migliaia di morti tra i due schieramenti. Anche lungo l'isonzo dunque il combattimento diventa una guerra di trincea. Dal tronde non è che si ha cambiato molto nel resto dell'Europa. Sul fronte francese nel 1916 vengono combattute due battaglie. La battaglia di Verdò e la battaglia della Somme che si risolvono con massacro senza precedenti. Più di un milione di uomini muoiono tra l'offensiva tedesca e la controffensiva di francesi inglesi. Il fronte orientale è un po' più movimento. Prima uno offensiva, austro tedesca, guadagna, terreno sui russi, poi una controffensiva russa recupera gran parte dei territori persi. Ma questa sostanziale stabilità unita alle numerose perdite alla lunga sfianca il morale delle truppe. Un po' dovo. Anche i soldati e gli ufficiali che sono partiti con più entusiasmo, cominciano a perdere fiducia nell'impresabilitare, nel riscatto della propria nazione. Per non parlare della maggior parte dei soldati, principalmente con tadini, che spesso nemmeno sapevano per quale motivo era in guerra. Cominciano a moltiplicarsi casi di diserzione, ovvero di soldati che abbandonano il fronte e l'esercito. E i comandanti per tutta risposta diventano sempre più violenti e duri contro i disertori e contro chi si rifiuta di seguire gli ordini. Nella maggior parte dei casi, chi viene scoperto, finisce di fronte al blotone di secozione e viene fouscelato. Ora vi faccia scoltare un brano dal film "Ori Zonti di Gloria di Stanley Kubrick", in cui, come sentirete, un generale un comandante parla in appunto di perdite umane e di patriotismo. Ebbene, Colonello, che è cosa ne pensa? Cosa ne penso di che generale? Del formicayo. Colonello è il suo regimento domani prenderai formicayo. La isale condizioni dei miei uomini. No, naturalmente, alcune rimarranno uccisi. Forse anche molti. Le viceveranno pallottole e granate, in questo modo, consentiranno ad altri di avanzare. Quale appoggia avremo? Non ne ho da da. E che numero di perdite per vede generale? Diciamo 5% uccisi dal loro stesse sbarravento, una concessione molto generosa, un altro 10% nella traversare la terra di nessuno e un 20% nel passare i reticolati. Resto un 65% con la parte peggiore superata. Diciamo un altro 25% nella conquista vere proprio del formicayo, ci restano ancora forse più che sufficienti per tenendo. In sum, più della metà dei miei uomini sarà uccisa. È un scorto terribile da pagare con l'anello. Ma il formicayo sarà nostra. Mallo sarà. Faccio al fidamento su di dei. La Francia fa a fidamento su di dei. Sembra un po' divertito con l'anello. Non sono un toro, non lo bisogno di uno straccio ad avanti al muso per caricare. Non trova i reganti per agonde della bandiera francese con la capa d'untore. Non volevo mancare di rispetto alla bandiera francese. Il patriotismo potrei essere fuori di moda, ma la dove c'è un patriota c'è uno nestuo. La guerra non si combate solo sul fronte o intrince a manche nella propria nazione. Soppratutto dal punto di vista economico. Soprattutto dal punto di vista economico. Li stati uniti sono costritti a gestire direttamente l'economia nazionale con sempre maggiori interventi e maggiore controllo sulle attività produttive. L'industria e la agricultura vengono dunque totalmente coinvolte nel sostegnere gli sforzi bellici con armamenti e i rifornimenti. Del punto di vista politico i governi e i vertici militari detengono di fatto tutto il potere, mentre saltano le tradizionali procedure parlamentari e democratiche. Gli governi diventano sempre più autoritari anche per combattere l'altra battaglia quella sul cosiddetto fronte interno, tramite la propaganda e i governi cercano di condizionare l'opinione pubblica per avere l'appoggio dei cittadini e dei vitari. Così che mergano le posizioni pacifiste come ad esempio quelle di alcuni gruppi socialisti. I socialisti europei, come abbiamo già detto, hanno per gran parte appoggiato i rispettivi governi nella guerra o al massimo non gli hanno stacolati, diciamo come ad esempio, ha fatto il partito socialista italiano. Ci sono anche molte fronte socialiste che in questi anni continuano a sostenere i posizioni pacifiste e che anzi vedono nel malcontento causato dalla guerra una possibile arma per la rivoluzione. Tra questi pacifisti ci sono i bolcevichi guidati dagli enin e la lega sparta chista fondata da Rosa Luxembourg e Carl Libknecht. Il proprio un gruppo di socialisti provoca il primo sconvolgimento che ha pesanti conseguenze sul corso del conflitto. Nel 1917 scoppi, infatti, la rivoluzione dei bolcevichi in Russia e a novembre la Russia esce definitivamente discena dalla guerra con una pace separata, e l'uscita della guerra naturalmente alleggerisce la pressione su Germania e Austria che possono ora concentrarsi sul fronte occidentale e su quello italiano. Negli stessi mesi del 1917 però il dissolvimento del fronte russo viene controbilanciato da una nuova entrata in guerra. Chi manca in questa guerra mondiale? Gli Stati Uniti che centravano gli Stati Uniti? Beh, la guerra non si sta combattendo solo via terra ma anche via mare in particolar modo tra Germania e Gran Bretaña. In più, la Germania sta conducendo anche una guerra sotto Marina, però sta colare la supremazia navale della Gran Bretaña e però sta colare i rifornimenti dell'intesa. Quindi a partire dal 1917 finiscono sotto tiro anche molte navi americane e gli Stati Uniti decidono così di entrare in guerra non è solo questo il motivo, ovviamente. Da anni c'era un dibattito anche negli Stati Uniti tra interventisti e neutralisti, ma c'era soprattutto in gioco il nuovo ordine mondiale che questa guerra avrebbe ridisegnato. Il 1917 quindi è un anno chiave nella grande guerra. Dallo schieramento con Francia in Gilterra esce la ormai debole russia e di entrano i fortissimi Stati Uniti che senza aver subito danni e distruzioni perché lontani geograficamente dal terreno di guerra mettono subito a disposizione, un'industria pesante per produrre armi molto potenti. Il 1917 rischia di essere anche l'anno del tracollo italiano, il fronte non s'è spostato di molto nemisi precedenti e non ci sono state particolari con quest'erritoriali, come su tutti i fronti anche su quello italiano si moltiplicano. i casi di ammottinamento e di diserzione. Repressi duramente dai vertici militari, mentre la popolazione civile mostra sempre più i segnali del malcontento per la durezza della vita quotidiana negli anni del conflitto. Proprimo, nell'ottobre del 1917, l'Austrea, con l'aiuto di alcune divisioni tedesche, prova a sfondare sul fronte italiano all'altezza di caporeto, un comune che oggi è in Slovenia. La manovra dei nemici dell'Italia riesce e le truppe Austro tedesche di lagano nel friuli, avanzando per oltre 150 km. L'esercito italiano disorientato cominci a una fuga precipitosa, rovinosa, drammatica e più di 300 mila soldati vengono catturati. È la disfatta di caporeto. Le truppe Austrea che tedesche di lagano, interritor italiano e il fronte si attesta sul fiume piave dove viene organizzata la nuova linea defensiva. La disfatta produce anche pesanti repercussioni interne, cadorna, il comandante delle serce italiano, viene messo sotto a causa e lui si difende scaricando le responsabilità della disfatta sui soldati, che accusa di essersi arresi senza combattere. Ma le ragioni della sconfitta sono principalmente da trovare negli errori strategici dei vertici militari. E cadorna viene rimosso e sostituito dal generale Armando Diaz. Armando Diaz adotta un nuovo approccio nella gestione delle truppe. Se cadorna faceva leva sull'eminace, sulla repressione per evitare le diserzioni Diaz cerca subito di risollevere il morale esigeno pasti migliori per i soldati, concedendo più permessi e più licenze intensificando la propaganda per far sentire le truppe maggiormente partecipi della difesa dell'Italia. In questi giorni tragici anche la popolazione si compatta, visto che in nemico è entrato in territorio italiano e anche i socialisti ora incitarano la popolazione alla resistenza contro l'invasore, mentre si insedia il nuovo governo di unità nazionale, presiduto da Vittorio e Manuel Orlando. Ma torniamo alla situazione europea, visto che nel 1918 la guerra sta quasi per finire. Nel 1918 i Bolshevichi che hanno preso il potere in Russia firmano la pace di Brezd Litovsk, con la Germania, con la Austria e i loro alleati. Le condizioni per la Russia sono due. Ma è comunque una vittoria del socialismo che è riuscito almeno in Russia a trasformare la guerra in revoluzione. Sul fronte opposto il Presidente americano, Ujrou Wilson, si impegna invece a preparare il terreno per la vittoria della democrazia. Wilson stila un documento con 14 punti in cui il basece che l'intervento americano è volto arristabile la pace e la libertà in Europa. Nel documento Wilson propone una soluzione molto distensiva per il dopoguerra tra i vari punti prospetta, uno, un periodo di pace tra le nazioni, due, la riduzione degli armamenti allo stretto necessario per la sicurezza interna, tre, il riconoscimento delle nazionalità, quattro, l'istituzione di un organismo internazionale per dirimere le controversi tra gli stati in questo organismo sarà chiamato poi società delle nazioni. Le stazioni ti già si preparano dunque a dirigere i trattati di pace davvero protagonisti della vittoria della guerra in tanto nel 1918, tedesche daustriaci, lanciano un ultimo disparato attacco contro i rispettivi frontici, il fronte francese e quelle italiano, l'offensiva tedesca inizialmente a successo, ma la controffensiva dell'intesa su fronte francese va ancora meglio visto che inglesi e francesi ora possono contare pienamente sugli aiuti americani. I tedeschi sono costretti ad arretrare parecchio mentre in Germania cominciano a scoppiare problemi interni. In Germania viene costituito un governo provvisorio di qualizione per trattare l'armistizio, ma la tensione è tantissima e seguendo il modello della rivoluzione russa in marinai della flotta tedesca si ammutinano e formano insieme agli operai dei consigli rivoluzionari sul modello dei soviete russi, assemblé democratici di lavoratori e soldati. Alla fine l'imperatore guglielmo secondo è costretto a fuggire dalla Germania e un social democratico viene nominato capo del governo. Lundice novembre il nuovo governo tedesco firma l'armistizio con le truppe dell'intesa. Nel mese precedente erano raccaduti anche gli altri alleati, cioè la bulgaria, la turcchia e la stessa Austria. Ecco, l'Italia alla fine riesce a vincere la guerra. Principalmente perché l'austria si discrega dall'interno, le truppi di nazionalità non tedesca lascia nel fronte italiano mentre vengono proclamati, nuovvi stati indipendenti da parte dei cechi e degli islavi nei balcani. In queste condizioni l'Italia riesce a vincere la battaglia di vittoria veneto e il 3 in novembre firma l'armistizio con la Austria. La grande guerra finisce quindi con la vittoria degli stati dell'intesa, ma soprattutto finisce con un bilancio terrificante sia per i vincitori che per i 20, in quattro anni sono morti 10 milioni di soldati, almeno 5 milioni di civili per non parlare dei ferite e dei mutilati che sono più di 20 milioni. Le cifre satte sono difficili da calcolare, ma anche cifre a prossimative riescono a rendere conto della prima immenza carneficina del novecento. E poi sono caduti l'imperi. Quello russo, te desco con la austriaco, dili a poco anche altri imperi come collobritanico e colloturco subiranno dei contracolpi. Finisce così l'età dell'imperialismo. E anche l'Europa esce da questa guerra fortemente ririmensionata. E nascitutto perché l'economie e la società degli stati europei coinvolti sono devastate dopo quattro anni di guerra. E poi perché è stato decisivo l'intervento di un ostato extra europeo, gli stati uniti che per la prima volta hanno dimostrato la loro potenza economica e militare. Sarà difficilissimo in queste condizioni scrivere un trattato di pace. E fate il 18 gennaio del 1919 iniziano i lavori del Congresso di Versaio che avrebbe il compito di riportare la pace sul continente di stabilire un nuovo setto europeo. Ma la sette europeo che verrà fuori dai trattati di Versaio sarà tutt'altro che risolutivo. La pace di Versaio sarà davvero problematica. Alcuni la definiranno addirittura una tregua più che una pace per indicare come avessi solo rimandato alla seconda guerra mondiale e la risoluzione dei conflitti. Per molti altri i problemi risolti da quella pace avranno come conseguenze la nascita del nazismo e l'involuzione autoritaria in Europa. Di fatto più che una pace sarà la premessa per una nuova crisi. Ma di questo parleremo in un podcast dedicato ai fragili equilibri post-bellici. Maturadio è un progetto di podcast di dattici per la maturità promosso dal ministero dell'istruzione con la collaborazione della Treccani e di Radio 3. Ideazione di Cristian Raimo, supervisione di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da Fabio Poroli. La voce che avete ascoltato è dimonica demuro. Reggia di Federica Barozzi. La sigla di Maturadio è di Theo Teardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio3.rai.it. Miur.gov.it e Treccani.it. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. L’attentato di Sarajevo (28 giugno 1914) all’arciduca Francesco Ferdinando innesca la Prima guerra mondiale.
  2. L’Austria-Ungheria, usando l’attentato come pretesto, dichiara guerra alla Serbia il 28 luglio 191
  3. Il sistema di alleanze (Triplice Alleanza e Triplice Intesa) trasforma il conflitto locale in una guerra europea e mondiale.
  4. La Germania invade il Belgio neutrale, provocando l’ingresso della Gran Bretagna.
  5. L’Italia inizialmente si dichiara neutrale, ma emergono forze interventiste.
  6. La guerra diventa di trincea, statica e letale, con milioni di morti sul fronte occidentale.
  7. Armi moderne (mitragliatrici, artiglieria, gas chimici) rendono il conflitto particolarmente brutale.
  8. L’opinione pubblica e i sentimenti nazionalisti alimentano l’entusiasmo iniziale per la guerra.

Summary:

Il podcast descrive le cause e l’inizio della Prima guerra mondiale, partendo dall’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui l’arciduca Francesco Ferdinando viene ucciso da Gavrilo Princip. L’Austria-Ungheria, convinta del coinvolgimento serbo, invia un ultimatum duro alla Serbia e, dopo una risposta parzialmente conciliante, dichiara guerra il 28 luglio. Questo innesca una reazione a catena: la Russia mobilita le truppe, la Germania dichiara guerra alla Russia e poi alla Francia, invade il Belgio neutrale e provoca l’ingresso della Gran Bretagna.

In poche settimane, tutte le grandi potenze europee sono in guerra. L’Italia, pur alleata con Austria e Germania, resta neutrale per via della natura difensiva del patto e delle proprie mire territoriali su Trento e Trieste. Il conflitto, inizialmente pensato come breve, si trasforma in una guerra di trincea statica e sanguinosa sul fronte occidentale.

Le trincee, lunghe fortificazioni difensive, diventano l’ambiente quotidiano dei soldati, caratterizzato da condizioni igieniche pessime, bombardamenti costanti e assalti suicidi nella “terra di nessuno”. Armi moderne come mitragliatrici, artiglieria pesante e gas chimici (come l’iprite) causano milioni di morti. Il nazionalismo e l’entusiasmo popolare iniziale, sostenuti da intellettuali e persino da molti partiti socialisti, contribuiscono a prolungare il conflitto, che si espande a livello mondiale coinvolgendo colonie e altri Stati (Giappone, Turchia, Bulgaria).

La guerra, definita “inutile strage” dal Papa, segna una svolta tragica nella storia del Novecento.

FAQs

La causa immediata fu l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914. L'Austria-Ungheria, convinta del coinvolgimento della Serbia, le inviò un ultimatum e, dopo il suo rifiuto parziale, le dichiarò guerra il 28 luglio 1914.

La dichiarazione di guerra attivò i sistemi di alleanze: la Triplice Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia) contro gli Imperi Centrali (Germania e Austria-Ungheria). La mobilitazione russa portò la Germania a dichiarare guerra a Russia e Francia, mentre l'invasione del Belgio causò l'intervento britannico.

Inizialmente neutrale, l'Italia faceva parte della Triplice Alleanza, ma essendo difensiva, non intervenne. Dopo un anno di dibattiti, entrò in guerra nel 1915 a fianco dell'Intesa, contro l'Austria-Ungheria, per ottenere Trentino e Venezia Giulia.

Le trincee erano fossati difensivi fortificati con filo spinato, dove i soldati vivevano in condizioni igieniche pessime. La guerra di trincea divenne statica e sanguinosa, con attacchi costosi che spesso non portavano a progressi significativi.

Furono usate mitragliatrici, artiglieria pesante, gas chimici (come il gas mostarda) e bombardamenti aerei. Queste armi resero la guerra molto più letale e moderna rispetto ai conflitti precedenti.

Papa Benedetto XV la definì così per l'enorme numero di vittime e la mancanza di progressi militari. Milioni di soldati morirono in trincea senza ottenere cambiamenti territoriali significativi, rendendo il conflitto un massacro senza senso.

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