CHARLES LECLERC | Nella testa del pilota, nel cuore dell'uomo! 🏎️
81m 16s
La trascrizione presenta una conversazione intima e informale con un pilota di Formula 1, probabilmente Charles Leclerc, all'interno del "Basement". Si ripercorrono le sue origini nel karting in Italia, paese con cui ha un legame speciale, approfondito dalla sua attuale guida per la Ferrari. Un focus centrale è sul suo progetto imprenditoriale, la gelateria "Dileck", nata dalla passione per il gelato e dalla necessità di un prodotto meno calorico, sviluppato in collaborazione con Federico. L'ospite descrive la sua rigorosa routine di allenamento, basata su cardio, resistenza e simulatori specifici, e una dieta bilanciata che varia a seconda del periodo stagionale. Con grande emozione, racconta del suo recente matrimonio privato a Monaco, celebrato con una Ferrari 250, e della gioia di aver condiviso il giorno con i familiari. Emerge il ritratto di una persona che, nonostante la fama, cerca autenticità nei propri progetti e mantiene un forte legame con i propri valori e con il pubblico.
Ho visto i carte e ho chiesto se potevo andare a fare un giro. C'era un cart lì modificato per veramente i piccoli. E quindi ho fatto un primo giro dietro il padre di Jules con una corda attaccata i due cart per essere sicuro che c'è voi riflessi giusti. E dopo abbiamo levato questa corda e sono. e ho continuato finché non c'era più benzina. Bele ragazzi, nuovo puntamento nuovo, passa dal basement, ci siamo bentornati. Questo vuol dire nuova chiacchierata. Nuovolo amico che passa a trovareci, si si si mi vedete col sorriso e il sorriso il cosietto sorrisone. È perché sta per accadere qualcosa di davvero speciale. Intanto ciao, piacere. Io sono Cialuca Gazzoli, metti che stai passando. C'è un molto velocemente da queste parti. Questo oggi, beh, se ancora non le fatto, e ti va iscriviti a questo canale. Se ci stai ascoltando, guardando in quegli YouTube, se lo stai facendo su Spotify, su qualsiasi altra piattaforma grande, anche lì ci puoi seguire, ma anche vedere, commentare con i videri tutte quelle cose belle che ci piacciono tanto e che fanno a cadere cose magica. Come spesso dico quello che cerchiamo di fare qui è raccontarvi delle storie, farvi arrivare delle storie che possono essere di grande inspirazione per voi che ci state ascoltando, guardando e questo riusciamo a farlo delle volte veramente. Ma con delle persone molto speciali, allora attenzione sta succedendo davvero giuro che mi fa abbastanza impressione, però. Ciarce le clerche, passato dal basement! Ciarce benvenuto al basement, qua sotto nella nostra, in nostri box, mettiamo da così. Ciao, bellissimi box, ti vi ha comprimenti. Guarda, ci sono meno pneumatici, probabilmente, che nei tuoi, che nel tuo box, però abbiamo cercato comunque di farti sentire a casa. Ah no, perfetto, vi so anche la formula 1 in l'ego, quindi comprimenso. Abbiamo messo, abbiamo messo. Altrall'altro, oggi il momento, adesso io non lo dico mai, il momento in cui si registro o meno, non lo specifico mai, però io oggi è il primo di aprile. E io fino a che non ti ho visto qua dentro, ho pensato che fosse tutto un scherzo, devo dire la realtà. Sare un scherzo di abbastanza brutto, ma si mi dutavo giuda qualche parte, ne ho sentato davvero uno scherzo. Però grazie davvero per essere qui, è una cosa bella, un momento speciale, ma soprattutto credo, spero anche per tutte le persone che ci stanno guardando, perché ti raccontavo prima quanto insomma, tante persone, ovviamente, che ti amano già lo sai, però che vogliono anche sentirti, no, raccontare parlare, è un qualcosa che hai riscontrato quando vai in giro per le tue cose. Ma sicuramente, dopo mi fa anche molto piacere, penso di avere un legame comunque molto speciale con Italia in generale, iniziando dal karting tantissimi, anni fa, tutte le gare sono in Italia, quindi sono un po' cresciuto in Italia, e si, quindi il mio legame con Italia è speciale, dopo essendo pilota della Ferrari. Beh, diciamo che questa aiuta, lo rinforza sicuramente, quindi sicuramente sento tanto sostenio ogni volta. Perché non è sempre, c'è un po' molto caldo, sempre molto anche romantico, però non è sempre così facile, entrare in Sintonia, invece con te è successo in modo incredibile. Ah, sono fortunato, però, sì, a me mi piace la genuinità, genuinità, genuinità della italiani, questo è, non ci sono filtri, questo è sempre qualcosa che mi è tanto piaciuto e naturalmente si è creato un legame soprattutto con i tifosi di qualcosa di speciale. Ma tu l'italiano così bene la imparato praticamente subito? In card, alla fine è tutto in card perché si crescendo tutti i miei meccanici eravano italiani, quindi l'unico modo per parlare con loro era quello, quindi lo facevo un po' a scuola, ma scuola ho imparato a contare fino a 30, quindi era sui card e sui viaggi che facevo come io padre da Bimbo. Tras il problema di farcivo vedere un po' di cose qui all'interno del basement, anche qualche cimeli, eccetera, tu colezioni cose tu, hai qualcosa che ti conservi da levare a regare o anche cose della tua vita? Allora, sicuramente da legare tutti i miei caschi, ti viene tutti? Sì, sì, sì, tutti a casa. C'è una cui sia particolarmente affezionato di quelli che hai conservato? Ah, ve ciò quegli anche del mio padre, che sicuramente quelli sono molto speciali per me, sono più legati forse a quelli che i miei e anche uno dal mio padrino, Jules Bianchi, quindi si è un casco di Jules e di mio padre, questo è super particolarmente. Gli hai conservateli i tieni, quindi ti conservi i caschi, quindi lo spazio considerato da quantità di gare che hai fatto è parecchio grosso. Adesso ciò un spazio dove li metto tutti, sperando di avere un spazio un giorno per sforge tutti, ma ce ne sono tanti, quindi dovrebbe essere un spazio abbastanza grande. Ma anche qualcosa con le personalità che incontri magari in giro? Ma questo è una cosa che allora ciò tanti maliette di calciatori, anche questo in un posto speciale, ma non ho ancora trovato il posto per me, per me. Li quindi demi devo fare più o meno come te qua, un posto dove posso esportare tutto. Adi perché giustamente se il spazio in giro ti dice "Vone realtà c'eravamo incrociati, quando fa proprio un evento in realtà di NBA a Parigi dove eri in campo a giocare, in campo a giocare con Tony Parker e con. Si, che però mai detto "No, è proprio il tuo quello sport". Assolutamente no, sono molto più bravo io in pista purtroppo la coordinazione della guida mi va bene. Beh direi di sì, direi che è fatto bene appuntare su quell'aria. Esatto, dopo il resto è sempre un po' più impegnativo e un po' più difficile. Il calcio è proprio l'ultimo degli sport dove sono bravo, il basket forse è un po' più davanti ma non tanto. Un po' chi, non tanto. C'è un'altra cosa, a terato che non aveva mai creduto nella vita, che un giorno le clerks sono tra le varie cose ci portasse del gelato all'interno della del basement e io devo dire anche. Se un'ho come è, l'orario anche presto però io non sono usciuto a trattenermi perché il gelato per me è una passione. La passione che condividiamo mi sembra di. Esatto, di capire, no? Al 100% per me il gelato è sempre stato una parte importante della mia vita. Mi ricordo con il mio padre quando guardavamo la formula 1 quando ero un bimbo. C'era sempre il gelato, era sempre il momento di condividere un momento speciale e a quel loro era. I momenti speciali eravano soprattutto i grampremi di formula 1. Quindi crescendo è sempre rimasto parte del mio lifestyle. Però, ovviamente, dopo si guarda un po' alla linea, si arriva in formula 1 e bisogna stare attento a tutti i detali e li è venuto l'idea di leca anche con l'incontro con Federico Amonaco. Ma infatti quello è stato. Fatiti voi ho chiedere una cosa proprio su questo perché al di là che la figate questa che se sei le clerca, a un certo punto, puoi trovare anche una soluzione se il gelato ti fa un po' ingrassare, cioè fare il gelato che ti fa. diciamo che a meno calorie magari rispetto agli altri come nato a questa questa idea e cioè vi siete trovati, tu saprevi che i ragazzi Federico Grom, insomma, è un nome che soprattutto in Italia conosciamo molto bene, saprevi già che. Potevi fare questa cosa? Assolutamente no. Allora, ci siamo in contratti con Feder Amonaco per via un amico. Federico voleva imparare di più della formula 1. Io quando sa puto mi è interessato perché Ross sono sempre stato un grande ammatore del gelato. E' un progetto in testa, era quello di aprire la mia gelateria Amonaco ma un piccolo progetto in testa. Che è questa cosa gelato? Il molto italiano, è come è stato. Esatto. E quindi ho incontrato Federico, gli ho detto il mio progetto, lui mi ha detto guarda, è bellissimo copro come progetto, dopo lì ho spiegato anche che il gelato io non posso mangiarlo tanto perché comunque essendo pilota di formula 1, devo stare attento alla mia linea, metto ma adesso secondo me c'è qualcosa da fare con questo e abbiamo discusso. La discussione è maturata e finché arrivare a un progetto finito che è quello di Dileck con un gelato buonissimo perché questo è l'obbiazio principale, ma con un ridotto a porto calorico, che quello è la cosa importante per me soprattutto e che dopo parlando con tante persone abbiamo visto che è anche qualcosa che è interessata tantissima gente. Quindi è da lì che iniziato il progetto e adesso è un progetto passione ma super serio con persone top con Federico ovviamente che gestisce tanto del day to day, del Dileck con guido anche che il mago dietro la ricetta Dileck e con lo anche tutta la tutta il tema. Non ho visto preferito, se non ho gelato preferito. Ci stiamo lavorando con nuovi anche che ci ho in testa però direi la vaniglia adesso. No allora è buonissimo, di solito non faccio mai ma ci siamo a mangiarlo prima di iniziare che è carata proprio perché personalmente faccio fatica. A resistere per questa cosa che comunque ti fa sentire un pomerino in colpa, se lo mangi un pilota di formula 1 cosa faccio mi tiro fuori, mi tiro il dietro io non lo potrei mai fare burro da racchi di tantarob, al caramello. Dopo la cosa che mi è colpita quando guido me la ha fatto provare per la prima volta è che c'è veramente l'impressione di mangiare qualcosa di tanto gol.
è dopo ovviamente quando guardi le calorie è una storia diversa, quindi si quello è anche super interessanti con questi gusti il contrasto, tra quello che percipisci, percipisci, è quello che mangi veramente in termini di calorie. -Como sta andando la ventura? -Desso qua da quanto dura, questa ventura imprendito di alla valore. -Ah, adesso è da due anni. -Stan andando benissimo, io sto imparando tantissimo, ovviamente io il 95% del tempo sono focus al 100% del mio tempo sulla formula 1, però la visione e la direzione sono sempre dietro, facciamo sempre dei meeting ogni mese per me di stare sul pezzo e però c'è una squadra incredibile che sta gestendo lecchi in una maniera belissima e per me è soprattutto un, sto imparando tantissimo perché ovviamente io come sportivo il lato Business 2 anni fa era praticamente zero, quindi aprire questo progetto che partito da una passione è stato veramente super interessante. -Chi è prondo dato essere una tua caratteristica, cioè diciamo tutte le cose che fai fuori dal mondo della Formula 1 comunque arrivano da delle due passioni reali, cioè non si vedono forzature, c'è molta coerenza anche in questo. -Ah, grazie. Quello penso uno dei valori a cui voglio stare vero, no? Per sempre, tutti i progetti che faccio devono essere veri e autentici perché questo è quello che mi piace, perché il poco tempo che c'eo di libero voglio passarlo a fare cose che mi piacciono e questo sicuramente fa parte dei uno dei progetti che mi piace veramente tanto essaci. -Esta piaciuta in tante persone, perché diciamo molto buono, disponibile in Italia, in Francia, giusto? -Certo, dopo stiamo lavorando per poco a poco e spender sì però per il momento in Italia in Francia, sì. -Devi riusci ad fare una sola volta, una consegna domicilio tu del giato a casa di maverso. -Esatto, super veloce. -Donde mi è se fa una cosa del genere viene vivene di una buona idea adesso. -Siamo sbagli o le bronjames fece qualcosa del genere scolla con la pizza, perché però è una pizzeria, una attività, però vi faranno la roba del genere, vivene. -A adesso ci pensiamo. -Viene giuto, anche per che appunto il tempo diciamo che è sempre poco però una cosa ancora sulla alimentazione, quindi il gelato comunque riesce a metterlo dentro, come è la tua dieta da quel punto di vista? -La mia dieta è super bilanciata e anche varia, varia, si, varia. -Sì, io c'è un nutritionista che è anche qui a Milano, che quindi mi aiuta, dipende anche dei periodi, non è che c'è una dieta simile da l'anno. -Totolando, esatto, dipende, ci sono dei momenti dove vogliamo al sale dei carboidrati, durante, specialmente, la offseason, dove li è importante prendere un po' di muscolo, però dopo c'è da entrare anche in macchina e la macchina è abbastanza stretta, quindi dopo c'è un c'ontalio calorico prima della stagione per iniziare la stagione, per essere sicuro di essere in shape. Dopo direi della prima l'ultima gara, li è tutto per trattere la forma fisica, lì non si cerca di incrementare la forma fisica perché non c'è il tempo, c'è, ci sono troppe trope gare adesso, quindi è più un momento, è dopo dopo l'ultima gara, li si cerca di spingere ancora di più per trovare dei gains. -E l'allenamento, oltre a quello che si fa nell'auto, quante volte settimana tutti i giorni? -Tutti i giorni, dopo diventa molto difficile con il jet lag. Quindi con i cambi di orari quello divente sempre più difficile perché si si rientra il lune del gran premio, praticamente sono rientrato ieri del giappone. -I sembrarieri che ho acceso di rin giappone, se non è il tempo. -L'attualmente così, l'estanto. -La nostra vita è tanto a muoversi da per tutto nel mondo e quindi quello ti stanca, quindi anche quello devi lasciare il tempo di recuperare, quindi quando si parte così lontano, forse non sono tutti i giorni, mi lascio un giorno, un giorno e mezzo di riposo, però dopo si si riprende l'allenamento. L'allenamento è tanto cardio e anche un po' di pesi soprattutto la resistenza perché il colo informa uno è praticamente non tutto, ma. -Sembrano i exercizi che fai praticamente per la parte arata. -Sono strani, quindi le faccio a casa, piuttosto che in balenza perché sono ci guardano. -Ivente in barazzanza. Però ne sono diversi col Bosu, non lo saprei spiegare in parola, però comunque è anche tanto con elastici, elastici, forse è l'esercizio che facciamo di più e dopo c'è anche con tecnologia, ma abbiamo fatto una macchina a posta che praticamente la posizione di una formula o comolante pedali è anche un casco con cui poi attaccare cavi e puoi fare il colo per riprodurre al più vicino il lo sforzo. -I connerio ti avrà preparato una macchina perfetta ad hoc, non conoscendo. -Eltemi fare Andrea a questi esercizi, Andrea perare che si saluto, tanto ci sentiamo e so che ci ascolta se. -Sì, Andrea mi segue adesso nel 2014, qualcosa del genere, quindi tantissimi anni fa 11 anni, 12 anni che commesso tutti i gran premi e altre ad essere un grande allenatore è diventato anche parte della mia famiglia praticamente, e si si mi alena tutti i giorni. -E anche lui il gelato l'approvato, va bene il gelato. -Certo, lo puoi mettere, se è leclo, lo puoi mettere leclo. -Exatto, esatto. -Pretitamente non dico tutti i giorni, invece farti una massaggina. -Tutti i giorni, forse no, però un giorno su nui almeno. -Perché sei umano, questa posso dire una cosa che dò che ti abbia avvicinato anche al pubblico italiano, ma non solito il mondo, il fatto che sei sì un supereroe, ma sei umano, ma hai mostrato nel corso del tempo tranti lati i umani della tua persona. -Massima, alla fine lo siamo tutti però, è vero che, sì, io per me è super importante, i valori che mi hanno dato i miei genitori, da quando sono piccolo, sono super importanti e cose che voglio tenere nel tempo, qualsiasi sia la mia posizione, è sicuramente essendo pilota ferari, le cose cambiano la vita cambia, richiede un po' più di organizzazione, ad andare fuori in giro, eccetera, però alla fine questo non cambia per niente la persona che sono e che sarò nel futuro. -Una persona sposata, possiamo dirlo ufficialmente, fatte questo, arrivi al basement da persona sposata, come stanno andando questi primi giorni, ma trimmo podcast da persona sposata, pazze, ci sono passato anche i compositori, sono diventato anche grande fanna di quel giorno, nel senso che il giorno del matrimonio è un giorno effettivamente, effettivamente speciale, insomma ti sia emozionato, immagina stata una cosa. -Tantissimo, è stato belissimo perché abbiamo fatto, siamo riusciti a tenere questo giorno abbastanza discreto e privato. -A quello è stato un gran risultato perché non è facile, in questo momento. -E caso. -Soprattutto a Monaco, perché Monaco comunque è un paese dove siamo pochissimi, quindi le parole vanno in giro abbastanza velocemente, però siamo riusciti a non avere troppe troppi problemi durante la giornata, che questo era la nostra più grande paura, eravamo in 30 praticamente solo la famiglia, è stato un giorno che non dimenticheremo mai quindi un riusciti. -E rimuzionato. -Dei più paura quel giorno quando sei su una autodiformula 1. -Penso quel giorno. -No, perché il stress è alto, perché comunque c'è un'organizzazione di etro speri che sia il più perfetto che speri, perché comunque sarà un giorno super importante e un giro in qualifica si può rifare un matrimonio, no? Quindi. -Coste è vero. -Coste è vero. -Coste è vero, quindi quel giorno doveva essere perfetto, ma per fortuna lo è stato. -L'ho estato. -L'ho estato. -L'ho eravato, e tutte due bellissimi, tu hai un abito incredibile di brunello, tra alto sui pubblici. -Sì, quello che ha rubato un po' la cena "Leo". -Leo. -Leo, ogni volta adesso è difficile. Mi fermo no in trada più per "Leo" che per me. -Leo, grande protagonista devo dire. -Prali, l'ho voluto con voi, anche nel momento, si siano non c'eravano questioni di lasciare "Leo" a casa. -Magli ti metto lo smoking o visto in certo punto. -La metto volentieri o. -Sì, sì, sì, sì, non li è piaciuto, ha capito che non giorno è importante. -Senti, anche lui le bozioni, probabilmente. -E' la l'unica cosa che poi è un certo punto sia chiaramente vista e che abbiamo visto tutti è l'auto, con cui sei, diciamo, ma, beh, auto-claborosa, stiamo perdendo così, è una Ferrari 250 questa rossa, sono un pezzo incredibile. Devo dire che sia anche uno dei pochi che si può spusare con l'auto aziendale.
e fare comunque bella figura, perché in ogni caso è vero. È vero, no è stato super speciale, e nevo parlato a ferari che ci tennevo ovviamente sposarmi quel giorno con una macchina speciale che questo poteva solo essere una ferravi. Siamo riusciti a trovare questa macchina che un cliente ma gentilmente dato per quella giornata molto speciale, quindi è stato super perché una macchina così è incredibile. È bellissimo, ha reso ancora tutto più iconico, in senso da questo punto di vista, è diventato un'immagine bell, non so se ti stamperai alcune delle foto di voler già prato. Sicuramente, abbiamo così tante foto anche di quella giornata con tutte le persone che amo e che sono il più vicino alle nostre, a noi due, a darexandra M, quindi è stato bellissimo e con una macchina iconica che ha reso il tutto ancora più speciale. Sì, un po' com'ho so quel giorno. Tanto, molto di più di quello che pensavo, perché allora prima del giorno mi sono detto, allora è super speciale, ma tempo fa. Si, si, si, si, si, io valo. 300 allora, ma già, è scherzante. Però una volta, sì, una volta lì sul momento li le emozioni. Soli dell'attesa quando sei tu ad aspettare da sposo. Esatto, esatto. Esatto, esatto. È stato super emozionante e ancora di più di quello che pensavo, questo è stato la prima parte con la famiglia dopo. Ci sarà un po' faremo. Ci sarà un po' più detto che c'è parte 1, parte 2. E perché viaggio di nozio, credo che non siete riusciti a farlo. Siamo partiti in Australia, il giorno dopo del matrimonio non per il viaggio di nozio, per la gara di forno 1. E dovuto spiegarla tu omoglio. Esatto. Ho provato a vendere il campanolo di forno come viaggio di nozio, ma non è stato provato. Per quanto state insieme da tanto tempo? Si, da da tre anni, ora adesso. Ovi siete conosciuti sul. È ammonaco, comunque ammonaco è una città così piccola. Siamo tutti cresciuti più o meno insieme, quindi ci conoscevamo di vista da tanto tempo, però siamo. E lei si preoccupa quando tu sei gara. Cioè, come vive. Se ne avete parlato, penso di sì, se vive con apprenzione, il fatto che tu sia su quell'auto, quella velocità. Sì, sicuramente a paura. Soppratutto in certi contesti, no? Penso la lappioggia e forse il contesto dove fa più paura e dopo ci sono anche momenti, tipo, la partenza. Ma dopo penso che ci sia abituo anche a vivere con quello, io mi ricordo anche con la mia mamma, la prima volta che sono andato a car, che ho fatto le prime, le prime gare, era terrorizzata. Dopo si impara a vivere con questa paura e si Alexandra, che mia mamma, che i miei fratelli, sanno che comunque questo è la cosa che mi rende il più felice al mondo. Quindi quando questo è il caso si accetta un po' più facilmente il rischio che noi prendiamo. Vi viene salutare prima di partire, prima di sadire sull'auto, oi tu in quei momenti lì sei. No, certo ci salutiamo, ma non è che c'è, non c'è niente di più che, quando ci salutiamo normalmente, di boccallubo. E' stato, anche perché io sui crampremi sono super focalizzato, prima di entrare in macchina, sei già in un stato mentale che è solo la macchina, solo tutte le cose di cui hai provato, ci c'è tante cose quando entri in macchina da cui pensare. Quindi quello è importante che io sono. C'è quello di momento in cui, perché a me è una cosa che ha colpito molto, sono stato amonso avuto anche il piacere di visitare i tuoi box. E è impressionante vedere come vuoi in realtà fino a poco prima, siete anche al servizio del pubblico, delle persone, battuta foto, una firma, eccetera. E pochi secondi dopo dovete switchare mentalmente e andare in modalità osto, andando sto per entrare in gara. Questo penso che sia uno delle cose più difficili del nostro sport, perché come dici tu abbiamo. Facciamo due, tre giri per andare in Griglia, dopo ci fermiamo in Griglia usciamo della macchina. E li abbiamo penso 20 minuti più o meno per uscire della macchina, andare a vedere ingegneri, fare l'inno e dopo tornare in macchina. In questi 20 minuti passi in Griglia che ci sono 1000 persone. Ovviamente ci sono dei sponsor, ci sono certe volte anche qualche tifosi che ti chiedono foto, che ti vogliono parlare, ma in quel momento, per me, io c'ho la testa piena di tutte le informazioni che devo tenere per tutta la gara. E quindi è fondamentale per me di stare nella mia bolla. E quello è la cosa più difficile. Ho dovuto cambiare l'approccio. Da la formula 2 è la formula 1, la formula 2 è, ovviamente, nessuno ti conosci. Hai fatto tutta la tua carriera dove è ritranquillo, entravi in macchina, uscivi dalla macchina, nessuno ti parlava, c'era abbastanza facile per stare nella tua zona. Dopo arrivini in formula 1 dove c'hai 1000 ai anni di persone intorno, è quello è stato molto difficile da gestire le prime gare, dopo ci sia data come tutto. Ma questo è qualcosa di particolarmente difficile? Da che momento inizi proprio a concentrarti? Direi che c'ho 30 minuti prima di entrare in macchina per fare i due, tre giri per andare in Griglia. Lice una routine che faccio praticamente sempre, più o meno la stessa, con bagno freddo, con riscaldamento fisico, eccetera. E quello mi permette di già entrare facendo sempre le stesse cose, mi aiuta risettarmi e a tornare nello stesso stato mentale di cui ho bisogno per entrare in macchina. Quindi più o meno quello? E anche po' scaramantico, per loro, fa i uguale anche per quello. La scaramanzia ho sempre provato a stare fuori in questo. Perché penso che mentalmente condizionare tantissimo se per di un pochino il controllo di una cosa che facevi che oggi non trovo la calza rossa che messo di solito prima, per la gara dopo ti condizionamentalmente. Quindi questo è sempre una cosa di cui mi sono detto di stare a stare non tanto. Fai bene, credo, perché poi un'illusione che abbiamo noi di avere il controllo della situazione, la scaramanzia, poi di fatto sono cose che sono derivando da altre motivazioni. Esatto, esatto. E dopo anche nel nostro sport è così importante la fiducia. Quando entra in macchina devi avere una fiducia al 200%, non può neanche dubbitare un secondo perché comunque quando vai a queste velocite, stavo per dire devi chiudere gli occhi per certi pure. Per se ne gli ho di no, però devi certe volte staccare un polamente. Non avere il dubbio a, ma sì, ma questo può andare, non può andare, devi solo andare, andare col cuore, con i tuizioni, è basta. E quindi queste cose scaramantiche, se queste non sono esattamente come volevi tu, penso che ti possono condizionare. Sì, sto che non possiamo introdere troppo nel tecnico che è anche di quello che è il campionato, che sta succedendo, tu riesce comunque sempre avere un equilibrio tra la tua persona, la competizione, la tensione, lo stress, come la vi vittua. Sì, penso che ci siano due persone distinte. Tra il charge a casa è come persona privata, ovviamente, le relazioni che posso avere con le persone in generale e il charge quando chiudo la visiera è che in macchina è buono che sia così, perché sì, comunque quando chiudo la visiera, li la micizia è tutto il resto, non può far parte dello sport, perché dice ai tutto. Tutto in testa per un obiettivo solo è di estrare assolutamente il massimo di derde la macchina e fare in modo di portare l'afferari al top e basta. Cioè anche una micizia superficiale sulla griglia con Pierre Gasly, è super chiaro per entrambi che è una volta che si chiudo la visiera, questo lo mettiamo da parte e dopo la riprendiamo quando la bandiera scacchia è finita. Questo è sempre stato il caso da quando sono bimbo, quindi ce la facciamo a separare queste due persone, però è un po' strano. Cioè non fa parte di quello che è lo sport, di altissimo livello, come quello che pratichi tu, è questo è quello che è sempre sognato, quello che sta facendo oggi, tu hai sempre sognato di fare il pilota? Ah, sicuro, sicuro. Io mi ricordo quando c'è 3-4 anni, non mi ricordo esattamente quando. Però c'è questa prima immagine del primo gran premio che ho visto da reale, ma prima di tutto a Monaco, ovviamente il campo di Monaco, e il conico. E' il paese così piccolo che ogni volta si vedeva 5 mesi prima delle gran premio, tutte queste infrastrutture che vengono montate e questo fa impresione.
Questo anche porta ancora più di eccitazione per vedere questo gran premio. Ero fuori di curva 1, con un amico mio i genitori, erano un appartamento fuori di curva 1 e ciò cavamo con delle macchinine. Rossi guardando il gran premio di Formula 1, io ti favo la macchina rossa che, a quell'ora non penso neanche, che pensavo che si chiama a seferari, però era sempre stato la macchina rossa. E quindi, ho sempre avuto questo sogno di diventare un pilota, soprattutto un pilota di Formula 1 e dopo anche con la ferra. Questo credo che renda un po' speciale la tua persona, c'è che la tua storia, anche in qualche modo, che è molto più umana, magari di tante, di tante altre, perché alla fine, quello che ho capito, diventera un pilota di Formula 1, è come diventare un calciatore, un giocatore di bacia. Non hai sempre accesso a imedzi per poterlo farne. Nel tuo caso ci sono stati grandi sacrifici dei tuoi genitori, poi persone che hanno creduto in te. E tu anche se dovuto crescere un po' con questa pressione, è stato tu papà il primo che sono un pilota, anche tu papà che ha detto "Io voglio provare a farti diventare un pilota che tamerso sui cart". Lui non ha mai forzato, lui voleva che se succede se lui sarebbe contento, però non voleva spingermi in alcuna direzione. Questo è sempre stato importante per lui. E successo molto naturalmente, perché io quel giorno, c'è 3 anni e mezzo, penso, non volevo andare al asilo. E ho fatto finta di essere malato. Speriamo che non ci sono troppi vimvi che ci ascoltano. I miei genitori mi hanno creduto, mi amma dove vandere a lavoro. E mio padre andava per coincidenza pura. Abrignoli non ha pistati car che il suo miglioreamico gestiva. Questo miglioreamico era il padre di Jull Bianchi. E quindi ma dovuto partare con lui. E magicamente quando siamo arrivati a pistati carti, io non ero più malato. Ho visto i carti. Ho visto i carti. E ho chiesto se potevo andare a fare un giro. C'era un carti modificato per i veramente i piccoli. E quindi ho fatto un primo giro dietro il padre di Julls con una corda attaccata i due carper, essere sicuro che c'è voi riflessi giusti. E dopo abbiamo levato questa corda e ho continuato finché non c'era più benzina. Sì, prima che poi non sei rimasto il femmo. Però è capito anche lì che quella sarebbe stata un po' la tua strada, l'ha capito ai genitori, l'ha capito a famigli. Il mio padre mi aveva anche detto che sul viaggio di lì torno, li avevo detto questo è quello che voglio fare da grande. Però ovviamente a quelle tali non ci si rende conto di tutto. C'è lì intorno, il budget che c'è da mettere per arrivare fino a un certo livello e anche nel nostro sport, siamo così pochi ad arrivare a essere piloti professionisti, quindi la percentuale di persone che c'è la fanno ad arrivare a livello più alto e che vengono pagati anche per quello è super minimo. Quindi fare tutti questi per sull'appadolio di giro. Sacrifici anche come genitore per vedere una percentuale così piccola che c'è la fanno dopo a riusci il cessa è stato molto molto difficile. E poi ci ho stato un momento in cui tu hai pensato che non c'è da presti fatta o è andato tutto un pochino lineare da quel punto di vista? Non ci sono momenti dove ho pensato di non farcela ma non ci sono stati neanche momenti dove ho pensato di farcela. Diciamo che non è qualcosa di cui mi stavo chiedendo più di tanto la domanda perché mi stavo concentrando. C'è ero super felice e mi sentivo super fortunato di poter continuare la mia passione che era quella di guidare. Dopo quello che succedeva in un anno due anni tre anni non mi progettavo così tanto essendo piccolo. Sapevo anche perché mio fratello, i giovani anche il più grande, hanno iniziato con Melcart dopo ovviamente due tre anni hanno dovuto fermarsi perché costava troppo di avere le tre fratelli a fare questo quindi mio padre si è concentrato su di me perché a quel momento ero quello a più il mio grande era e va iniziato un po' tal di piccolo era ancora un livello iniziale. Quindi hanno dovuto fermarsi e quindi li anche io sono stato super fortunato di poter continuare. Era più ogni anno, era solo si sentiva, mi sentivo soprattutto fortunato di poter. Quanti muoere? La pressione del fatto che i due fratelli ci sono, c'e li ai portati con te in questa cosa si dita un po' alla spinta anche loro o come dal vissuto. Ma è difficile perché comunque il mio grande fratello penso che l'abbia capito abbastanza facilmente perché ovviamente aveva un'altra età, sta facendo anche i suoi studi quindi è vaggia la sua direzione per una strada. Per mio piccolo fratello è stato molto più difficile perché era un bimbo e di vedermi fare qualcosa che lui non poteva fare, questo era era difficile, questo io sicuramente lo sentivo. Adesso per fortuna mio piccolo fratello anche lui è un pilota professionista io ho potuto aiutarlo da quando sono arrivato in formula 1 per lui di riprendere la sua carriera, però all'inizio non è stato facile sicuramente intorno all'età di 10 anni si capisce un po' di più tutti i sacrifici che i miei genitori facevano per me di continuare e quindi si sente un po' di più la pressione di dover ridare indietro quello che hanno fatto per me. Beh però un certo punto è iniziato a tornare indietro, nel senso che le cose stavano succedendo, quindi tu piampianino perché anche sulle pelle non lo sapesse, e ovviamente si fa una scalata anche nella che arriva in formula 1 così ci sono tutta una serie di serie, qual è stato il passaggio secondo te più importante che hai fatto lungo la strada e che ti ha fatto capire che invece appunto eri sulla direzione giusta. Non ce ne solo uno, penso forse 2 o 3. Il primo è sicuramente stato in 2010 dove lì doveva era l'ultimo anno in cui miei genitori potevano sostenere i costi di una stagione di carte, quello era molto chiaro. Me la evano anche detto che questo era molto prende l'ultimo anno, a parte se succedeva un miracolo a quella, che era qualcuno che mi riprendeva come manager o come squadra di fono che pagavano tutto. E ne avevo parlato ovviamente perché la famiglia bianchi e la nostra era come una e anche lo è ancora adesso, siamo super vicini, ne avevo parlato con Jules e Jules è valora un manager che si chiama Nicola Stodd e quindi ne ha parlato a Nicola, se ne ho guardato Charles, penso che c'è del talento, guarda quello che fa perché ha fine anno molto pendente i genitori. Non possono più sostenere questo. Io a fine di quell'anno ho vinto una garamona coca a Monte Carlo proprio, che era una delle gare importante dell'anno e dopo questo mi ricordo che Nicola Stodd chiamasse mio padre perché decidi andare a vederlo a Ginebra. Mi ero messo la gravata, c'ero super stressato per questa giornata perché sapevo che dipendeva tutto di come andava questo meeting e andata tutto bene. Abbiamo filmato un contratto per cui dopo Nicola ha preso tutto a costi suoi, tutta la tutta la mia cariera, dopo c'è stato un altro step in 2014, 2015, con l'afferare i drivers academy, dove sono entrato dentro l'afferare i drivers academy, dove anche limiano aiutato tantissimo con il simulatore, la parte finanziaria e soprattutto per trovare il posto in formula 1 dopo nel 2018 che quello mi ha fatto dopo diventare un pilota profesi. A quel punto non c'era proprio nulla da dire, iniziata poi l'avventura anche quella che tutti conosciamo oggi. Hai citato la famiglia bianchi, chiaramente lo sanno tutti, tu hai dovuto vivere anche un periodo un momento che è stato tragico per tutti, anche per gli appassionati, qualcosa che ha coinvolto tutti, che è stata la scomparsa di Jules, proprio durante un grand premio, era una cosa che non succedeva da se è natuori e rigiovanissimo, come questa cosa ha impattato sulla tua vita in quel momento e come. devo dire che questa cosa magari suce, a qualche studio nell'itrano magari succede anche a piloti, però che magari hanno già corso tante volte, tu eri proprio all'inizio, c'è doverti confrontare quel tema più caldo, che è quello della morte di una persona anche così cara, sono ad essere stato abbastanza complicato. Sì, sicuramente è stato veramente difficile, però non mi è mai. Passato in mente il dubbio che io volevo continuare questo perché questo è la cosa che mi rende vivo in sé è la cosa che mi fa emozionare e quello che mi piace di più al mondo ma sicuramente questo momento è stato è stato è stato veramente difficile da accettare ero su una gara io ha ered quando è successo non Evo capito bene tutto quello che era successo perché anche mio padre provava a non dirmi tutta la verità perché stavo per entrare in macchina per la mia gara quindi non sapevo tutti i detali di quello che era successo però dopo ovviamente dopo la gara ma ma ma detto tutto e quello è stato un un grandissimo shock ma sì tu avevi 17 anni E' c'èvo era nel 2014 quindi sì c'èvo sì 17 e lì in quel momento tu comunque hai preso questa come forza anche c'è senti anche quel tipo di responsabilità lui è stata la persona che ti ha Consigliato no come detto prima si ha direttamente che anche a le varie realtà lui era il mio padrino sportivo c'è sempre stato lì da fin dall'inizio ci ascio delle video a casa mia da di noi due dove lui prendava un cart giusto prendava un cart più più piccolo per fare la gara con me che c'èvo 6 7 8 anni di meno di Di jules e questi sono i più bei ricordi che io ho nel motor sport loro gestivano una pista come ho detto prima e quindi ogni mercoli di dopo la gara dopo dopo la scuola e i weekend andavamo lì e gareggiamo insieme e questo è stato anche per me una un un momento dove ho imparato tantissimo perché gareggiamo con persone più più veiché di me e soprattutto con jules che era un pilota assolutamente straordinario quindi sì tutti questi momenti sono stati super speciali però come dicevo è quello che mi rende che mi rende va felice quindi non c'era mai stato il dubbio di di continuare ti ha dato dei consigli particolari che ti porti dietro ancora oggi lui e ma sicuramente ma non non penso che ci fermavamo avevamo una una relazione super speciale però imparato naturalmente di lui perché abbiamo gareggato così tante volte insieme Piste all'incontrario piste normale ci abbiamo fatto di tutto anche cosa abbastanza pericolose però gareggare con con jules in tutti questi diversi ambienti ma imparato tantissime tantissime cose che oggi mi aiutano ancora quindi sì ho imparato tantissimo Tante cose che ti sei appunto portato dietro nel corso dell'auto a carriere che ti ha fatto arrivare a grandi risultati ti ricordi cosa hai provato dopo la tua prima gare in formula 1 era stata un'emocione incredibile perché è un momento che aspettavo da quando ho iniziato il motor sport no e ci si arriva su questa griglia dove come dicevo prima c'è sono mille miliai di persone sulla grigia c'è una tensione enorme perché comunque la prima volta della mia cariera dove era messo sotto i riflettori esatto e quindi quello è abbastanza stressante perché sai che seva un po' male tutto viene multiplicato se se va bene tutto viene molto applicato pure però aggiungere una pressione e quindi su quello lo sentivo un po però allo stesso tempo era era un momento per speciale ho pensato anche tanto a mio padre che me è aiutato per arrivare a questo a questo momento e quindi è stato è stato molto bello anche per tutta la famiglia perché purtroppo tutto padre in quel momento di appunto non non c'era anche ed è uuto poi dopo il caso di di bianchi vi vero un altro lutto che è stato proprio appunto quello di di topo pa e famosa questa bugia bianca si dice in italiano non so ma che avevi detto a tu a tu pa che in realtà già vi vi firmato il contatto informologno quando ancora non era vero giusto come è andata questa cosa si era nevo da non stava bene se non ricordo no no no portroppo aveva un si una malattia che portroppo non era non era non era più trascurabile non era non era più non era più curabile quindi noi eravamo consapevoli io avevo iniziato da avere un po' di discussione per l'alfa Romeo per l'ano per l'ano 2018 era nel 2017 però niente ancora di concreto quindi era un po' difficile perché sapevo che racquestione di giorni per mio padre lui avevo lavorato di tutto e purtroppo non ha potuto vedere la confirmazione di quello e ho detto una bugia ho avuto tanti rimpianti anche mi amma mi aveva scridato per questo e sì però per fortuna ero in ritardo solo di un anno era una bugia per la fine ho firmato dopo dopo qualche mesi nel 2018 con la Ferrari per il 2019 non il 2018 e quindi questo ma ma aiutato a passare un po' questa questa bugia e se il uscito comunque ha fatto di vivere un momento molto molto speciale è un momento di cui mi ricorderò per per per sempre perché sì sapevo che per lui era la cosa più più importante e ha visto un po' anche in modo dalla missione completata insomma era riuscito nel suo intento portarti portarti poi da lì insomma non successe poi tante tante cose immagino una delle cose che è emozionato tutti noi insieme alle due alle due vittorie sicuramente quando vinto qua monza per noi ha avuto un significato speciale però anche da vittoria di Monte Carlo io sfido chi insomma chi se c'è qualcuno che è rimasto come dire freddo davanti a quello che è successo quel giro a quel casco le conservato certo certo c'elo c'elo c'elo nel saloto questo non è quindi quello lo vedo tutti i giorni anche col trofeo di demonaco questo è stato veramente speciale insieme a monza veramente perché monza anche tutta la settimana è così speciale perché come pilota ferraria riva in pista e senti che ci hai tutto l'italia dietro dietro alla ferraria che spinge alla ferraria e quindi di andare a vincere con tutta questa pressione addosso non è facile ma rende il momento ancora più bello quando quando quando succede è monaco è sempre stato una pista che mi ha affascinato e di poter vincere a casa mia sono comunque le strade che ho preso io da quando c'è 4-5 anni in Pullman per andare a scuola perché come dicevo io mi aspettavo il Pullman sulla griglia di partenza praticamente dice un un stop per autobus e aspettavoli per andare per andare a scuola quindi sono strade che che ho vissuto da quando sono bimbo e di poter vincere in quelle stesse strade è stato un momento sì cosa pensavo e di bene appunto con questa tua storia che rende quel momento ancora più più forte cosa pensavo nell'ultimo giro quando stavi andando alla vittoria ah c'è lì non non sapevo neanche come mi chiamavo c'è c'è evo così tante emozione che era molto difficile da stare su per concentrarci e quello è la peggiore cosa che può succede soprattutto su un circuito come a monaco perché monza mi ricordo che anche lì lì l'emozione era così grande che iniziavo a guardare un po' nei le tribune perché c'era pazia c'era folle nelle le le tribune soprattutto nel 2019 per il mio la mia seconda vittoria però a monaco c'era così tante emozione anche t'accositanti ricordi in quel posto che significa che significa così tanto per per me che era molto difficile stare stare sul pezzo sono le due uniche gare della mia vita monza domia di c'è monaco 2020 24 dove sono dove ho fatto fatica a stare nella mia bolla di cui parlo prima ci si può commuovere sotto quel casco quella velocità ci si può emozionare e riuscire emozionarsi oltre alle emozioni quelle della paura anche della tensione sono in queste due gare se no sono abbastanza bravo di solito a tenere le emozioni da parte però monza 2019 monaco 2020 24 sono stato due gare dove ho fatto fatica a tenere le però mi mi rende boconto sentivo l'emozione e provava a controllarla e c'è lo fatta e dopo mi riprendevo e dopo si andava avanti ma era era difficile non so se mi averei sentito sicuramente che quel momento in particolare quello di monaco è stato molto emozionante per noi perché c'è stata anche da voi di Carlo vanzini che ha diciamo veramente commentato raccontando anche un po' alcuni passaggi della tua storia mi ha profito per salutare Carlo che anche lui ha vissuto stavivendo un periodo complicato ma la sua grinta lo sta aiutando tanto e in quel momento ha trasmetto a noi delle emozioni molto molto forti e
ti capiato di rivederle anche con. - Sì, con quella voce. - Sì, sì, certo. Sì, il commento di Carlo lo rende il momento ancora più speciale, e ogni volta che si rivede queste immagine, l'emozione torna come se fosse quel giorno, quindi è stato veramente, veramente speciale, anche di vedere la riazione comunque nel padoc, dopo la gara, si. Si vedeva che non c'è gare vinte, adesso ne ho vinte o otto, spero molto di più nel futuro, speriamo tutti, speriamo. Però si sentiva che questa era particolarmente speciale, non solo per me che rendeva il momento ancora più veloce. - E poi si chiedere quando vinciti danno il trofeo? - Sì, e tu, poi quello ti enti, tu? - Ho idea da scuteria. - No, lo tengo, io enti, quello originale, ce l'ho accadre. - C'è la, quindi hai questi trofei, nel caso di monza devo dire, è veramente unico perché quello che succede anche dopo la gara, la sciarosa. C'è quella, è una cosa che credo che ogni pilota sogni, perché è un caloro, un qualcosa quando abbiamo visto le foto, anche del tuo selfie, magari sopra dal podio, eccetera, è qualcosa di molto emozionante che effetto ti fatè, cosa significa per te, per rarire in generale, essere un pilota dell'afferrari. - E veramente speciale, perché io sono stato dei due lati, che alla fine non ci sono lati, però comunque per provare a spiegare, nel modo più giusto, sono stato dell'atto del tifoso, quello che guardava tutti i grampremi, la domenica, tifando ferrari e sperando che la rossa vincesse. Adesso sono dell'atto dove sono io i macchina, comunque c'ho tutto questo sostegno che io davo prima, che do sempre, ma in una maniera diversa, perché adesso, essendo pilota, non mi posso permettere di avere certe emozioni, essendo dentro la macchina, e questo deve rimanere da parte. Quindi, però la passione e l'amore che ciò per questa squadra rimane intatto. E quello che rende l'afferrari speciale. - E' un impatto fortissimo in tutto il mondo, no? Tutti insercorno, e magari lo vediamo da questi grampremi qua vicino, ma tu giri, ovviamente il mondo dove di che impatto ha. - Sì, è incredibile perché un branco riunisce tutte le generazioni, dai piccoli bimbi, alle persone più anziane, e vediamo tantissima gente attraverso il mondo che tifano e che sogna della stessa cosa, che di portare la rossa in cima, e questo è una grande motivazione. - Quella è l'altro paese oltre d'Italia nel mondo che ti ha dato più manifestazioni di affetto, in cui ti sei accorto. - Tu proprio, come ci ha salito l'afferrario, ok, visto. - E' una formula 1, adesso sta crescendo tantissimo, tantissimo nei ultimi anni, con Netflix è arrivato veramente il primo anno in cui sono arrivato in forma 1, ma dal primo anno, adesso è un sport che è cambiato tantissimo, che si è democratizzato tantissimo attraverso il mondo e anche sulle persone più giovane, perché mi ricordo il primo anno, era forse più letà, era più 35 e 40, in sua, adesso ci sono tantissimi giovani che guardano anche la formula 1 e che sono appassionati. Penso che il più grande step è stato fatto in stati uniti che lì si sente veramente tanto la differenza rispetto a l'Europa che è sempre stato seguito tanto, i stati uniti è cresciuto tanto. Dopo un paese di più non saprei dire, la cosa bella di essere un pilota afferraria che siamo seguito. - Dovono comunque andiamo. - In giapone adesso, lì è proprio un altro pianete, eppure c'è un'abbiamo sostegno incredibile. - Durante i primi vi vengono spesso a trovare la appunto grandi personalità di mondi completamente diversi. C'è qualcuno che ti ha impressionato particolarmente, che è venuto lì che sia incuriosito della tua auto, di altri dettagli. - E sempre una cosa qui faccio fatica, perché sul grand premio abbiamo così tantissime cose, - Sì, che ti passano un po' così. - Che io sempre fatto fatica purtroppo a trovare il tempo giusto per dedicare. - Esatto, per vedere, incontrare queste persone eccezionale, che sono sui grand premi, perché per noi è veramente. - Tutto che arrivi non so, genny ferlo, per se ho un breadpito, qualche altro personaggio, per te è giustamente lì tu sei focalizzato. - Sì, e vorrei anche. - Cioè mi piacerebbe anche andare a parlare con loro, con brade è un po' diverso, perché. - Abbete stacco. - È una gente. - È stato molto attento l'u. È stato un po' di più con noi, per via del film, però comunque per tutti gli altri, che vengono per un grand premio, abbiamo certe volte, e contato da due a tre minuti, che possiamo passare lì a fare una foto e dopo dobbiamo andare. Quindi tutto è al minuto durante questi gran premio, perché ci sono pienissime di preparazione. - Mille cose da fare, però ultimamente, anche l'interesse, tutti vogliono essere una gara di formula 1, no? - È notato, che sono unitate un po' di persone. - E cambiato un bel po'. Anche andando in giro, nel 2018 mi ricordano, andavamo nei stati uniti, li potevamo avere una vita completamente normale. Adesso invece è un po' più complicata. - Qualche manifestazione d'affetto che ti ha colpito particolarmente, oltre magari alla richiesta di un autografo, di una foto, se c'è qualcuno, che ha fatto qualcosa di un po' pazzo che ti ha colpito? - Ma penso qualsiasi cosa fanno i bimbi in generale, e sempre qualcosa che mi emoziona tantissimo, perché i bimbi non c'è niente di più puro e vero che quando vedi quanto amano la ferra, e io ovviamente sono passato anche da questa fascia di età, dove sono stato completamente impressionato, ha fascinato da questo mondo, eccetera. E quindi vedere i bimbi che ti guardano con grandi occhi che solo fare una firma o parlare con loro anche uno, due minuti, li fa ai passare il più bel giorno della loro vita. - Vi la cambio totalmente. - Questo sono i momenti più belli. - E tu li riesce a regalare delle cose tu, cioè un guanto, una cosa te mai capitato o quell'ora i guanti sono un po' più difficili perché sono parte, se una parte anche, un po' tecnica, quindi queste cose è più difficile, ma ovviamente capellini, t-shirt, e tutto quello che possiamo provare a dare lo facciamo. - Do' fate? E come diciamo prima, veramente ha un impatto sui ragazzi sulle. Ma tu in particolare per i ragazzi se è diventato veramente un grande esempio, cioè qualcosa, prima parlavamo delle emozioni, l'emozione è un qualcosa che puoi, tutto il resto lo puoi allenare. Questa cosa che dicevi del tenere le emozioni separati, in alcuni 20, ma cosa che puoi allenare? - Sì. La preparazione mentale è qualcosa che per me è super, super importante, perché quando arrivi a un certo livello, e quando arrivi in formula 1, d'esempio, penso che si prendi 22 piloti in Griglia oggi, nel giorno migliore non ci sia niente tra di noi. La cosa che fa veramente la differenza è il mentale. E chi ce la fa a levare le emozioni a mettere da parte, e sere al 100% sul giro che conta in Q3, su un gran premio quando la pressione addoso è che devi fare un sorpasso, e queste sono le cose che fanno più la differenza che il talento puro, perché per arrivare in formula 1, il talento lo abbiamo tutti, penso. Quindi, sì, quando c'è 11 anni, sono adato in un centro a via reggio che si chiama formula medicine. E li evo iniziato a fare già preparazione mentale per la concentrazione, per provare a non essere troppo a controllare le emozioni nel modo migliore, e questo è stato di un grande beneficio per il resto della mia carriena. C'è un gran lavoro dietro anche su tutta quella parte mentale, o ormai una cosa che si sa, nel senso una volta, era un po' tabu, quella parte. E' anche la differenza creduta alla vostra generazione di piloti e quella precedente. Sì, sicuramente, dopo c'eravano anche piloti nella generazione scorsa che eravano più attenti a queste cose, ma ovviamente adesso con la tecnologia e c'erazione. C'è molto più consapevolezza e anche molto più tools da usare per migliorare queste performance. Io c'è una fascia in testa che mi dice a praticamente quando era concentrato, quando era rilassato. E questo aiuta tantissimo a capire quale sono le sensazioni quando sei super concentrato, quando sei stressato, e fa facendo il lavoro così presso nella mia carriera, ma dato la possibilità di essere più consapevole di come mi sentivo e gestire momenti difficili o anche molto buoni in una maniera un po' più ragionata. Tante anche passioni forse extra che ti aiuta una volta, magari a staccare la dita di quella oltre.
del gelato di lec, però anche una passione per la musica, tu suoni piano forte, anche molto bene, cioè. E il pubblicato dei dischi, possiamo dicere i singoli, dove nasce questa passione e come ti è venuto anche di dire "Vabbè lo pubblico, domenzo online", perché c'è, se si ha fatto un sacco di ascolti su spoti, fai lo visto? Sì, abbiamo sempre avuto musica intorno nella nostra casa, c'era un piano forte a casa quando ero piccolo, mio fratello più giovane era quello più che stava più tempo sul piano forte, anche io qualche volte. Però dopo essendo passati i anni non mi sono mai più rimesso sul piano forte fino al Covid, dove ho avuto tantissimo tempo a casa. Anzi troppo, facevo tanto simulatore, ma dopo qualche mesi ho detto "Vabbè, simulatore però mi piacerebbe anche fare qualcosa alto e dei miei giornate". E quindi ho trovato un piano forte che sono riuscito ad avere a casa e ho iniziato ad imparare su internet prima. Dopo quando le lezioni, quando hai finito il Covid, ma non così tante, forse 7 o 8 lezioni, e dopo sono andato un po' freestyle, ma per me la musica è il miglior modo per staccare la mente. Viagiamo così, così tanto legare sono sempre di più, quindi c'è comunque pressione, anche se non sono uno particolarmente stressato, comunque c'è della pressione e è importante poter sconettere il cervello certe volte e quello la musica per me è stato la cosa meglio. Tu ho scolti la musica prima di delegare, cioè hai un rito che nella trutincia anche la scolta di musica. Dipende dei momenti quando c'è un po' più tensione, faccio respirazione con anche la musica per aiutarmi a rimettere nel posto mental in partano. Cos'ha scolti normalmente, ho un'un perforza durante legare, se c'è qualcosa del genere che si piace, ma è scolti la musica. È il miglior modo per me per il lasarmi. Non canta, è solo musica, sono nante. Melio che non canto. Ci sono degli artisti che ti piacciono particolarmente che ha scolti. I co-play sono sempre statimi e i favoriti, ma dopo the Coox che è diverso, soffianpa marco, con cui ho fatto una musica e questo è piano forte, ma mi piace tantissimo. Mi piace ascoltare veramente di tutto. Ti piacciono anche i videojoghi, il primo è parlato del simulatore, però il simulatore c'è quello vostro che non è che è un videojoggo, ma è dove effettiva. È così simulatore così perché ne abbiamo parlato in altre puntate con chi ci lavora, ma tu sul simulatore ci vai e ci fai l'allenamento. È così tanto ormai addelistico. Adesso è veramente impressionante, perché dopo ogni gare noi andiamo sul simulatore, facciamo la correlazione, proviamo a individuare quale sono le piccole differenze rispetto alla realtà, e dopo proviamo a cambiarle per fare in modo che il mondo virtuale reale sia il più simile, ma adesso siamo al punto dove facciamo i piccolicamenti che facciamo in pista, lo facciamo sul simulatore per provarli nel mondo virtuale e dopo portarli in pista, quindi si è molto veramente. Quante ore passi sul simulatore? Alora, beh, il primo è che i giorni liberi non sono più tanti adesso, però più o meno un giorno prima di ogni gran premio e un giorno dopo ogni gran premio. Quindi prima facciamo la preparazione, dopo facciamo la correlazione e provare a fare in modo che sia più simile il mondo reale con il mondo virtuale, quindi è una giornata e più o meno 8 o 9 ore. Se stai lì lì di. Però non siete questo, te piace anche i videogiochi anche per i fattitori, giocchi in quel caso, ovviamente. Gioccavo. Alora i videogiochi mi è sempre piaciuto durante Covid tanto, adesso ancora una volta il premio, che è il tempo. A me meglio così, ne si so guadere che c'è da fare, anche con il matrimonio secondo me, gioco che era un po' di meno. È un po' di parlare del poco tempo e per questo che ti ringrazio, vi ringrazio tantissimo per essere qui perché da avere una cosa speciale a rara, da un privilegio per noi, è un grande onore, come quanti calendari hai nella tua. nel tuo calendar, appunto. E. Allora adesso abbiamo avuto due gare anche cancellate, però tutte le settimane sono al meno cinque giorni, a settimane pieni completamente, complietamente anche se non sei. Però siamo così tanto fortunati, cioè alla fine, io tutto quello che faccio è un piacere e anche se ciò poco tempo ciò il sorriso della mattina la sera perché sono la persona più fortunata al mondo. Cioè ho sempre sogniato di essere in quella posizione, quindi non ci sono nessun lamenti nel fatto che c'è o tante cose da fare, c'è o tante cose da fare, sì, però c'è faccio tutto quello che penso tantissime persone se non tutte sonirebbe di essere nella mia posizione e essere pilota della Ferrari in Formula 1, quindi sono super fortunato. Una ultima cosa per chiudere due elvolissimo, perdona il primo, ma dopo tutto quello che successo, tra tutto quello che successo dopo la scomparsa di Giuls e quella di Tupapà, tra tutte le cose belle che hai fatto, c'è nea una che ti sarebbe piaciuto tanto, fa gli vedere se dovessi scegliere ne una. Ma. Ma, forse penso il. non lo so. Ma, due, forse, nel CERGO 2, ma è la vitore ammonaco, che sicuramente con mio padre è la cosa di cui abbiamo sognato da sempre, in Formula 1 con la Ferrari sarebbe qualcosa di molto speciale, ma in una certa maniera sono sicuro che sia Giuls che mio padre guardano e vedono tutto questo, dalla su. Questo è sempre la cosa che mi sono detto e anche questo è una delle mie motivazioni, di continuare a farli soridere dalla su e il mio matrimonio, perché comunque è un giorno molto speciale per, sì, per tutta la tutta la famiglia, quindi questi due momenti. E io con lo smoking, ovviamente. E' la seconda mania. È assolutamente visto, sciarzi ti ringrazio. Adesso prossimi step andrei giro ancora, cioè. Sì, allora adesso sono sulla mia strada praticamente, mi sono fermato qua dopo vado a Maranello per un simulatore, adesso è una strageione super importante dove il sviluppo è la cosa fondamentale di quest'anno, quindi c'è tanto lavoro a Maranello per sviluppare nuovi sistemi, nuovi pezzi, il simulatore e comunque spingere con tutti nella stessa direzione per provare a riportare la Ferrari in alto, quindi questo sono le mie prossime settimane e tutto dedicato a quello. Ci sono cose che ti fanno paura, ecco questa è la cosa che ti volevo chiedere, perché quella cosa delle emozioni è forte, però laura è un'emozione che. A la guida 0, a la guida 0, non la paura non deve far parte delle emozioni in una macchina e comunque io non ho mai avuto paura, cioè qualsiasi cosa faccio in pista e più colcura e più con l'ecitazione di fare qualcosa di speciale con la adrenalina, però ma è la paura. Cioè quando ti buti in questi sorpassi o in alcune curve, li è proprio senza. No, zero, zero. Senza il cuntipo di paura. Ma giorno in cui avrò paura. Ci sarà un problema. Mi fermerò e mi metterò da parte sicuramente perché no, questo non posso avere questo feeling una volta che sono in macchina. E' paure oltre la gara? E' ricottere? E' ricottere? La vero? Ma è una cosa che non. E' paura. Però a parte quello non, non così tanto. A parte se mi metti davanti a un serpente di 8 metri non è che sarò molto rio. E ricottere e serpente, quindi. Ecco, perfetto. E' un po' per se volete la criptodite di Charles. Ho visto che è notato che c'è a sbulla qua nel nostro direttore della fotografia. Lui è mai venuto a vedere qualche grande sbulla. E' venuto a Backwin, a Serbajan, un anno. No? E lo visto allontano, ma non abbiamo trovato il modo per incontraci, però sono incontato con il suo team per probabilmente incontraci. Puoi mettere una buona parola per noi, perché sogniamo che il vero sbulla possa venire da queste parvano. Ma bene, anche se un po' violento. Alza sempre le mani, però va beh questa è un'altra storia. Sbulla, grande protagonista dei social, il tuo rapporto con i social network come oggi, perché sono per personalità come voi e particolare. E' stato per tanti anni ero molto online, in generale. Io mi sono comunque riso a conto che quello cambia un potanto la percezione di certe performance che facevo in gara, perché bastava un momento inquadrato buono o brutto della mia gara.
è tutto il resto veniva un po' dimenticato, no? E quello, sì, mi ha fatto cambiare un po' l'approccio con i social media, adesso io scelgo ovviamente tutte le foto, tutte le caption perché quello è importante che per me i social deve sempre essere qualcosa di genuino e autentico, però non sono più sui social perché non oggi tutto viene commentato in bene o in negativo, io come sono fatto io, questo mi affetta un po' un po' tanto e quindi sono qualcosa che ho preferito lasciare da parte, quindi i social in se non ci va do più, però ovviamente sono presente. Ci ha dici ti cambia un po' la percezione della realtà, cioè quello che magari arriva da un commento sia positivo che negativo poi non corrisponde davvero, magari a quello che è successo. Esatto, ci sono state delle gare, da esempio dove riguardi la gara e dici "alora io questa gara, so di non aver fatto bene", però viene inquadrato un sorpasso incredibile all'esterno e la percezione della tua gara è che gara incredibile che ho fatto quel giorno, veramente non è stato il caso e anche viceversa dove faide legare incredibile e dopo viene inquadrato un momento della gara che non è stato proprio super e viene, sì, tanti commenti negativi e quindi per essere il più imparziale possibile ad analizzare le mie performance in pista ho preferito stare più lontano di quello e farmi da solo la vera, sì, il vero giudizio, sono di chiare di condizioni, o il di chi ti sta vicino, il senso giudizio del team, delle persone e i suoi persone affianco, perché oggi sembraerebbe insomma tanti ragazzi anche giovani sono condizionati da quest'pour non dovendo correre in formula 1, soffrono molto questa cosa dei socceri. Sì, perché è anche un modo per c'è tante comparazioni, c'è tante comparazioni, c'è tante comparazioni, anche senza volerlo, quando ci si guarda i social e non penso che almeno penso che siamo anche tutti i tutti diversi, quindi per certe persone forse è qualcosa voluto e che li piace, ma per me non funzionava più. Nè profitto di chiedo questa cosa perché ne stavo parlando prima ed ero curioso, poi di mitù, prima parlavamo di, abbiamo parlato del matrimonio, ma tu la dioce li batto, il altano l'hai ancora fatto perché in Italia si era parlato di un tu a dioce li batto, a bonte Carlo, ma non è stato fatto. Non è ancora, non è ancora. Quindi ancora questa seconda parte di matrimonio sarà importante queste state. Sicuramente, sicuramente, però, però sì, la dioce li battono non è ancora stato fatto. Tutto quello che è uscito non è ancora prima. Non era non era vero, anche perché complimenti perché ricordiamo se riuscito a tenere veramente tutto per te per la tua famiglia che sempre la cosa più, più importante. È ancora proposta dei fatta, quella dei fatta, quanto tempo fa? Lo fatta, c'è un grande problema con le date. Sì, io faccio una fatica, per me si fa, però più o meno settembre dell'anno scorso. Perché anche quello per un uomo o per chi decide di farlo un momento un po'. Io ricordo nel mio caso, non sapevo come mi sia all'appata la bocca, ma la la la la la la la la fare la domanda di questo. Sono super contento che lo dici perché pensavo di mettere parlo. Quindi è stato difficile come se te. Ma io mi sono detto la stessa cosa ho detto allora io parlo tutti i giorni e in tv così quindi è una cosa che c'è la faccia, c'è la faccia, c'è non è difficile. Sono arrivato davanti ad Alexandra quel giorno, ho perso tutte le parole e quindi però va bene. Ci ha davvero grazie mille complimenti per la persona che sei, al di là del professionista perché davvero, davvero tanta roba, grazie e andiamo a finirci un po' di leggellato. Grazie davvero ragazzi, è successo. C'è Alessandro Eclier, che è passato dal basement. Grazie. Grazie.
Podcast Summary
Key Points:
L'ospite condivide ricordi d'infanzia legati al karting in Italia e il suo forte legame con il paese, rafforzato dall'essere pilota Ferrari.
Viene presentato il progetto imprenditoriale "Dileck", un gelato a ridotto contenuto calorico nato dalla collaborazione con Federico (probabilmente Grom/Amonaco), unendo passione e esigenze sportive.
Si discute della dieta e dell'allenamento intensivo e specifico di un pilota di Formula 1, adattato ai vari periodi della stagione.
L'ospite parla del suo recente matrimonio privato a Monaco, dell'emozione provata e dell'uso di un'auto iconica, una Ferrari 250, per l'occasione.
Viene sottolineata l'importanza dell'autenticità nei progetti personali e l'approccio umano che lo caratterizza, nonostante il suo ruolo.
Summary:
La trascrizione presenta una conversazione intima e informale con un pilota di Formula 1, probabilmente Charles Leclerc, all'interno del "Basement". Si ripercorrono le sue origini nel karting in Italia, paese con cui ha un legame speciale, approfondito dalla sua attuale guida per la Ferrari. Un focus centrale è sul suo progetto imprenditoriale, la gelateria "Dileck", nata dalla passione per il gelato e dalla necessità di un prodotto meno calorico, sviluppato in collaborazione con Federico.
L'ospite descrive la sua rigorosa routine di allenamento, basata su cardio, resistenza e simulatori specifici, e una dieta bilanciata che varia a seconda del periodo stagionale. Con grande emozione, racconta del suo recente matrimonio privato a Monaco, celebrato con una Ferrari 250, e della gioia di aver condiviso il giorno con i familiari. Emerge il ritratto di una persona che, nonostante la fama, cerca autenticità nei propri progetti e mantiene un forte legame con i propri valori e con il pubblico.
FAQs
L'ho imparato principalmente in pista, poiché tutti i miei meccanici erano italiani. L'unico modo per comunicare con loro era parlare italiano, quindi l'ho appreso durante le corse e i viaggi con mio padre fin da bambino.
Ho un legame speciale con l'Italia perché ho iniziato a correre in kart qui molti anni fa, tutte le mie prime gare sono state in Italia, e ora sono pilota della Ferrari, il che rafforza ulteriormente questo legame.
È nato dall'incontro con Federico Amonaco, con cui ho condiviso la passione per il gelato. Volevo creare un gelato gustoso ma a ridotto apporto calorico, adatto anche a uno stile di vita da pilota di Formula 1.
La mia dieta è super bilanciata e varia, seguita da un nutrizionista a Milano. Cambia a seconda del periodo: in offseason si aumentano i carboidrati per la massa muscolare, mentre in stagione si controllano le calorie per mantenere la forma fisica.
Mi alleno tutti i giorni, con un mix di cardio e pesi per la resistenza. Uso anche macchine specifiche che simulano la posizione di guida in Formula 1, oltre a esercizi con elastici e Bosu per la forza.
Conservo tutti i miei caschi, in particolare quelli di mio padre e di Jules Bianchi, che sono molto speciali per me. Ho anche magliette di calciatori, ma non ho ancora uno spazio dedicato per esporli tutti.
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