Capítulo 101: Los errores laborales que más dinero le cuestan a los empleadores
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All’inizio del Novecento, l’Europa vive un periodo di prosperità noto come Belle Époque, con crescita economica, aumento dei salari, diffusione dell’istruzione e nascita della società di massa. Tuttavia, emergono forti tensioni sociali: i movimenti operai organizzano scioperi per i diritti dei lavoratori, mentre le suffragette britanniche lottano per il voto femminile con azioni radicali. Parallelamente, il nazionalismo e la corsa agli armamenti si intensificano, alimentati dai governi e dalle industrie belliche, creando un clima di instabilità. La Germania, dopo le dimissioni di Bismarck, diventa più aggressiva, non rinnova l’accordo con la Russia e si isola, portando alla formazione della Triplice Intesa (Francia, Russia, Gran Bretagna) contro la Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia). In Francia, il caso Dreyfus divide l’opinione pubblica e rafforza il revanscismo antitedesco. La Gran Bretagna, pur essendo la potenza dominante, affronta conflitti interni come lo scontro tra Camera dei Comuni e Camera dei Lord e la questione irlandese. La Russia, autocratica e arretrata, tenta un’industrializzazione limitata, ma resta fragile. Questi fattori – conflitti sociali, nazionalismo, rivalità coloniali e alleanze contrapposte – rendono l’equilibrio europeo precario, preparando il terreno per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.
Greco, Mathematica, Inglhiese, filosofia italiano, fisica, ignoroooo mathematica, Inglannie Woo hoo (matto domani) Non, adesso è gius, أنste pureön Matto, då? Mà? Soundi, vado? Matto, Educ hundreds Maturadio, podcast di storia per lesame di maturità La belle poc e il fragile equilibrio europeo All'inizio del novecento, l'Europa è in piena crescita industriale ed economica ha una concentrazione di forze militari senza i guali ha il controllo su milioni di chilometri quadrati di colonia nel resto del mondo Insomma, gli stati europei se la passano piuttosto bene e questo si riflette in maniera positiva anche sulla società in generale Anzi, proprio in questi anni si afferma una nuova società la società di massa di cui abbiamo in parte già parlato nel podcast sulla seconda rivoluzione industriale In quasi tutta Europa i salari sono in crescita e quando crescono i salari migliora anche il tenore di vita per i cittadini, soprattutto per i cittadini delle grandi città aumenta la disponibilità economica aumenta noi solti a disposizione, solti da spendere e quindi parallelamente si allarga il mercato aumentando il potere da questo aumentano anche i beni e i prodotti che i cittadini possono acquistare e visto che cresce la richiesta, la domanda di beni è necessario che la produzione di beni tinga il passo e allora di riflesso l'industria si organizza meglio in maniera racionale scientifica per produrre e vendere di più ma in questo periodo non cresce solo l'economia cresce anche l'alphabetizzazione media aumentano in tutta Europa gli anni dell'obbligoscolastico, gratuito e sostenuto dallo stato aumenta quindi in generale il grado di istruzione e di conseguenza aumenta anche la vendita dei giornali prima si vendevano 1.000 copie per gli intellettuali e i burghesi ora si arriva anche a 1.000.000 copie sempre più cittadini ora formano quella che viene chiamata opinione pubblica ovvero l'opinione o le diverse opinioni che si forma la popolazione relazione a fari di politica interno o di politica estera la pressione dell'opinione pubblica cresce ed è in grado di indirizzare le scelte politiche che vengono fatte nei rispettivi paesi parallelamente aumentano i sindacati e i partiti che difendono i diritti dei lavoratori i governi non possono più ignorare troppo quello che pensa la popolazione e le condizioni in cui vivono le classi sociali più povere la classe dirigente quella che governa è ancora principalmente formata dalle persone delle classi più elevate ma nonostante questo i governi investono parte della ricchezza statale nella spesa sociale ovvero nella spesa pubblica che serve per migliorare le condizioni di vita delle classi più povere sanità, scuola, pensioni in questo periodo vengono fatte leggi sulle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro sulle pensioni per la vecchiaia addirittura sui primi susciti di disoccupazione cioè sui contributi che lo stato da a chi non riesce a trovare lavoro naturalmente la portata del progresso non è uguale per tutte le potenze alcune sono più sviluppate al tremeno ma in generale in Europa c'è ottimismo c'è la percezione di star vivendo un periodo distraordinario progresso e a percepirlo è soprattutto la burgesia che vede in questo inizio secolo, il ventesimo secolo, un periodo d'oro che verrà chiamato "belle poc" la epoca bella tuttavia già sappiamo possiamo immaginare che dietro la bellezza di questa epoca ci sono anche altri aspetti altrimenti perché nel 1914 scopia la prima guerra mondiale come si spiega allora dobbiamo ricordare che al debuto del nuovo secolo l'Europa è attraversata anche da diversi fattori di instabilità innanzitutto l'intero continent è attraversato da forti conflitti sociali interni in questi anni crescono un po' dovunque e movimenti operai per numero di scritti e per il numero di rappresentanti nei rispettivi parlamenti e questi movimenti sempre di più organizzano scioperi e proteste per rivendicare più diritti per i lavoratori ma nascono anche conflitti sociali prima in immaginabili ad esempio è sempre più evidente che i diritti politici con questati dagli strati più poveri della popolazione ancora riguardano solo gli uomini e le donne anche le donne lavorano e sono attive nella società quindi emerge sempre di più la questione femminile soprattutto in Gran Bretagna dove il movimento femminile britannico l'ottaduramente per l'estensione del suffragio o sia del diritto di voto anche alle donne e per questo verrà chiamato movimento delle suffragette amici mili a dispetto del governo di sua maestà sono fra voi stasera sì so che avete fatto dei sacrifici per venire qui molte di voi lo so si sono lontanate da quella che era la loro vita e pure stasera sento in vostro entusiasmo per cinquantanni ci siamo adoperati pacificamente per ottenere il diritto di voto ci hanno derise picchiate e ignorate ora ci siamo rese conto che fatti e sacrifici devono essere all'ordine del giorno lo tiamo perché un giorno ogni bambina venuta al mondo possa avere le stesse occasioni che hanno i suoi fratelli non sottovalutate mai il potere che abbiamo noi donne di essere artifici del nostro destino noi non vogliamo violare la legge noi vogliamo fare la legge si ha alte combative in qualunque moto possiate chi fra voi può romper una vetrina lo faccia chi fra voi può attaccare ulteriormente il sacro idolo della proprietà lo faccia non ci hanno lasciato alcuna alternativa a parte sfidare questo governo e dobbiamo andare in prigione per ottenere un voto che siano le finestre del governo non ricorpi di noi donne ero per se andiamo su un altro modo da i anni a me io estico questa sembrera e tutte le donne vi inghi terra alla ripegioni io preferisco essere una ribelle che una schiava fatua le donne! fatti non parole! si intensifica la lotta sociale ma anche il sentimento nazionalista il orgoglio di far parte di una nazione l'aspirazione a renderla più forte, più grande e il nazionalismo è supportato e incitato da molte scelte governative lo sviluppo economico è accompagnato da un generale aumento delle spese per l'esercito e per gli armamenti si crea un circolo vizioso che sarà una delle cause della prima guerra mondiale perché questa corsa gli armamenti è un escalation capace di aiutare anche la grande industria che può produrre vendere armi agli stati stessi disposti a spendere una grande quantità di denaro la retorica nazionalista aumenta gli stati hanno bisogno di più armi per difendersi le industrie crescono grazie a quelle che chiamiamo con messe statali lo stato diventa il cliente principale delle industrie si derurgie che per esempio e le finanzia per produrre armi inoltre le escalation militare si sposa perfettamente con il proliferare del nazionalismo è l'esercito che fa grande una nazione non solo proprio in questi anni si afferma in gran parte di Europa il cosiddetto esercito di massa composto da cittadini in armi, maschi che devono prestare servizio militare per un determinato periodo di tempo un grande forte esercito non serve solo in tempi di guerra, ma anche in tempi di pace anche un potere deterrente se dispongo di un grande esercito gli altri ci pensano due volte prima di attaccarmi purtroppo il potere deterrente funziona solo fino a un certo punto le potenze europee sono in perenne contrasto tra loro soprattutto in campo coloniale nella spartizione del mondo e l'equilibrio su cui si regge la pace europea è piuttosto fragile il sistema che aveva retto per un ventegno gli equilibridi europea quello curato da Bismarck ricordate il Congresso di Berlino del 1884 ne abbiamo parlato anche nel podcast sul colonialismo ecco quelle equilibrio finisce nuove alle anze si formano e tutte le potenze sono particolarmente interessate a Espana
o mantenere la propria influenza nel mondo e in Europa. In parte per appagare quel sentimento nazionalista che per va del continente europeo, in parte per supportare l'economia, in parte anche per far sfogare verso l'esterno tutti quei contrasti interni, quelle lotte sociali tra classe povere, classiriche, che rischiano di destabilizzare la politica interno. Come se la passavano le principali potenze europei? Perché, di lì a qualche anno, ossia nel 1914, si troveranno tutte in guerra tra loro. Dobbiamo per forza buttare un occhio alle condizioni specifici di ogni potenza. Partiamo proprio dalla Germania, visto che fino al 1890 era il perno su cui ruotavano tutti gli equilibri europei. In Germania, nel 1890, Otto von Bismarck si dimente da Canceliere. E così finisce la sua esperienza politica che tanto ha condizionato gli ultimi anni di storia europea. Bismarck è stato il principale artefice dell'unificazione tedesca, e il fulcro della politica europea per un ventenio, come mai Cade Bismarck. Semplicemente si dimente. Si dimente per contrasti con il nuovo imperatore guglialmo secondo, da poco salito al trono a soli 29 anni. Il contrasto 3 e 2 nasce principalmente per ragioni di politica interna. Bismarck, negli anni precedenti, aveva governato col pugno di ferro contro i socialisti. Ma nonostante questo, i socialisti, o sia il Partito Social Democratico tedesco, continuavano ad aumentare i suoi consenzi. Al nuovo imperatore non piace per niente la politica di Bismarck. E vole avviare una nuova politica più aperta e distensiva verso la classe dei lavoratori. In realtà non andrà così, nonostante le dimensioni di Bismarck. Anzi. Negli anni del regno di guglialmo secondo è lo stesso imperatore, che diventa il principale leader politico della nazione e quello che governa in maniera piuttosto autoritaria. La figura del cancelliere come leader della nazione perde invece rilevanza. La politica interna tedesca rimane in gran parte influenzata dai principali gruppi di potere, industriali, militari e agricoli e continua a non tenere in grande considerazione il Parlamento dell'Impero, il Reichstag. È una politica imperialista. Per il resto, in queste anni la Germania continua al suo veloce sviluppo industriale, anche grazie alle spese militari. In particolar modo quelle impiegate per la costruzione di una grande flotta militare, che possa competere con la più grande flotta del mondo quella inglese. La spesa militare e lo sviluppo industriale sono strettamente connessi anche alla aggressività coloniale. La Germania è l'ultima arrivata nella Corsa imperialista e colonialista e proprio l'esigenza di espandere la sua effluenza in Africa e in Asia, è spesso motivo di contrasto con le altre potenze europee, principalmente contro Francia e Gran Bretagne. La aggressività tedesca e la sua speringedicata politica estera sono supportate da quasi tutte le forze politiche tedesche. Sono tutti in gran parte contagiati dallo spirito nazionalista, solo il Partito Social Democratico, che è in una situazione di totale isolamento politico, pure se anduno dei principali partiti in Germania, rimane per ora estraneo al richiamo nazionalista. Fino allo scoppio del primo conflitto mondiale, il Partito Social Democratico continuerà ad aumentare i consensi, arrivando a diventare il gruppo parlamentare più numeroso del Parlamento tedesco. E con il passare degli anni finirà per assumere posizioni più filo governative e imperialiste, proprio per uscire dall'isolamento politico e andare incontro al sentimento nazionalista che imparte coinvolge anche la stessa classe operaria. La aggressività imperialista, la veloce crescita industriale e il rafforzamento militare, fa l'ora della Germania alla potenza del continente con cui dov'è fare i conti. E questo naturalmente preoccupa le altre potenze europee, inoltre l'imperatore guglialmosecondo non sembra intenzionato a impostare la stessa politica di Bismarck. La chiave della politica di Bismarck era mantenere isolata alla Francia e cercare una sponda nell'impero russo. Guglialmosecondo invece decide di non rinnovare l'accordo con la Russia e facilita così l'avvicinamento fra le altre potenze Francia, Russia e Gran Bretagna. A cavallo 3-2 secoli cominciano già a delinearsi gli schieramenti che verranno confermati quasi del tutto nella prima guerra mondiale. Tra il 1891 e il 1907 viene totalmente stravolto l'ordine che aveva impostato Bismarck. L'unica alleanza che rimane alla Germania è la triplice alleanza con Austria e Italia. Nella triplice alleanza Germania e Austria sono le due potenze più vicine e coinvolte. L'Italia, anche se alleata, ancora cava un sentimento anti-Austria cochessara decisivo nella sua partecipazione alla prima guerra mondiale. Ma il problema più grosso della Germania sono le alleanza che si stabiliscono tra le altre tre potenze. Prima viene stipulata una alleanza tra Francia e Russia. Poi sarà la volta dell'accordo tra Francia e Ingliel Terra, la cosiddetta intesa cordiale, infine trova un accordo anche Ingliel Terra e Russia. In questi anni si forma dunque quella alleanza a tre che diventerà la triplice intesa allo scoppio della prima guerra mondiale. Triplice intesa, ossia, Russia, Francia e Gran Bretagna, contro, triplice alleanza, ossia, Germania, Austria e Italia. Anche se la guerra non è scoppiata gli schieramenti sono già fatti. La secentrale delle nuove alleanza è la Francia. La Francia, se ricordate, era diventata una repubblica in iante più reo e imperatori di sorta, basta. Ma lo scontro politico interno è ancora molto forte e è particolarmente significativo un caso giudiziario che condiziona la vita politica francese per anni. Il caso Dreifut. Forse ne avete già sentito parlare perché nonostante sia un episodio accaduto più di un secolo fa, il caso Dreifut è rimasto emblematico per tutto quello che riguarda la politica nella società di massa. Chi era Alfred Dreifut. Alfred Dreifut scritto di R.E.I greco F.U.S. è un ufficiale breo che è stato condannato nel 1894 per spionaggio e è stato accusato di aver venduto documenti segreti alla Germania. Ma la sentenza viene vessendo in discussione perché le prove a carico del povero Dreifut sono piuttosto deboli. Ivertici dell'esercito non hanno per la intenzione di tornare sui loro passi e di live vedere il processo, scoppia così un ferroce di battito che dura anni e che spacca in due schieramenti l'opinione pubblica francese. Giornali politici, sindacati, associazioni tutti discutono, litigano, si infuriano per Dreifut. Lo schieramento di chi accosa Dreifut ha caratterizzato da una forte componente di antisemitism ossia di odio verso gli ebrei, dato che Dreifut è ebreo. Gli anti Dreifut sardi, sono fronte composto da nostalgia della monarchia, da nazionalisti e in generale dalle componenti più conservatrici della società. Il fronte opposto quello di Dreifut sardi di chi difende l'ufficial ebreo è invece composto principalmente dalle forze progressiste come socialisti e democratici. In questo dibattito intervenono anche intellettuali, l'ustri, anzi è proprio con il caso Dreifut si afferma la parola intellettuale, inteso come persona di cultura che si dedica alla scrittura e all'arte e che al contempo è anche impegnata politicamente. Il più famoso tra questi è lo scrittore naturalista Emil Zola. Nel podcast sul naturalismo parliamo a lungo di lui. Zola scrive il suo famoso Jacques Kuse. Sulla prima pagina del giornale socialista, Loro, compare un suo lungo articolo intitolato Jacques Kuse, ossia "Iho a Kuse". Un articolo con cui appunto accuse i vertici dell'esercito di aver falsificato le prove e di aver commesso grave irregularità nel processo. Mai un articolo di giornale ha avuto tanto effetto sullo opinione pubblica, tanto che ancora oggi l'espressione Jacques Kuse è diventato un modo per indicare quando su un giornale esce un articolo molto duro contro qualcuno. Per esempio Roberto Saviano scrive un Jacques Kuse contro Matteo Salvini. Comunque, dreffio dalla fine viene condannato e solo dopo qualche anno sarà riabilito
come innocente perché si scoprirà che molte prove a suo carico erano false. Ma il caso dei fiuscini ci dei così tanto sull'opinione pubblica francese che questo dibattito aiuta le forze progressiste a vincere le lezioni e a governare per anni fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Purtroppo i governi francesi con l'avvicinarsi del 1914 diventano via via più patriottici e nazionalisti, diventano molto attenti alle spese militari. Non siamo mai spento il desiderio di rivincita contro la Germania dopo la sconfitta subita nel 1870 e con laumentare dei contrasti internazionali il desiderio di rivincita della Francia si fonde nel sentimento nazionale francese. Un nazionalismo agressivo che chiamiamo "shovinismo" dal nome del soldato francese Nicola Sovano, esempio di patriota fanatico e anche "revanchismo" da "revansh" che in francese vuol dire "rivincita". L'altro pilastro di quella che sarà la triplice entesa la Gran Bretagna sembra invece apparentemente meno coinvolta e meno desiderosa di allargare il proprio dominio, è comprensibile. La Gran Bretagna è già la principale potenza mondiale e ha il più vasto dominio coloniale del mondo. Durante il lungo regno della Regina Vittoria, ha vissuto 10 anni di particolare prosperità economica e stabilità politica. Sia ormai affermata definitivamente in Gran Bretagna, una politica di tipo parlamentare, ci sono due camere, la camera dei comuni e la camera dei Lorde. La camera dei comuni è composta dai deputati e letti con il voto, la camera dei Lorde invece è composta principalmente da nobili non eletti. Da tempo ormai al governo si alternano le due principali forze politiche, sono i liberali e conservatori. Anche il movimento perayo in questi anni fa al suo ingresso alla camera dei comuni con il partito laborista, un partito socialista, ma alla principale forza del movimento perayo sono isindacati, che si chiamano "trade unions". Nonostante il generale benessere economico, anche la Gran Bretagna in questi anni è scossa da alcune crisi interne. Inazitutto scoppia uno scontro politico tra le due camere, uno scontro che trae origine da una proposta dei liberali di tassare fortemente grandi patrimoni. Il progetto però vi ha naturalmente bocciato dalla camera dei Lorde, la camera dei nobili, quella più interessata a questa nuova tassazione. Lo scontro tra le due camere è molto duro, ma alla fine la spunta nei liberali. La camera dei Lorde è costretta a rinunciare ad alcuni privileggi tra cui la possibilità di respingere e rimandare indietro le leggi che riguardano l'economia. Ma l'altro grande problema della Gran Bretagna ormai da decenni è la questione irlandese. Oggi nel 2020, l'Irlanda è uno stato autonomo, ma l'epoca faceva parte del regno britannico e aveva un forte gruppo di nazionalistiche lottava per l'indipendenza. Un progetto per una parziale autonomia viene approvato in Parlamento proprio nel 1914, ma nello stesso anno, la Gran Bretagna entra in guerra, fianco della Francia, contro la Germania e l'autonomia irlandese viene sospesa. La terza potenza dell'intesa, la Russia, è davvero molto distante dalle altre due alle leggiate per caratteristiche della società per sviluppo economico e per profilo politico. La Russia è innanzitutto la potenza europea con il regime più autocratico, più autoritario, il potere nelle mani di una sola persona, lo zarnico la secondo, senza che ci sia alcuna carta costituzionale o Parlamento allimitare il suo potere. La principale forza della Russia è una popolazione numerosa, un imperogigantesco che vada all'Europa all'Asia e un grande esercito, ma per il resto la Russia è molto arretrata. La maggior parte della popolazione è impiegata nella agricoltura e vive in condizioni di estremo povertà. Tra le potenze europea, la Russia ha il più alto tasso di analfabetismo e di mortalità infantile. E per parametri economici non può competere neccole sui alleate, neccon la Germania. Per questo, con l'ozarnico alla secondo, anche la Russia tenta la via dello sviluppo industriale. Lo sviluppo avviene, ma è uno sviluppo particolare che tocca solo una piccola parte dell'impero. La Russia ha infatti un territorio vastissimo e le industrie si concentrano in poche aree, portando la classe operaia a essere presente solo in queste zone, ad esempio nelle città di Mosca e Pietro Burgo. Quello russopo è uno sviluppo che non permette la nascita di una vera classe di imprenditori. La crescita industriale è infatti sovvenzionata principalmente dall'ostato e da investimenti che provengono dall'estero, soprattutto dalla Francia. La cosa non deve stupire è conveniente investire in Russia, visto che i salari sono molto bassi e le rivendicazioni della classe operaia sono praticamente nulle perché continuamente represse. Ma i conflitti sociali alla fine esploderanno anche in Russia dove nel giro di pochi anni operai e contadini daranno vita a ben due rivoluzioni, una nel 1905 e una nel 1917, proprio nel pieno della prima guerra mondiale. La prima quella del 1905 sarà repressa la Lozare. La seconda, quella del 1917, rovescerà per sempre il potere dell'ozare. Per quanto riguarda la politica estra invece, la Russia ha fortissimi contrasti con un altro impero, l'impero austriaco o meglio austroongarico. La contesa riguarda i balcani in cui la Russia è la grande alleata dei popoli sllavi. I popoli sllavi lottano per l'autonomia. Ogniuno di loro vorrebbe staccarsi dall'impero austriaco e diventare uno stato a sé autonomo e più potente. In particolar modo la Russia è alleata del regno di Serbia, un regno nato da poco, e che all'ambizione di unificare la regione balkanica sotto una sola bandiera, quella della grande Serbia. Il regno di Serbia alleato della Russia è infatti uno dei tanti fronticali dell'impero austriaco. Anzi, in realtà dovremmo chiamarlo impero austroongarico visto che già dal 1867 è formato da due stati autonomi, la Austria e l'ungeria. Governati entrambi dall'oste, imperatore, Francesco Giuseppe e primo da Sburgo. La autonomia dell'ungeria era stata una soluzione al problema che più di tutti affligge l'impero a Sburgico, le mergere delle rivendicazioni nazionali. Perché l'impero è una compagine multietnica composta da gruppi di nazionalità diverse, principalmente tedeschi, ungheresi sllavi. Se il potere centrale è stabilmente nelle mani dei tedeschi, gli altri gruppi scalpitano per avere maggiore autonomia. Per questo sono perenne contrasto con il Governo centrale. I gruppi più attivi sono i cechi che si trovano in Bohemia e Moravia, mentre più assude nei balkani ci sono i croati e serbi che adesso sono ancora più irrecuieti per la nascita del regno di Serbia, un regno slavo, a cui vorrebbero unirsi. Ma il problema dei movimenti nazionali non è l'unico fattore di debolezza dell'impero. Anche l'impero austrongarico è piuttosto arritrato economicamente rispetto alle altre potenze europee. Anche qui le aree industrializzate e si concentrano in poche zone intorno a Vienna, la capitale, Praga e Trieste, mentre il resto del territorio ha come principale attività la agricultura. Nonostante questo laustria ha ancora una posizione di prestigio in Europa. Vienna è, in quegli anni, il cuore pulsante dell'arte e della cultura europea. E proprio a Vienna possiamo vedere le grandi contraddizioni di questo periodo storico. Da una parte, tutto lo splendore della Belle Poc. Dall'altra, il conflitto che è ormai di attrolangolo non solo dal punto di vista temporale ormai ci siamo vicinissimi. Ma anche dal punto di vista spaziale, l'incendio della prima guerra mondiale partirà proprio dall'Austria e dai Balkani. I realtà. Procedendo in questa rassegna abbiamo già visto come gli attriti e i risentimenti trastati siano sparsi un po' in tutta Europa. Ad esempio, c'è il risentimento francese verso la Germania, nato dopo il conflitto Franco Prussiano. L'ultima guerra scoppiata nel continente tra grandi potenze europee. Per questa voglia di riscattolo dicevamo, si è anche affermata una specifica parola poi usata anche in altri periodi storici per definire il risentimento nazionale dopo una sconfitta, revanchismo da revanchi che in francese vuol dire proprio rivincita. Ma anche la Germania ha molti risentimenti, in anzitutto perché si sente accerchiatta da Francia e Russia ormai grandi alleate. E poi perché non digerisce
per niente il proprio scarso peso coloniale, soprattutto se confrontato a quello di Francia Gran Bretagna. L'invidia coloniale tedesca è alla base delle prime crisi internazionali del 900, in particolar modo delle cosiddette crisi marocchine che si manifestano nel 1905 e nel 1911. Che cosa cade? Il marocco è uno degli ultimi stati indipendenti dell'Africa, ed è particolarmente desiderato dalla Francia, che non esita a muoversi per ottenerne il controllo anche grazie all'appoggio della Gran Bretagna. Le mosse francesi fanno scopriare un contrasto con la Germania, ma alla fine la situazione si risolve con una spartizione tra le potenze come sempre aveniva per la politica coloniale, la Francia ottiene il controllo del marocco e cede alla Germania una parte di un altro dominio africano, il Congo francese. Se i contrasti coloniali riescono a risolversi con delle conferenze degli accordi, è tutto diverso quando i contrasti riguardano lo stesso continente europeo, magari proprio al confine tra due potenze come ad esempio la Austria e la Russia, esatto, siamo tornati a parlare dei Balkani. Oltre alle rivendicazioni nazionali che affliggono la Austria, l'altro grande fattore di instabilità dell'area è il declino dell'impero ottomano, l'impero che fino a pochi decenni prima controllava interamente la regione. E la crisi di questo grande impero che al suo centro la Turquia velocizza di molto gli eventi che porteranno alla prima guerra mondiale. Nel 1908 scopri è infatti una rivoluzione proprio in Turquia. E' la Austria ne approfitta subito per annettere la Bosnia Erzegovina, una regione balkanica su cui già aveva un parziale controllo. È una mossa che non piace per niente alla Russia, nello tanto meno alla Serbia, visto che proprio la Serbia da tempo ambisce a riunire in un'unico stato svelavo tutta la rea balkanica. Qualc'anno dopo, nel 1911, un altro colpo fa attrabalare l'impero ottomano. Questa volta è l'Italia d'arlo, conquistando la Libia, una regione africana, formalmente ancora ottomana. La vittoria dell'Italia fa capire anche agli stati più piccoli dei balkaniche di questi tempi. Non è troppo difficile sottrarre regioni all'impero ottomano. E così nel 1912, una coalizione composta da Serbia, Montenegro, Grecia e Bulgaria attacca e sconfige in poco tempo l'impero ottomano. È la prima guerra balkanica. L'impero ottomano perde praticamente tutti i suoi territori in Europa che vengono spartiti tra gli stati vincitori. Ma la spartizione non soddisfa la Bulgaria che decide così di attaccare a sorpresa la Serbia e la Grecia. E' ecco la seconda guerra balkanica scopiata solo un anno dopo nel 1913. Alla fine la Bulgaria esce sconfitta dal conflitto. E la conseguenza più importante per gli equilibri europei è che la Serbia ha praticamente radoppiato il suo territorio e da diventata sempre più rilevante nella regione balkanica. Probrio, dall'attrito tra Austria, Serbia scoccherà la scintilla che farà divampare la guerra in tutta Europa. Una guerra che un po' tutti ormai si aspettavano e a cui serviva solo un pretesto per scoppiare. Maturadio è un progetto di podcast di dattici per la maturità promosso dal ministero dell'istruzione con la collaborazione della Treccani e di Radio 3. I deazione di Cristian Raimo, supervisione, di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da Michelangelo Pecoraro. La voce che avete ascoltato è di Valentina Carnellutti, regia di Giulia Nussi. La sigla di Maturadio è di Teo Teardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio3.rai.it, miur.gov.it e Treccani.it.
Podcast Summary
Key Points:
L'Europa all'inizio del Novecento vive un periodo di crescita industriale, economica e sociale, chiamato "Belle Époque", caratterizzato dall’aumento dei salari, dell’istruzione e della società di massa.
Emergono conflitti sociali interni
Il nazionalismo e la corsa agli armamenti crescono, alimentati da governi e industrie belliche, creando tensioni tra le potenze europee.
La Germania, dopo le dimissioni di Bismarck, diventa più aggressiva in politica estera e coloniale, isolandosi e favorendo la formazione della Triplice Intesa (Francia, Russia, Gran Bretagna) contro la Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia).
La Francia è segnata dal caso Dreyfus, che divide l’opinione pubblica tra conservatori e progressisti, e alimenta il revanscismo antitedesco.
La Gran Bretagna affronta crisi interne come lo scontro tra Camera dei Comuni e Camera dei Lord, e la questione irlandese, ma resta la principale potenza mondiale.
La Russia è arretrata, autocratica e povera, con un’industrializzazione limitata, ma possiede un vasto esercito e territorio.
Summary:
All’inizio del Novecento, l’Europa vive un periodo di prosperità noto come Belle Époque, con crescita economica, aumento dei salari, diffusione dell’istruzione e nascita della società di massa. Tuttavia, emergono forti tensioni sociali: i movimenti operai organizzano scioperi per i diritti dei lavoratori, mentre le suffragette britanniche lottano per il voto femminile con azioni radicali. Parallelamente, il nazionalismo e la corsa agli armamenti si intensificano, alimentati dai governi e dalle industrie belliche, creando un clima di instabilità.
La Germania, dopo le dimissioni di Bismarck, diventa più aggressiva, non rinnova l’accordo con la Russia e si isola, portando alla formazione della Triplice Intesa (Francia, Russia, Gran Bretagna) contro la Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia). In Francia, il caso Dreyfus divide l’opinione pubblica e rafforza il revanscismo antitedesco. La Gran Bretagna, pur essendo la potenza dominante, affronta conflitti interni come lo scontro tra Camera dei Comuni e Camera dei Lord e la questione irlandese.
La Russia, autocratica e arretrata, tenta un’industrializzazione limitata, ma resta fragile. Questi fattori – conflitti sociali, nazionalismo, rivalità coloniali e alleanze contrapposte – rendono l’equilibrio europeo precario, preparando il terreno per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.
FAQs
La Belle Époque è il periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, caratterizzato da ottimismo, crescita economica e progresso sociale in Europa, soprattutto per la borghesia.
Le principali cause furono i forti conflitti sociali interni, il nazionalismo aggressivo, la corsa agli armamenti e le tensioni coloniali tra le potenze europee.
Era un movimento femminista, particolarmente attivo in Gran Bretagna, che lottava per l'estensione del diritto di voto alle donne attraverso proteste e azioni dirette.
Alfred Dreyfus era un ufficiale ebreo francese condannato ingiustamente per spionaggio nel 1894. Il caso divise l'opinione pubblica francese e portò alla ribalta temi come l'antisemitismo e il ruolo degli intellettuali nella società.
I due schieramenti erano la Triplice Alleanza (Germania, Austria e Italia) e la Triplice Intesa (Francia, Russia e Gran Bretagna).
La Germania, sotto Guglielmo II, perseguiva una politica imperialista, con una forte crescita industriale, una massiccia spesa militare e una competizione coloniale che provocava tensioni con Francia e Gran Bretagna.
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