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Can I Be Honest Ep 2: Doing It All

32m 17s

Can I Be Honest Ep 2: Doing It All

La lezione di Paolo Ballato spiega i fenomeni vulcanici e sismici nel quadro della tettonica delle placche. L’attività vulcanica consiste nel trasferimento di magma dall’interno alla superficie terrestre, producendo lave, piroclastiti e gas. I vulcani si distinguono in centrali, con forma a cono, e lineari, che si formano lungo fessure. Le eruzioni possono essere effusive o esplosive, a seconda della viscosità del magma e del contenuto di gas. I terremoti sono vibrazioni causate dal rilascio di energia meccanica lungo le faglie, secondo la teoria del rimbalzo elastico. Le onde sismiche si propagano dalla zona di rottura (ipocentro) e vengono registrate dai sismografi. La distribuzione di vulcani e terremoti non è casuale: si concentra lungo le dorsali oceaniche, dove si forma nuova litosfera, e lungo le fosse abissali, dove la litosfera oceanica sprofonda nel mantello in subduzione. Questo processo è accompagnato da terremoti superficiali e profondi. La tettonica delle placche unifica questi fenomeni, spiegando come le placche litosferiche si muovano, si creino e si riciclino, determinando la dinamica del pianeta.

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3815 Words, 24392 Characters

Italian
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, scienza, greco matematica, inglese. Maturadio podcast di scienze per lesame di maturità. Tra vulcani e terremoti, la tettonica delle plaque di Paolo Ballato. Ciao, sono Paolo Ballato, sono un geologo e lavoro al Dipartimento di scienze dell'Università di Roma 3. Il cosiddetto "Tetto del mondo", il mot Everest, è formato da calcari con trenti resti di gilivi mare, organismi che 400 milioni anni fa vivevano numare poco profondo. Cosa spinto quelle rocce così alto e dove ha finito lo scelano in cui si sono formate? Tutte le catele montuose del pianeta sono le prodotti di forze endogene, ovvero interne, che da miliardi di anni deformano l'etosfera. Queste forze agitano senza sosta il nostro requieto pianeta. L'altività vulcanica e sismica rappresenta un chiaro segno di tale dinamicità. In questa lezione descriveremo i fenomeni vulcanici e i fenomeni sismici e li inquaderemo nel contesto della teoria della tettonica delle plaque, una teoria che permette di spiegare la sola tutti i processi geologici che si verificano sulla terra. Vulcani, tiare motivi e tettonica delle plaque. L'iniziamo dei vulcani. L'attività vulcanica consiste nel trasferimento del magma dall'interno del pianeta alla sua superficie. Il vulcanismo non solo ha contribuito alla formazione e all'ac crescimento della crossa terrestre, ma con l'emissione di gas e vapori ha avuto anche un ruolo determinante nella formazione della atmosfera e dell'igrosfera. Attenzione però, perché il vulcanismo non riguarda soltanto la terra. Le sonde spaziai ci hanno infatti mostrato imponenti segni di attività vulcanica, anche su molti pianeti e sateliti del sistema solare. Il più grande vulcano, più non lasco del sondato, è su Marte, mentre l'attività vulcanica, più intensa, è certamente quella di io. Il satelito è più interno di gioco. I.O. è il più vulcanico di l'eserciamento del sistema solare. Il sondato è costo con 100 volcanos valentino. Il lato di Moltenlava. Il più grande, non l'ho di l'emissione di L'O. è più di 200 km di diameta. Il milione di l'area di any-larba l'acqua di Nus. Il sondato è tormino da Waves, di Moltenrock. I.O. è un hattere visione di helo. Anche la roccia della superficie della luna sono in gran parte il prodotto di antichissime e vaste russioni. Il magma è un sistema complesso di roccia fusa che contiene anche vapeoreapio e sostanze grassose a temperatura che variano da 1200 a 600°C. I gas vulcanici svolgono una funzione importante nell'inescarle ruzioni. Opo come la nidride carbonica presenti uno spumante. Se agitiamo o scaldiamo una bottiglia d'appata, la pressione del gas all'interno può aumentare fino a far saltare il tapo. La nidride carbonica si libera rapidamente e foriece della bottiglia, trascinando con sé parte del liquido. Qualcosa del genere accade nelle ruzioni vulcaniche dove il volume di gas che si liberano dal magma aumenta monamano che il magma risale, mentre la pressione di esercitare la roccia sopra stanti che mantiene i gas di sciolti diminuisce. La manifestazione superficiale del vulcanismo, cioè la parte che possiamo osservare direttamente, include 3 aspetti fondamentali, quali i prodotti delle ruzioni e quindi in cosa si trasforma il fuso magmatico, gli edifici vulcanici e quindi quali sono le borfrugie associate alla foriscita del fuso, e infine i tipi di eruzione e quindi come avviene la foriscita del fuso. Iniziamo dal primo aspetto i prodotti delle ruzioni vulcaniche. Possiamo distinguere 3 tipologie distinte, le lave, le piroclastiti e le emissioni gassose. Le lave sono fluidi ad alta temperatura che foriezcono dal condotto vulcanico e che perdono gran parte dei gas e dei vapori. Le lave differiscono tra loro per composizione chimica, per contenuto di gas e per temperatura. Sono tutti i fattori che influenzano la viscosità dei magmi, cioè la resistenza avoscorimento. Le piroclastiti, letteralmente frammenti di roccia, si formano quando i gas che si liberano con violenza, trascinano verso l'atto brandelli o gocce di lava che solidifiche a no mentre sono in bolo e ricadono sulle bendici del vulcano. Insieme ai brandelli di lava, nelle fasi solidivi riusforti, vengono strappati anche frammenti di rocce, dalle pareti del condotto vulcanico, che trascinate all'esterno entreranno a far parte delle piroclastiti. Le piroclastiti hanno dimensioni molto variabili, da cieneri fino a bombe, ovvero, d'ammeno di 2000mm fino ad alcuni centimetri o decimetri. E poi ci sono le missioni gassose che contengono vappore acquio, pari un 70% a 95% e a neidrite carbonica in grande quantità. Mella bondanti, ma non meno importanti, sono l'osvolfo, il cloro e l'asotto. I gas liberati durante l'attività vulcanica hanno contribuito, nel untano passato della terra, a formare il gran parte dell'atmosfera e continuano tuttora ad alimentarla. L'ave piroclastiti e gas rappresentano le forme assunte dei prodotti delle eruzioni. Vete amora le tipologie di edifici vulcanici. A seconda del modo con cui magma risare verso la superficie e poi foriece, i vulcani vengono distinti in due grandi tipologie. I vulcani centrali e i vulcani lineari. I vulcani centrali o areali sono quelli a cui tutti pensiamo alla parola vulcano. Sono caratterizzati da una apertura in superficie il cratere che si trova alla somita di un cono, constituito dalle colate di lava o del materiali biologlastici, che ci sono accumulati nel tempo. Questo tipo di vulcani si forma quando il magma risare sulla superficie per mezzo di un condotto chiamato camino vulcanico, che va dall'area di alimentazione, ovvero la camera magmatica, fino il superficie. Non tutti vulcani però hanno la tipica forma a cono, esistono anche i cosiddetti vulcani lineari, che si formano quando il magma risare attraverso fessure ruttive, ovvero da fratture profonde. Questo tipo di vulcani si trova soprattutto in corrispondenza delle dorsali oceaniche, come vedremo nei prossimi minuti. Abbiamo passato i rassegna anche le difficile vulcanici, ma come vi ho detto all'inizio, le manifestazioni superficie del vulcanismo sono 3, i prodotti delle ruzioni, gli edifici vulcanici e le ruzioni vero e propria. Possiamo qui imbiterare informazioni non solo dalla forma dei vulcani e da qualche resta dopo le ruzione ovvero la roccia, ma anche da come avviene le ruzioni. I fatture determinanti sono principalmente la viscosità del magma che è funzione del contenuto in silicio e il contenuto in gas, soprattutto favore acquio e anedite carbonica. È possibile per ciò distinguere due tipi principali di ruzioni. La prima è l'eruzione fusiva, queste ruzioni sono tipiche di live molto fluide. La seconda è l'eruzione fusiva per magmi viscosi e richi in gas. Non tutto però è bianco onnero. Fra queste due categorie si hanno ovviamente diversi gradi intermedi, distinguiamo 3 tipi di eruzioni miste, cioè eruzioni si è fusive che esplosive. Queste tipi di eruzione hanno preso il no, come derruzione del passato. Ci sono, per esempio, le ruzioni di tipo stromboliano, le rispoisioni di bassa energia che si sussuevono ad intervalli variabli, da secondi adore, come quelle che si verificano a stromboli. Eruzioni di tipo vulcagnano, cioè associate ad un'energia superiore, come quella delisora di vulcagnano. Ed infine, le ruzioni di tipo pliniano, le più estrusive di questa famiglia intermente di eruzioni. Le esplosioni infatti producono colonde utive che si inalzano per decine di chivo, come quella del visubio del 79 d.C., che distrusa con pei e che fu descritta da plinio l'igione. E non è ancora finita, ci sono anche le ruzioni di tipo hidro magmatico o freato magmatico, o vero di tipo esplosivo, prodotte dall'interazione del magma con l'acqua. Sapresti di quei quanti sono vulcagnativi al mondo, la risposta vi sorprenderà circa 1500. Si trovano sia sulle terre merze, dove sono circa 600, sia nei fondali occhianici. A desclusione di un certo numero di vulcani, i punti isolati, detti punti caldi, sono concentrati il lunghe fasce o catene di edifici vulcanici. Tra queste possiamo riconoscere. Le dorsale o medioceaniche, i vulcani in prossimità delle fosse, e quelli nei punti caldi. Il vulcanismo delle dorsale o medioceaniche è il tipo più diffuso e si estende per decine di migliaia di chilometri, approfondita a megie di 2,6 chilometri. I vulcani ilmiari, in corrispondenza delle dorsale oceaniche, si ergono dalle piani circostanti per circa 2 chilometri di altezza. Da questi, fluiscono grandi quantità di live basaltiche fluide. In qualche caso il vulcanismo associata alle dorsale oceaniche si manifesta anche sopra livello del mare, formando delle isole. E quanto viene in Islanda, dove la dorsale medio etlantica emerge per un lungo tratto, grazie alla presenza di un punto caldo. L'Islanda è una terra creata dai vulcani. Montagne di magma incandescente è mercero dalle profondità della terra e fium di lava bollente si riversarono sulle loro pendici, solidificandosi fino a diventare roccia. La cienerecade dal cielo come pioggia e formò delle pianure fertili. I frequenti terremoti contribuirono a ridisignare il paesaggio. Le distese di lava e gli alto piani sono così vasti che spesso ci si dimentica che sono stati creati da un vulcano. Alcuni vulcani sono nascosti sotto la superficie del ghiaccio e sono diventati oggetto di numerosi miti e leggende. Ma in termini geologici, l'Islanda è una terra giovane che si sta ancora formando ed è solo quando una ruzione ha conseguenzia livello globale che tutti noi veniamo a conoscenza di qualcosa che gli islandesi sanno bene. Questi vulcani sono pronti ad eruttare. La gran parte dei vulcani emerzi però si trova l'uwe margini di alcuni continenti o forma interi catene di isole vulcaniche. In entrambi questi casi, lì allenamenti di vulcani sono fiancheggiati da profonde depressioni del fondo scianico, strette e lunghissime, chiamate "fossi avissali". I vulcani allenati lungo le fossi avissali, per esempio, quelli della cosiddetta cintura di fuoco che circonda lo scena specifico, sono tutti caratterizzati da attività vulcanica dei tipo esplosivo e i loro prodotti sono in gran parte materiali piroplastici. Alcuni vulcani, infine, si trovano in punti isolati all'interno dei continenti o delle piana vissali, sono i cosiddetti punti caldi. Per esempio, i vulcani ma una loa e chi la oea nelle isole oea i questi sono la manifestazione di un pultocando. Si trovano sovè al centro di una piana avissale e sono costantemente alimentate da un voluminoso magmatismo. La distribuzione geografica dell'attività vulcanica non è quindi casuale ma segue un disegno ben preciso, tanto da suggeride che tal'attività si è riflesso di qualche processo ben più importante inato all'interno del pianeta. Passiamo ora ai terremoti. Un terremoto è una vibrazione più o meno forte della terra, prodotta da una rapida liberazione di energia meccanica in profondità. Il punto in cui l'energia si libera è il di poc centro del terremoto. Dalì l'energia si propaga per un despere che, pur ende polendoci con la distanza, possono attraversare tutta la terra, tanto da potere essere registrate in alcuni casi da distruenti di tutto il mondo. Nel 1906 un terremoto catastrofico distruse sempre a cisco. La terra si apri e tutto fu ingiotto. Ci stringendo ci lasco nemo sotto le coperte, rlando e na fine del mondo. A stento ci aggrappamo a qualcosa per non farci sballottolari di quei dina, in��zzo si muoveva per tutta la stanza come un aquilone. Recordo che vi devo il fuoco e tutto intorno fu muovo qui. Mia madre è capita allora che era come temeva. Le disserono che mio padre era morto nel terremoto. Inseguito a quel terremoto, il cismologo "Harry Raid" e lavorò una teoria chiamata teoria del rimbazio elastico che spiega a maniera sostiva l'origine desismi. Secondo questa teoria, le roce, sotto poste a spinte o pressioni, si comportano in maniera elastica e si deformano propresivamente fino a quando non si raggiunge il limite di trottura. Superato il limite, la roccia si fractura e le due parti slettano bluscamente una rispetto all'altra. Durante questo scatto, l'energia elastica, accumulata durante la deformazione precedente, si trasforma in energia cinetica, provocando vibrazioni che si propagano tutto intorno in forma di un desismi che in ogni direzione. Possiamo paragonare questa fase a ciò che accade quando pieghiamo uno spagetto. Tendendo per le extremità, all'inizio si incurva, cioè si deforma elasticamente, fino a che, se lo sforza continua, si spezza in due frammenti. Questi frammenti torranno di colpo ad avere una forma rettilina, ma non sono più alineati. La superficie lungola quale avviene il movimento tra due blocchi di roccia durante un terremoto si chiama "faglia". Se la faglia si trova in mare, un terremoto può generare un vero e proprio zionami. Vi ricordate il terremoto del 2011 all'arco delle poste giapponisi. Il giappone devastato da un violento sisma dalle onde de lo zionami forse o il 3000 lei mortica daviri sulle spiagge. All'arme radiazione è una centrale nucleare tra volte dalle onde un trae e una nave, il sisma sposta di 10 cm il asset terrestre. In quel caso si formarono onde alte 38 metri. Il brusco sollevarci o sprofondare di settori del fondale marine infatti può mettere il movimento l'intera colonna da acqua sopra stante. È così che si genera un zionami. Questa perturpazione si manifesta sulla superficie marina come onde poco alte, qualche decimetro al massimo qualche metro, finché sono in mare aperto, ma dalla lunghezza donda molto elevata addirittura alcune centenue di pelontri che si propagano con velocità tra 150 e 900 km/h. Abicinandoci alle coste le onde diminuiscono la velocità, ma crescono significativamente inaltezza generando letteralmente delle onde giganti. Durante un terremoto vengono liberate onde di diversi tipi, onde profonde e onde superficiali. C'è scontipo di onda si move a una diversa e produce nelle roce che attraverza una deformazione. Tutte le onde sistmate vengono registrate da strumenti chiamati seismometri, che producono delle tracce relative alla riva delle onde chiamate seismogrammi. Quando c'è un terremoto, i seismologi sfruttano i tempi di arrivo dei singoli tipi di onde per capire dove si trova l'epicentro del terremoto. L'epicentro è il punto della superficie terrestre posto sulla verticale dell'ipocentro. Se i nostri sistmate vengono relevato il terremoto in almeno 3 differenti località, confrontando le misure possiamo localizzare l'epicentro del terremoto. Dalla altura del sismogramma si può anche calcolare la magnitude di un terremoto. Con la manitudine di un terremoto intendiamo la sua intensità che è proporzionale all'energia liberata. Lo studio delle onde sismiche e della loro propagazione all'interno della terra ci ha permesso di capire che il nostro pianeta è costituito dai volupri concentrici di diversa natura e spessore, separati da superfici di discontinuità a traversi alle quali le onde accelerano o decelerano. La crosta e la parte più soltanto superficiale del mantello, formano la litosfera che colisponde all'involupro rigido più esterno della terra che poja sulla steno spera, ovvero sul mantello più profondo, sempre solo, ma meno rigido che si comporta come un fluido ad altissima viscosità. Come vulcani non sono distribuiti a caso, così i terremoti non rappresentano un fenomeno casuale. In ogni anno, se ne verificano in tutta la terra, circa un milione, in meia 1,30 secondi, ma solo qualche migliaio di essi è abbastanza forte da essere percepito dal luomo, e tra questi, solo qualche decina possono causare gravidani se si verificano in zona abitate. Il fatto che i terremoti si verificano continuamente del tempo, non vuol dire che si verificano ovunque. I sismi si manifestano quasi esclusivamente entro certe fasce della superficie terrestre che vengono dette perciò a resismiche, mentre mancano del tutto in altre zone, chiamate perciò a re a sismiche. La distribuzione delle aresismiche segue una certa regolarità ed è associata a particolare strutture della crosta terrestre. Nel prossimo i minuti vi farò qualche esempio, mentre assoltate, guardate Google Maps per costruire di una mappa mentale delle aresismiche del pianità. Partiamo dalle grandi fossi avissali che possono trovarsi di fronte e continenti o in prossimità di un arco di isole vulcaniche. Una delle più notte fra queste fasce sismiche è la cintura di fuoco che circonda lo siano pacifico. In tutti questi casi gli postentri possono aggiungere profondità di 600-700 km. Questo tipo di sismicità contribuisce per circa 80% all'energia sismica totale liberata da tutti i terremoti. Passiamo ora alle dorsali mediooseaniche, come per esempio quella che troviamo al centro di lo scema trantico. La i terremoti sono superficiali solamente i primi chilometri di profondità e poco intensi. La sismicità associata alle dorsali fornisce nel complesso soltanto il 2% circa dell'energia sismica totale liberata. Infine possiamo osservare un'altra fascia sismica che segue il percorso delle catene montuose formati sin tempi più recenti, dal marm di terraneo occidentale fino all'imalaia e in parte anche la scina. I terremoti che si verificano lungo questa fascia superano raramente 100 km di profondità e nell'insieme forniscono meno del 20% dell'energia sismicata totale liberata da tutti i terremoti. È da notare che lungo le fosse avessali e le dorsali oceaniche sia anche la maggiore concentrazione dell'attività vulcanica. Perché l'attività sismica e l'attività vulcanica sono concentrate soprattutto lungo queste fasce. C'è una relazione tra vulcani i terremoti, la domanda trova la sua giusta explicazione nella settonica delle placne. Negli anni 60 laquisizione di una mole bidata sempre più importante portò alle lavorazioni di un modello globale dell'attività del pianità che è stato chiamato tettonica delle placne. Dalle spiroazioni dei fondali oceanici furono individuate due tipologie di strutture geologiche sede di intensa attività sismica e vulcanica, ovvero le dorsali oceaniche e le fosse avessali. Secondo la settonica delle placne, lungo le dorsali si forma continuamente nuova le torsfera oceanica e i due fianchi delle dorsali si allontano tra loro, trascinati da movimenti profondi. Questo processo è detto espansione dei fondali oceanici. In pratica accade questo allontandosi la l'etorsfera oceanica diventa più vecchia, più fredda e più pesante di quella che si forma in corrispondenza della dorsale e quindi sprofonda, dando luogo alle piena vissali. Le spansione dei fondali è ben documentata dalla presenza di anomalie e magnetiche sul fondo dell'osceno. Nell'ultimi 10 milioni di anni infatti il campo magnetico terrestre si è invertito in media 4,5 volte ogni milione di anni. Ovvero il polo sud diventa il polo nord e viceversa. È come se la terra memorizzasse questo scambio ogni volta che avviene e ne portasse le tracce. Contando il numero di inversioni possiamo quindi calcolare le tà di una porzione di l'etorsfera oceanica. L'etorsfera oceanica più vecchi hanno un metà di circa 190, 200 milioni di anni. Nel momento in cui la l'etorsfera oceanica si scontra con quella continentale e, sendo più denza, scende sotto di essa e emergendosi nel mantello con un lento movimento che si chiama subducione. Con questo processo la l'etorsfera oceanica viene riciclata nel mantello. Blomualmente la nuova l'etorsfera che viene prodotto in corrispondenza delle dorsali bilancia quella vecchia che viene riciclata lungo le fosse. È un ricambio lentissimo ma continuo. Lo sfrofondamento della l'etorsfera oceanica al di sotto di quella continentale è accompagnato da terremoti. L'iposcentri di tutti questi terremoti sono distribuiti su una superficie anch'inclinata che si chiama Piano di Beignov. Questi terremoti avvengono lungo la placca in subducione. Nessuno dei l'iposcentri però è più profondo di 700 km. Questo significa che a quella profondità la l'etorsfera si mescola al mantello. Secondo la teoria della tettonica placche la l'etorsfera terrestre suddivisa in circa 20 placche rigide che scivolano una fianca all'altra, si scontrano o si separano tra loro e possono crescere o diminuire di dimensioni. I continenti, incastonati nelle placche vanno alla deriva trascinati dal loro movimento. Questo implica che uno le placche sono separate da margini, lungue quali si concentrano, come conseguenze dei movimenti, i fenomeni sismici e vulcanici, e due che il movimento delle placche causa la apertura e la chiusura dei bacini oceanici. In pratica, periodicamente, avviene la aggregazione della crosta continentale in un supercontinente destinato poi a smembrarsi. Questo siglo è chiamato il ciclo di Wilson. I margini delle placche insomma sono luoghi chiave per comprendere vulcanismo e i termoti. Guardiamo l'ora più da vicino. In particolare possiamo vedere che abbiamo tre tipi di margini di placca. I margini divergenti che corrispondono alle dorsale oceaniche, sono costruttivi o vero sono punti in cui si crea nuovo fondo oceanico, sono teatro del vulcanismo effusivo dovuto alla funzione parziale del mantelno risalita e di terremoti superficiali. Poi abbiamo i margini convergenti che sono invece margini distruttivi e corrispondono alle fosci oceaniche dove viene la subducione. In quei punti abbiamo anche vulcanismo explosivo e terremoti, terremoti che possono essere superficiali ma anche i profondi. In superficie invece abbiamo catene montuose che sono footo dell'orogenesi e archivulcanici o archiviso le vulcaniche. Infine abbiamo i margini trasformi che sono margini conservativi per cui non abbiamo ne creazione, ne distruzione di l'itospera e corrispondono alle faglie così dette trasformi, lungo le quali le placche scivolano l'uno accanto all'altra come per esempio accade nella faglia di Santa Andrea in California. Qual è allora il motore del movimento delle placche? Il motore delle placche è nei modi del mantello, costantemente mosso da complesse correnti convective. Queste correnti sono le risultate del processo di trasferimento del calore interno nella terra verso la superficie. In pratica è un processo di raffreddamento e le placche litosferiche, nei loro movimenti, rispondono agli scorrimenti del mantello sottostante. Dal mantello poi risalgono anche dei pennappi di materiale caldo, che si manifestano in superficie come vulcani isolati, i cosiddetti punti caldi. È un po' come il moto convettivo dell'acqua in una pentola sul puoco. L'acqua calda dal fondo della pentola risale in superficie raffreddandosi, poi si sposta verso i lati della pentola e scende verso il basso, dando così vita a delle vere e proprie c'è le convective. L'idea che i continenti potessero muoversi creando spazi per nove scegni e facendo mescolpari di altri, di percorre li potessi della deriva dei continenti proposta nel 1912 d'alte desco Alfred Wagner. Wagner, i potizio che 200 milioni di anni fa vari lembi di crosta continentale che ora sono separati, fossero uniti in un super continentale, il Pangaea circondato da un unico ciano, la pantalassa. Il Pangaea si sarebbe poi smembrato in più parti che si sarebbero allontanate tra loro secondo il meccanismo chiamato appunto deriva dei continenti, dando così origine alle americhe, leurasia, l'india, la Australia e Lantartide. Lo stesso vennero trovo tanti indizi a sostenere la sua idea. Per esempio i profili delle coste dell'Africa e del sudamérica che se affacciamo la tantico sembrano quasi combacare. E poi abbiamo ritrovamento di fossili di alcuni animali e piante terrestri dello stesso tipo, però più antichi di 200 milioni di anni, su diversi continenti oggi molto intonetral loro e separati da grandi occiani. Wagner però non riusci a spegare la causa della dinamica di questi movimenti. È per questo che la sua teoria vende contrastata e dovete repassare altri 50 anni, prima che nuove scoperte potessero far recuperare agli studiosi la sua geniale intuizione con le lavorazione della teoria della tetonica delle placche. La autore di questa lezione era Paolo Ballato. Maturadio è un progetto di podcast didattici per la maturità promosso dal ministero degli struzione con la collaborazione della treccani e di radio tre. Ideazione di Cristian Raimo, supervisione di Marco Mottà per Radio 3. La sigla di Maturadio è di Té O Téardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio 3.Raí.it, miur.gov.it e treccami.it. [Musica] [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. La tettonica delle placche spiega la distribuzione di vulcani e terremoti sulla Terra.
  2. I vulcani si formano in tre contesti principali
  3. I terremoti sono causati dalla rottura delle rocce lungo le faglie, con rilascio di energia elastica.
  4. La litosfera è suddivisa in placche che si muovono, con espansione dei fondali oceanici alle dorsali e subduzione nelle fosse.
  5. L’attività vulcanica e sismica sono concentrate lungo i confini delle placche.

Summary:

La lezione di Paolo Ballato spiega i fenomeni vulcanici e sismici nel quadro della tettonica delle placche. L’attività vulcanica consiste nel trasferimento di magma dall’interno alla superficie terrestre, producendo lave, piroclastiti e gas. I vulcani si distinguono in centrali, con forma a cono, e lineari, che si formano lungo fessure.

Le eruzioni possono essere effusive o esplosive, a seconda della viscosità del magma e del contenuto di gas. I terremoti sono vibrazioni causate dal rilascio di energia meccanica lungo le faglie, secondo la teoria del rimbalzo elastico. Le onde sismiche si propagano dalla zona di rottura (ipocentro) e vengono registrate dai sismografi.

La distribuzione di vulcani e terremoti non è casuale: si concentra lungo le dorsali oceaniche, dove si forma nuova litosfera, e lungo le fosse abissali, dove la litosfera oceanica sprofonda nel mantello in subduzione. Questo processo è accompagnato da terremoti superficiali e profondi. La tettonica delle placche unifica questi fenomeni, spiegando come le placche litosferiche si muovano, si creino e si riciclino, determinando la dinamica del pianeta.

FAQs

I vulcani sono aperture sulla superficie terrestre attraverso cui il magma risale dall'interno del pianeta. Si formano quando il magma, un sistema complesso di roccia fusa, gas e vapori, viene spinto verso l'alto da forze endogene.

I prodotti principali sono le lave (fluidi ad alta temperatura), le piroclastiti (frammenti di roccia di varie dimensioni) e le emissioni gassose (vapore acqueo, anidride carbonica, zolfo, cloro e azoto).

I vulcani centrali hanno forma a cono con un cratere in cima, formati da un condotto che porta il magma in superficie. I vulcani lineari si formano quando il magma esce da fessure profonde, come nelle dorsali oceaniche.

Un terremoto è una vibrazione della Terra prodotta da una rapida liberazione di energia meccanica in profondità. Secondo la teoria del rimbalzo elastico, le rocce si deformano fino a rompersi, rilasciando energia che si propaga come onde sismiche.

Le onde sismiche sono vibrazioni che si propagano attraverso la Terra durante un terremoto. Vengono registrate da sismometri, che producono sismogrammi per localizzare l'epicentro e calcolare la magnitudo.

Vulcani e terremoti si concentrano lungo le dorsali oceaniche, le fosse abissali e le catene montuose recenti a causa della tettonica delle placche, che spiega il movimento della litosfera.

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