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Brembate di Sopra, 26 novembre 2010 – Prima parte

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Brembate di Sopra, 26 novembre 2010 – Prima parte

Il testo discute l'importanza del "principio di Locardi" nella raccolta e analisi delle tracce biologiche per risolvere crimini. Si evidenzia l'evoluzione delle tecniche investigative con l'utilizzo del DNA, citando il caso dell'omicidio di Lidia Macchi come esempio di come le prove biologiche possano essere cruciali per risolvere un crimine. Si menzionano anche le sfide iniziali nell'implementare tali tecniche, come la mancanza di laboratori attrezzati. Infine, si sottolinea l'importanza del DNA nell'identificare l'assassino della Contessa al Berica Filo della Torre e come tale tecnologia abbia rivoluzionato le indagini criminali.

Transcription

5698 Words, 35447 Characters

C'è un principio da cui parte qualsiasi indagini criminali, ogni contatto lascia una traccia. Il contatto tra una persona e l'altra, o tra una persona e un luogo, comporta sempre trasferimento di materia. Non è n'importa di quanta materia si tratti, può essere molta o poca, qualcosa resta sempre. Questo significa che tra una vittima e sua aggressore ci sarà sempre uno scambio. Qualcosa della vittima resta sulla aggressore e qualcosa della aggressore resta sulla vittima. Si chiama "principio di locardi" o "principio di scambio" o ancora "principio di trasferimento". Oggi questo principi è scontato, banale. Non c'è indagine criminale che possa prescindere dalla raccolta dei reperti biologici. C'è in sostanza dalla ricerca di DNA o dalla raccolta di qualsiasi traccia di materiale, anche infinitesimale, che possa essere stata lasciata sulla scena di un crimine. Quando questo principi ho venne annunciato, all'inizio del 900, dal criminologo francese "DM" autore dei sette volumi del trattato di polizia scientifica, tutto questo però non era fatto scontato. Allora nessuno sapeva che cosa fosse il DNA. E la prima identificazione di un criminale attraverso le impronte digitali era avvenuta solo nel 1892. Era stato un polizio torgentino, Juan Bucetice, a identificare per primo nella storia l'autore di un reato grazie all'impronte dei polpastrelli. Quando Locard, inizio a parlare del suo principio del trasferimento, non esistevano nemmeno laboratori dove veniva nesaminatica daveri. L'analisi delle vittime avveniva sommariamente nei commissariati di polizia. E prima da priere un laboratorio dedicato alle indagini, fu proprio Locard, allione, in Francia, nel 1910, nel sottotetto dei palazzo di giustizia. In Italia termine DNA, acido desossieri Bonucleico, comparte per la prima volta in un'indagine di polizia giudiziaria nel caso dell'omicidio di Lidiamacchi. Una ragazza di 21 anni scomparza il 5 gennaio 1987 e il cui corpo venne ritrovato due giorni dopo, in un campo di cittiglio, in provincia di Varese. In Italia non esistevano laboratori attrezzati e quindi reperti da esaminare e su cui si pensava fosse possibile trovare il DNA dell'assassino, furono inviati a un laboratore di Abingtoni in Inglitterra. Il DNA era però troppo scarso, non sufficiente per una nannisia tendibile, quel delitto è rimasto un delitto in soluto. Con il tempo, le tecniche si sono evolute, molti vecchi fascicoli di indagini sono stati riaperdi. Nel 2011, proprio grazie al DNA, venne risolto un colchese, l'omicidio della Contessa al Berica Filo della Torre, uccisa il 10 Julio 1991 nella sua villa nel quartiere dell'olggiata, a Roma. In 20 anni, vennero indagate diverse persone, ma ai quella giusta. Nel 2011, finalmente, furono analizzate tracce biologiche, rinvenute sull'enzuolo, che era stato utilizzato per abolgiare corpo della vittima. Il DNA apparteneva a Manuel Winston Reyes, doméstico, ex dipendente della villa, confesso il delitto. Nel 2011, il DNA è stato elemento essenziale nell'indagine su un caso che ha suscitato enorme attenzione e commozione. Il DNA, in quel caso, non servì come provani confronti di una persona accusata, o almeno non solo. E non servì, nemmeno individuare una persona tra alcuni sospettati. Il DNA, in quell'indagine, servì a individuare una persona tra decine di migliaia di altre. Il caso stesso fu costruito proprio su tracce biologiche, in base al principio di rock art. E grazie a test, a cui furono sottoposte migliaia di persone, si arrivo a individuare un nome, poi un sospettato, quindi quello che secondo la giustizia era il colpevole. All'inizio questa persona, quando ancora era solo il risultato di un analisi di laboratorio, vene chiamata "Ignoto I". Ad associare Ignoto I a un nome, a una carta di identità, si arriva attraverso un percorso che molti giudicano razionale logico, fatto di passaggi conseguenziali e che altre invece considerano pieno di falle, errori e angoli oscuri. E' un dato di fatto, che questa vicenda si basa sul DNA, o meglio su analisi a test del DNA, ripetuti in laboratori diversi, e conquitte di analisi diversi che hanno dato risultati netti e hanno costituito la prova essenziale, su cui si sono fondate le sentenze. E' una prova che non si è formata durante il dibattimento, ma prima, quando ancora non c'era un sospettato, quindi un accusato e poi un processato. La difesa dell'imputato non ha mai sottoposto un test proprio, e quindi di parte quel DNA. In questa storia, quindi ha essenziale capire che cos'è il DNA, che differenza c'è tra quello minto condriale e quello nucleare, e come il DNA viene utilizzato nelle indagini criminologiche, e perché alcune perizie scientifice vengono definiti e arripetibili. Si possono fare, cioè, solo una volta, ma ci torneremo, perché prima, prima delle indagini, prima dei laboratori, c'è una storia. C'è un territorio, e c'è una vittima. Una ragazze 13 anni, che usci di casa per andare nel centro sportivo del suo paese, brembatte di sopra, in quella che viene chiamata isola Bergamasca, perché da una parte c'è il fiume adda e dall'altra il fiume brembo. 104 chilometri quadrati di territorio, 120.000 abitanti e 21 comuni, i cui nomi, in quei mesi, divenerò familiari, ponte San Pietro, ma pello, capriate, chignolo disola. All'edici a sette venti, del 26 novembre 2010, iaragambierasi usci di casa per andare al centro sportivo dove si allenava regolarmente, faceva ginaste carittimica. Restone, il centro sportivo finale 1840, vanno il padre di una sua mica, l'anchorciò, all'uscita della palestra, poi di lei non si seppe più nulla per molte settimane. L'indagine su sequestra e l'omicidio di iaragambierasi è stato l'indagine lunga e complessa, dorata anni. Molto spesso, tutto sembrava fermo. In tanti pensarono un caso irrisso al dibile. Ci furono i sospetti su chi non c'entrava nulla e le polemi che tra i sponenti politici e la procura di Bergamasca. L'attenzione e la pressione furono nei normi, anche da parte della politica, tanto che quando si arrivo a individuare un sospettato, la loro amministra dell'interno Angelino Alfano scrisse su Twitter individuato l'assassino di Lara, annullando al riservo che la procura aveva chiesto di mantenere e soprattutto dimenticando da ministro della repubblica una regola elementare. E cioè che nessuno colpevole fino al terzo grado di giudizio. Io mi chiamo Stefano Nazzi, faccio giornalista da tanti anni e nel corso della mia carriera mi sono occupato di tante storie come questa. Quelle che nel tempo di sono diventate familiari e altre che potreste non aver mai sentito nominare. Storie di cronica, di cronacanera, di cronaca giudiziaria. Il podcast che state ascoltando, sentito la indagine. Vi racconterò ogni mese, una volta al mese, una di queste storie, tentando di mostrare non tanto il fatto di cronaca inser, il delito inser. Bezì tutto quello che è successo dopo, il modo in cui si è cercato di ricostruire la verità. L'indagine di giudiziare i processi, con le loro iniziative, le loro intuizioni e le loro errori. Il modo in cui le indagini hanno influenzato la reazione dei media della società. Il modo in cui le media della società hanno influenzato le indagini. Iare Gambierasio habitava in una villetta in viarampinelli, abbrembate di sopra, con il padre furvio geometra, la madre maura, maestra d'asilo, la sorella Keiba i due fratelli, nata nei joele. Frequentava la scola media Maria Regina Bergamo, in un istituto di soreosoline, di San Giorolamo in Somasca. Venerdì 26 novembre aveva fatto i compiti, alle 17 venti era uscita di casa per portare uno stereo al centro sportivo e consegnarlo all'estruttrici di ginastica ritmica, serviva per una gara che si sarebbe svolta domenica. Da casa al centro sportivo sono 8 minuti a piedi, non di più, alle 1730 iare Gambierasio era in palestra. Un quattro d'ora dopo le 1745, il telefono cellulare di un uomo, di 42 anni, un muratore, viene agganciato dalla cella telefónica di mappello, un paese che dista 15 chilometri da abbrembate. È una cella telefónica che serve una zona ampia e arriva fino a abbrembate. Questo particolare non significa nulla in quel momento, e non significa nulla per molti mesi. Molte miliardi di telefono cellulare saranno stati agganciati da quella cella telefónica in quei minuti. Comunque, è l'ultima attività registratta dal telefono di quel uomo, poi il suo telefono resta in attivo fino alla mattina successiva. Saranno elementi considerati molto importanti in una seconda fase dell'indagine. Alle 1840, come detto, iare Gambierasio viene vista uscire dalla palestra. Alle 1844 risponde all'SNS di una mica. Alle 1849 riceve un ultimo SNS a cui non risponde, poi più nulla. Alle 19, la madre inizia a telefonarle, il cellulare suonavoto. 3/4 d'ora dopo ma in palestra, lì la figlia non c'è. Ma ora panarese, avverte in marito, Fulvio Gambierasia. Alle 20 e 30, Fulvio Gambierasio va dai carabinieri di ponte San Pietro, che chiedono alla centrale di Bergamo di localizzare cellulare della ragazza. Vieni attivato il sistema di localizzazione dei telefoni cellulari. Questo sistema, che oggi non viene più utilizzato, sabilì che il telefono era cise, si trovava in un'area tra monze novara, praticamente una regione. Poi su un mandato del magistrato, la vova da fond forne indicazioni più precise. Il telefono di Iara Gambierasio si era spenta alle 1855. E l'ultima cella "ganciata" era quella di viaruggeri, abbrembate. La mattina dopo iniziarono le ricerche. Ancora Crona, che ha una ragazza di 13 anni, è scomparsa da venerdì in provincia di Bergamo. Iara Gambierasio 13 anni sembra sparita nel nulla. E ricerche proseguono al senso sosta da le 1830 di venerdì pomeriggio, quando l'odele scente è stata vista per l'ultima volta al palattetto dello sport del Paese, che si trova a 700 metri da casa. Vengono coinvolte le forze dell'ordine e la polizia locale. Ma anche moltissimi volontari si cerca in tutta la zona. Un ragazzo dice di aver visto iara parlare con due tipi strani, il pomeriggio di venerdì, che era noccesi da una Citroen. Vengono interrogati tutti coloro che si trovavano in palestra tale 1730 e 19. L'interrogatorio del custode dura più a lungo, qualcuno tra l'investigiatore pensa di aver notato qualche tentenamento. Nucle di son mozzatore ispezione nel lago blu delle ghiaghe di bonate di sopra, a 6 km d'abbrembate. Si cerca a torno a centrosportivo, poi manmane a raggio di ricerca sia ampria sempre di più. A essere incaricata delle indagini, è una pubblico ministero che diventerà molto nota negli anni successivi. Si chiama "letizia rogeri", verrà anche molto criticata. Una sessore regionale della Lega da Nile Bellotti, nel pieno delle indagini, invierà una lettera d'altri amministratore Lombardi, invitabili a firmare una ricchesta finché la pubblico ministero vini se sostituita, o qualmeno le venisse affiancato un magistrato di maggiore esperienza. In quella lettera, però, scrisa anche frasi offensive nei confronti della magistrada. "letizia rogeri" lo cuerelo. La cuorella fu cuore iterata a Nido, ma dopo l'escuse è orizzarciimento da parte di Bellotti. Ma torniamo al 27 novembre 2010. Così vincenzo ricciarde, ex questo re di Bergam, ricorda quei giorni. Era la classica scomparsa di una minore. I fatti ci prevene la segnalazione da parte dell'arma dei garabinieri, da parte della stazione di Bonde San Pietro, una zona particolarmente isolata, poco illuminata e senza telecamera di video sorveglianza. Non c'era una telefonata, un messaggio, un qualcosa po' che potesse far pensare appunto a un suo capriccio, a un qualcosa che la facesse stare male. Ricordò Giuliano Ubbiale, giornalista di Corriere della Sera in un programma di Crane Investigation. Il fratellino dice che Yara era intimorita da un signore, un signore con una macchina lunga, che la guardava. Abbrembate di sopra, come accade sempre, sono arrivati giornaliste e mezi televisivi. Retirai e media set entrano in competizione per avere qualsiasi intervista, qualsiasi testimonianza, anche la più influente. La strada che porta alla casa di Gambirasio viene chiusa dai garabinieri. La zona di brembate sono arrivata, fin da giorno successiva la scomparsa, le unitaci nophile. Vengono chiamate Kenaine, scritto "cappa nove", termina americano che ha salmiglia nella pronuncia Kenaine, canino. Vengono utilizzati, cani specializzati nel mentreling, letteralmente in seguendo un uomo. Cani che ricevono imputo effattivi specifici della persona scomparsa e poi seguono con l'odore. I cane spiegano gli struttori, poi cercare un odore primario, prodotto a livello molecolare, o secondario, determinato da ciò che mangiamo, ed ai dio d'oranti che utilizziamo, o anche un odore terziario, determinato dall'ambiente che ci circonda. Ma nella zona di brembate arrivano anche quelli che vengono chiamati cani molecolari. Tutti cani sono in realtà molecolari, cioè sono in grado di ricepire ogni singola molecola odorosa, perché hanno un ottimo al fatto. Cani molecolare è una definizione che significa poco. I cani per la ricerca di cadavere sono i cosiddetti cani AKRD, Human Remains Detection. Sono a destrate, come spiega l'istruttore Mirko Uarnieri, a individuare centinaia di odori della morte, che variano nel tempo. In Italia cani specializzati in queste ricerche sono poche, il problema è la distramento. Dice Uarnieri, non si può avere accessi corpi perché si tratta per la legge di vilipendio di cadavere. A meno di non essere un'università di medicina, un istituto di ricerca, è impossibile avere il materiale che serve per adestrare cani AKRD. I cani AKRD, utilizzati nel territorio dell'isola Berga Masca, si concentrano attorno a un cantiere di le di mappello, dove in corso la realizzazione di un centro commerciale. Si cerca dappertutto, ma senza nessun risultato. Il 3 dicembre 2010, l'inqueerenti interrogano un piastre lista di origini marocchine che risede a Monte Belluna, ma lavorano nella zona. Si chiama Moa Mede Fichri. Viene ascoltato, come gli altri, che erano a lavoro nel cantiere il giorno della scomparsa della ragazza. Fichri, dici all'inqueerenti che il giorno dopo, il 4 dicembre, si embarcarà a Genova per andare in Marocco dalla sua famiglia. Lo dici tranquillamente, domani parte. O il billietto della nave. Il 4 dicembre, due motovedette dei carabinieri, lasciano veloci Genova e raggiungono la nave che salpata dal porto qualche ora prima, direttà tangeri. I carabinieri salgono a bordo, si fanno a compagnare dagli ufficiali della nave. Buongiorno, Elemmo a Mede Fichri, deve venire con noi. Così il TG-5 raccontò l'arresto. E la notte del 4 dicembre del 2010. Il traghetto bercane della Comanav è salpato da Genova e si sta dirigendo a tangeri in Marocco. L'imbarcazione viene affiancata da una motovedeta della capitane ria di porto. A bordo, ci sono i carabinieri che hanno un ordine di cattura per Moama e Fichri, il manovale Marocchino, sospettato di aver ucciso i ara. Lo cercano sul traghetto, alla fine lo trovano. E prima di poterla a terra, vanno a cacciare la sua auto, l'avoro non facile. Visto che a bordo, ci sono centinaie e centinaie di mezzi. Con l'aiuto delle equipaggi, ci riesco. Fichri viene portato a Genova, poi in autofina Bergamo. Il suo telefono è stato posto sotto intercettazione. Così come tutti cellulari delle persone che erano a lavora nel cantiere di mappello, il 26 novembre. In particolare è stata isolata una conversazione. Meglio una frase che sarebbe stata detta da Fichri, il giorno prima della arresto. Alle 1907, di venerdì 3 dicembre, ha appena uscito dall'interrogatorio, che è stato sotto posto dai carabinieri. Il piassa dell'ista Marocchino, avrebbe detto, secondo la traduzione che di quella frase è stata fatta. Alla, perdonami, non l'ho uccisa io. Fichri non viene detto perché lo stanno portando a Bergamo. In un'intervista un anno dopo racconterà che gli hanno detto "confessa". Benozzo ha detto che sei stato tu. Roberto Benozzo è suo datore di lavoro al cantiere. Non è vero. Benozzo non ha mai detto nulla di simile. Anzi sarà proprio lui a spiegare all'inquerenti che Fichri ha un alibi certo. Loro due ha nascenato insieme le 19, quel giorno. E poi hanno lavorato in cantiere tutta la notte. Domenica 5 dicembre, settie televisioni annunciano l'arresto di Fichri. Alcuni, con una nottevole improdenza, titolano, ha restato la sassino di Lara. Un super scuro frena davanti ai giornalisti che estazioniano vicino a viarampinelli, aprembate di sopra. Cendo nuomo, mostra a tutti un cartello. Vi hai marocchini dall'Italia. Non è il solo. Sui muri dell'iso la Bergamasca compaiono quel giorno le scritte con tre migranti. Non sei sa che abbia tradotto quella frase. Il fatto è però che è completamente sballata. Fichri non ha mai detto "allà perdona mi non l'ho uccisa io". Stava imprecando perché dall'altra parte la persona che lui stava chiamando non rispondeva il telefono. La frase viene fatta sentire a sei traduttori diversi, tutti confermano. Di Rafficri, intervistato dalla trasmissione chi la visto. Questo interviti che ha traduto questa parola, secondo me obbriaku, uno sa, non sa più, proprio fare il suo lavoro. L'une di 16 dicembre muame di Fichri viene rilasciato. La padagna titola, ma carrazza di giustizia, brembate, caso ghiara, verso la scarcerazione del marocchino in fuga. Fichri restara comunque indagato fino al 2013, solo allora la sua posizione verrà archiviata. Dal 2011, al 2013, ogni volta che veniva sottolineato da parte dei giornali che l'indagini erano un puto morto, che non si facemano passi avanti. Qualcuno, sulle stesse giornali, tirava nuovamente fuori il nome di Fichri. Qualcuno continuava a sostenere. La sassino ce l'abbiamo già, basta arressarlo di nuovo. Nell' ottobre 2014, muame di Fichri ha ricevuto 9.000 euro di risarcimento per ingiusta detenzione. A brembate, arrivano gli agenti del reparto Prevenzione Crimine ed eservizio centrale operativo, lo sco della polizia. Lavorano che rincarabinieri derracis raggruppamenti in investigazioni scientifici, derros, reparto operativo speciale e derreparto analisi criminologiche. Investigatori in borghese prendono ogni mattino lo stesso pulma anche gli aragambi rasio prendeva per andare a scuola a Bergamo. I genitori vengono interregati nuovamente e si valutano centinaia di segnalazioni. Il ragazzo che aveva detto di aver visto gli aragambi rasio parlare con due sconosciuti, viene convocata in caserma, lo denunciano per procurato all'arme. Lesame dei suoi spostamenti verificati tramite le celle telefoniche, a escluso che si trovasse nel punto dove aveva detto di aver visto gli aragambi. Qualcuno parla ai carabinieri di un uomo che avrebbe dato fassido a qualche ragazza. Dicono che vivano il villaggio a ricrigina di chignolo disola. È una comunità perfettamente integrata che si trova nel paese da molti anni. È una pista che non porterà a nulla. Alcuni siti raccolgono a testimonianze di che dice di aver visto la ragazza nei giorni successivi. Una mene di inviata all'ecco di Bergamo parla di un furgoncino bianco con a bordo un gruppo di trentenni che emola estami in orenni, in tanto si cerca dappertutto. Bien utilizzate il georadare, uno strumento che invia in pulsi elettromagnetici e rileva se incontro stacoli nel sottosuolo. In questo caso l'impulsi possono segnalare se c'è un corpo seporto. All'ecco di Bergamo arriva anche un cartoncino nero con incollate lettere colorate e ritagliate. Iara è nel cantiere di mappello, o paura. Si cerca ancora nel cantiere, ma ormai è stato setacciato ovunque. Si indaga su eventuali inimicizie della famiglia, su possibile collegamenti con l'attività del padre che lavorano nel campo delle delizia per una ditta che si occupa di coperture per costruzioni. Vengono guardati più volte tutti i filmati delle esibizioni di ginastiche a cui ha apertecipato la ragazza. Per vedere se si nota un volto ricorrente e magari sconosciuto. Se c'è qualche atteggiamento strano, in suma qualsiasi cosa, niente e ancora niente. Dopo 36 giorni, i genitori della ragazza compaiano davanti alle telecamere. L'anciano un appello, che diama coloro che tengono iara di rispolverare nella coscienza un sentimento di amore e dopo averla guardata negli occhi, le aprano quella porta o quel cancello che la separa dalla sua libertà. Poco prima di Natale, fuori dalla palestra, viene peso uno strecione. Chiunque siate, siamo natale, fateci la trovare. Lo torgono ai primi di gennaio. ai balconi vengono a pese l'insuola con la scritta, iara torna presto, ti aspettiamo. L'interrogatori continuano, l'investigatore ripetano sempre a stessa frase. Non tralasciamo nessuna pista. Di solito significa che non c'è davvero una pista da seguire. Dice Izaia Invernizi, journalista del post, a quell'epoca cronista Bergamo che ha seguito tutta la fase delle ricerche di Iara Gambirasio. Ogni giorno veniva lanciata una nuova pista e veniva venduta come la pista giusta. Noi giornalisti eravamo sbaglottati da un vogo all'altero. A seconda delle segnalazioni c'erano il cantiere del centro commerciale di Mapello, le cacchine della zona, i campi attorno, una villa chiamata a Villa Mapelli. I vigili del foco si calavano in pozi e, adiotura, svuotarono un bacino artificiale. Un giorno a Brembate si presentò anche una ve gente che diceva di sentire profumo di rose quando indicava su una carattina il paese di sotto il monte, paese inatale di Papa Giovanni 20 terrasimo, a 9 chilometri di distanza da Brembate sopra. Quando i carabinieri chiamarono per la quarta volta 11 annovenne che sia evidentemente inventato di aver visto gli ava, discutere con due uomini, si capicché tra le forze dell'ordine non solo, non c'era una vera pista, ma soprattutto che c'era grandissima confusione. La pressione in tanto è enorme. A Brembate, in mezi delle televisioni, hanno occupato un parche giovicino la paesta. I sindaco a gennaio, invita ai giornalisti ad abbandonare il solo pubblico occupato. Poi amete un'ordinanza per vietare di effettuare di prese fotografico filmiche, presso le strutture pubbliche o sportive di proprietà comunale. Per chi non rispetta l'ordinanza e previssa una multa di 500 euro. In tanto le ricerche continuano, però è nevicato e tutto più difficile. Le auto cisterne dei vigili del fuoco sparano acqua per provare a sciogliere la nevi. A Brembate arrivano il ministro dell'interno Roberto Maroni e il capo della polizia, Antonio Manganelli. In quest'ore di Bergamo, vi incenzo ricciardi, dice "Noi lavoriamo perché vogliamo riportare a casa Iara e con un pizzico di fortuna ci riuscirevo, ma la fortuna non c'entra nulla. O forse semplicemente, in quei giorni non c'è". Trovano il corpo di Iara Gambirasio, il 26 ebraio 2011, tre mesi dopo la sua scomparsa. E in un campo, vicino al Paese di Chignolo Disona, 3700 habitanti. Mappello e a 7 km. Brembate di sopra 11, Bergamo a 15. Un signore di 48 anni, ilario scotti, appassionato di Aereo Modellismo, poco dopo pranzo va in un campo per provare a far volare un suo nuovo prototipo. In quel posto c'è già stato altre volte, ci va durante il fine settimana perché in i giorni feriali da quelle parti c'è un'grandia vai di camion. Il campo è vasto, intorno non ci sono palazze. Un certo punto è suomodellino cade, scotti va riprendello. In mezzo alle serpaglie vede una massa scuora, li sembrano degli stracci buttati le. Si avvicina, arriva due metri di distanza, non sono stracci. Che a me il numero delle emergenze, li passano la questura di Berga. Ecco cosa raccontò scotti, la trasmissione, chi da visto. Io lo guardate a solito le volte, lo guardate perché poi non sono più riuscito a guardarla con un occhio diverso. La prima per vedere per capire che cos'era, la seconda per rendermene conto la terza volta, quando avevo chiamato il 113 che me vanno chiesto di taglio una descrizione. E poi non ho più guardata. Prima domanda le scarpe, e quando non domanda che mi manca la impresa, si aveva le scarpe. Io detto, si scarpe del tennis, da tennis normali, che colore, nere, bianche, pantaloni. Sì, sono scuri, giubotto, penso che si è rascuro. E poi la domanda che l'altra domanda ho detto, se aveva una scarpa, ne li ho detto, si, una scarpa, ma l'acciata al collo. Da quel momento io ho capito che era qualcosa di da la agitazione che sentiva la trappa del telefono. Stia lì non si muova, arriviamo subito. Quell dubbio che mi ha lasciato è sempre quello, perché io, se con tutta la gente che ha andato in quel campo, che ha fatto queste ricerche, tutto quello che poteva essersi, perché io. Arrivano due auto della polizia, non ci sono molti dubbi. La zona viene recintata, il campo ha ridosto della zona industriale di Chignolo di Isola, al confine con il comune di Madonna, diventa scena del crimine. A tre mesi della sua scomparza è stato ritrovato in un campo a pochi chilometri da Brembate, il corpo della 13.000 iarra Gambiraso è stato scoperto da nuomo che, per caso, si trovava in quella zona. Una zona di campanile presse di Chignolo di Isola. Il sopra luogo che viene fatto sulla scena del crimine è l'inizio dell'indagine. Da una parte c'è l'emozione, il dolore, l'angoscia. Le breche in newsa sui siti e sui canali televisivi, i giornalisti che si precipitano, i curiosi. E soprattutto la notizia che viene data la famiglia. Da l'altra parte c'è ciò che accande sulla scena del crimine, che deve essere freddo, rigoroso, seguire protocolli severi. L'emozione c'è, c'è il dolore, c'è anche la rabbia, ma deve essere tutto accantonato. Ogni singolo passaggio deve essere condotto in maniera oggettive e asettica, senza che per quanto possa essere difficile. Nulla condizione la descrizione, che deve essere scientifica, di ciò che sia davanti. Innanzitutto viene delimitato un perimetro che deve essere totalmente isolato per evitare qualsiasi forma di inquinamento. Nel caso in cui la scena del crimine sia all'aperto, vengono delimitate due zone, una rossa, dovera chiusa la scena. E una rancione, dove si muovono l'investigatori, immagistrato, i tecnici, per coordinarsi tra loro. La scena va, come si dice, congelata, in fretta, perché può cambiare, soprattutto se all'aperto. Il cosiddetto fascicolo del sopralluogo è costituito da tre parti, rilievi descrittivi, rilievi fotografici e rilievi planimetrici. La parte descriativa deve essere oggettiva, senza alcun elemento di valutazione. Ogni cosa va descritta nei particolari, è quello che viene definito ritratto parlato del sopralluogo. Un documento che consente, a chi lo legge senza essere stato sul posto, di avere una rappresentazione esatta dell'ambiente del suo contenuto. Anche a distanza di anni, chi leggerà quel documento dovrà poter rievocare nei minimi particolari le condizioni ambientali del momento in cui avvenne sopralluogo. C'è un protocollo, riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, che prevede l'osservazione e la descrizione, dal generale al particolare, da destra verso sinistra, dal basso verso l'alto, dall'avanti all'indietro. Per i rilievi fotografici, si procede partendo da fotografie panorami che dell'ambiente, per poi scendere nei particolari che vengono fotografati dopo che lateralmente è stata posta una stricetta metrica. Per una valutazione successive esatta, delle dimensioni e delle proporzioni. L'apparecchio fotogratico deve essere sempre posto per pendicolarmente alla zona da fotografare. Contemporanemente viene realizzato un video che sarà essenziale poi per dare un sensologico le fotografie scattate. Per il rilievo planimetrico si utilizza la tecnica della trilaterazione. Si collegano idealmente dei punti nel terreno per determinare le coordinate. Poi c'è la ricerca e la cata allogazione dei reperti. Viene effettuata sulla scena di crimine seguendo i cosiddetti pattern, cioè schemi. Vengono poste linea immaginaria e si procede con l'entezza passo dopo passo osservando tutto con essere macchora tezza. I pattern può essere lineare, cioè si seguono linea da un lato all'altro della scena. O a reticolo grid, cioè da oves verso a est e da nord verso sur. O ancora zona dell'initando la scena dei crimine in diversi quadrati. O in fine aragi o aspirale, cioè a cerchi concentrici. E il pattern utilizzato solitamente nelle spazie che non hanno riferimento, come una superficie d'acqua. Ogni oggetto repertato viene inserito in contenitori armetici. Per i reperti biologici vengono utilizzate provette o piastra chiuse per evitare contaminazioni. I contenitori viene poi inserito in una busta chiamata paperbindle, che viene sigillata e viene firmata da che è effettuato la raccola. Un etiché riporta le caratteristiche del reperto e dei codici utili alla catalogazione. Il luogo della raccorta, il nome di chi la raccorta, il genere. E la prima fase della cosiddetta "Cena of Castody" o "Catena di custodia". C'è un registro che da quel momento in poi terrà conto di tutti i passaggi seguiti da una prova. Ogni passaggio di mano della busta che sarà sigillata come un nastro che ne dovrà garantire l'integrità, verrà compilato un campo di registro della catena di custodia. Anche se il passaggio di mano sarà breve, di pochi minuti, quel passaggio dovrà essere registrato, catalogato. Deve sempre essere così, o almeno dovrebbe. A chi n'ho lo disola, arrivano gli esperti dell'Abanof di Milano, il laboratorio di antropologia forense delle università dell'istuto di Milano, diretto da Cristina Cattaneo, la medica legale più nota d'Italia. Sarà lei poi a esaminare il corpo di Lara Gambierasio. All'23, del 26 febbraio 2011, il corpo viene portato via dal campo di chi n'ho lo disola. Il giorno dopo, il procuratore ha aggiunto massimo meroni, che in quei mesi era capo della procura di Bergamo, tenne una conferenza stampa. La prima domanda dei giornalisti è "Iara, poterai essere trovata prima". E' qualcuno di voi è passato da quelli parti? Si, c'è qualcuno che è passato da quello che vede. E d'avete vista? No, non visto le ricette. Come stai dormendo? A proposito dei dati che avete accettato in grado, è stato possibile accettare dove è stata prelevata Sara, in che punto. Non so. Non so, lei che ne pensa? Io lo chiedo lei, non lo so. E' quello che penso io. Non ci sono elementi ne perdire che la aggressore sia una persona sola, ne perdire che sono più persone. In teoria, inastrato, però credo che è una cosa che potete pensare che voi è più facile pensare che gli aggressori, l'agressione viene meglio se si è in più di uno, no? Non so, però è proprio che cosa risponderà questa domanda. Non lo so. Non lo so. Dopo tre mesi di indaccia in una condizia. Per respirare che si riesca almeno stabilire la causa della morte. Per tre mesi si è girato praticamente a vuoto, mentre il corpo di Yara Gambirasio era poche centinaia di metri dal centro di coordinamento delle ricerche. Per questo molti servizi televisivi di quelle ore, il potizzano che la ragazza sia stata assassinata al prove e poi portata nel campo di chignolo d'isola. Secondo l'autopsia, però non è così, il corpo di Yara Gambirasio è sempre rimasto in quel campo. Su questo, Cristina Catanio e gli operatori dell'Abanof hanno avuto mai dubbi, ma sarà un punto molto contestato dalla difesa, che farà invece altre valutazioni. La pubblico ministero, le tizia ruggieri, va a acquisire tutti i video delle telecamere della zona. A chignolo d'isola, poco lontano dal campo, c'è una discoteca, si chiama "sabbie mobili", si parte da lei. Se per tre mesi non si arrivati a nulla, adesso inizia di fatto una nuova indagine e sarà un indagine imponente. Il fascicolo aperto, contra i notti, cambia i potesi di reato, ha se questo di persona si aggiunge l'Umicidio, sarà un indagine dai numeri impressionanti. La giornalista le sandragavazzi, inviate a brembate di sopra, ricorda alcuni numeri. Foro non ho ascoltati 4.300 testimonii, analizzati 20.770 profiri genetici e analizzate 120.000 utenze telefoniche. È vero che i numeri non sono tutto, però si tratta di un indagine che non ha uguali in Italia e probabilmente anche in Europa e viene studiata all'estero. Dai video delle telecamera, il lungo e percorso tra brembate di sopra chignolo disola, si tenta di astrare inumere di targa dei veicoli che hanno percorso quel tragitto nelle ore successive alla scomparsa di Lara Gambirasi. Se ascoltano decine di persone che vivono nei pressi del campo di chignolo disola, è un lavoro difficile, estenuante. Così come il lungo è difficile incrociare tutti i dati delle utenze telefoniche agganciate il 26 novembre nella zona. Lo ricordò in una fase fondamentale dell'indagine. La pubblica ministera le tizia ruggieri. Nessuna delle strade che abbiamo percorso e mi è stata abandonata sono state sempre perseguite tutte parallellamente. 120.000 contatti telefonici e quindi su questi 120.000 contatti noi abbiamo provato a fare i vari intrecci. Abbiamo provato a prima eliminare i residenti, perché la presenza si giustificava perché i residenti. Poi invece abbiamo provato a vedere chi di residenti era presente lì, poi non era più presente nei giorni successivi. Poi abbiamo fatto il contrario. E' stato molto faticoso in assenza di altro. In presenza ricorderete alcuni testi che si erano proposti inizialmente che vanno detto di avere visto in via rampinelli, passeggiare ai due uomini che confabulavano tra di loro. Ne abbiamo avuto tante disegnalazioni e tutte, tutte, tutte sono state valutate. Ma è soprattutto dalle indagini che si stanno compiendo al labano di Milano che si attendono indicazioni. Arrivano dopo alcune settimane. Secondo la medica legale Cristina Catanio, Iara Gambirasi è morta il giorno della sua scomparsa e dei mortali a Chignolo di Isola, dove, dopo tre mesi, il suo corpo è stato ritrovato. Su di lei ci sono alcune ferite, fatti con un taglierino o un coltello, nessuna di quelle ferite mortali. Iara Gambirasi è stata lasciata nel campo che era ancora viva, verita in capace di muoversi, probabilmente incoscente, e morta tra le ultime ore dei 26 novembre e le prime del 27 novembre 2010. La causa finale del decesso è stata lì potermia, parlando con la pubblico ministero, le tizia ruggieri, Cristina Catanio da un indicazione fondamentale. Cercate nel mondo delle di Lezia. Avete ascoltato la prima parte della nuova storia di Indagini, sullo homicidio di Iara Gambirasi, il 26 novembre 2010, aprembate di Sopra, in provincia di Bergamo. Trovate già la seconda parte sul lap del post, e su tutte le principali piattaforme di podcast. Questo podcast ha anche fare con il giornalismo in due modi. C'è il lavoro giornalistico che serve per ricostruere una storia, capirla, e raccontarla nel modo più giusto possibile. E poi c'è il giornalismo che entra nelle storie, che è l'influenza, che cambia il modo in cui tutte noi le conosciamo e le ricordiamo. Capire come una storia venera contata dai giornali spesso, aiuta a capire meglio la storia stessa, capire come funziona nei giornali, con che logiche e con che priorità, aiuta a capire meglio la realtà che ci raccontano ogni giorno. Dal 24 gennaio, cominciano a nuova edizione delle 10 lezione del post sul giornalismo, due incontri alla settimana, per due mesi, per imparare e capire meglio il giornalismo e il modo in cui lo facciamo al post. Si parlerà di scrittura, di titoli, di foto, di social network, insieme al Luca Sofri, Francesco Costa e alla redazione del post. Il ci sarò anche io, con una lezione sulla crona canera e sulla crona che giudiziare. Trovate altre informazioni sul sito del post. Indagini è un podcast del post, scritto era contato, da stai fanno nazi.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Introduzione del "principio di Locardi" riguardante lo scambio di tracce tra vittima e aggressore.
  2. Evoluzione delle tecniche investigative con l'utilizzo del DNA in casi giudiziari.
  3. Caso specifico dell'omicidio di Lidia Macchi e l'importanza del DNA nella risoluzione del crimine.

Summary:

Il testo discute l'importanza del "principio di Locardi" nella raccolta e analisi delle tracce biologiche per risolvere crimini. Si evidenzia l'evoluzione delle tecniche investigative con l'utilizzo del DNA, citando il caso dell'omicidio di Lidia Macchi come esempio di come le prove biologiche possano essere cruciali per risolvere un crimine. Si menzionano anche le sfide iniziali nell'implementare tali tecniche, come la mancanza di laboratori attrezzati.

Infine, si sottolinea l'importanza del DNA nell'identificare l'assassino della Contessa al Berica Filo della Torre e come tale tecnologia abbia rivoluzionato le indagini criminali.

FAQs

Il principio di Locardi afferma che ogni contatto lascia una traccia, implicando uno scambio di materia tra persone o tra persone e luoghi.

La raccolta dei reperti biologici è essenziale in ogni indagine criminale per trovare tracce di materiale che può essere stato lasciato sulla scena di un crimine.

La prima identificazione di un criminale attraverso le impronte digitali è avvenuta nel 1892 da parte di Juan Vucetich, un poliziotto argentino.

La prima indagine di polizia giudiziaria in Italia che ha coinvolto il DNA è stata nel caso dell'omicidio di Lidia Macchi.

L'omicidio della Contessa al Berica Filo della Torre è stato risolto nel 2011 grazie al DNA, che ha permesso di identificare il colpevole attraverso tracce biologiche trovate sull'arma del delitto.

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