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Beatrice Grannò

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Beatrice Grannò

Nell’intervista, Beatrice Grano condivide riflessioni profonde e aneddoti personali. Il tema centrale è la metafora dell’“angolo”: secondo lei, nessuno può metterti in un angolo se non ti senti a tuo agio, e anzi, l’angolo può diventare uno spazio sicuro da cui attrarre le persone. Racconta la sua formazione in Essex, dove per quasi quattro anni ha frequentato un’accademia di recitazione immersiva, incluso un intenso progetto sul conflitto in Bosnia. La top 5 delle sue passioni, stilata con Federica, vede al primo posto i pattini a rotelle, simbolo di libertà e disciplina sportiva (aveva fatto gare agonistiche). Seguono caffellatte, Essex, ukulele e fiction. L’ukulele, spiega, le ha permesso di superare la rigidità del pianoforte e trovare un linguaggio musicale più diretto. Beatrice ricorda con affetto la fiction “Il capitano Maria”, che segnò il suo debutto televisivo in Italia. Sul piano artistico, ammira Norah Jones, Emma Stone e Marion Cotillard per la loro autenticità espressiva. Alla domanda “cosa fai quando nessuno ti guarda?”, risponde: “niente”, sottolineando l’importanza di concedersi momenti di vuoto. Infine, sul dove vorrebbe vivere, non ha una risposta univoca, ma cita Londra, Parigi e Roma, rivelando una natura nomade e curiosa.

Transcription

5818 Words, 31264 Characters

Italian
Voce 1 Bentornati e Bentornati a babe, io sono Nicole Rossi. Voce 2 E io sono Federica e zacchia, ci troviamo qui nel meta studio che Nicole tu conosci. Voce 1 Benissimo, certo, perché io qui per no name prima ci giravo fil rouge, tu lo vedevi. Voce 2 Io ero prima, fanculo. Voce 1 Ecco perché ti ho scelta alla fine. Perché ti ho scelta io, eri saputo? Chissà se anche la nostra ospite di oggi sentiva fil rouge, gliela. Voce 2 Possiamo chiedere, quindi diamo il benvenuto? Voce 1 A Beatrice grano. Voce 2 Sono molto felice anche. Voce 3 Io, Ciao ragazze. Voce 1 Lo ascoltavi fil rouge? No, no, eh, questa mail ed è. Voce 2 Il motivo per cui la salutiamo? Voce 3 È un bacio. Dov'è cala? Lo sapevo, è l'ultima cosa che non so. Voce 1 No, però devi sapere che infero c'è la prima domanda, era il tuo film del cuore? Invece nel caso di base, se ti sei mai sentita messa in un angolo? Voce 3 Ok, vabbè, la risposta ovviamente è sì, però penso anche questo che secondo me nessuno mette veramente in un angolo qualcuno che non ci sta comodo. Nell'angolo non so come dire, cioè secondo me le persone. Le persone vengono messe in un angolo da persone che sanno. Voce 1 Ci arriveremo. Voce 3 Che sanno che con le persone per in quel momento ci stanno comode. Voce 1 Certo, quando stiamo comodi nel disco. Voce 3 Esatto, no, quando devi uscirne? Sì. E poi diciamo, stare nell'angolo, anche nella speranza di dire adesso arriverà qualcuno che mi dice, Ehi tu, vieni qui alla doccia? La. Voce 2 Parte bella dell'angolo e poi quando trovi. Voce 3 Sì, ma nessuno poi te lo conosce mai. Perché poi ha ragione, devi fare da solo. E quindi tu devi essere tu che vai e ti metti là, no? Quindi uno può passare una vita nella speranza che qualcuno possa. Metterti alla luce. Però guarda, io comunque penso che insomma sto dicendo delle cose profondissime, che comunque è anche positivo avere il tuo la tua dimensione no lì e poi creare il tuo spazio. Poi chi vuole viene nel tuo angolo. Voce 1 Quando sei pronto esci. Voce 3 Quando sei pronto esci. Voce 1 C'era una bella casa nell'Angoletto, è vero, perché poi lo raccontiamo sempre triste e logubre in realtà questo angolo, se poi te lo. Voce 3 Fai tu, diventa. Voce 1 Diventa azzera, che poi è una. Voce 3 È una tecnica in realtà che diciamo vorrei condividere di quando sei nelle situazioni sociali dove devi fare un po di relation, devi se ti metti lì, tipo mina vagante a cercare le attenzioni e le cose. Non concludi niente, invece trovi il tuo angolo e ti piazzi là, fermo, poi le persone vengono da te. Voce 1 E questo, ragazzi, se lo dice Beatrice granò direi che ce lo segniamo e ce lo. Voce 3 Portiamo. Voce 2 Io stasera mi vado a mettere in un'altro e vediamo poi che succede. Voce 3 Però tu ti metti il il tuo bicchiere di vino lì e vedrai che le persone. Voce 1 Arrivano che i fari arriveranno da te. Voce 2 Allora io sono andata un pochino a ricercare delle cose che possono. Essere ricollegate a te in qualche modo le cose che ti piacciono delle tue passioni. Un po sparse. Ti chiedo di mettermele adesso te le dirò una alla volta e ti chiedo di mettermelo da uno a 5 in una lista alla cieca, perché te lo dico. Voce 3 Una cosa? Voce 2 OK, partiamo con la prima smatita che ti interrogo allora la prima effx. Voce 3 Wow, ammazzato. Voce 2 Innanzitutto nel sud, nel senso che dici, che cosa? Voce 3 Come fai a sapere queste cose? Voce 2 Amica mia, noi andiamo a pettinare le bambole. Voce 3 No, ma io sono senza parole perché tutti pensano che io ho fatto l'università, cioè la scuola di recitazione a Londra. In realtà l'ho fatta in Essex, che è la zona proprio East. Vi dicevo sempre, abito a is London che è bella green, invece io stavo in Essex questo. Questo posto diciamo proprio a est, ho detto nord est? Dove c'era la mia Accademia di recitazione. E quindi dove lo metto nella lista? No, è stato bellissimo. Per me è. Voce 2 Stato quanto? Voce 3 Sei stata quasi quattro anni, ha fatto tre anni di Accademia e poi diciamo mezzo anno in. Giro con la mia compagna di teatro a fare spettacoli. Voce 1 Quindi aneddoti immagino, no? Voce 3 È stato veramente stato incredibile, è stata tre anni bellissimi, quasi quattro, ed è eravamo questa scuola che era vicino a happing Forest, quindi proprio nel nulla non c'era niente e. Eh sì, va bene. Io dico, io dico tre perché? Perché è al centro. Voce 2 È al centro e se e se lo merita. Voce 3 Esatto. Voce 2 Un aneddotino, una. Voce 3 Cosa viene? Voce 1 In mente, di getto. Voce 3 Allora mi ricordo. Ce ne sono tanti però mi ricordo. La mia Accademia è è famosa per avere questo progetto che si chiama Living history, dove loro prendono un periodo storico EE tipo gioco di ruolo lo dobbiamo rimettere in scena, ma non così, cioè seriamente. Noi facevamo un mese di ricerca. E poi per ti prepari, ti viene assegnato un personaggio e. E poi per una settimana tu vivi quel periodo stupendo. Sì, sì, è stato bello. Purtroppo, esatto, vieni. Prima hanno fatto Woodstock, no? Wow. Poi a noi ci è capitata la guerra in Bosnia, quindi? È passato un mese esatto e tra l'altro il personaggio che ti davano per esercizio di recitazione nella nella loro ottica, era dove il personaggio doveva essere lontanissimo da quello che tu naturalmente sei. Io ero morbida, tutta sorridente, così mi hanno dato sto personaggio di questa trucida e. E quindi facevo, diciamo, ovviamente si è creato tutto il contesto della guerra all'inizio e poi c'erano le vittime, cioè. Quindi insomma una situazione. E per una settimana noi eravamo appunto in questo villaggio costruito, ci svegliavamo lì la mattina e abbiamo vissuto. Questa è stato veramente un gran casino. Voce 1 Incredibile, sembra un po un delirio lucido. Incredibile sì no? Voce 3 È stato molto, è stato molto bello, bellissimo. Voce 2 Allora vado avanti con la seconda vado. Voce 3 Questa. Voce 2 Ukulele. Voce 3 Mamma mia. Lo sapevo, io lo metto. Allora l'ukulele è uno. È uno strumento veramente che, poverino, non gliela fa, perché cioè? Un coso in cioè non ha un suono bello, non è uno strumento però. Però io gli devo tanto perché comunque ho sempre suonato il pianoforte e il pianoforte tu lo suoni un po di spalle, no? Quindi se qui suoni e il tuo interlocutore è il pianoforte mentre invece l'ukulele. È uno strumento molto leggero, lo tieni in mano e soprattutto sei aperto agli altri. Quindi io ho sempre scritto musica al pianoforte, poi EE scrivevo le mie cose, poi quando ho scoperto l'ukulele ho trovato una dimensione molto più cazzara. Diciamo che però ha rotto quella quel prestigio che davo a fare i pezzi al pianoforte e quindi mi ha fatto trovare un linguaggio musicale più diretto, più leggero anche. Diciamo con delle profondità poi nelle cose, per carità, che. Però ha sbloccato per me proprio la scrittura nella musica. Quindi gli devo tanto non lo sono più. Mi sono spostata alla chitarra, anzi, prima ingrata un po esatto. Voce 2 Pianoforte. Voce 3 Pianoforte no, diciamo il percorso nelle cordele, poi dopo ghita Lele che è un ukulele un pochino più grande con delle corde accordate come chitarra, poi dopo adesso chitarra, il prossimo sarà il contrabbasso. Perché? Voce 1 Secondo, vediamo, comunque, ve lo diciamo. Voce 3 EE però devo dire che dopo che ho sbloccato la scrittura con l'ukulele e ritornare poi al pianoforte con quell'ottica lì mi ha mi ha fatto capire tante cose, quindi adesso non non è uno strumento che che utilizzo, però io devo tanto lo metto al quarto posto. Voce 2 Bello, ci piace molto. Certo, quarto posto gli hai messo il penultimo post, però va bene perché non lo sappiamo cosa incontriamo nel nostro? Voce 3 Campione? Esatto, esatto, per me questa è la top five. Voce 2 Certo, cioè comunque. Voce 1 Stiamo. Voce 3 Andando comunque siamo nella top five, quindi va bene. Voce 2 Non lo sappiamo. Chi incontriamo, per esempio, possiamo incontrare il caffelatte, il. Voce 3 Caffè latte. Voce 2 Comunque è una testa abbastanza. Voce 3 Il caffellatte tipo cappuccino caffellatte, cioè. Inteso come bevanda. Voce 2 Come bevanda del mattino, perché, come la vogliamo? Voce 3 Terribile ma tu queste cose, cioè chi te l'ha detta sta cosa? Voce 2 Amore mio, ma. Voce 1 Secondo Federica c'ha le sue fonti. Voce 2 Io c'ho le mie fonti che sicuramente non vorrei spoilerare a te non c'è modo incredibile tutti. Voce 1 Gli ospiti se lo chiedono, ma come fai? Voce 2 Molto brava. Voce 3 Io ragazzi non so che dire, per me è fondamentale coffa e latte, cioè ma che faccio? No e lo metto per forza al primo posto. Cioè è la è la è la cosa. È l'inizio di tutto perché io mi sveglio la mattina e devo avere il Caffelatte Slash cappuccino a seconda delle possibilità diciamo cosa? Voce 2 Preferisci il caffelatte o il cappuccino? Voce 3 Allora? Voce 1 La domanda della vita. Voce 3 È una cosa complicatissima. Voce 2 Il cappuccino al bar top se te lo devi fare a casa, il caffellatte ti fa il cappuccino. Voce 3 A casa? Anche la macchinetta per fare il cappuccino e non. Voce 1 Avevamo dubbi? Voce 3 Però però ecco, per esempio a Londra io vivevo la mattina c'avevo, il caffè latte era fondamentale, quindi forse proprio perché voglio allora caffelatte perché è un po più alternativo, no? Come cosa quindi caffellatte e. Al primo posto? Voce 2 Perché? Voce 3 Perché non lo allora facciamo così, mettiamolo al secondo posto. Voce 2 Magari diamo la possibilità. Voce 1 La ragazza è prudente. Voce 3 Esatto, dai secondo posto. Voce 2 Andiamo alla prossima fiction. Voce 3 Fiction. Voce 2 Sì, che cosa rappresenta, che cosa la vogliamo mettere, se ce n'è una in particolare? Voce 3 Allora io mi ricordo che ero a Londra e avevo appunto iniziato il mio percorso con il teatro o la mia compagnia, la mia dimensione, e all'epoca avevo un agente in Italia. Che mi chiamò e mi disse, Beatrice, che dobbiamo fa? Sono tre anni che stai qua in questa Agenzia ti sta a fa i cavoli tuoi, a Londra torna e io gli ho detto guarda, intanto in Italia non si lavora, cioè i preconcetti da diciamo da alternativa che voleva fare il teatro a Londra e lui mi ha detto, però così non può andare avanti. Allora torna almeno per un provino, poi vediamo. Insomma se non va però non è che altrimenti ti tolgo dall'agenzia. E quindi? E quindi ho detto, va bene, OK, torno, tanto non andrà, sono tornata EE mi hanno presa per questa primo lavoro, anche se in realtà avevo già fatto una cosina prima. Però che era una fiction di Rai Uno che si chiamava il capitano Maria, dove io facevo 1, 1, ragazzina ribelle con i capelli verdi che per. Ché per me però è stato, diciamo. L'inizio di di un percorso d'attrice anche qui e. E quindi sì, devo. Tanto devo tantissimo a quell'esperienza perché mi ricordo che il primo giorno di SET chiamai mia madre e dissi, ma questo è tutta la vita. Io poi ero abituata che facevo tutto da sola, perché con con le tournée, col teatro. E quindi mi ricordo che magari dopo i ciak rimettevo a posto le cose e alla terza volta scenografia mi ha detto, A Beatrice non tocca la roba, non me devi toccare. E quindi? Poi ho capito, cioè mi ha sorpreso che diciamo questo, in questo mondo un po io devo solo recitare, non è che devo preoccupare. Voce 2 Questa è un pensiero che ho fatto anch'io quando facevo le tournée. Tutto io mi ricordo quando poi ho fatto il mio primo lavoro in televisione ho detto, Dio, che bello fargliene solo uno di lavoro perché lavoratrice serale. Comunque è vero che comprende tutta una serie di cose, cioè tu ti metti a fa scenografia le cose. Voce 1 Comunicate male di fare. Voce 2 Migliore di cose, invece, quanto è bello poter pensare a fare tipo l'attrice e basta? Voce 3 Questo è vero, sì. È vero, è vero, infatti secondo me uno questa cosa non dovrebbe perderla poi perché poi quando fai questo lavoro secondo. Secondo me è un attimo che che ti confondi, cioè che perdi il senso di quello che stai facendo, perché? Cioè poi per carità, adesso si dice la che l'attore rompe sempre le palle. Io non non penso questo, però penso che sicuramente quando sei all'interno di un set sia importante comunque creare sempre questa cosa che un po ci aiutiamo. Voce 1 Tutti e ricevere dai. Voce 3 Ricevere? Sì, perché è un attimo che ti dimentichi quello che stai facendo e pensi solo a generare la tua scena e poi vai da un'altra parte, quindi sì. Voce 2 Fiction, allora c'è rimasto il il primo posto EE l'ultimo. Voce 3 L'ultimo dai, sì, perché? Voce 2 Non sappiamo perché. Voce 3 È la base, diciamo. È alla base di sotto, dai, guarda. Voce 1 Che bella visione, Eh? Tutta la gola un po para. Voce 2 Gola bella dai, perché è il lavoro. E quindi per forza di cose, al primo posto tu stai per mettere i pattini. Voce 3 Ah cavolo, sì, Assolutamente sì. Voce 1 È giusto, era giusto, è. Voce 3 Assolutamente giusta questa cosa. Voce 2 Infatti. Voce 3 Ma io penso che sia geniale che tu possa mettere delle rotelle sulle scarpe, cioè in generale no. Voce 1 Sicuro tu pattini a terra non. Voce 3 Ti ghiaccio, diciamo, mi piacciono entrambe le cose, perché se tu puoi metterti delle rotelle, perché? Cioè perché camminare no se io posso? Devo andare in bagno, da qui posso andarci pattinando, ci metto la metà del tempo, cioè? Obiettivamente a. Voce 1 Pattinare perché sono pigra. Voce 3 No. Esatto. Pattinaggio? Da quando ero piccola l'ho l'ho fatto e poi ho fatto anche pattinaggio sul ghiaccio. Poi faccio. Anche le gare. Facevo anche agonismo, mi ricordo che mi allenavo in questa pista che era all'Eur di Roma sud, da dove io vengo, e ci fu quella enorme nevicata a Roma. Non so se ve lo. Voce 1 Ricordavo che hanno chiuso. Voce 3 Le scuole? E però io in quei giorni lì avrei avuto una gara molto importante per la quale mi stavo anche allenando. E niente, questa pista crolla, letteralmente, perché il peso della neve fa collassare completamente la struttura. Per cui mi ricordo che io con le mie compagne andammo lì alla pista con gli striscioni a scrivere alla nostra casa è crollata, ma i nostri sogni no, molto drammatica come cosa. Non penso che non sarei mai diventata una pattinatrice professionale, sarei mai andata alle Olimpiadi, purtroppo. Però comunque per me l'idea di pattinare è non. Lo so, ma se devo andare a pattinare. Voce 2 No, a me mi dà un senso di libertà incredibile. Vederlo è una cosa che mi piace anche. Voce 3 Tanto. Ci sei andato? Voce 2 Vedere allora facevo fatto per un po pattini AA rotelle, però quelle che stanno. Voce 3 Tutti, cioè l'hai proprio. Voce 1 Fatto. Voce 2 È durato? Voce 1 Molto poco, Federica. Voce 2 È durato molto poco, facevo lo stadio olimpico, fuori sei di tipo Live armi e. Videntemente tra tutti i miei talenti, forse non era il mio primo. Voce 3 No, io avevo sai le le. Voce 1 Scarpe con le rotelle. Voce 3 Stupende. Voce 1 Le comprate a Londra, quando praticamente ancora in Italia non erano arrivate. Che tu svitavi il plantare sotto e tiravi fuori questa rotellina da sola era complicatissimo andarci, ma quando riuscivi eri il più figo della scuola. Voce 3 Sì, le ho sempre sognate, come quelle con le luci. Voce 1 Ma ti sembra di. Voce 3 Fluttuare no, ma. E poi l'idea l'avete visto adesso con le Olimpiadi? No? L'idea quello che provi quando fai un salto e ti viene perché non è che ti viene sempre, cioè questa non è che quando tu ti prepari a fare una cosa non lo sai quello che che è che può accadere, magari atterri male, magari però quando atterri stacchi quel salto la sensazione è proprio quella di successo. Immediato. E il successo comunque è un po addictive, no? Quando le cose ti vanno bene e tu immaginati una cosa, però che tu torni a casa e dici oddio l'ho l'ho fatto è è una cosa immediata e questa cosa me lo. Voce 1 Puoi fare rifare? Voce 3 Lo vuoi rifare? Vuoi riprovare finché non ti viene, poi ti viene. Il salto è. Voce 2 Poi bello poi come tutti gli sport comunque ti dà una disciplina che poi tu ti porti per tutta la vita e ti aiuta tantissimo anche probabilmente nel lavoro che fai, ma. Voce 3 Io sto sperando, sto cercando in tutti i modi di manifestare un film o un qualcosa dove poi ci sono. Ci sono riuscita a infilarlo adesso in un copione questa. Voce 2 Cosa? C'hai talmente tante passioni che comunque effettivamente già la musica comunque l'hai messa dentro, cioè effettivamente è vero, poi il pattinaggio. Voce 1 Dai un minuto per favore. Voce 2 Una proposta creativa questa. Questo ruolo, secondo. Voce 3 Me ci ha provato quasi tutti i progetti che ho fatto. Guarda anche, non sto anche in White Lotus io ho detto posso dire da my quight? E gli dissi, ma non è che lei a un certo punto. Forse no, però. Adesso ci sono, ci sono riuscita. Vediamo, vediamo. Voce 2 Vediamo allora innanzitutto qua faccio tiro la lista. Al primo posto abbiamo i pattini, al secondo il caffelatte, al terzo posto abbiamo l'Essex, quarto posto l'ukulele e quinto posto la fiction. Voce 3 OK, ti piace? Si può stare secondo me, perfetto. Voce 2 La figuriamo fatta poi il. Voce 3 Pattinaggio al primo posto perché così un po pattini attraverso tutte queste altre cose. Mi piace, mi è piaciuto, guarda che. Voce 1 Filosofia che ha trovato nella tua lista Federica? Voce 2 Ragazzi, ma è? Voce 1 Consegnatele queste. Voce 2 Cose purtroppo questa lista è effettivamente ha una base assolutamente poetica. Mi spiace dirtelo. Voce 3 Molto bello, molto bello. Voce 1 Visto che siamo con qualcuno che ci ha abitato, ricordiamo che nel giornalismo anglosassone per raccontare una storia bisogna partire dalle 5 W che sono Federica sei. Voce 2 Pronta sarà. Voce 1 Il mio non. Voce 3 Ti. Voce 2 Preoccupare. Voce 1 Whatsapp. Ce l'abbiamo tutte e noi cominciamo da what? Cosa fai quando nessuno ti guarda? Voce 3 Dio. Niente. Veramente niente, sono i momenti in cui mi concedo di non fare assolutamente nulla. Sì, perché quando ci sono le persone devi sempre un po farti vedere un po occupata. Proprio la prima cosa che mi viene in mente, poi qualcosa nello specifico che faccio quando nessuno mi guarda. Ma. Voce 1 Niente, mi sembra pieno di costi. Voce 2 Certo. Voce 1 Nulla e poi abbiamo. Voce 3 Nulla, chi è? Voce 1 La tua artista di. Voce 3 Riferimento oddio. È difficilissima, non ce n'è una, non ce n'è una, cambia sempre e. Sicuramente norah Jones. Un musicista è una delle prime a cui penso all'inizio, però non è proprio mia riferimento, però mi ispira moltissimo e. Attrice di riferimento? No vabbè è impossibile. Non non ti so proprio, non ti so rispondere. Emma Stone, Marion Cotillard, tra l'altro. Voce 1 Ricordi? Un mix di entrambe, sicuramente. Voce 3 Vedi che sono egocentri? Non è che. Fammi pensare. Voce 2 Vabbè, anche un mix. Voce 3 Diciamo. Jenny Mitchell. Voce 1 Soprattutto quand'è che dici, questa persona mi ispira, qual è la caratteristica che cerchi per sentirla mentore bella? Voce 3 Questa domanda quando? Sento che nel modo in cui si esprime fa qualcosa di talmente personale che per forza di cose è unica. Allora quando tu riesci a non è tanto quello che dici, ma come lo dici, perché tutti possono dire tante cose belle, ma il è il come che fa la differenza. Quando sento una musicista che si esprime nel nel suo modo, io proprio. Mi emoziono tantissimo perché sento che mi sta proponendo qualcosa che è solo sua. Voce 2 Che è? Voce 3 Autentica, che è autentico. E quindi quella cosa poi mi ispira, perché è anche un po ciò che muove me, cioè cerco sempre di trovare quali sono le mie. Come posso dire io questa cosa, quella chiave che hai solo tu? E come la posso? Come posso? E poi alla fine basta solo essere onesti. EE quindi quello sicuramente mi ispira moltissimo. Voce 1 Where? Dove vorresti vivere? Ovviamente a questo punto non vale la nostra Inghilterra, perché l'abbiamo già citata, ci abbiamo già vissuto. Voce 3 Questo. Questo è una domanda che ancora vi sto facendo, ma da sempre, perché io sono sempre un po ovunque, non mi piace sempre stare in un posto, è sempre stato così. Quindi ti dico Londra, o ti dico Parigi, ti dico anche Roma. Voce 1 Le grandi capitali. Voce 3 Le grandi capitali sì, non ti so dare una risposta. Voce 1 Beh, anche questa è una risposta. Dove? Chissà. Voce 3 In una bella. Voce 1 Casa. When, quando ti sei sentita libera? Voce 3 Quando mi sono sentita libera e. Voce 1 Ti sei sentita libera? Voce 3 Allora non ti so dire, quando però ti so dire cos'è che mi mi fa sentire libera e ci sono dei momenti quasi inafferrabili in cui ti senti allineata e. Sei esattamente dove devi essere, pensi quello che devi pensare e è come se tutto va nella direzione giusta. Sono i momenti in cui mi sento che sono libera, posso fare qualsiasi cosa, quindi non mi ci sento spesso, spesso sono sempre un po disallineata, però ci sono quegli istanti in cui sai che sei nella la parte giusta e lì mi sento libera. Voce 1 È un po come prendere la corrente al. Voce 3 Mare che ti porta da esatto, ma anche proprio bellissimo, il treno che che esce dai binari, a un certo punto entra in questi binari e sai che per un'ora magari puoi riposarti perché tanto stai andando. Voce 1 E capisco benissimo, ma perché fa un podcast? Beh, stare un'ora. Voce 3 Di. Voce 1 Fare l'altra domanda perché la voglio ascoltare è stupendo. Vabbè, passiamo alla prossima why? Perché fai quello che fai? Voce 3 Non lo so perché è veramente difficile e. Perché io mi sento di non avere altra scelta. Diciamo che secondo me questa cosa te l'accolli, questo lavoro terribile te lo accolli solo se o è questo o l'amor. E quindi se sono disposta a prendermi tutte le le delusioni e tutte le porte in faccia perché tanto poi mi rialzo e lo rifaccio, questa è la domanda vera, non potrei, non potrei fare altro? Ed è la risposta vera, un po come. Voce 1 È successo nel pattinaggio, quando. Voce 2 Un blocco e arrivo quando? Voce 3 Giri la vuoi rifare? Verissimo la risposta un po più romantica, diciamo per. Ché mi piace l'idea di poter dire qualcosa. Con grazia, perché tu? Attraverso una canzone, un film. A volte quando io vado a vedere un film mi rendo conto di di qualcosa che non avevo ben chiaro e mi piace che qualcuno un po me lo faccia vedere come una, come una, avere 1, 1 bacheca dietro diciamo non hai capito, adesso ti faccio vedere. Questo è poi si collega a quest'altra cosa e per me poterlo fare, poter dire questa cosa non so bene come spiegartela te lo faccio te lo faccio vedere. Mi emoziona tantissimo, però questa è, diciamo, la parte un po più superficiale, quella più profonda è che veramente penso di purtroppo di una vera altra scelta che. Voce 1 Bello. Voce 2 Perché poi lei facente avendo tante diciamo lati artistici che un po anche quello sportivo, anche quello musicale, quello ottoriale cioè è come se comunque tu questa cosa la la devi fare cioè. Voce 3 Sì. Voce 2 Esatto, da parte artistica in qualche modo fuoriesce come non la puoi bloccare. Voce 3 Quindi. Voce 2 Se te la fai addosso anche tu, capito? Voce 3 Ma infatti ogni volta, ogni tanto mi capita di fare un po di coach. Mo adesso coach è un parolone però di aiutare magari delle ragazze giovani a fare i provini EO comunque fare un po di lezione di recitazione. La prima domanda che faccio è, la vuoi fare questa cosa o non la vuoi fare? Perché se c'è un'altra cosa che ti viene bene, che ti piace? Ah, perché questa cosa la fai solo se veramente la AMI, perché è cioè stare lì, avere coraggio e avere OO lo vuoi? Oppure fai un'altra cosa e sei molto più felice. Proprio è vero, è una prigione. È una prigione d'oro alla fine. Voce 1 L'artista è uno che si sta a fa la pipì sotto e questo è quello che abbiamo tirato. Voce 2 Fuori che se la fa sotto. Voce 1 A proposito di farcela sotto, allora? Che sta succedendo Federica, adesso? Voce 2 C'è un momento gioco, noi ci divertiamo, io e Nicole siamo deve giocare noi e ci divertiamo a pensare. Un gioco per ogni ospite che ci viene a trovare. Per te amore mio. Abbiamo pensato a un gioco veramente complesso. Io e Nicole abbiamo provato, non ci siamo riuscite. Voce 1 Manco qua. Voce 2 Quindi qual è, quale metodo migliore che riprovarci se non con te qua e fallire tutte e tre insieme? Voce 3 Ma io sono molto competitiva. Voce 1 Sicuramente io. Voce 3 Sono competitiva sui giochi in cui perdo, quindi è proprio una cosa. Voce 1 Il gioco di oggi si chiama Zoom, Swords e Parfiglioni. Allora sono è. Voce 2 Uno di quei giochi che utilizza anche nelle scuole di recitazione per passarsi la palla per. Voce 1 Fare un po all'improvvisazione teatrale per la battuta, esatto. Voce 3 È. Voce 2 Molto semplice. Voce 1 Allora praticamente partiamo proprio dalla battuta, è come se tu avessi una palla immaginaria e zoom è per battere, swordz è per ricevere, non si può dire due volte zoom attaccate. Parfiglioni è per lanciare la palla a te mentre guardo lei. Tu chiarissimo, vero? Voce 2 Esatto, facciamo una prova. Voce 1 Facciamo una. Voce 3 Prova dai, ho capito, ho capito. Voce 1 OK. Voce 2 Comincio io? Zoom schwarz. Voce 1 Zoom, Schwarz Smartz Zoom. Voce 3 Zuma, lei, zoom. Ah, perché io non posso palleggiare con te? No? E perché è. Voce 1 Come se l'esempio dell'insegnante è come se rispondessi a 1 1, rilancio con un'altro. Voce 3 Baker, però se se scusami, se tu mi fai zoom, sì zoom io faccio smart, se tu mi fai zoom di nuovo a me. Io e tu? Voce 1 Lo fai a lei? Voce 3 E Zuma lei, quindi posso fare? Voce 1 Zoom zu le regole. Tu devi farlo solo all'altra persona. Zoom OK, Zoom Schwartz. A me swarz. Schwarz. Voce 2 Patiglioni. Voce 3 Zumma. Voce 1 Grande. Voce 3 Smart schwarz, swordz schwarz. Voce 1 Zoom smart swarz, zoom smartz papiglione, zoom sword Bart Sforz. Voce 2 Partiglioni. Voce 3 Zoom. Voce 1 Sword smart, zoom, partiglioni smart. Voce 2 Smartz. Zoom. Voce 3 Con lei ho capito, passa la palla e tu la. Voce 1 Passi a lei Federica, primo errore? Voce 2 Figa, primo errore però molto brava a far finta di niente. Voce 3 Sì, hai sbagliato. Voce 1 Quindi l'improvvisazione l'hai vinta comunque? Voce 2 Beh, l'ultima, l'ultimo giro, perché secondo me questo è ottimo, vado comincio sempre io perché me lo tolgo e. Voce 1 Zuma zoom, smart, swarz, sbarz zoom. Voce 2 Smart, smart papiglioni. Voce 3 Zoom sword smart swordz smartz. Voce 1 Zoom. Mazza mordiglioni, zoom pazzo, sforza, ho sbagliato. Ma sei sempre tuo, ma. Voce 3 Perché? Posso dire? Voce 1 Ma cioè? Voce 3 Che fa lei quando dice Smart è. Voce 1 Un cretino? Non lo so, io non so dire. La LXLZ è puntualmente, io già non mi svals. Voce 3 Spero che sia stata ripresa perché è un'esvoluzione incredibile. Voce 1 Faremo uno zoom. Voce 3 Esatto, sullo sforzo. Voce 1 Bene, direi che la vincitrice di questo gioco è la finita, perché l'abbiamo preservata anche questa. Voce 3 Volta è. Voce 1 Arrivato il mio momento? Voce 2 Quanto mi fai ridere? Quanto mi piace questo momento è il momento del regalo, cioè Nicole però a ogni ospite ci tiene a fare un regalo. Un regalo che. Lei ha a casa un regalo usato? Voce 1 Ma perché tu la devi raccontare sempre? Voce 2 Raccontiamo com'è, non è che sto. Voce 1 Facendo un. Voce 3 Secondo regalo? Voce 1 Riciclato ci sono degli oggetti che a cui io tengo molto e qui ci sono degli oggetti a cui io tengo molto e che mi piace, che che io ospiti abbia un pezzo di me? Voce 2 Romantica, che ci piace, che ci piace. Beh, ma in realtà è un regalo che lei ha a casa ogni un regalo utilizzato che di solito sono sono molto strani e pirotecnici ed è molto dilettante pensare che lei l'ha comprata quella cosa. Ma va bene. Che cosa abbiamo pensato per? Voce 1 Beatrice, in realtà questo regalo ha davvero una storia, tu 6 1 musicista e dopo le corde secondo me deve arrivare lo scacciapensieri. L'ho preso in Sicilia qualche anno fa e ho pensato che è uno strumento perfetto da mettere in un set, perché quanto fa ride. Voce 3 No, non. Voce 1 È mai stato? Voce 3 Situata in bocca. Voce 1 Giusto? Sì, però guarda, Io credo. Voce 3 Ma è una cosa dolcissima e grazie, ma. Voce 1 Io che non voglio mettere? Voce 3 Io credo, no, vabbè, tanto. Voce 1 Non ti preoccupare. Voce 2 Adesso è veramente usato? Voce 3 E fai tipo. Voce 2 Guardiamo la prova che hai usato e anche male. Voce 1 Io credo che lei ha detto che non l'aveva usato, aspetta, lo pulisco. Voce 3 No, ma non ti preoccupare comunque, questo è incredibile. In realtà è. Voce 1 Un bellissimo oggetto è molto difficile. Voce 3 Da da suonare eh, quindi dovrei allenarti questo. Voce 1 Oggetto molto particolare c'è anche il mio capello. Hai fatto il DNA, puoi avere una mia figlia praticamente. Voce 3 È veramente stupenda, poi io li guarda, non. Voce 1 Voglio essere. Voce 2 Questo è l'angolo di Nicole, a lei ti piace tanto? Voce 3 A volte registro suoni di cose e poi le metto nelle produzioni delle canzoni. Voce 1 Molto strane, la stranezza, poi la Decidi tu. Voce 3 Quindi metto in bocca, adesso devo guardarmi un po di vittoria. Voce 1 Ci vuole una grande. Voce 3 Presa. Voce 1 Con la bocca. No, no, no, diciamo una grande visione. Voce 3 Di dentista stretti oltre. Voce 1 Stretti uscirà un suono è comunque complicatissimo. Voce 2 Lo sai perché lei? Voce 1 Scacciapensieri è un par di cavoli. Voce 2 Ha una lunga carriera. Voce 1 In io sì. Voce 3 No, ma tu sai cantante anche vero. Voce 1 Sì, ah sì? Voce 3 Federica, ah, stai zitta. Voce 2 Devi stare, non credo. Guarda, non credo. Sono. Voce 1 Molto intonata. Federica purtroppo non lo sa, non è mai venuta a sentirmi. Voce 2 Però. Devo dire, questo è. Voce 3 Stato veramente un ottimo momento. Anche utilizzato direttamente. Voce 2 Come no, io ti ho fatto liquor che ti ha regalato questa bella cosa. Voce 3 No. La trovo una cosa veramente che. Voce 1 Adesso ti faccio una foto con lo scacciapensieri. Voce 2 Per non perderci questo momento. Voce 1 E faremo un viaggio in Sicilia solo per andarne a comprare un'altro. Voce 3 Assolutamente. Voce 2 Allora noi chiediamo a tutti i nostri ospiti di fare il logo di Babes. Voce 1 Una traccia del loro passaggio? Voce 2 Il loro personale, la loro personale rivisitazione del logo, quindi. Ti do la pagina per te e da qualcheduno, anzi. Voce 1 Qua è tutto bello. Il regalo le domandine, no, noi stiamo a lavorare. Voce 3 Va bene dai, farà una schifezza. Voce 1 Vabbè, così troviamo una cosa che non sai fare. Beh, non è vero. Sa anche disegnare. Voce 2 Ci devi un po dialogare con questa penna, trova la giusta inclinazione, sono certa che lo puoi fare. Voce 3 Va bene tutto. Voce 2 Un po difficile tu devi, esatto. Voce 1 Ma d'altronde babes è la metafora della vita, niente è facile, ma quando ce la fai? È. Voce 3 Bellissimo. Voce 2 Ed ecco qua. Voce 3 Allora io mi immagino che un logo potrebbe essere no questo dove? Voce 1 Se ce lo puoi spiegare. Voce 3 Dove? Praticamente abbiamo voi due. Che in un certo senso andate verso l'essere al centro che che ha. Voce 2 Un'espressione un po confronto. Voce 3 Un po? Indecisa, però allo stesso tempo è al sicuro, sembro quasi un figlio, vedi, siete come due mamme. E questo è il vostro. Voce 2 Baby. Voce 1 Beatrice gran no grazie, 1000. Voce 3 Lo firmo, però questa firma è la mia firma vera, se volete la firma leggibile proprio. Voce 1 Deve essere leggibile, perché tutti devono sapere che questo capolavoro chiaramente. Voce 2 Cioè non hai creato che tu non vuoi lasciare traccia però. Voce 3 La la lasciamo così? Secondo me le persone sanno perfettamente. Comunque sono talmente famosa che. Voce 1 È bella ragazzi grazie 1000. Grazie bello, buon lavoro e grazie grazie a voi è statissima puntata. Voce 3 È stato bellissimo anche per me, grazie.

Podcast Summary

Key Points:

  1. - L’ospite è Beatrice Grano, attrice e musicista, intervistata da Nicole Rossi e Federica. - Si discute il tema dell’essere “messi in un angolo”, interpretato come uno spazio personale da cui si può scegliere di uscire o attrarre gli altri. - Beatrice ha studiato recitazione in Essex (Inghilterra) per quasi quattro anni, con esperienze immersive come il progetto “Living History” sulla guerra in Bosnia. - La sua top 5 personale include: pattini (1°), caffellatte (2°), Essex (3°), ukulele (4°) e fiction (5°). - L’ukulele ha sbloccato la sua scrittura musicale, mentre il pattinaggio (agonistico da giovane) rappresenta libertà e successo immediato. - La fiction “Il capitano Maria” è stata il suo primo lavoro televisivo in Italia, segnando l’inizio della carriera. - Beatrice cita come artiste di riferimento Norah Jones, Emma Stone e Marion Cotillard, valorizzando l’autenticità espressiva.

Summary:

Nell’intervista, Beatrice Grano condivide riflessioni profonde e aneddoti personali. Il tema centrale è la metafora dell’“angolo”: secondo lei, nessuno può metterti in un angolo se non ti senti a tuo agio, e anzi, l’angolo può diventare uno spazio sicuro da cui attrarre le persone. Racconta la sua formazione in Essex, dove per quasi quattro anni ha frequentato un’accademia di recitazione immersiva, incluso un intenso progetto sul conflitto in Bosnia.

La top 5 delle sue passioni, stilata con Federica, vede al primo posto i pattini a rotelle, simbolo di libertà e disciplina sportiva (aveva fatto gare agonistiche). Seguono caffellatte, Essex, ukulele e fiction. L’ukulele, spiega, le ha permesso di superare la rigidità del pianoforte e trovare un linguaggio musicale più diretto.

Beatrice ricorda con affetto la fiction “Il capitano Maria”, che segnò il suo debutto televisivo in Italia. Sul piano artistico, ammira Norah Jones, Emma Stone e Marion Cotillard per la loro autenticità espressiva. ”, risponde: “niente”, sottolineando l’importanza di concedersi momenti di vuoto.

Infine, sul dove vorrebbe vivere, non ha una risposta univoca, ma cita Londra, Parigi e Roma, rivelando una natura nomade e curiosa.

FAQs

Ha permesso di vivere una settimana in un contesto storico simulato, interpretando un personaggio lontano dalla mia personalità, il che mi ha aiutato a uscire dalla mia zona di comfort e a esplorare ruoli complessi.

L'ukulele è perfetto per chi cerca uno strumento leggero e accessibile, che favorisce un approccio più diretto e spensierato alla musica, ideale per sbloccare la creatività.

Dà un senso di libertà e successo immediato, specialmente quando riesci a eseguire un salto, una sensazione che cerco di portare anche nei miei ruoli artistici.

In teatro facevo tutto da sola, mentre in TV ho imparato a concentrarmi solo sulla recitazione, grazie al supporto del set, ma è importante non perdere il senso di collaborazione.

Il caffellatte è più pratico da preparare in casa e mi ricorda i miei anni a Londra, mentre il cappuccino lo riservo al bar per una questione di qualità.

Cerco di esprimermi in modo unico e personale, concentrandomi sul 'come' dico le cose piuttosto che sul 'cosa', ispirandomi ad artisti come Norah Jones o Emma Stone.

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