Bab 2.A. Observasi dan Explorasi Tentang Eco Enzyme (Podcast Materi PKWU Kelas 11)
29m 30s
Il testo racconta la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., descritta da Plutarco, e il suo impatto storico. Alessandro, re macedone che in soli dieci anni creò un impero dall'India all'Egitto, morì di febbre alta, forse per malaria o avvelenamento. La sua morte segna l'inizio dell'età ellenistica, periodo che va dal 323 al 31 a.C. (battaglia di Azio). Dopo la sua scomparsa, i generali (Diadochi) si combatterono per il potere, frammentando l'impero in regni come l'Egitto tolemaico (con capitale Alessandria), la Siria seleucide, Pergamo e la Macedonia. Questi regni promossero l'ellenizzazione: la diffusione della lingua greca (koinè) e della cultura greca in Oriente, favorita da migrazioni e dal mecenatismo regio (evergetismo). La polis declinò, lasciando spazio a individualismo e cosmopolitismo. Alessandria divenne il centro culturale più importante grazie al Museo e alla Biblioteca, dove studiosi come Callimaco lavoravano, ma in un clima di competizione e invidie. L'età ellenistica si concluse con la conquista romana, ma la cultura greca influenzò profondamente i vincitori, come ricorda la frase di Orazio: "La Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore".
Credo, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, senso, crepo matematica, inglese. Hoho, ma tu radio, ma tu. Mati radio, ma tu. Ma tu, mati radio, ma tu. Non l'esse più su fiasate, ma tu radio, ma tu radio. Potcas di greco per lesame di maturità, letto da Valentina Carnellutti, leta e l'enistica. Siete pronti? State per sentire la testimonianza su un fatto considerato l'inizio di una nuova era, quella di cui parleremo in questa puntata. Dopo questo evento, il mondo greco non sarà più come prima. È la morte di uno dei più importanti personaggi della storia dell'umanità, ascoltiamo. Nella cronaca di corte così fu scritto a proposito della malattia. Nel 18 giorno del Mese di Desio, dormi nel bagno per essere stato preso dalla febbre. Il giorno seguente, dopo esserci lavato, passò nella sua camera e vi si trattene giocando a dadi. A sera, dopo esserci lavato e aver sacrificato agli idei e mangiato, riiebbe la febbre per tutta la notte. Nel 20 giorno lavato si fece il solito sacrificio e sdraiatosi nel bagno si intrattenne con nearco, ascoltandolo parlare intorno alla sua navigazione nel grammaere. Nel 21 giorno, dopo aver fatto le stesse cose, fu preso da una febbre alta e passò una notte molto agitata. Il giorno seguente aveva una febbre molto alta e fatto si portare in una piscina ci si sdraio e ragionò con i suoi comandanti sulle schiere che erano prive di capi per affidarle a persone fidate. Nel 23 esimo, anche se con una grande febbre fece un sacrificio, dopo esserci fatto portare alla cerimonia e comandò che i comandanti maggiori allo già serono nella corte, mentre i tassi archi e i pentacosi archi, dovevano fare la guardia fuori di notte. Nel 25 esimo giorno, fatto si portare nella reggia, oltre il fiume, dormi un po, ma la febbre non lo lasciava. Entrati poi i comandanti, lo trovarono in capace di parlare e in tale stato rimase il giorno 26 esimo, tanto che i maccedoni credendo che fosse morto erano venuti alle sue porte gridando e avevano minacciato gli amici che lo assistevano fino a usare loro violenza e aperte loro le porte passarono tutti, uno a uno in semplice tunica presso il letto. In questo stesso giorno, quelli del seguito di Pitone e Selèuko, mandati al tempo di serapide, chiesero al Dio se dovessero portarlo lì, il Dio rispose loro di lasciarlo dovera, il 30 esimo giorno poi verso sera, spiro. Il passaggio, appena scoltato, la scritto uno storico che si chiama Plutarco e avete capito di chi parla Plutarco, abbiamo appena letto un brano tratto dalle vite parallele di Plutarco, o i bio i paralleloi. Se non vi ricordate quest'opera, vi invito ad ascoltare il podcast dedicato a Plutarco, ma torniamo al racconto e all'uomo che lentamente si spegne consumato dalla febbre. Si tratta del grande Alessandro Magno, Alessandro Magno, il re e condottiero Macedone che aveva creato in poco più di 10 anni, un dominio esteso fino all'India. Alessandro era salito al trano di Macedonia nel 336 avanti Cristo, quando aveva solo 20 anni. Era poco più grande di voi, quando ha iniziato a conlezionare una vittoria di trolla altra, prima con cui sto la Grecia, diventando formalmente il comandante a pieni poteri della leghelleneca, poi rase al suolo la città di tebe colpevole di essersi rivelata a lui. Ripetiamo per assicurarci di aver capito bene. Alessandro Magno rase al suolo una città intera e uccise o riduse in schiavitù quasi tutti i suoi abitanti, per dare un segnale, per far capire che le ribellioni contro il dominio della Macedonia non sarebbero state tolerate. Le altre città greche capirono, a quanto pare. Poi alessandro decise di intraprendere una spedizione militare contro i persiani. Aveva solo 22 anni, sconfisse più volte l'esercito del reperziano dario, con cui sto l'Asia minore, Turquia e dintorni, e poi giù la Fenicia e la Palestina dirigendosi verso legitto. L'E332, con cui sto anche legitto, è preso una decisione che abbia molte conseguenze per noi, fondò la città di Alessandria, sulla foce del nilo, che sarebbe diventata per secoli dopo la sua morte, uno dei centri culturali di maggior importanza di tutto il mondo allora conosciuto, ma Alessandro non si accontentava, puntava all'infinito e oltre. Riprese la sua marcia verso est, all'inseguimento del reddipersia dario, dopo un inseguimento durato due anni arrivo a persévoli, la capitale dell'impero persiano e diventò sovrano del ricchissimo impero. Ma, dal Sondro non bastava, la sua marcia è inarrestabile, continua fino alla morte di dario, fino alla sconfita dei suoi sottoposti, fino all'India, eppure quello che ai suoi contemporanei sembrava un giovane, basciato dagli dei, l'incarnazione di un eroi umerico, quasi il semi-dio di un racconto mitologico, morì, come un uomo comune, in capace di parlare stroncato dalla febbre alta. Secondo alcuni studiosi fu avvele nato per altre e morto di malaria per altri di cirrosi epatica. Non sapremo mai la verità, del resto a noi quello che interessa oggi è sapere cosa si ha accaduto dopo la sua morte, avvenuta nel 323 avanti Cristo. Da quel momento infatti, inizia quella che viene convenzionalmente chiamata dagli studiosi età "Ellenistica", l'argomento di questo podcast. Età "Ellenistica", chiestato a fissare i limiti di questo periodo e a chiamarlo così. Si tratta di uno storico tedesco del 1800 Gustav Droisen, questo studiozo Droisen, scritto di R, O, E, Greca, S e N, si era riso conto che con Alessandro Magno si era creato un vero punto di frattura nella storia, Greca, ma non solo e non era stato il solo a sentirlo. Anche gli antichi pensavano la stessa cosa, uno storico antico, come di Unigi di Alicarnazzo, aveva capito che la storia aveva raggiunto un punto di svolta con Alessandro Magno. "Ellenismos" era una parola che indicava l'uso corretto della lingua Greca comune, la coine di cui vi parlerò tra poco. Gli "Ellenistai" erano invece gli uomini non greci che parlavano Greco. Droisen, ascerto per ciò di usare il nome "Ellenismo" e l'aggettivo "Ellenistico" in modo più ampio rispetto agli antichi, per nominare non solo una definizione basata sulla lingua, ma un periodo storico nel quale, come vedremo, la cultura Greca, si diffuse enormemente in modo capillare nel Mediterraneo orientale e inoriente. Oggi noi consideriamo "Ellenistica" tutto il periodo storico che va dalla morte di Alessandro Magno, nel 323 avanti Cristo, fino alla battaglia di Azio del 31 avanti Cristo. Il limite del 31 avanti Cristo è quando anche l'ultimo dei regni e "llenistici" cioè "legitto" governato dalla fascinante Regina Cleopatra, passera sotto il dominio di Roma. Quindi li petiamo dal 323 al 31 avanti Cristo circa 300 anni di storia. Ma torniamo al 323 avanti Cristo, subito dopo la morte di Alessandro, ognuno dei generali che aveva collaborato alla creazione di quel gigantesco dominio tentò di diventarne le rede. Tra questi generali pretendenti detti di ado, che cioè successori, inizio a una serie di guerra che durarono circa ventame, le guerra dei di ado, che cioè le guerra dei successori. Ragazzi, non scherziamo quando vi dico che si tratta di uno dei periodi storici più ingarbogliati e di sempre. Non ci metteremo a raccontare tutti dettagli perché queste guerra erano avanti allungo e a parteciparvi foro notante persone, tantino mi diversi, date, discontri importanti. Vi basti sapere che nessuno dei generali di Alessandro riusci a prevalere sull'altro e che alla fine il vasto impero che Alessandro aveva conquistato fini per sgretolarsi in vari regni che chiamiamo regni e l'enistici, ognuno dei quali per circa due secoli è per la propria storia autonoma. Ma torniamo a qualche anno prima della morte di Alessandro. Vi ricordate che nel 332 avanti Cristo Alessandro durante la sua conquista del Egitto aveva fondato la città di Alessandria sulla focce del Nilo. Ebbene, questa era diventata la capitale del regno e l'enistico più ricco e vitale fra tutti, fondato da tolo meo primo, detto il salvatore. Tolo meo e i suoi descendenti favorirono la cultura greca in ogni modo e fondarono ad Alessandro e il museo e la biblioteca. Sarebbe stata la culla della civiltà mediterranea per molti secoli. Un altro importante regno e l'enistico era quello di Siria, fondato dal generale Selleuco, era un regno ricco, ma nasceva già fragile, perché era troppo difficile controllare con una piccola casta di regente greca con gli immenzi territori. Nacro comunque è molta città greca, tra cui Antiochia, che divenne uno dei principali snoti commerciali dell'epoca. Un altro regno che Nacco, in questo periodo, è che divenne un importante centro di cultura con la sua biblioteca, fu quello di pergamo sulle coste della Turquia sotto il Sovrano atta lo primo. Diferente fu la storia per il regno di Macedonia, la base di partenza di Alessandro Magno, ormai era isolata delle provinci orientali, non aveva grandi risorse e dovete affrontare l'hostilità dei greci e le invasioni dei galati, un popolo Celtico. In sostanza, dopo aver conquistato mezzumondo, i maccedoni tornarono essere un popolo piuttosto marginale. A questo punto vi starete chiedendo "Elle Pauli Sgrache" che fine avevano un popolo.
fatto, a Ten ormai non era neppure l'ombra della città che era stata nel quinto secolo, era povera e isolata, ma dobbiamo riconoscere il fatto che era rimasta comunque importante culturalmente, soprattutto per le importanti scuole filosofiche che avevano l'Ile loro sedi, anche Sparta ormai era più onbatta nel declino in cui stagnavano le altre città della Grecia. Inizio ho presto una fase di migrazione verso le ricche città dell'Oriente, che da una parte favorì l'ellennizzazione, cioè l'agricciizzazione del mondo allora conosciuto, ma dall'altra produce una gravi crisi demografica che impoverì ancora di più le città della Grecia, meno persone, uguale città che crescono meno più povere. Ma mentre i regni elenistici prosperavano e l'agricità si diffondeva, a Oriente e in Africa, a occidente cresceva il dominio dei romani. Quando si conclusa la guerra di Roma contro cartagene nel 202 avanti Cristo, l'espansione verso il mondo greco fu inarrestabile. Nel 1797 i romani sconfiscero Philip 5 di Macedonia e 7 anni dopo fu la volta dell'Ré di Siria, nessuno riusci più a fermare l'espansionismo romano e piano piano tutti gli stati allenistici furono conquistati. L'ultimo regno a cadere sotto il dominio di Roma, come abbiamo ricordato poco fa, fu legitto della Regina Cleopatra, insieme a lei morì le stream o barlume della libertà elenica. Ma come dice in una famosa frase orazio, Grecia capta a fer un victor emcepit, ovvero tradotto la Grecia conquistata ai romani con cui sto il selvaggio vincitore. La Grecia nonostante diventasse una provincia di Roma con la sua cultura conquistò le menti degli uomini romani, degli scrittori, degli artisti ai politici. Ma torniamo al flusso migratorio che dalle città in poverite della Grecia si direbbe esserso riente. Migliaia di persone vedevano questi nuovi regni come un mondo ricco di opportunità. Dalle gittà alla Mesopotamia, sorse lo impreve tempo nuove città greche, favorite dai sovrani dei regni ellenistici che, grecizzando i loro domini, speravano di controllare più facilmente il territorio sottomesso con la sua popolazione indigena. E questa politica funzionò anche la classe dominante in oriente delle zone sottomesse si allenizio. I persiani ai popoli che fino a pochi anni prima erano stati sottomessi ai persiani non impararono solo la lingua greca ma anche gli usi ai costumi greci. Vi furono scrittori egiziani che scrissero in greco la storia dei loro popoli, scrissero in greco anche filoso, fiestorici e bravi, il Mediterraneo orientale e le regioni l'intorno diventarono di lingua e cultura greca. Avete presente l'inglese per noi? Ecco simile. Era importante conoscere il greco a quell'epoca, se non è il greco e non sapevi il greco era un po' veraggio sul serio. So, a cosa stanno pensando i più attenti fra voi. Visto che i greci avevano tanti dialetti a seconda delle regioni in poco menitalia, quale di aletto si parlava? Si parlava la coine di aletto comune, una lingua molto vicina al dialetto attico del quarto secolo, la lingua che avete letto traducendo se no fonte, per esempio. Questa lingua comune verra usata non solo per comunicare oralmente ma anche in letteratura. Il prestigio culturale di atene era stato talmente grande che nonostante il declino aveva comunque influenzato la lingua comune l'enistica. Quali sono altre conseguenze dell'elenismo? Gli studiosi sono concordi su un po' di cose, che il declino della polis, la città stato greca, e la creazione di grandi regni monarchici orientali, è be come conseguenza da un lato, la fermazione dell'individualismo, cioè del non sentirsi più parte di una comunità specifica, vista l'impossibilità di determinare qualsiasi cosa a livello politico, e dall'altro del cosmopolitismo, cioè del sentirsi cittadini del mondo, anche a causa del distacco dalla comunità locale. Di questo nuovo modo di vedere il mondo, uno dei testimoni più interessanti ha stato lo scrittore di comedia menandro, se non ve lo ricordate bene potete ascoltare la puntata su di lui. Ma spieghiamo meglio questo ultima cosa che è molto importante. Nell'ambito della polis, della città stato, sin dai suoi primi albori, il cittadino faceva parte di una collettività sentita come un organismo politico, un uomo era prima polites, cittadino, e poi individuo. Le decisioni si prendevano insieme in assemblia e il proprio voto poteva fare la differenza nelle scelte che venivano prese. Ma ora nell'ambito dei regni e l'enistici, l'uomo non solo è suddito di un sovrano e non partecipa più alla vita politica, ma vive in un mondo che dopo a L'essandro Magno non ha più confini, il suo voto, il suo singolo volere, conta meno di niente, e allora in molti si sganciano dal patriotismo dalla fedeltà alla comunità in cui si nasce. In fondo ora si fa parte di una comunità molto più vasta, no? Ecco perché l'individualismo, il cosmopolitismo, sono gli ideali dell'epoca elenestica. Per capire la cultura multietnica, multiculturale di questo periodo, pensate ad Alessandria de Gitto, ad Alessandria vivevano i cittadini Greci, Macedoni, i Greci provenienti d'altra città, la popolazione Gizia, gli immigrati e brei e Siriani, gli schiave di varie nazionalità, questa straordinaria con mistione fragente di cultura diverse, favorita una parte dell'enizzazione dei non Greci e dall'altra l'influenza orientale sui Greci che iniziarono a derire a nuove culti religiosi. Ora riusciamo a capire un po' meglio perché lo studioso drois è n'acchiamato questo periodo storico "ellenismo" o "eta ellenistica". Nel campo della cultura, il libro diventò lo strumento privilegiato per la trasmissione della letteratura. Vi ricordate fino all'etaclastica, la letteratura, soprattutto la poesia, è rallegata all'occasione. Le tragedie greche venivano composte per essere messa in scena davanti al pubblico a tenese durante le feste di Dioniso. Il pubblico era il popolo e l'artista non doveva solo intrattenerlo ma doveva soprattutto istruirlo perché il popolo aveva potere decisionale e era attivo politicamente. Ora sono i soverani a sovvenzionare l'attività poetica, non più la polis. Già in epocar Kaica c'erano stati dei tirani illuminati che avevano creato in torno a loro una corte di artistima. In questo periodo la pratica dell'evergetismo diventa sistematica, non sbiancate su questa parola difficile, e vergetismo. Ewer Gates, in greco, vuol dire "benefattore" e se vi parlo di "evergetismo" dei sovrani intendo dire che "ire" e i sovrani sovvenzionarono pienemani la creazione di centere di ricerca e biblioteche. Insomma, più o meno quel fenomeno che più tardi prendendo il nome da "meccennate", un personaggio importante della storia romana, si chiamerà "meccennatismo", il ricco strarico e potente che decide di donare una parte della propria ricchezza per il bene di tutti, per finanziare l'arte, lo studio, la ricerca. Certo, non si può nascondere che quando si danno tanti soldi per qualcosa poi spesso si vuole cercare di controllarla. La volontà dei sovrani e vergeti era quella di controllare la cultura, appoggiando l'identità culturale della classe dominante greca e la sua supremazia sui popoli sottomessi. In cambio dei soldi e degli honori, ovviamente, il poeta metteva quella nelle sue opere e l'oggi al sovrano benefattore di turno. I poeti per vivere di arte avevano bisogno di trovare un ricco protettore, come vedremo ad esempio nella puntata su teocrito di Siracusa che dovete lasciare la sua città per cercare l'appoggio di Tolo Meo II, Philadelphia Degitto. Tolo Meo II fu uno dei sovrani che spese più denaro per favorire la cultura, ma ne parleremo fra poco. Torniamo per il momento alla nuova figura di poeta, venuta meno nella dimensione politica dell'arte. Il letterato non è più il sapiente che deve interpretare la realtà per i suoi concittadini. Da questo momento nace il concetto di arte per l'arte e il disprezzo per il popolo ignorante. Ora il poeta è anche uno studioso di letteratura e scrive per essere letto e compreso da altri poeti studiosi come lui. Riguardo, a questo mutamento vi invito ad ascoltare la puntata su Callimaco il massimo esponente di questo nuovo modo di fare letteratura. Voi vi domanderete il popolo e il popolo aveva le sue forme di intrattenimento, poemi epici e operete attrali ancora si recitavano alle feste. Veniva vista dagli artisti e dagli intellettuali più importanti come una letteratura di consumo di squadri, scarca qualità di serie B per intendercet. E purtroppo ci è rimasto molto poco di quelle opere d'arte per cui non è nemmeno facile giudicare quanto ci fosse di vero e quanto fosse un pregiudizio di persone molto colte. Tra le conseguenze di tutto ciò l'abbiamo detto c'è la nascita di una cultura del libro, lo strumento che permette di conservare le grandi opere del passato e di far circolare le nuove opere contemporane fra uomini di cultura che possono permette di comprarli questi libri che all'epoca costamano molti soldi. Errivato dunque il momento di tornare ad Alessandria il più importante centro culturale di quest'epoca tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo totholeo meo primo Sotter, il salvatore fondò il museo, cioè la casa delle muse, una istituzione religiosa che metteva sotto la protezione delle muse lo studio e la ricerca. Si trattava di una vera e propria comunità di studiosi che risieteva nel museo a spese della corte, vi riporto le parole del geografo strabone per farvi avere un'idea. Il museo fa parte della regja, ha un portico con colonne, una piazzetta e una vasta sala dove i doti del museo mangiano in comune e in comune viene messo anche il denaro, un sacerdote di rige il museo e un tempo veniva scelto da irre, ora da Augusto. In sostanza si trattava di una pensione gratuita per letterati essenziati, ma la vita la dentro non era
così tranquilla come potremo immaginare. Questi studiosi passavano una parte del loro tempo all'Itigare e appunzecchiarsi fra di loro in un'atmosfera nervosa tragelosia e competizioni. Cello testimonia, uno degli autori più importanti di quell'ambiente callimaco, quando si difende dai suoi detrattori nel prologo degli AITI, ma soprattutto nel primo giambo quando immagina che iponatte poeta, arcaico, considerato il massimo esponente della poesia Giàmbica, cioè la poesia della presa in giro delle offese, torni, fra i vivi, per convocare tutti i letterati e li inviti a non essere più invidiosiglioni degli altri. Questo clima ha fatto di tensioni e invidi e lo testimonia anche un frammento del filoso fu epoeta timone di fliente che rappresenta questi doti come degli scribacchini di libri che litigano senza tregua nella gabbia delle mose, cioè il museo, e vivono rinclusi da palizzate di libri. Meno certa è l'origine della famosissima Biblioteca, che secondo una fonte bizantina fu fondata, poco dopo la fondazione del museo, all'inizio del terzo secolo avanti Cristo, dato lo meo secondo fila delfo, to lo meo avrebbe fondato anche una seconda Biblioteca fuori dalla reggia. Questo sovranno non bado a spese per l'acquisto di libri da ogni parte del mondo, e sembra che contattò gli altri sovrani per chiedere loro di inviarli opere di qualsiasi natura dalla poisi alla medicina. Il medico del secondo secolo dopo Cristo Galeno ci riportano tizie su una legge molto curiosa. To lo meo aveva ordinato che tutti i libri che sbarcavano ad Alessandria fossero requisiti per farne delle copie e che si restituiscerò ai legittimi proprietari no gli originali ma le nuove copie. Insomma, to lo meo era lanciatissimo in questo progetto, sembra che abbia incaricato il filoso Fodemetrio Faleréo di aiutarlo nell'impresa di costituire la Biblioteca. Demetrio Faleréo era amico del poeta menandro e al suo ritorno ad Atene instaurò un regime oligarchico illuminato ma questa è un'altra storia. Immaginate a questo punto la massa di libri che confluì nell'arco di poco tempo nella Biblioteca, qualcuno doveva promettere ordine catalogarli, no? Ci pensò il capo Bibliotecario Callimaco che scrisse ben 120 libri di catalogo ipinarches, ovvero le tavole dove non si limitò solo alle opere conservate ad Alessandria ma secondo la sud a una specie di enciclopedia bizantina, Callimaco compose indici di tutti quelli che erano stati importanti in ogni campo della letteratura e dei loro scritti. Insomma, con questo flusso di libri da catalogare, copiare, studiare, nasce la filologia, cioè lo studio dei testi literari e la critica del testo in tesa come correzione degli errori di chi questi testi li accopiati. E' mai capitato di copiare a mano testi molto lunghi sicuramente vi sarà capitato di commettere degli errori di distrazione? Ecco dopo ore di copiatura, questo capitava anche ai professionisti e loro errore li manneva nel testo copiato e finiva negli altri libri che venivano copiati da quel testo, solo per fare un esempio. Alla biblioteca di Alessandria erano giunte da tutte le parti del Mediterraneo tantissime versioni dei poemiomerici, tutte diverse tra loro per la presenza di errori che nell'arco del tempo erano stati inseriti nel testo originale. I filologi che lavoravano nella biblioteca cominciarono dunque a confrontare le diverse versioni per individuare gli errori e ristabilire la utentico testo americo. I poetiche incontreremo nelle prossime puntate saranno poeti filologi, dediti non solo alla poesia, ma anche alla filologia e alla critica letteraria vedremo che questi poeti straordinariamente colti apporteranno molte innovazioni all'interno dei generi letterari tradizionali e spesso si divertiranno a mischiarli in forme nuove. Callimaco come vedremo sarà il massimo esponente di questo nuovo modo di fare letteratura e i suoi principi ne diventeranno i cardini, la poichillia ovvero la varietà di forme contenuti, la leptotes cioè la raffinatezza e la cura del verso, la brevita dell'opera, l'ironia, la poesia come gioco letterario. Il genere letterario più invoga in questo periodo fu l'epigramma, la forma di componimento più breve possibile, ma non voglio spoilerarvi nulla. Perciò vi rimando all'ascolto della puntata dedicata a questo genere letterario, l'epigramma. Un altro genere molto amato in questo periodo fu l'Elegia, ricordate cosa era un'Elegia, si trattava di un componimento poetico, indistici, elegia, ci cioè un esometro e un pentametro alternati che in epoca archaica veniva recitata nei simposi e poteva avere vari contenuti, poteva essere una esortazione i propri compagni, una riflessione sull'amore o sull'esistenza umana. In epoca e l'enistica invece sembra avere avuto grande fortuna un tipo di Elegia narrativa che in seguito ha espirato la poesia latina di tibullo, propersio e o video. Portròppo ci sono rimasti praticamente solo titoli e frammenti di tutta questa produzione, compreso quello che veniva considerato il capo lavoro di Callemaco, gli AITIA, una raccolta in quattro libri proprio di elegie a carattere eziologico, cioè con il fine di spiegare le cause delle cose, ad esempio il perché di una certa usanza o di un culto particolare. Un altro genere letterario che in questo periodo e che influenzò molto il mondo latino, fu la cosiddetta poesia di da scalica che aveva la forma metrica di un po' e mai épico, l'esametro e che aveva per scopo l'insegnamento di una disciplina, il verso e le leganze letterarie adovevano aiutare a memorizzare nei contenuti. Il modello di questo nuovo genere fu esiodo, la autore arcaico delle opere e i giorni ve lo ricordate. Era un po' ema che parlava di lavoro nei campi, ma badate bene le opere e i giorni non era un po' ema di da scalico perché esiodo non voleva insegnare il mestiere ai suoi compaesani contadini e la sua opera era rivolta al pubblico delle feste in cui veniva ricettata l'epica, quindi era un opera epica a tutti gli effetti. Come potete immaginare un contadino del settimo secolo, avanti Cristo non aveva bisogno di imparare i trucchi del mestiere da un po' età, ma esiodo fu amatissimo dai poeti e l'enistici e si spirarono a lui per questo nuovo genere trasformando il suo intento epico. Un opera di da scalica importante che merita di essere menzionata, per esempio, è il poe maastronomico di Arato di Soli, i fenomeni. Arato è un importante scrittore l'enistico. Questo opera divisa in due parti. Nella prima parte, Arato descrive la volta c'è l'este, mentre nella seconda parte descrive i segnali utili per prevedere le variazioni meteorologiche, adattare lo stile metri qualmateriale astronomico fu un'impresa che riusci molto bene ad Arato, ammirato da Callimaco per la sua leptotes, cioè per la sua raffinatezza. Ma i fenomeni è però ancora più successo fra i romani. Ne vennerò fatte tantissime traduzioni in latino, lo traduzerò anche cicerone altre persone importanti per non parlare del poeta Virgilio che prese i fenomeni di Arato e le opere i giorni di esiodo come modelli imprescindibili per le sue georgie. E proprio per rimanere in tema di scienza voglio che ricordiate che in questo periodo non foro non solo la letteratura e la filologia a fiorire, ma anche le scienze matematiche. In questo periodo, ad alle Sanria troviamo anche EUCLIDE. Si, quelle EUCLIDE della geometria EUCLIDE ha chiamato nei primi due anni del liceo. I suoi elementi sono stati usati come testo fondamentale, scolastico di geometria fino all'età moderna. Ci ti amo ancora qualcuno. Anche il famoso Archimede, studio ad Alessandria, ma vice moria si raccusa la sua patria. Archimede applicò la meccanica alla soluzione di problemi geometrici. Ci sono giunti molti suoi trattati, ma si rese famoso soprattutto per avere intuito le leggi che regolano il galleggiamento e per l'invenzione di macchine dispositivi come la vite di Archimede, usate in idraulica per sollevare i liquidi. E infine un altro grande scienziato che voglio menzionarvi fu era tostene di Cirene che riusci a misurare la circonferenza della terra, sbagliando solo di 300 chilometri, ma definire scienziato era tostene ridutivo. Insomma, alla fine di questa puntata spero che abbiamo compreso il fermento culturale che animo il mondo greco dopo le grandi conquiste di Alessandro Magno. È vero, l'uomo greco è diventato sudito a perso la sua libertà, ma lo stesso tempo è diventato cittadino del mondo e la sua mente ha cominciato a spaziare senza confini, ci ha pensato Alessandro Magno ad abbatterli per lui. Avrei dovuto parlarvi di tante opere di tanti intellettuali di questo periodo, ma il tempo è tiranno, io ho preferito farvi respirare la ria di novità di questa epoca, invece di fare lunghi e l'enchi, noiosi di autori e opere per lo più frammentarie. Però non fate i vagi e ascoltate le prossime puntate sui esponenti dell'epoca e l'anistica. E ricordatevi che Alessandro Magno aveva solo due anni più di voi quando è salito al trono e ha cambiato la storia, così tanto per motivarvi. Maturadio è un progetto di podcast dei dati cipere la maturità promosso dal Ministero dell'istruzione con la collaborazione di Radio 3 e 3 Cani, supervisione di dati cacura di Loudness, ideazione di Christian Rhymo, la sigla di maturadio e di Teoto-Ardo.
Podcast Summary
Key Points:
Il brano descrive la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., basata su un resoconto di Plutarco, segnando l'inizio dell'età ellenistica.
Alessandro, partito dalla Macedonia a 20 anni, conquistò un impero fino all'India, fondando Alessandria d'Egitto, ma morì di febbre (forse malaria o avvelenamento).
Dopo la sua morte, l'impero si frammentò in regni ellenistici (Egitto tolemaico, Siria seleucide, Pergamo, Macedonia) dopo le guerre dei Diadochi.
L'età ellenistica (323-31 a.C.) vide la diffusione della cultura greca (ellenizzazione) tramite la lingua comune (koinè) e la nascita di centri culturali come Alessandria.
Conseguenze
Il Museo e la Biblioteca di Alessandria divennero il cuore della cultura ellenistica, con studiosi come Callimaco, ma anche tensioni e invidie.
Summary:
, descritta da Plutarco, e il suo impatto storico. Alessandro, re macedone che in soli dieci anni creò un impero dall'India all'Egitto, morì di febbre alta, forse per malaria o avvelenamento. C.
(battaglia di Azio). Dopo la sua scomparsa, i generali (Diadochi) si combatterono per il potere, frammentando l'impero in regni come l'Egitto tolemaico (con capitale Alessandria), la Siria seleucide, Pergamo e la Macedonia. Questi regni promossero l'ellenizzazione: la diffusione della lingua greca (koinè) e della cultura greca in Oriente, favorita da migrazioni e dal mecenatismo regio (evergetismo).
La polis declinò, lasciando spazio a individualismo e cosmopolitismo. Alessandria divenne il centro culturale più importante grazie al Museo e alla Biblioteca, dove studiosi come Callimaco lavoravano, ma in un clima di competizione e invidie. L'età ellenistica si concluse con la conquista romana, ma la cultura greca influenzò profondamente i vincitori, come ricorda la frase di Orazio: "La Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore".
FAQs
Il protagonista è Alessandro Magno, il re e condottiero macedone che creò un vasto impero.
L'età ellenistica va dalla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. fino alla battaglia di Azio nel 31 a.C., circa 300 anni.
I suoi generali, detti diadochi, combatterono per il potere, e l'impero si frammentò in vari regni ellenistici, come l'Egitto tolemaico e la Siria seleucide.
Nacquero l'individualismo e il cosmopolitismo, con il declino della polis e la diffusione della cultura greca nel Mediterraneo orientale.
Era la lingua greca comune, basata sul dialetto attico, usata per comunicare e scrivere in tutto il mondo ellenistico.
Il Museo era una comunità di studiosi finanziata dal re, mentre la Biblioteca conservava e diffondeva opere letterarie, diventando un centro culturale cruciale.
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