Azioni e obbligazioni non bastano più? Ecco come investirei oggi
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L'episodio analizza come costruire un portafoglio di investimento partendo da zero nell'attuale contesto di crisi energetica e incertezza geopolitica. Viene evidenziato come la tradizionale avversione al rischio degli italiani, che privilegiano immobili e titoli di Stato, abbia causato una significativa perdita di ricchezza rispetto ai mercati azionari globali. Il mondo post-2020 ha cambiato le regole: inflazione più alta, frammentazione delle supply chain, aumento della spesa militare e debito pubblico elevato rendono obsoleto il semplice approccio 60/40 (azioni/obbligazioni globali). Sebbene le obbligazioni non siano più un rifugio sicuro in termini reali, mantengono un ruolo cruciale come cuscinetto durante le recessioni e per ridurre la volatilità del portafoglio. La proposta chiave è un portafoglio a tre motori: azioni globali per la crescita, obbligazioni investment grade per la stabilità nominale e asset reali (oro, materie prime, obbligazioni indicizzate) per proteggersi dall'inflazione e dagli shock geopolitici. L'obiettivo non è inseguire il momento perfetto, ma costruire un'abitudine di investimento disciplinata, a basso costo e diversificata, adattata al nuovo contesto macroeconomico.
Se non avessi mai investiti in vita mia e mi svegliassi questa mattina con l'impulso di cominciare a farlo, proprio nel pieno di una crisi energetica con effetti potenzialmente delle teri su crescite economica e inflazione. Come costruire il mio porta foglio? Oggi partiamo dal cuni presodizi finanziari squisitamenti italiani che per qualche ragione hanno destato l'interesse internazionale, spiegiamo perché regole che sono a parse di buon senso per decenni su come locari i propri soldi, oggi abbiamo bisogno di una rinfrescata e infine mettiamo insieme 3 porta fogli per 3 diversi tipi di investitori. Ah e diremo anche perché le tanto bistratate obbligazioni hanno ancora un ruolo importante nei porta fogli. Non lo stà detutto. Sigla! Una produzione corazzo social media company. Bentornati, Avelbull, il tuo podcast, di finanza personale. Tu, proprio tu che mi sei guardando e ai dei risparmi, vuoi investirli bene, vuoi farli in modo semplice implementabile ragionevole. Tu che vuoi capire come dovrebbe investire una persona normale che parte da 0 proprio oggi. E proprio a te che è dedicato questo episodio. Ma in realtà è dedicato anche a tutti coloro che già investono perché raccontare come investirei oggi partendo da 0 e in realtà anche un modo per mettere insieme tesi generali di assetallocation con testo specifico di oggi e implicazioni pratiche. Farò un po' di premesse importante nella prima metà dell'episodio. Se però queste premesse non d'interesse ne vuoi andare subito al porta fogli ci sono i capitoli qui sotto da qualche parte e vai nella seconda metà. Prima di guardare quello che vi pare però permettetemi di dire che queste episodi è sponsorizzato da conto, schieto con l'acqua ma si legge conto. Chi un quale un'attività lo sa, inumori non sono una roba da commercialista, sono la storia del tuo business, gli incassi che entrano, le spese che escono, le tasse, le fatture da inseguire, le ricevute che spariscono nell'ulla quando devi fare la note spese e dei qui che conto arriva a semplificarti la vita. E un conto business costrumenti integrati per gestire le finanze azendali in modo chiaro intuitivo. Ai pagamenti, carto azendali, gestione spese e fatturazione in un unico conto business, puoi anche creare dei sottoconti per separare entrate, tasse, espese, che una di quelle cose semplici che però tievita non sacco di confusione. In pratica, conto non ti dice "non pensarci tu". Ti aiuta a pensarci meglio, con più controllo e meno perite di tempo. Così tu puoi pensare solo al tuo business. Per scoprire di più su conto e su come puoi aiutarti a gestire le finanze della tua attività, visita conto.com, quindi qocto.com oppure clicca sull'inche in descrizione. Domanda delle domande. Ma oggi, ha davvero senso cominciare ad investire? Ora, ok, c'estate la guerra iniera nelle conseguenze economiche possono essere disastrose. Però vorrei fare un comunicato alla patria agli italiani tutti. Citadini, non è mai un buon momento per investire. Cioè, se il criterio è, non è un buon momento per investire, fin tanto che ci sono cazze massi in giro per il mondo, estemo freschi il giorno buono per investire saranno nel 2000 mai. E tra l'altro, se mai arrivasse quel giorno, quello sarebbe probabilmente giorno peggiore per investire, perché verrebbe dire che il premio arrischio sarebbe prossima zero, quindi tanto va rebbe. E poi, se non era la guerra con l'Iran, avivamo comunque rischio bolla delle Iai, il rischio nel private credit, il rischio sistemi con sulla tenuta dei BBT pubblici. Di motivi per farci la sote non investire, ce ne sono sempre in abbondanza. Ma questa, purtroppo, è una caratteristica strutturale di noi italiani che c'è costata miliai a di miliardi di euro di ricchezza di sipatene gli anni. La nostra cronica versione arrischio e la nostra bassa propensione dell'investimenta azionario, ha rappresentato uno strutturale fattore di devolezza dei nostri tessuto socio-economico. E non lo dico mica io. Cioè, lo dico anch'io da un pezzo questa parte. Pra mi ha lasciato stube fatto che, addirittura, Bloomberg ha fatto escire un articolo su l'Italia, che probabilmente avete visto in giro perché è stato molto citato. E il titolo è tutto un programma. La paura degli italiani di comprare azioni sta costando miliardi al paese. Si tratta fondamentalmente di un articolo sulla discutibile predilezione degli italiani per l'investimento immobiliare a discapito di quella ben più formidable macchina di ricchezza che sarebbe invece il mercato azionario. Perché, al neto dell'inflazione, il mercato immobiliare italiano inagregato vale oggi 30% in meno di quanto valeva nel 2006. S'ho che questo è una verità difficile da digerire e soppure che ci sono singole situazioni virtuose dove le cose non sono andate così. Però inagregate così. Investire in immobili, piaccio non piace, è mediamente un'idea di merda. Ma non è questo il punto dell'episodo di oggi. Il punto è prendere atto che l'italiano medio, figlio della sua stessa cultura, è molto più sensibile al tema della protezione invece che a quello della crescita. Il problema è che questa cosa non è senza conseguenze perché è risultato in una gigantesca aperdita di ricchezza generazionale. Negli ultimi vent'anni la crescita nominale del mercato immobiliare italiano è stata praticamente zero. Quella del Fuzzy Mib, poco più di zero, e solo perché dal 2022 la concentrazione nel lindice di realtà bancare e sicurative che hanno fatto utili recorda grazie a tassi di interesse elevati, ha tirato su tutta la baracca. Però per confronto, l'SNP 500 nel lo stesso periodo è cresciuto di un 3,450% senza contare dividendi. Quindi amica mia o amica mia che mi stai seguendo o amici che non seguono debulde gli amici che seguono debulde che cercano di convincervi che state sprecando il vostro risparmio? Diamoci la mostra perché siamo già fuori tempo massimo da un pezzo. Secondo banca di Italia, fino a 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane, è la pare a quasi a 12.000 miliardi di euro, ma interminerei a lì comunque ancora al di sotto livello del 2021, e qui sta al punto. I italiani, mediamente, non è che sono poveri, che sono mali allocati. Per questo è molto importante iniziare ad investire prima possibile perché ancora non ho cominciato a farlo e in questo episodio vi diamo come si dovrebbe investire o come si potrebbe investire con buon senso, per sin oggi, nonostante, tutto qualche sta cadendo nel mondo. Ora, non possiamo nemmeno ignorare che negli ultimi 5-6 anni sia effettivamente successa delle cose che hanno completamente trasformato il volto del mondo come lo conoscevamo. Dopo quasi 40 anni di progressiva globalizzazione, integrazione economica internazionale, di declino costante dell'inflazione, di supply chain sempre più economiche, di energia basso costo e di costante spesa pubblica a supporto di economie mercati. Oggi tutto questo è parzialmente cambiato. Il covid, la guerra di Ukraine, l'introduzione dei dazze americani, traaltro sono usciti dalla porta perché sono stati dichiarati legali dalla cordo suprima, ma in qualche modo vedrete che torneranno dalla finestra perché i dazzi commerciali sono come il denti friccio, una volta che sia al tubetto non ci può rimettere dentro. E poi, ovviamente, c'è stata la guerra con Liran che ha messo il moto tutta la serie di conseguenza sulle supply chain energetiche che sarà ancora da misurare. Oggi viviamo in un mondo più frammentato con la maggior parte dei governi occidentali che hanno pochissimo spazio fiscale per intervenire sull'economia, visto l'enorme e debito accumulato negli ultimi 20 anni. E soprattutto ci sono tutte la serie di fattori che tenderanno probabilmente a spingere verso l'altro l'inflazione. Il primo è che, da il covid, l'inflazione si è posizionata in maniera consistente supral target del 2% soprattutto negli stati uniti. Se per anni l'inflazione sta supral target, forse bisogna metà ad un certo punto, è che c'è un nuovo target. 3% is the new 2% E da Ziebombe sicuramente non aiutano in tal senso. Seconda cosa, la frammentazione geopolitica ha portato come conseguenza un aumento significativo della spesa militare, rimuovendo risorse che per esempio potrebbe essere utilizzate per calmierare i maggiori prezzi energetici. 3% la bondanza energetica e quella delle suplice in abastocosto garantita dalla globalizzazione viene meno, perché il reshoring di cui avevamo parlato nel discorso episodio, c'è la tendenza creare in maggiore indipendenza energetica e delle filiere industriali locali, alza i costi, e a quindi uno strutturale effetto inflattivo. Quarta cosa, come vi ha ponderti tante volte, c'è il tema della fiscal dominance. Quando i governi hanno debiti pubblici eccessivamente grandi ai tre soluzioni per gestire il problema. O fai default, cioè fallisci come stato, però non serve spiegare perché non si è una grande idea, o menti le tasse reduci le spese, ma qualunque politico che decide starobare in uncia per sempre la sua cariera politica successiva, perché sarebbe incredibilmente impopolare? Oppure fai corere l'inflazione, tendendo i tasse di interesse artificialmente più bassi del dovuto, così il valore reale del tuo debito come stato si riduce, però ha discapito di chi detiene il tuo debito come obbligazione, e dei tuoi cittadini che perdono potere da questo. Per quanto non sia una bella prospettiva, però di fatto questa è l'opzione di default. Il giappone è la pratica da decenni e pur è l'unione europea tenuto i tasse lungo termine più bassi di quei che avrebbe prezzato il mercato, grazie a continui interventi da parte della BCA che ha comprate garantito miliagliati miliardi di debito soprattutto dei paese le sue Europa. In i Stati Uniti, sapete che Trump vuole "tassi bassi" più di qualunque altra cosa al mondo? Cosa comporta tutto questo? Nel lungo termine non lo so, ma nel breve termine comporta che i portafogli devono essere un po' ripensati, almeno in parte. Sicuramente tutto questo gioco appesantemente a sfavore della ricetta preferita dell'italiano medio. Investire in immobili si scontra con una demografia che è ininarrestabile contrazione e contasse di interesse più alti che riducono il valore degli immobili. BTP ad Nausea, forse anche qui non è l'idea del secolo, perché della loro garanzeno minale che offronote ne fa i poquino, un mondo in cui tassereali sembrano destinati a rimanere strutturalmente più elevati. E poi avere tante liquidità, a me.
scapisce da soli perché se dobbiamo preparaggio ad un mondo con inflazione al 3% ogni 23 anni i tuoi soldi varranno la metà e quindi se non hanno un rendimento reale positivo, il tuo potere di acquisto continuerà a consumarsi. Come sapete, il portafoglio di riferimento di default dal generazioni è stato 60% azioni globali, 40% obbligazioni globali. Intendiamoci, il 60/40 è un portafoglio migliore di quei chi oggi va di moda raccontare. Non è morto per niente e non rappresenta una cattiva decisione di investimento a lungo termine. Probabilmente però oggi non è la scelta migliore che si può fare. Detto questo, mentre investire nella classica 3 da italiana, mattone all'equidità BTP più qualche polizio fondo comunecare come il fuoco, aggettivamente molti limiti, molti ineficienze e, di fatto, vi ho la molti dei sacri principi del buon investimento. Il 60/40 conserva la sua nobile ragiondessere soprattutto semplimentato a costibassi. Solo che semplicemente, se devo partire oggi, probabilmente si può fare di meglio. Quello che io farei è partire da un portafoglio semplice semplice, ma non con due ben siccon tra i gambe e quitticlobale. Obligazioni in investment grade e asset reali. Con quanto peso da locare in ciascuna di S lo vediamo dopo e chiaramente dipende dalla toleranza rischio, dall'orizzante temporale, dagli UBT e dalle preferenze soggettive. Però appunto, andate più avanti se vi interessa solo questa parte. La struttura generale, però è questa che abbiamo descritto. Anche se non sembra, diciamo le cose come stanno. Questa sarà in buona parte un appuntata sui proi contro delle povero obbligazioni. Non sembra però, vedrete che alla fine questo è il succo. Comunque partiamo da qui, perché uno dei prejudizzi più innervate nella mentalità del risparmiatore medio e più difficili da sradicare, riguarda proprio la falsa sicurezza dei bond, forse ancora più cristallizzata dell'altra cemenza cosmica, il mattone e un investimento sicuro. Il problema di titoli di stato è che viene venduto una certezza che in realtà non esiste. Tu credi di aver messo in ghiacci tui soldi comprando un titolo di stato, ma la verità è che in un contesto di inflazione, tassi di interesse potenzialmente in salita, il valore reale di tui soldi non è sicuro per un bel niente. Queda qua. Il titolo di stato decennali più solidi, liquidi e sicuri del mondo, almeno fino a poco tempo fa, il treasero americano, così. Negli anni 70 hanno perso fino al 16% di valore nominale e addirittura il 45% di valore reale. E nel momento in cui stiamo parlando, i treaseri decennali si trovano ancora in drawdown di quasi il 31% reale, dopo essere arrivati a perdere il 36% nel 2023. Quindi, i bond sono sicuri? Sì, no. Se intendi che garantisco una certa sicurezza nominale, sì, ma se per sicuri intendi che il tuo potere da qui stai messo nel ghiaccio, no? No, per due motivi. Un elogico, cioè se esistessa un strumento che cancella completamente un rischio, il rischio inflazione in questo caso, dovresti pagare questo beneficio in termini di rendimento, non si può avere la moglie piene, la bottiglia c'è un'acqua. No, come era? Contrario. Va bene, ci s'ancappiti. Il altro è tecnico. I titoli indicizzati proteggono dall'inflazione attesa, non da realzo di tassi reali. Cioè mi spiego. Si ho aggiuntito la decennale indicizzato rende 1%, ma domani tassi reali salgono al 2% perché il mercato richiede un premio più alto per motivi politica monetaria o per qualche altra combinazione di variabili, il prezzo del tuo bond indicizzato scende comunque. Mettiamola così, i bond nominali sono legate le variazioni di tassi nominali. I bond indicizzati sono legate le variazioni di tassi reali. Non esiste una soluzione che ha solo pro e niente contro. Si invatti confrontiamo i trezori decennale con i tips decennali dal piccolo del 2020 oggi, i tips hanno perso si di meno, ma intermini reali sono comunque ancora sotto del 16%, quindi la loro protezione non è mai certe assoluta. Ora però, attenzione una cosa. Quello che abbiamo detto non implica che le obbligazioni non avviano comunque un rollo fondamentalo nel portafoglio. Ce l'anno, per almeno tre motivi. Il primo e che i bond funzionano benissimo nei contesti di recessione, quando c'è il problema è la cresita, non l'inflazione. Il problema è che non è che ti avvisano prima le soli di una recessione. In portafoglio deve avere asset che rispondano diversi fattori macroeconomici. In questa fase potrebbero non funzionare, ma è come dire che assenso mette risalvagenti solo sugli aieri che precipitano in mare. Il secondo è che in media attinono la volatilità del portafoglio, riducendo il drawdown, rischio di sequenza e dispersione dei risultati. In termini di utilità marginale del tuo patrimonio non è una cosa da poco, soprattutto perché puoi anche avere un'orizzonte temporale lunghissimo, ma in verità non sai mai quando ti servivano davvero i tuoi sotti. Il terzo motivo è che anche in un momento come questo, in cui le pressioni inflazionisti che portano azione e bonda ad essere più correlate tra loro, il fatto che abbiano una correlazione positiva non significa che non diversivi che non portafoglio. La correlazione ad un anno è salita ultimamente, mai titoli di stato restano comunque molto meno correlate le azioni della maggior parte delle altre asset claschie ci sono in giro. E' tutto questo, veniamo al cuore dell'episodio. Che cos'è certo, cosa è probabile e cos'io opinione? E' certo che il mondo post-2020 ha reintroduuto a fattori macro che negli anni 2000 erano stati quasi anestetizzati, inflazioni stabile, energia più geopoliticiizzata, commercio più frammentato, politiche industriali più aggressive, maggior peso della difesa e della sicurezza economica. E invece probabile che nei prossimi anni tassi reali mediere siano più alti di quelli del decennio alle nostre spalle e che la correlazione azione e bond sarà meno strutturalmente negativa di qualche stato impassato. Ora, non sappiamo se ogni anno sarà come il 2022. Sappiamo però che il mondo in cui il 40% in bonda vi lanciava benissimo il 60% in azioni non è più quelli in cui viviamo. E quindi possibile che in questo contesto abbia senso aggiungere una terza gambareale al classico blocco, azione obbligazioni. Se inizia sia oggi da zero, penserebbe un porta foglio come una combinazione di tre motori con funzione diverse. Il primo, ovviamente, è la crescita e l'identro, ci sono le azioni globali. Il secondo motore è, chiamiamolo, la stabilizzazione nominale e il cuscinetto antirecessione e l'identro ci stanno le obbligazioni di qualità. Il terzo motore è la resilienza nei regimini in cui inflazione, shock geopolitici o realzi di matere prime mettoni in difficoltà contemporaneamente i primi due. E l'identro ci mettiamo a setreali come oro, comoditi, sinflusjon linked e eventualmente managed future soperi più studiati. Volendo anche un sovrappeso sui settori azionari, energia e difesa, potrebbe avere senso come diremo tra poco. L'idea quindi è partire con un porta foglio semplice ma che abbia set che funziona. Se è in scenari di shock da domanda come le recessioni, se è in scenari di shock da offerta. Partiamo dal primo blocco, azioni globali. Se sei un investitore dei riteli italiani principiante o intermedio, il cuore della tua crescita dovrebbe stare qui. Espozione a tutto il mercato azionario globale, senza scommesse specifici sui giugrafi, settori, trend, con un asterisco sull'escorso energia di fesa magari che vediamo dopo. Tanto per essere originali, un ETF che replica indici come LMSI or Country Ward oppure uno che replica al Fuzio or Ward, ecco che è il cuore del tuo porta foglio azionale. LMSI or Country Ward ha dato ufficiale da 40 anni e nonostante i 13 anni sottà quattro al 2012 e 2013, in cui ha reso nominalmente zero, complessivamente ha fatto 8,57% di ritorno medio annualizzato. Che poi in parole povere vuol dire "moltiplicare il tuo investimento iniziale di quasi 27 volte lungo 40 anni". Si ripeterà paro paro anche nei prossimi 40 anni? Non le dato sa perlo. Probabilmente quelli sono stati risultati molto generosi, ma se anche i prossimi 40 anni fossero un po' meno generosi di uno due punti percentuali, ne sarebbe comunque valsa la pena. Tra l'altro si potrebbero fare i tanti discorsi legati al fatto che oggi le valutazioni americane sono più tirate di molte altre arregiografici e quindi potremmo stare qui a parlare fino alla notte dei tempi, si si è giusto prendere lindice con la capitalizzazione di mercato o sovrappesare altre aree più economiche. Però se inizia a si oggi ad investire non sarebbe questa la mia preoccupazione principale. La mia priorità sarebbe costruire un'abitudine corretta, esposizione globale, costibassi, disciplina di acquisto e zero pip e mentale sui rendimenti attesi in base alle valutazioni di partenza. Poi c'è il blocco obbligazionario. Qui vanno fatte tre distinzioni che spesso in Italia adono fonte di fronte indimento. Primo, Bond non vuol dire BTP? O, sembra stranova, non ci sono soli BTP. Secondo, Bond non vuol dire reddito o flussi di casa così mi impago le spese. Terzo, Bond non vuol dire asset che non perde mai. In un portafoglio di buon senso la funzione dell'obbligazione è contenere la volatilità quando l'azionario scende, spesso, è anche se non sembra. E anche quella di offrire una riserva di stabilità nominale e soprattutto quella di protegerti incertiscenare recessivi e deflattivi. Quindi se ne ziassi oggi nel blocco Bond usere intanto dei Bond nominali di alta qualità con ampia diversificazione, come ad esempio un globa laggregate e già tu in euro oppure direttamente governativi in euro, abbiamo già spiegato tante volte perché in assenza di una visione precisa o di una strategia legata alle valute in media preferiamolo avere il rischio valutario con i Bond. In immece nell'ottica del discorso bentornati anni '70, probabilmente inserire anche una parte indicizzata all'inflazione potrebbe avere senso. E come regola di massima potrei dire, non lo so, due terzi di obbligazioni nominali e un terzo di obbligazione indicizzata all'inflazione perché se il mondo si presta maggiormente
scioghi inflattivi, allora avere una parte della gambo pubblicazione rassensibile a questo rischio, alla sua logica. Non perché vincerea sempre, ma perché riduce i casi in cui il portafoglio subisce moraggeta tutte le parti contemporaneamente? Per esempio, dall'inizio della guerra, fino a fine aprile, gli inflation linked europei hanno effettivamente reto meglio rispetto ai governativi europei nominali. E qui arriviamo alla terza gamba. Quella più indigesta perché non appartiene il catichismo classico, BTP, liquidità, casa, azioni, se proprio proprio ma solo dentro fondi che costano tanto rendere un rompoco. Quei le opzioni sono diverse. L'ora la scelta più ovvia, non tanto come hedge puntuale contro l'inflazione, perché non ha sempre avuto una reazione meccanica gli scioghi inflazioni istici. A quasi sempre funzionato molto bene invece negli scioghiopolitici e in generale ha una tese di investimento forte nello scenario di debatement, cioè di inflazione pilotata per sgonfiare i debiti pubblici. Abbiamo poele materia prime, che di per sé sarebbe una scelta logica, soprattutto se la guardiamo con gli occhi di oggi. Però hanno anche una serie di problemi. Intanto mostrano una simmettria positiva dei rendimenti. Tradotto, fanno spesso a cagare e poi si apprezzano velocemente in maniera episodica. Quindi devi tenerle in portafoglio sempre, sopportando periodi magari anche lunghi in cui ti consumano capitale che potrebbe rendere più. Questa cosa si vede molto bene, se per esempio guardiamo gli ultimi 5 anni e confrontiamo il Bloomberg con ModiTindex con MCI World. Anavuto un rendimento abbastanza simile con le comodities in leggero vantaggio nel giorno in cui ho presidati, ma evidente che tutta la performance dell'indice di matere prime è concentrato nel 2022 e l'inizio del 2026. Sbagli di poco el timing e tutto il beneficio viene meno. Quindi se una vuole avere comodi di simporta foglio, conviene che le abbia sempre e che rilanci in quegli episodi ci momenti in cui fanno il botto. Inoltre hanno il noto problema del contango. Si comuniti e f sulle materia e prime investi in futures sulle materia e prime. Il fatto di rinnovare periodicamente il future con sua derrendimento, perché in circostanza standard il prezzo del future è superiore al prezzo spot e poi due prezzi vanno a convergere la scadenza. Il risultato medio è che l'investitore compra sistematicamente il future sono un prezzo più alto e poi lo rivenda ad un prezzo più basso quando deve rollarlo con il future successivo. Terza cosa, diciamo così, è una scommessa contro l'ingegno umano, contro la sua capacità di trovare sempre nuove risorse a costi sempre più bassi. Però la loro funzione di diversificazione regime inflazionistici o di sciò creale non è inventata. Seguadate questa tabella di Morningstar, anche sulla livello cromatico si capisce bene che le comoditi se sono state sempre la migliore asset classa durante tutti i principali regime inflazionistici. L'altro bisogna riconoscere che per esempio è una società come Vanguard, che forse è una società più stock-s and bonds del mondo e che più di qualunque altra contribuita a consacrarli il modello dell'investimento bai in ordine alzione obbligazioni. Sono anni che nelle sue capita al market assumption stimo un ritorno per le comoditi sparagonabili a quello delle azioni americane, il superiore a quello del Bloomberg e USAGREGATE BOND. Poi ci sono i manager future. Abbiamo accenato tante volte al fatto che hanno due grandi pregi e due grandi rifetti. Il primo pregio è che sono forse l'asset class strutturalmente meno correlata alle azioni. Il secondo è che non si tratta di un asset tipo le opzioni put che proteggono nelle crisi manorendimento atteso negativo, perché loro hanno un rendimento atteso positivo che semplicemente è decorrelato dal mercato azionario. Qui per esempio potete vedere la performance degli ultimi dieci anni dell'indice di Societe General sui commodity trading advisor come si chiama "La categoria dei manager future" e poi si può vedere anche il confronto con azionario globale e con i bond. L'altra rica che vedete invece la performance dell'unico fondo che ha una versione TF disponibile in Europa. E qui veniamo ai due problemi. Il primo problema è che ha accesso lo questo TF di IMGP con ticker dbmf che è molto piccolo, molto recente e piuttosto costoso. Secondo problema è che anche in questo caso parliamo di un strumento che magari sangu in a poco ma molto a lungo e poi delle performance seccezionali molto concentrate, con tutto qualche comporte in termini di difficoltà comportamentale di investirci a lungo termine. Per un investidor un po' più evoluto una certa quota di trend following che è un altro modo perché mare, diciamo "Mondom Energy Future" può avere assolutamente senso perché storicamente queste strategie hanno effettivamente offerto diversificazione soprattutto nei grandi regimi di dislocazione. Però sono d'accordo che non sia per tutti, soprattutto vista l'offerta molto limitata che c'è sul nostro mercato europeo. Oltre moppzione, come dicevamo prima, sovrappeso di azioni di fese ed energi. In particolare le azioni energi e pure, diciamoci dentro utili ti schien qualche modo, sono collegate, rappresentano a settore con la più bassa correlazione media al mercato in generale. Anche qui non è una cosa scrita nella pietra perché le correlazioni cambiano nel tempo e le performance sono altale nanti. Se però allargiamo lo sguardo, cerniamo conto che per esempio l'MCI wardenergi in realtà riportato una performance di lungo termina addirittura superiore a quella del MCI ward. Negli ultimi 30 anni ha reso mediamente quasi un punto percentuale in più all'anno. E discorso ancora più estremo puoi essere fatto per il settore di fesa. L'MCI Aerospace and Defense negli ultimi 30 anni ha riso 4 punti percentuali in più dell'MCI ward. Ora, io non sono affato un grande fan degli investimenti settoriali e soprattutto degli investimenti settoriali quando vanno di moda, come in questo momento. Però bisogna dire che non sovrappeso strutturale su questi due settori, nell'ottica di avere maggiore diversificazione in determinati regimi, può avere un certo senso, perché uno si è in grado di registire tutte quelle fasi in cui inevitabilmente andranno meno bene del mercato. Oggi bisogna dire sono entrambi settori molto più cari dell'MCI ward e anche questo un fatto da considerare. Difeese in particolare e dal 2022 che cresceri i ritmi incredibili ormai lindice scambia 30 volte gli utili attesi contro 18 volte l'MCI ward. Energi pure è molto costoso in torna 20 volte. Quindi non so se oggi partendo da zero considererai questa soluzione. Se però ci fosse nel futuro una finestra in cui la tensione energetica e militare si smorza un po' e scendono un po di hype intorno a questi due settori, magari un discorso che va rebbe la pena riprendere. Detto questo se iniziassi effettivamente oggi, come tradurai tutto quello che abbiamo detto in pratica? Facciamo tre esempi. Primo caso, investitore prudente con orizzonte lungo ma sensibile alla volatilità di brevetermine. In quel caso potrei pensare a qualcosa tipo 40-45% di equiti globale, 25-30% di bondo nominali, 10-15% in flash on lente e 15% per la terza gambareale che potrebbe essere per semplicità metà ore metà con moditi. Facciamo contentore idelio. È un porta foglio che rinuncia magari a un po' di crescita attesa per comprare però più stabilità anche comportamentale. Secondo caso, il messitore medio, orizzonte lungo, tolleranza rischio discreta e capacità di reggere droda on moderati. Qui si potrebbe fare qualcosa tipo 60% equiti globale, 15% bondo nominali, 10% in flash on lente e 15% real ass. Questo potrebbe essere un punto di equilibrio interessante per molta parte della platea retail perché è semplice, facilmente implementabile, a un chiaro motore di crescita, una gamba di stabilità e una copertura di regime inflazionistico. Terzo caso, il messitore agressivo, orizzonte molto lungo, ottima tolleranza la volatilità, reddito stabile, capacità di continuare a comprare durante i bear market. Qui forse uno potrebbe considerare anche di andare verso 70% di equiti, 15% bondo nominali e 15% anche solo di oro. Perché solo oro? Boh, pure il ukubrazione mia, però se devo guardare il rendimento di lungo termine quello delle comoditi se stato praticamente zero mentre quello del loro è stato più elevato di ritorri di quello di titoli di stato. I di se mi interessano meno i singoli regimi, ma voglio comunque un porta foglia tra i gambe, questa sarebbe la mia prima sceta che tra altro e anche quella che ho in porta foglio. Come sarebbe andati questi 3 porta foglie? Usato asset in dollari e niente in flash on lente per avere un bek test fino al 1970 però sono certo che sposterebbe poco e che comunque sia utile per rendere il discorso qualitativo generale che stiamo facendo. Come ti aspetteresti quello più prudente avrebbe reso meno, ma avrebbe anche avuto meno volatilità e droga un più contenuti, mentre contrario quello più aggressivo avrebbe reso di più, mal costo di cali più lunghi e profondi. Ora domanda delle domande, ma quindi il 60/40 non va più bene? Dipende, se intendi è ancora un porta foglio sensato, dignitoso, razionale per tantissimi investitoni e soluzione, ma anche la soluzione ottimale sta sempre in un mondo di inflazione più instabile, scioggio politici più frequenti? Meno, detto questo, 3 obiezioni sono possibili. 1. Non staremo forse sovrastimando il cambio di regime? Magare il 2022 è solo stato un incidente violento e non il nuovo stato di natura. E magari tutta la vicenda iraniana terminerà con maggiore stabilità geopolitica, non necessariamente peggiore. Magari l'inflazione tornerà verso livelli più ordinati, i bond torneranno a fare bene loro mestiere e allora i real assets faranno anni di sottoperforma, se il tuo porta foglia tre gambe finisce per rendere meno di un banalissimo 60/40. Possibilissimo che possa andare così. Fati non sto dicendo che la terza gamma vincera sempre, sto dicendo che paga un premio assicurativo contro alcuni regime che oggi nessuno si sente discludere. 2. Lazionario globale, oggi, soprattutto con l'americano, però intermi nei relativi anche altri mercati, parte effettivamente da valutazione elevate.
Quindi stiamo dicendo a uno che inizio a investire, di investire in azioni non ho standire endimenti futuri potrebbero essere modesti. Anche qui, l'obiezione è corretta, però la risposta non è, aspetta che scendano i prezzi. La risposta è calibra le aspettative. Forse il prossimo decennio non sarà così e superante come quello appena vissuto dalle large cap stati uniti, ma non e neanche detto che ci aspetto il nuovo decennio perduto. Rendimenti inferiori non vuol dire rendimenti negativi. Semplicemente non aspettarti di avere la stessa fortuna di chi ha comprato su primitie e fazionario di ci amifa. Obiezione numero 3. Per un principiante aggiungere "oro" comodis, "manage future" significa introdurre complessità. Verissimo. Ma infatti l'ottimo, ammesso che questo sia l'ottimo, è nemico del buono. Tra un risparmiatore con tutti i soldi sul conto che finalmente inizia di investire nel più banale dei pack sul Vanguard alla estratrice G6040 senza pensare più. E uno che si fa mille pipe perché non capisce come gestire un portafoglio contro PiASET, o meglio il primo tutta la vita. La cosa più importante è un portafoglio in cui si riesce a rimanere investiti a lungo, non quello che in teoria massimizza lo sharp ratio in base al contesto macro. Prima di chiudere ci sono poi due erorio posti che secondo me vanno ben messi a fuoco perché vanno evitati in ogni modo che sono due erorio e gli estreme di uno spettro. Erorio 1 è "I" per diversificare. Se preteni di avere un portafoglio "I" per esilienta, ad ogni possibile contraccolpo del mercato, aspettati di lasciare per strada anche molto rendimento. Puoi essere una scelta assolutamente legittima, ma ricordiamoci sempre che rendimento di un portafoglio su premio per il rischio. Però ogni rischio che cancelli c'è potenzialmente un premio che ti perdi. Quindi l'obiettivo non è cancellare del tutto la volatilità in ogni momento. L'obiettivo è ridurre il più possibile la proveda che il portafoglio perde al 30-40% del suo valore nel momento peggioro della tua vita. Erorio 2 dalla parte opposta è sovrastimare la tua toleranza rischio. Sò che mi stanno guardando tanti 100% in azioni si vola. Per alcuni questa cosa al senso, ma se avete iniziato ad investire da quando esiste questo podcast, tenete presente che questi ultimi tre anni sono stato un esempio di scenario particolarmente rosio, nonostante tutti i casino che abbiamo sempre raccontato. Ne che va sempre così eh? Siate davvero pronti a gestire periodi come il 2002, il 2007-2008, il 2022, o dramatici periodi di perri da reale anche se magari non nominale come negli anni '70. Se siete davvero pronti a gestire anche un decenio di zero rendimenti reali, tutto ok. Altrimenti vanno a fare qualche riflessione in più. Scoprire di aver sovrastimato la propria toleranza rischio durante un lungo per markete e un pessimo momento per avere queste pifania. Voglio chiudere con una riflessione. Il vero problema italiano, ma anche europeo per la verità, è che spesso confondiamo prudenza con immobilismo e familiarità con qualità. C'è ci piace ciò che conosciamo la casa, sotto casa, il titolo di stato della repubblica, il conto di posito, il prodotto della banca, perché almeno se succede qualcosa, so chi chiamare, però ciò che conosci non è necessariamente ciò che ti conviene. La nostra diffidenza crone che nei confronti dell'investimento finanziario ha un costo macroeconomico e patrimoniale, perché se una società come la tanto risparmelo allo camale non solo rinunciare indimento, rinunci anche a finanziare in modo più efficiente la sua crescita, l'innovazione e la ricchezza generazionale. Non è solo un problema di finanza personale e un tema culturale. Quindi se oggi non ho ancora iniziato ad investire, iniziere a farlo il primo possibile cercando un portafoglio sufficientemente robusto da funzionare in tanti contesti diversi, ma che mi permetta di stare investito il più possibile, il più lungo possibile. E spero che questo episodio l'abbiano visto non solo tanti italiani che già investono, che spero abbiano un po' di Food Fort 8 nuovo fino al prossimo episodio, ma anche tanti italiani che non investono ancora e che magari saranno spronati finalmente a capire che investire non è, solo aggiungere la cilie gina sulla torta della propria vita. Ma è una questione proprio esistenziale di cui ne va del benessere nostro e delle generazioni che ci seguiranno. Finami ci miei e buon investimento soprattutto per chi comincia oggi. Come sempre vi invito a mettere seguire e iscrivi al canale su Spotify, YouTube e Apple Podcast, per supportarci per metterci di continuare a produrre contenuti che vi spiegano nuovi reggimi e terze gambe, ma alla fine investite in qualche ripare perché cominciate. Sempre nuovi. Vi invito inoltre iscrivervi alla newsletter domenicale di Debula andando su www.dv.com/dv.com e di uscita il link in descrizione. Per questo episodio invece è davvero tutto e noi ci rivediamo tra pochi giorni con un nuovo appuntamento assieme. Sempre qui, naturalmente con Debula, il tuo podcast di finanza personale.
Podcast Summary
Key Points:
Gli italiani sono storicamente avversi al rischio, preferendo immobili e BTP, causando una perdita di ricchezza generazionale.
Il contesto macroeconomico è cambiato
Il classico portafoglio 60/40 (azioni/obbligazioni) non è morto, ma oggi potrebbe essere migliorato aggiungendo una terza componente: asset reali.
Le obbligazioni non sono prive di rischi
L'investitore che parte da zero dovrebbe costruire un portafoglio a tre motori
Summary:
L'episodio analizza come costruire un portafoglio di investimento partendo da zero nell'attuale contesto di crisi energetica e incertezza geopolitica. Viene evidenziato come la tradizionale avversione al rischio degli italiani, che privilegiano immobili e titoli di Stato, abbia causato una significativa perdita di ricchezza rispetto ai mercati azionari globali. Il mondo post-2020 ha cambiato le regole: inflazione più alta, frammentazione delle supply chain, aumento della spesa militare e debito pubblico elevato rendono obsoleto il semplice approccio 60/40 (azioni/obbligazioni globali).
Sebbene le obbligazioni non siano più un rifugio sicuro in termini reali, mantengono un ruolo cruciale come cuscinetto durante le recessioni e per ridurre la volatilità del portafoglio. La proposta chiave è un portafoglio a tre motori: azioni globali per la crescita, obbligazioni investment grade per la stabilità nominale e asset reali (oro, materie prime, obbligazioni indicizzate) per proteggersi dall'inflazione e dagli shock geopolitici. L'obiettivo non è inseguire il momento perfetto, ma costruire un'abitudine di investimento disciplinata, a basso costo e diversificata, adattata al nuovo contesto macroeconomico.
FAQs
Sì, perché non esiste un momento perfetto per investire: ci saranno sempre rischi geopolitici o economici. Aspettare il momento ideale significa perdere potenziali rendimenti a lungo termine.
Gli italiani tendono a preferire l'immobiliare e i titoli di Stato, credendoli sicuri, ma l'immobiliare ha perso il 30% in termini reali dal 2006, e i bond non proteggono dall'inflazione. Questa avversione al rischio ha causato una perdita di ricchezza generazionale.
Un portafoglio moderno dovrebbe avere tre gambe: azioni globali per la crescita, obbligazioni di alta qualità per la stabilità e asset reali come oro e materie prime per proteggersi dall'inflazione e dagli shock geopolitici.
Le obbligazioni servono a ridurre la volatilità, proteggere durante le recessioni e offrire stabilità nominale, anche se non sono esenti da rischi come l'inflazione o l'aumento dei tassi di interesse.
Le azioni globali, come l'indice MSCI World, hanno reso in media l'8,57% annuo negli ultimi 40 anni, moltiplicando l'investimento iniziale di 27 volte, mentre l'immobiliare italiano ha perso valore in termini reali.
I titoli di Stato, anche quelli americani, hanno perso fino al 45% di valore reale negli anni '70 a causa dell'inflazione. Non proteggono automaticamente il potere d'acquisto, specialmente se i tassi reali salgono.
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