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Attacco all’Europa

21m 55s

Attacco all’Europa

The transcription features a dialogue between Silvia Boccardi and Francesco Rochetti, discussing the Globally podcast and the National Security Strategy (NSS). The NSS is characterized by a strong emphasis on sovereignty and national identity, particularly focusing on reclaiming lost national sovereignty in various realms. It also touches upon the NSS's views on Europe, America Latina, and transatlantic relations, highlighting a potential shift in transatlantic dynamics. The dialogue explores Europe's response to the NSS, indicating a pragmatic approach aimed at mitigating potential impacts while also showcasing vulnerabilities in Europe's stance. Overall, the dialogue provides insights into the implications of the NSS on international relations, particularly in the context of transatlantic dynamics and Europe's positioning in response to the NSS.

Transcription

2575 Words, 16924 Characters

Ciao, io sono Silvia Boccardi, giornalista. Io sono Francesco Rochetti. Questo è Globally, il podcasti Will, in cui grazie agli asparti dell'ispi. Diamo gli strumenti per analizzare e orientarci trascenari internazionali incontino un mutamento. Il mondo cambiafrete questo uno spazio per raccontare e capire il cambiamento la politica internazionale e oggi la nuova strategia americana, speriamo in modo chiaro. La crisi tra Europa e Stati Uniti non è l'unica attenzione che Bruxell sta affrontando, ma è quella che in queste ore domina le prime pagine, dagli attattivi già i divanza, alle istituzioni europee, alle interferenze di Elon Musk, fino al nuovo documento di strategia di sicurezza nazionale firmato da Donald Trump. Una NSS che descrive l'Europa come un continente indeclino e invita apertamente gli stati dell'Unione Europea a coltivare la resistenza a suo interno. La Commissione Europea è rimasta spiazzata e mentre Washington guarda solo alla competizione con la cina, sembra che l'Europa senza risorse ne potere militare conti sempre meno. Oggi entariamo con Mario del Piero, professora Sianzbo e ricercatore associato i spi. Ciao Mario! Ciao Buongiorno! Ecco Mario, grazie per essere tornato da noi. Torni da noi nel momento in cui viene pubblicata questa National Security Strategy, è un documento di cui di solito non si parla molto, soprattutto da questa parte del Atlantico, invece se ne sta parlando tantissimo. Ci puoi raccontare che cos'è quanto è un documento operativo, in quanto invece è un manifesto quasi ideologico di quello che vorrebbe fare la ministrazione americana. Allora è dall'86 che le amministrazioni sono obbligate per una legge del Congresso a produrre questo documento, questa national security strategy, inizialmente lo facevano con cadenza annuale. Crederanno a documenti relativamente brevi. Poi a partire dai primi anni 2000, dalla famosa National Security Strategy di George Bush, nel settembre 2002, sono diventati documenti più lunghi, articolati, prodotti con cadenza più o meno quadrenale, uno per ogni mandato presidenziale, quindi due di Bush, due di Obama, il primo di Trump, quello di Biden che poi fu immediatamente rivisto in conseguenza della pressa lucreina e oggi questo ultimo. Allora tendenzialmente sono documenti pubblici. Sono documenti inviati al Congresso, quindi non contengono intelligence sensibile. Non possono me danno indicazioni operative minute, tendono ad essere dei manifesti politico e ideologici o delle dichiarazioni di intento. Io credo di avere le letture tutte le NSS, perché le usiamo anche come documenti negli corsi, nelle mie classi, documenti tendenzialmente noi riuszissimi, poi con certe strategici della NATO, non so poriferi, pieni di banalità, ce ne sono alcune che fanno eccezioni, appunto quella di Bush, del 2002, la prima di Trump e questa seconda in cui la natura di manifesto politico e ideologico è molto marcata, insieme, diciamo totalizzante, c'è poco altro, anche proprio in modo in cui è scritto mostra che veramente che esperti, funzionari del Dipartimento di Stato, della difesa, al consiglio per la sicureta nazionale non sono stati coinvolti, questo è una dichiarazione fortemente ideologica, a varie parti che colpiscono due credo in particolare, quelle sull'America Latina e quella sulle urofa qui a Sennavitu. Ecco, raccontaci un po' che cosa c'è scritto dentro questa NSS? Quelli sono i punti principali. Io ho letto un tuo articolo recentemente in cui necessitavi quattro in particolare, no? Quattro grandi blocchi, che cosa parliamo? Parliamo di una énfasi che eraggiate da quella dell'altra NSS, di Trump, la del 2017, parliamo di sovranità, c'è una fortissima énfasi sull'obbligo, la necessità e la possibilità per gli stati uniti di riacquisire spazi di sovranità, di sovranità nazionale perduta. In tutti gli ambiti dalla sicurezza non ho sviluppando una capacità difensiva contro un attacco misilistico e liberandosi dall'interdipendenza nucleare, notornando a essere vulnerabili, a la sovranità economica industriale, a la sovranità rispetto a catene transnazionali di valore, che ci rendono dipendenti da stati di produzione su cui non abbiamo controllo, la sovranità energetica, sovranità ovunque, questo documento come era 8 anni fa. Poi c'è la fermazione forte di un'identità nazionale, essenzialista, razziale, quasi pre-costituzionale, che si cerca di proiettare di estendere su un più ampio spazio nordatlantico, fino a coinvolgere anche l'Europa. È l'idea su prematiste, non so come altro definirla, di un su prematismo in cui l'ocidente deve riscoprire le sue radici, la sua identità, la sua tradizione. Il sottotesto è un'identità bianca e tendentemente cristiana in un passaggio che colpisce molto del documento, quando si riferisce agli alleati nato, si dice che alcuni di questi alleati stanno perdendo il loro carattere europeo. Stanno diventando non i european, ma non si sa sulla base di quale proviazioni temporafiche, questo, però si sostenga, cos'è la Francia, dove sono molti Mussulmani e la Germania, dove ha cresciuto la popolazione di colore. Non si capisce bene per se faccia riferimento, ovvero si capisce con il sottotesto, perché poi si dice perdendo il loro carattere europeo, probabilmente non saranno più così schierati al nostro fianco, come in passare. Quasi sei il collante della nato, non fosse un collante politico, diplomatico, strategico e secolitario, ma un collante identitario e quindi è religioso razziale. Vada bene, nel 148, non l'ora sotto il secretario di Stato, prossima secretario di nazion, deve giustificare l'ingresso dell'Italia, nell'allianza Atlantica, e in uno scambio col presente truman scrive l'Italia, partire naturalmente la sfera Atlantica in termini di razza, civiltà e religione. Ui sa queste categorie, però su categorie che erano problematiche, l'OA, c'è uno del 48, nel 2025, quello sono ancora di. La terza chiave di questo documento, con documento imperialista, su l'America Latina, ai riferimenti imperialisti, sono chiari espliciti e non sottacciuti, si fa addirittura riferimento al. Ha una dottrina morro e un corollario trampa la dottrina morro. Il resto del mondo deve stare fuori dall'America, che gli ameri che suggiaccio, ma un'igiemonia statuita insede, un'igiemonia che legittima anche un interventismo diretto, fino a anche militari, come quello che stiamo vedendo rispetto al Venezuela. Ecco, qual'è il significato concreto dell'invito a coltivare la resistenza dentro l'Europa? A chi si riferisce e quali effetti, secondo te, può avere? La quando il presidente della principale potenza mondiale, dell'unica vera superpotenza globali, anche oggi parla, parla inevitabilmente a più pubblici. Parla un pubblico interno, una partire dal suo elettorato, il suo mondo politico di riferimento, parla un'opinione pubblica internazionale, a tanti pezzi di questo opinione pubblica internazionale. Un messaggio anti-Européo, anche Eurofobico, si colloca nel solco d'una tradizione politica, la cultura politica delle stazioni, e soprattutto di una certa parte della destra americana. Usare questi codici, diciamo così, solletica le punzioni di una parte della propria base, della parte del proprio elettorato. Per presentare l'Europa come antimo dello, per presentare l'Europa, come arrivale, per presentare l'Europa, come spazio di decadenza, diciamo prima identità, di civiltà. Civilization, come categoria, iperproblematica, ritorna frequentemente in questo discorso. Tiamo che si parli un po' anche la pancia di un tuo elettorato, ma parli anche alle opinioni pubbliche europei, e all'opinioni pubbliche di paesi, dove lo scetticismo anti-unione europea, l'euro scetticismo è diffuso, dove vi sono forze politiche, di destra radicali, che trovano nell'opposizione dell'Unione Europea, il progetto europea, una delle loro ragioni di esistere. Parli anche a governi, che consideri modelli, lo orban e lunga reali intellettuali di aree amaga, da tempo la presentano come un modello. Parli a questi governi, e speridi scardinare dell'interno, diciamo così, il progetto europeo. Poi due cose, ma non dette. La prima, da un punto di vista banalmente ideologico, la transnazionalità cosmopolita, internazionalista dell'Europa, unita e l'antitesi del sovranismo, nazionalista, essenzialista, raziali, trampliano, quindi c'è proprio uno scontro di modelli. Da un punto di vista banalmente politico, è più terreno, uno europea prova con i suoi mezzi a fare politiche in visi a questa amministrazione. Da la azione sul cambiamento climatico, il convolgimento europeo, dentro questa diplomazia multilaterale, che cerca faticosamente di fare qualcosa e di farlo collettivamente. All'iniziativa dell'Unione Europea, per cercare di regolare l'attività dei giganti digitali statunitensi e per togliere loro dei privilegi monopolistici, geopolitici di cui beneficiano al tentativo di sanzionare questi giganti con le molte mask, a Google. Queste sono politiche in visi alla amministrazione perché in visi a interessi economici pesanti che con questa amministrazione, oggi hanno un legame quasi organico, con queste amministrazioni, soprattutto con il vicepresidente, Jade Evans, che è il punto di riferimento di questo mondo. Questa settimana abbiamo visto diversi attacchi all'Unione Europea prima da parte di mask su X, tra l'altro attacchi che sono arrivati dopo, una multa no molto importante a X, importante anche se poi diciamo nella dinamica della grande ricchezza di mask, sicuramente una contraduzione. 120 milioni di euro a me e a te pare una grande riferenza della vita. Una multa, una multa incontramenze di sosta, perché abbiamo parcheggiato male, però sicuramente, diciamo, questo ha pesato a livello mediatico, sicuramente, per lo meno, noi abbiamo tutti parlato di quanto mask sia stato anche violento nelle sue esternazioni paragonando l'Europa al Quarto Reich, poi Jade Evans è arrivato adetto, invece, addirittura, al livello politico, con l'NSS, ma in generale trampa detto, non valete niente, ecco, tutto questo sono i episodi isolati o è parte di una strategia più ampiacea. L'Europa è davvero senza risorse, senza innovazione, senza potere militare, o è questa una razione utile a Washington per, in qualche modo, ridiffinire i rapporti. Allora, havia questo convincimento che l'Europa è al meglio un partner subalterno dipendente parassitario che può essere facilmente piegato in virtudio di questa sua subalternità di questa sua dipendenza. E la partita dei da Steve, in una certa misura, pare validare questo convincimento. L'Europa è pure su quel ambito, commerciale e grande potenza non riesce in ultimo a difender, si ho accetta un compromesso, ultimo pesante per le sue imprese, abituate a pagare un dati e un dati che stanno tra l'uno, il due per cento che si ritrovano al 15, comunque meglio il 50. Questo è la al meglio. Al peggio è un attore antagonistico, rivale e comunque demore. antagonistico rivale disseramo da un punto di vista ideologico di qualche rappresente assimole, di un istitore rivale per tipo di politica che fa. Io credo che questa visione dell'Europa sia una certa misura parte integrante di un'ideologia della destra statunetena. Anche perché paradossalmente costituisce una quasi una colla che unisce i due pasti diversi del Movimento Maga. L'Europobia è presente, diciamo, tra l'intellettuali come banno tra un mondo populista. Trampiano che è caritico verso il modello sociale europeo, verso i modelli di inclusione della diversa di rispetto, della diversità, i modelli, molti raziali, molti culturali che l'Europa embisce a rappresentare, a cui embisce a dare voce. E' l'Europa in Visa, e' due arlusi della Financial Times, le chiamava i bro ligarchi, bro oligarchi della High Tech, che magari ha una visione molto più globalista rispetto ai bannon e al populismo, ma agai però odiano l'Europa perché l'Europa fa politiche di regolamentazione, dell'intervigienza artificiale, fa politiche che allora non piace. Allora, lo posiziona l'Europa o questa Eurofobia, perché lo si tratti di Eurofobia, no? Che ne assieme le due anime che altrimenti divergono su tante altre questioni del movimento male. Quindi credo sia abbastanza organica all'ideologia maga, anche perché poi può farleva non su estereotipi su topo, e che hanno radici profonde nella cultura politica e statunitensa della destra, statunitensa. Poi credo anche a tutto ciò Trump che creda il giusto, un Trump interessato sostanzialmente a fare soldi per sastesso e per il suo paese, non ha convenzioni particolaria, a una approccio alla politica estra, molto transazionale. C'è domani le dovesse tornare utile di regolamentazione europea, un progetto fantastico, lo direbbe senza problemi. Credo che invece, per figure come vans, figure come Peter Till, molto vicino, sappiamo a mask, figure a vans, figure come mask, dice presente vans e altri, credo che invece, quell'ideologia sia un'ideologia genuina, diciamo così, fondamentale della propria visione del mondo, del progetto politico che si vuole promuovere. Per chiudere Mario, non possiamo non chiederti un commento, una piccora analisi su quella che è stata la reazione europea. Un po' lenta, un po' sorpresa, siamo rimasti sorpresi da questo documento, da quello che c'era dentro questo documento? Credo che l'Unione europea, ai principali governi europei, è uno scommesso su alcune cose, dialogando con trampo, non rispondendo con forza, all'offensiva mave, a trampiana, e anche all'insulti all'offese che sistematicamente all'ino. Se cosa sia scommesso? Ah, sulla possibilità, poi attraverso il dialogo di contenerne le ruvideze, di moderare nella radicalità. I datzi alla fine si è trovato un compromesso e tutt'altro che ideale, però molto migliore, rispetto alle premesse. Tu vari in contri con i prenditori italiani in questi mesi, piccole imprese italiani, imprese di nicchia, straordinariamente competitive, che hanno nel mercato statunite, penso, un loro sboco importantissimo. Siamo un secondo esportatore, dopo la Germania e verso i statunite, abbiamo una modello di esportazione molto più diversificato, e tutti questi mi dicevano alcuni disidenti per cento, anche noi speravamo si arrivassi a quello accordo. Rimaniamo competitivi, quel mercato è ancora aperto, comunque poi dazzi li hanno anche gli altri, no? Quindi un atteggiamento pragmatico, questa è la prima scommessa. La seconda scommessa è che Trump si ne andrà, prima o poi, che tornerà una qualche normalità nelle relazioni transatlantiche. E quindi l'Europa ha avuto un atteggiamento, diciamo, non dico passivo, però non ha certo i retto muri, ha dialogato, ha oferto momenti di grande piageria nei conflotti e presenti a studitenza che sappiamo piacere molto attraampa nel tentativo di attuttire l'urto. Può avere un senso politicamente, un atteggiamento di questo tipo, però è chiaro che l'Europa riesce a creare i termini d'immagine. -Certo, no? -Devassassimo. -Mostri una tal debolezza, anche su il dossier commerciale, non sei in grado di tenere la schienadritta, da un'impressione di consistenza ultima che danneggia anche la pila del modello europeo, la sua forza, già in crisi per altre ragioni, a partire delle difficoltà del motore storico della processo di costruzione europea e il motore franco tedesco, tutta la Francia, ma era da Germania, sono passato qualsiasi, stanno passando vicissitudes di politiche e hanno governere relativamente deboli, particolare in Francia. Dicordo che l'Europa ha gestito così il ciplono e Trump, portando a casa dei risultati non ideali, ma migliori di quelli che si rischiava, però anche un'Europa che, nel momento esatto, in cui viene sistematicamente umiliata per credo da un punto di vista proprio della sua immagine, della sua forza, del suo uphill, esce sconfitta da questa partita. - Chiaro, grazie Mario, perché ci hai aiutato a capire effettivamente un po' di più di quello che ha successo in queste ultimi giorni che sono stati esternamente con citati, abbiamo visto dappertutto, in sulti da una parte, risposte tiepide dall'altra, abbracci e schiaffi, quindi grazie, perché finalmente insomma, abbiamo fatto un po' di chiarezza, pur, diciamo, sapendo e capendo che, ecco, l'Europa non ne ha fatto una, non ci ha fatto una bella figura, stiamo a vedere che cosa succederà nelle prossime, nei prossimi giorni, nei prossimi ore ormai, perché tanto questo è lo spanditempo, che abbiamo. - Sì, siamo in mezzo una grande tempesta, in ultimi giorni. - Chiamo in mezzo una grande tempesta. - C'è anche la grande incognita dell'Ucraina di come se ne uscirà. Siamo in mezzo a grande tempesta, non si intravede una via di uscita semplice, tutt'altro. Ho l'impressione che la variabile cruciale, in questo momento, siamo gli stati uniti, gli elettori americani, i cittadini americani, anche a loro capacità di attivarsi, mobilitarsi contro quanto sta avvenendo. - E noi saremo qui per raccontarlo. Grazie Mario e noi ci sentiamo, siti malattrossima.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Discusses the National Security Strategy (NSS) and its implications.
  2. Highlights the emphasis on sovereignty and national identity in the NSS.
  3. Analyzes the NSS's view on Europe, America Latina, and transatlantic relations.
  4. Describes Europe's response to the NSS and its implications for transatlantic relations.

Summary:

The transcription features a dialogue between Silvia Boccardi and Francesco Rochetti, discussing the Globally podcast and the National Security Strategy (NSS). The NSS is characterized by a strong emphasis on sovereignty and national identity, particularly focusing on reclaiming lost national sovereignty in various realms. It also touches upon the NSS's views on Europe, America Latina, and transatlantic relations, highlighting a potential shift in transatlantic dynamics.

The dialogue explores Europe's response to the NSS, indicating a pragmatic approach aimed at mitigating potential impacts while also showcasing vulnerabilities in Europe's stance. Overall, the dialogue provides insights into the implications of the NSS on international relations, particularly in the context of transatlantic dynamics and Europe's positioning in response to the NSS.

FAQs

Globally è un podcast che fornisce strumenti per analizzare scenari internazionali in continuo mutamento.

La National Security Strategy è un documento che esprime le intenzioni e la visione strategica dell'amministrazione americana in materia di sicurezza.

L'invito a coltivare la resistenza all'interno dell'Europa si riferisce alla necessità di contrastare la presunta decadenza e dipendenza dagli Stati Uniti.

I punti principali includono l'accento sulla sovranità, l'identità nazionale razziale e l'approccio imperialista verso l'America Latina.

L'Europa ha adottato un atteggiamento di dialogo e moderazione per tentare di contenere le tensioni e ottenere compromessi, pur mostrando debolezza in alcuni contesti.

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