Go back

Assertività e Voce

19m 49s

Assertività e Voce

Il relatore Gennaro Romagnoli introduce l'importanza del "parave" (gli aspetti musicali della voce) nella comunicazione efficace. Spiega che le persone tendono a imitare il parave di chi percepiscono di status sociale più alto, influenzando così la propria fisiologia e stati d'animo. La PNL utilizza il "ricalco guida" per creare sintonia, ma sottolinea che l'inconscio dell'interlocutore rimane autonomo e può rifiutare i suggerimenti, anche se tecnicamente perfetti. L'assertività, definita come la capacità di far valere i propri diritti senza calpestare quelli altrui, può essere migliorata attraverso un semplice esercizio sul volume della voce. Si consiglia di osservare come si usa il volume in diversi contesti (con sconosciuti, amici, capi) e di modificarlo gradualmente, ad esempio alzandolo in situazioni di timidezza o abbassandolo in caso di aggressività. Un caso studio dimostra come un cliente, aumentando il volume del saluto al bar, abbia ottenuto un servizio più rapido e risposte cordiali, aumentando la propria autostima. L'esercizio, se ripetuto, trasforma il comportamento in un'abitudine naturale. Vengono inoltre menzionati altri contenuti: mindfulness per il dolore cronico, confronto tra apprendimento su carta e schermo, e i benefici del sonno. L'invito finale è a sperimentare il controllo del volume vocale per migliorare l'assertività, evitando di sembrare aggressivi o passivi.

Transcription

2884 Words, 17003 Characters

Italian
Ciao da Gennaro Romagnoli di Psicologia Neorolinguistica, ti do al benvenuto all'Audio Newsletter di questa settimana. Oggi parliamo di comunicazione efficace e in modo particolare di comunicare la comunicazione efficace con la certività e anche con quel atteggiamento che potremmo chiamare timidezza. In altre parole, come utilizzare il tuo "parave" per fare diverse cosette interessanti. In caso tu fossi a terrato subsine al perpuro caso, e bene che tu sappia di cosa stiamo parlando quando citiamo il "parave" si tratta di tutte quelle parti della voce che fanno riferimento al suo aspetto musicale, il tono, il tempo, la dinamica e ritmo. Come forse saprai fra "verbale", cioè il contenuto della comunicazione, le parole che io sto leggendo in questo momento dell'Audio Newsletter, ed il nonverbale, cioè tutto ciò che appunto non è suono, cioè il "parave" è come dicile cose. Forse se seguibsine o più semplicemente sei un appassionato di comunicazione, sei che questo elemento è davvero molto importante per diversi motivi. Primo fra tutti, il fatto che naturalmente tendiamo ad imitarlo. Ma non è una cosa casuale. Infatti i ricercatori hanno studiato che non tendiamo a imitare il "parave" di tutti, ma solo delle persone che percepiamo come di stato sociale più alto di noi, così è facile che ci si ritrovia parlare alla stessa velocità del proprio capo, o con lo stesso tono del nostro microbrechiano "pota". Non è una novità che le persone tendino a imitarsi, se ne erano accorti già nella antichità e da anche i nostri "moderni" psicologi. La cosa interessante non è solo questo, ma anche che questo tipo di imitazione influisce sulla tua fisiologia. Lascia che mi spieghi meglio. In questo momento, se io parlassi davvero molto velocemente inizi a parlare così questa velocità, tu in certo punto inizia resti a provare un senso di "costrezione" di agitazione, oppure come direbbe qualcuno di "ansia". Se invece io parlassi in modo molto lento, tranquillo, rilassato, probabilmente anche il tuo cuore inizierebbe a seguire il ritmo delle mie parole. E quindi a sentirsi più rilassato. Ne abbiamo parlato molte volte qui sub-sine di questo magico effetto della voce. Ma la branca dello scibile attuale che vi ha fatto più affidamento a livello tecnico è stata appunto la PNL in generale tutti quelli che studiano come comunicare in modo più efficace. E la PNL ha tirato fuori il fantastico "ricalco guida". Che significa adattarci volontariamente al "parave urbale" del nostro interlocutore al fine di creare sintonia per guidarlo verso uno stato desiderato. Pico alla nota molto importante. Sì, desiderato, perché se il tuo interlocutore non ha alcune intenzione di sentirse ad esempio "euforico", poi essere bravo quanto vuoi ne ha ricalco guida, ma la tua guida funzionerà poco. Spesso le persone imparano la PNL o cose del genere e poi pensano di poterle usare in modo indifferenziato su tutti, come se fossero delle bacchette magiche. Ma qui c'è "genna" e il "guasta feste" a dirti che se uno non vuole accettare i tuoi suggerimenti, anche se più subliminali sottili e leganti possibili, non lo farà. Bisogna ricordarsi sempre che il nostro incontro è più intelligente di quanto noi pensiamo. E se questo assunto è vero ed è un assunto anche della PNL, allora anche l'inconscio di chi cerchi di influenzare, saprà se accettare o meno i tuoi atteggiamenti i tuoi suggerimenti. Ripeto per quanto tu sia bravo, tecnicamente, nel loro utilizzo. Questo deve realtà farci stare bene, farci pensare all'unicità della persona e al tuo libero orbiterio che resta intatto, anche di fronte a Bander or se fosse vivo ad Erickson, e non pensare che le tecniche non funzionino. Funzionano, ma non con tutti, e non nello stesso modo. Nel campo del cambiamento personale è necessario che il tuo cliente sia predisposto o che nasca quella relazione speciale che lo renda disposto da accettare i tuoi interventi e di tuoi suggerimenti. Detto questo, nell'audio in un sletter di oggi, non parleremo di come eri calcare il paraverbalio di come per suo adere, anche perché lo abbiamo già fatto, il lungo e l'argo impassato. Se sei appena terrato subsine, sappi che ci sono oltre 150 audio di questo tipo sul blog. Ma parleremo di come usare il paraverbalio per accrescere la propria assertività e diventare un po' meno timidi. Anche su questo argomento abbiamo già parlato, ma per chi non lo sapesse, essere assertivo significa sapere far valere i tuoi diritti senza calpestare quelli degli altri. Facile? Mh, mica tanto. Se ad esempio uno ti supera in posta, poi far finta di niente. E di ingergo si dice che stai reagendo come un assertivo passivo. Oppure al contrario, iniziare ad inveire contro un maleducato di turno, e questo si dice assertivo, aggressivo. E' chiaro che nessuna di queste due posizioni è equilibrata. L'equilibrato sarebbe quello che riesce a parlare in modo tranquillo, dicendo mi scusi, mi sta superando. Non si rende conto di ciò che sta facendo? Fra virgolette è una risposta del genere. Qual è il primo strumento che usi in una situazione simile? Cioè, quando qualcuno ti supera? Beh, banalmente la tua voce. Anzi, o meglio, il turno della tua voce. E poi farlo o in modo passivo, quindi non parlando, va ad esempio stando zitto, o parlando in modo esitante. Oppure se si ha arrabbiato urlando, sbraitando. Come molte volte capita a me, ma penso che capiterà anche a te. E' un po' di scegolette, ma è un po' di scegolette. E' un po' di scegolette. Quindi metterti lì e fare tutti i giochini di pianoelle. Facciamo il contrario, modificiamo volontariamente un comportamento, fino a quando questo inizia a influenzare in modo sistemico la nostra mappa. Ma queste modifiche possono funzionare se vengono ripetute e si fanno un passetto alla volta. E' per questo che oggi voglio mostrarti un esercizio facile, facile, che ha avuto grande effetto su molti dei miei clienti. E delegato alla consapevolezza del volume della tua voce. Ok, ho parlato fin troppo. Sul blog troverai tutti i riferimenti teorici e tutta la mappa necessaria per seguire l'esercizio. E adesso, bando alle ciance e passiamo l'azione. Primo, ascoltati. Questo è il passaggio più difficile. Durante le tue interazioni sociali nota come usi il volume della tua voce. Potrebbe essere utile anche chiedere consiglio a qualche amico che ti conosce. Nota se parli controppa forza, controppa foga, oppure il contrario, se parli con una voce di messa silenziosa. Nota le differenze fra quando sei in compagnia di persone che conosci o disconosciuti. Nota la differenza fra quando sei in pubblico oppure quando sei con un amico. Nota la differenza fra quando sei con uomini o con donne. In pratica, nota quando la tua voce diventa o troppo bassa. O troppo alta, in termine di volume soprattutto, non come ho fatto io adesso. Se come me, fai un lavoro dove puoi registrare la tua voce, la cosa ti verrà ancora più facile. Ma l'importante è notare alcuni contesti dove questi cambi di volume sono più evidenti. Segnali, scrivili su un quadernetto oppure segnali sul tuo cellulare. Secondo, seleziona alcuni dei contesti dove il cambio è più evidente e, magari mettendo anche un promemoria sul tuo cellulare, provamo di fichare leggermente il totono. In pratica, se notato che quando sei in ufficio usi un volume molto basso con il tuo capo o con caio e semplogno, cerca di aumentare il volume della tua voce e nota che è effetto a su quelle persone. Nota che hai bisogno di un po' di pratica per evitare di alzare il tono, invece di alzare il volume, come ho fatto poco fai io. Dove aspetti differenti della dinamica del suono. Il tono, quando si alza il tono, si alza in questo modo, mentre il volume è qualcosa che si alza e che aumenta in questo modo. Anche se come noti non sono uno strumento musicale perfetto. Limitate a selezionare quei contesti in cui ti sembra che hai bisogno odi alzare un po' chettino di più la voce o di abbassare un po' chettino di più la voce. Insiste? Chi n'itraccia dei tuoi progressi su un quaderno? Svidandoti ogni giorno con un compitino del genere, evitando di fare troppe cose insieme. Nota i contesti e le persone con cui modifiqui il tuo volume e prova di volta in volta ad alzarlo o ad abbassarlo. Anse lo ripeto. Ad alzarlo o ad abbassarlo. Lo so che la pianelle ti dice che devi usare il volume del tuo interlocutore. Cosa, saggia ed utile. Ma qui non vogliamo migliorare la tua capacità di entrare e di sbagliere il volume. in Rapport e basta, ma migliorare la tua assertività che a volte passa attraverso una distonia del Rapport. Infatti ti consiglio di partire con contesti a cui non sei legato, come ad esempio sconosciuti al bar o con gli amici, dove poi permetterti di essere leggermente più strambo. Lo so, lo so che sembra un esercizio troppo semplice per avere un effetto nella realtà, ed è per questo che voglio raccontarti un case statice, un caso studio, reale. Un mio cliente mi racconta che ogni volta che si reca nei bar è spesso l'ultimo ad essere servito. Allora gli chiedo di descrivermi che cosa fa quando entra in un bar e le mi dice che entra, salutà e si mette al banco per essere servito. Allora gli chiedo di notare che tipo di volume usa, conoscendo al mio cliente e lavorando su altri aspetti della sua vita gli dico. Bene, la prossima volta che ti ricordi, provo a usare una bella voce squillante quando entri, magari dicendo semplicemente "buongiorno!" Il mio cliente torna il studio e molto sorpreso mi dice "Doc, è stato incredibile, sono entrato nel solito bar e do detto "buongiorno ad un volume che a me pareva quasi fastidioso, che vengono a me per me, ma non sono vengono a me per me, ma non sono vengono a me per me". Ma invece di essere guardato male, i camerieri e anche alcuni clienti mi hanno risposto in modo cordiale con un buongiorno a loro volta e sono stato servito quasi subito una volta al banco. Sò che possiamo sembrarti fanta scienza, ma le cose possono davvero funzionare in questo modo. Soppartutto se magari sei un po' timido e non ti rendi conto che con un basso volume di il mio cliente comunicasse, io ci sono, ma non fate caso a me stesso, non fate troppo caso a me e questo che succede quando magari parli troppo basso e magari se come il mio cliente hai l'attenienza parlare con un tono di voce troppo basso o troppo alto, magari non ti rendi conto del messaggio che comunichi, magari se sei sempre troppo alto comunichi voglio parlare solo io, oragione solo io, o viceversa se sei troppo basso e un po' come se permettessi al tuo interlocutore di non calcolarti in quel momento, po' come si dice sì io menestro qua buono nell'angolo e beh se io sono a mia volta un bravo comunicatore fra Virgolette e tu mi dice voglio starmi nel buono nell'angolo potrebbe pensare "Vabbè, stattene nell'angolo, ok?" è un po' sempre quel circuito della profezia che sia autavvera, no? E sia autavvera anche in come stai utilizzando il tuo paraverbale. Quindi allenati ad utilizzarlo al meglio, semplicemente notando queste due differenze, le differenze nel volume che utilizzi della voce. Ora, con questo non significa che il semplice cambio di voce abbia reso il mio cliente più assertivo, ma di certo con continuo esperienza ripetute e ti assicuro che il mio cliente inizato ad avere sempre più auto-stima potremmo chiamarlo così nei confronti della sua presenza quando entra al bar e via via che ha continuato a fare questo ho notato proprio un cambiamento nel suo modo di utilizzare la voce ed è stato qualcosa di naturale, non qualcosa di semplicemente facendo finta, cioè questo come se si è trasformato via via in quello che è la sua vera voce, nel modo di parlare perché prima non era la sua voce, ma era, diciamo così le sue emozioni a tenere schiacciata quella voce. Quindi concludendo l'esercizio è facile, nota come e quando e con chi usi un certo volume di voce e se ti sembra inadeguato cambiano. Se è troppo alto ed aggressivo, come capita me spesso, oppure troppo basso cambiano. Ricorda che nelle situazioni sociali quando aumenti il volume rischi di sembrare cattivo, almeno io sembro molto cattivo. Per questo ti consiglio un piccolo trucco da doppiatore, sorridi leggermente mentre alti il volume della voce. Questo anche se a volte ti fassembrere un po' in beccille, lo senti che sorrido sembra un po' in beccille, questo eviterà di farti sembrare un generale che detta degli ordini. Nel post troverai altrettanti consigli interessantissimi del genere, come tanti altri post in cui abbiamo parlato di questo argomento. Ma adesso ho parlato fin troppo, e fra pochi secondi la ar segna stampa di Psynell. Come sempre, partiamo dall'audio sletter della settimana a scorsa dedicata appunto al dolore e alla meditazione. Cioè, come usare la mindfulness per il mal di schiena. Si tratta della ripresa di un esercizio, ancora tratto dal bellissimo libro di Ronald Siegel, che ti ricordo non mi da un euro per tutta la pubblicità che gli sto facendo, ma ovviamente anche lui mi sta offrendo una marea di materiale interessantissimo che posso condividere con te. E' stato preso dal suo programma chiamato Back Sense, cioè un programma specifico di mindfulness per eliminare il dolore cronico utilizzando appunto la meditazione. Il concetto è molto noto, è il fatto che esistono due tipi di dolori, il dolore vero e proprio che provi quando ti fa imale, ad esempio, e il dolore psicologico che lo accompagna. È chiaro che se il dolore psicologico è molto, molto, molto inferiore, cioè se riusciamo a diminuire il dolore psicologico e tutte le seguimentali che ci ruotano attorno, ecco che riusciamo a diminuire anche il dolore reale. All'interno di questo post non troverai solo come diminuire il dolore cronico da mal di schiena, ma praticamente lo stesso circuito di ogni dolore cronico legato alle nostre seguimentali. Provalo, scrivemi un commento e fa a me sapere che cosa ne pensi. Anzi ti consiglio di andare immediatamente a guardare i commenti, perché sembra quasi che abbia pagato delle persone per darmi la loro testimonianza sugli effetti di questa pratica sulla loro vita. Vagli a leggere perché ne vale davvero la pena. Il secondo post della settimana è un Evergreen di Psynel, cioè se si imparameglio leggendo su carta o sullo schermo. Se segui Psynel dai suoi albori, quando forse non era ancora il progetto di oggi, quindi dal 2008, se segui Psynel dal 2008, sai che molto tempo fa ho pubblicato un ebook e non solo che sono stato un fautore della rivoluzione digitale. Ho acquistato il mio primo lettore di book nel 2008, mi sembra quindi in un periodo in cui i lettori di book erano praticamente sconosciuti, non tanto per avere un oggettino in casa, ma perché ho sempre creduto nella digitalizzazione dei documenti. E quindi in questo articolo troverai uno studio sperimentale in cui si fa una comparazione fra l'apprendimento su carta, quindi il nostro classico apprendimento, è un apprendimento attraverso il Kindle, il piccolo lettore di book, il più famoso lettore di book nel mondo di Amazon. E infine, il terzo post della settimana è dedicato ad un argomento davvero interessante all'apsicologia e al sonno. E in modo particolare riprende una domanda che da secoli, anzi da secoli da quando l'uomo esiste si pone. Perché dormiamo? Qual è il motivo per cui dormiamo? Per farlo, ho recuperato un video bellissimo di un neuro scienziato inglese Russell Foster che ci mostra quali sono i motivi del perché dormiamo, ma non solo ci spiega che dormire non è un optional, anzi dormire può essere visto come una sorta di medicina, come una modalità per migliorare se stessi, come una modalità per migliorare le propria performance e a volte per curare determinati disaggi. Ti consiglio di guardarlo, è molto lungo, molto interessante, all'interno ci troverai anche i famosi consigli deligene del sonno per evitare l'insognia, eccetera, eccetera. Ricordandoti che chi dorme non piglia pesci, che era un moto di psinia di tempo fa, forse deve essere rivisto alla luce di queste nuove scoperte. Bene, la rassegna stampa di psinia è terminata. Ti ringrazio per avermi seguito fino a qua e ti chiedo come sempre di cliccare su mi piace, se ti è piaciuto questo post e di lasciarmi un commento per dirmi che cosa ne pensi di questo semplice esercizio. Ti ripeto, tieni a mente di utilizzare semplicemente questi due piccoli pezzettini della comunicazione, cioè il volume o alto o basso. Evita di chiederti stessi usando bene il tono, se stessi usando bene il ritmo. In quello lo vedremo meglio magari in prossime audio newsletter oppure recuperando le vecchie audio newsletter in cui abbiam parlato esclusivamente del paraverbale. E mi raccomando insisti affinché questo movimento del come se, cioè questo far finta di essere più assertivo, ti rende davvero più assertivo e meno timido. Ovi c'è cosa, ti può rendere meno aggressivo tra il vergo lette e meno arrabbiato, meno rabioso agli occhi delle persone. Bene, anche per oggi è tutto un saluto da Agenaro Romagnoli di Psicologia Neorolinguistica.net. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. La comunicazione efficace si basa sul "parave" (tono, tempo, dinamica, ritmo della voce), che influenza fisiologia e stati emotivi.
  2. Il "ricalco guida" della PNL permette di adattare il parave per creare sintonia, ma funziona solo se l'interlocutore è ricettivo.
  3. L'assertività richiede equilibrio tra passività e aggressività; il volume della voce è uno strumento chiave per esprimersi senza calpestare i diritti altrui.
  4. Un esercizio pratico
  5. Il cambiamento richiede pratica costante e può trasformare gradualmente la percezione di sé, come dimostrato dal caso studio di un cliente.
  6. Altri temi trattati

Summary:

Il relatore Gennaro Romagnoli introduce l'importanza del "parave" (gli aspetti musicali della voce) nella comunicazione efficace. Spiega che le persone tendono a imitare il parave di chi percepiscono di status sociale più alto, influenzando così la propria fisiologia e stati d'animo. La PNL utilizza il "ricalco guida" per creare sintonia, ma sottolinea che l'inconscio dell'interlocutore rimane autonomo e può rifiutare i suggerimenti, anche se tecnicamente perfetti.

L'assertività, definita come la capacità di far valere i propri diritti senza calpestare quelli altrui, può essere migliorata attraverso un semplice esercizio sul volume della voce. Si consiglia di osservare come si usa il volume in diversi contesti (con sconosciuti, amici, capi) e di modificarlo gradualmente, ad esempio alzandolo in situazioni di timidezza o abbassandolo in caso di aggressività. Un caso studio dimostra come un cliente, aumentando il volume del saluto al bar, abbia ottenuto un servizio più rapido e risposte cordiali, aumentando la propria autostima.

L'esercizio, se ripetuto, trasforma il comportamento in un'abitudine naturale. Vengono inoltre menzionati altri contenuti: mindfulness per il dolore cronico, confronto tra apprendimento su carta e schermo, e i benefici del sonno. L'invito finale è a sperimentare il controllo del volume vocale per migliorare l'assertività, evitando di sembrare aggressivi o passivi.

FAQs

Il paraverbale è l'aspetto musicale della voce, che include tono, tempo, dinamica e ritmo. Si distingue dal contenuto verbale e dal linguaggio non verbale.

Imitiamo il paraverbale di chi percepiamo come di stato sociale più alto, come il nostro capo. Questo avviene naturalmente e può influenzare la nostra fisiologia.

Il ricalco guida è una tecnica per adattare volontariamente il proprio paraverbale a quello dell'interlocutore, creando sintonia e guidandolo verso uno stato desiderato.

Ascolta il volume della tua voce in diverse situazioni sociali. Nota se è troppo alto o troppo basso e prova a modificarlo leggermente per comunicare in modo più equilibrato.

In contesti come un bar, prova a usare un volume più alto e squillante, ad esempio dicendo 'buongiorno!' con voce chiara. Questo può migliorare la tua presenza e l'interazione con gli altri.

Alzare il tono può sembrare aggressivo, mentre aumentare il volume in modo controllato è più efficace. Sorridere leggermente mentre parli aiuta a evitare un tono autoritario.

Chat with AI

Loading...

Pro features

Go deeper with this episode

Unlock creator-grade tools that turn any transcript into show notes and subtitle files.