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Ascoltare

80m 17s

Ascoltare

Il podcast introduce il tema dell'ascolto attivo attraverso un gioco di logica: unire nove punti con quattro linee senza staccare la penna. La soluzione richiede di uscire dal quadrato immaginario formato dai punti, metafora delle cornici mentali che limitano la percezione. Vengono presentate le sette regole dell'arte di ascoltare tratte dal libro di Maria Nella Sclavi, che incoraggiano a sospendere i giudizi, cambiare prospettiva e valorizzare le emozioni come strumenti di conoscenza. Un successivo esercizio, in cui si devono scegliere sei persone da salvare su un'astronave, dimostra come la fretta di concludere porti a decisioni basate su stereotipi culturali. Infine, un aneddoto su un malinteso culturale riguardante un parcheggio negli Stati Uniti illustra concretamente come cornici diverse generino incomprensioni. L'episodio sottolinea l'importanza di un ascolto attivo, curioso e aperto al cambiamento di prospettiva per migliorare la comunicazione e le relazioni.

Transcription

7770 Words, 46605 Characters

Italian
Ciao e benvenuta a cinquezzazione di Patiti! Il podcast de' nostra storia sono Gheira e oggi voglio parlarti della scoltativa e per fare il show. Iniziamo direttamente con un show, quindi prendiamo foglio una penna e sul foglio di segni tre punti, fuori zontali e sotto ogni uno di questi punti devi disegnare altri due punti in verticale. Quindi alla fine hai peoni riga tre punti e per ogni colona tre punti. Ciò che devi fare con questi punti è unirli, devi unire tutti i nove con quattro segmenti senza mai alzare la pena dal foglio. Quindi lo è finisce un segmento di veniziare l'altro e per fare ciò è cinque minuti di tempo. Ciò che devi fare con questi punti è unirli, quindi il suo punto è finito. Il suo punto è finito. Ciò che devi fare con questi punti è finito. [D som i silenzi между t茶 e in disinteresse] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] Se è riuscita a collegare tutti e nuove, non te preoccupare come vedremo più avanti e normalissimo non riuscirci. Invece ci seri riuscito, allora, con gratulazioni perché se ufficialmente un autoftapox, non te preoccupare perché solitamente non ci si riesce. Però andiamo a vedere un attimino la soluzione e per averla risegnere a me. Allora, iniziamo dal punto più in basso a destra e lo colleghiamo con il punto centrale e il punto in alto a sinistra. Questo è il primo segmento. Da il punto in alto a sinistra passiamo con la linea verticale in "shu" fino al punto in basso a sinistra. Arrivata quel punto per ora, vi ammandare leggermente oltre questo punto. E poi, da quel nuovo punto di riferimento che abbiamo appena creato, colleghiamo il punto centrale in basso e il punto centrale a destra. E anche qui andiamo oltre e facciamo una linea come se è in alto a destra ci fosse un quarto punto. Era questo immacinario quarto punto, invece si riva a sinistra collegando l'ultimi due punti rimasti. Che sono il punto in alto a destra e il punto centrale in alto. Ecco qui, queste sono i nostri segmenti e la soluzione è questa. Se la spiegazione non ti è stato troppo chiara, che potrebbe essere, mi sono impegnata ma è difficile, trovi sì al cioco che anche la soluzione sul canale Instagram, Facebook o anche su YouTube. E' una cosa che sarà la prima cosa che posto per a dare la soluzione, per non lasciati sulle spine. Guarda di chi riprovamente che cosa centra la scolto con questo cioco. E centra, perché spesso, mentre ascoltiamo, non usciamo dal quadrato immacinario che vediamo in questi nuove punti. E perché non usciamo dal quadrato immacinario o meglio ancora, perché vediamo un quadrato? Questo ci spiega la professorezza Maria Nella Sclavi, nel suo libro che sentito la arti di ascoltare i modi possibili, come si esce da le quarniche di cui siamo parte. E da quel libro, ho preso tutti gli esercizi, esempi che poi trovi straffacendo questo episodio. E lei dice che non usciamo dal quadrato, perché ci provoca anzi a questa uscita, ci sembra quasi pericoloso, inutile, o anche ridicolo, perché l'uciere dal quadrato sembra quasi lociico, una soluzione non prevista. E pensandoci bene, sembra quasi come se il non usciere dal quadrato sia proprio una regola del cioco. E sono proprio le regole del cioco che la professorezza Sclavi chiama, quarniche. Ma da dove vengono questi quarnici, oppure posto la stessa domanda e modo diverso, perché vediamo in questi nove punti un quadrato? Allora vediamo un quadrato perché è una forma geometrica molto presente nella nostra cultura. La professorezza Sclavi votizza che se non attribui il seiuto, religioso predominante sarebbe una X consopra una linea della sua stessa ampiezza e a sinistra alla X una linea della sua stessa altezza. Allora la popolazione che ha come segno predominante questo segno vedrebbe in questi nove punti non un quadrato ma proprio questo segno religioso e unirebbe i punti in base a questo per creare questo segno. Quindi noi siamo abituati nella nostra quotidienità di vedere di pensare entro questi segni culturali che sono molto presente nella nostra vita e anche nella nostra esperienza in generale e quindi per poter risolvere l'esercizio dei nove punti, lo abbiamo scierato dalla nostra cornice. Quindi lo abbiamo cambiare le regole del ciò quelle che sono implicite e tutte le regole ho premese implicite che vengono a città da noi comunemente dato, consistono in realtà in convinioni che noi come parte integrante nella data cultura non mettiamo più in lubio. Un esempio per questo cambio di cornice lo troviamo per esempio nel racconto di Rheardo nel cuarte episodio, per chi lui ci ha spiegato che in inguidera è l'università alla quale sta a cuore che lo studente si lauree con il massimo di voti che ha fatto l'università in Italia, li sembra una sua idità. E lui ci ha presentato proprio un sistema universitario che è infatti completamente diverso oppure si potrei quasi dire opposto a quello italiano perché mentre in Italia sembra quasi che l'università ti voglia tenere il più possibile dentro per prendere anche i soltini dell'anno che va in fuori corso invece in inguidera è quasi un disastro se lo studente non si lauree a in tempo con i massimi voti e se soprattutto se la laurea non trova lavoro. Questo per chi è per l'università questi fattori sono importantissimi, pestere attrativi e pestere più facile da vendere, per avvengere proprio i quarti di studi all'altro i nuovi studenti, quindi in inguidera la qualità delle università dipende da risultati le sue studenti, una cornice completamente diversa da quella in Italia. Quindi questo è un esempio di come si può cambiare cornice. Sono sicuramente eccoppure che tutti noi siamo riusciti a fare questo cambio a scoltando il racconto di Eduardo e siamo riusciti a vedere entrambe le versioni di fare università e di riconoscere li come ciuti entrammi anche se probabilmente il racconto di Eduardo ci è fatto sentire in imbarazzo. Aviamo sicuramente accolto questo imbarazzo e abbiamo accettato, consabiuvolmente che c'è e abbiamo cambiato accettato consabiuolmente questo cambio di cornice, perché è proprio ciò che fa un bravo ascoltatore come vedremo a rastrarla facendo in questo episodio. Ma prima di iniziare, voglio presentarvi o presentarti le sette regole dell'arti di ascoltare che sono stati ridati da Maria Nella Sclavi nel suo libro che sono diciamo delle linee Guida per ricercatori per come fare ricerca qualitativa ma queste regole ora io li ha dato all'uso quotidiano. Quindi, iniziare, ti leggo queste sette regole e poi ne parleremo. La prima regola è non avere fretta di arrivare ad le conclusioni. Le conclusioni sono la parte più fermiera della ricerca. La seconda regola, qualche veri dipende dal tuo punto di vista per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare il punto di vista. La terza regola, se vuoi comprendere quell'quelchio in altro sta dicendo, deve assumere chi ha racione e chi è di ergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva. La quarta regola è. Le emozioni sono degli strumenti conosciti fondamentali se sei comprendere loro linguaggio. Non ti informano su cosa a vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico. La quinta regola, un buona ascoltatore e un esploratore di mondipossibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come il tempo stesso, trascurabili e faszidiosi, marginali e irritanti per che incongruenti con le proprie certeze. La sexta regola, un buona ascoltatore a quali volentieri paradosi del pensiero e della comunicazione. A fronte a disensi come occasioni per sercitarsi in un campo che lo appassiona, la gestione negreativa dei conflitti. Regola 7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare, devi adottare una metrologia umoristica, ma quando è imparato a ascoltare l'umorismo viene da se. Eccolo, magari ecce all'etto il libro "Arti di ascoltare mondipossibili" e sai c'ha tutto sulla scolto e quindi anche concetti che stanno alla base di queste regole di sono cacchiari. Se così non ascoltare oltre perché non ti rirò mienti di nuovo. Però, forse mi vanno a ascoltare più a un piccolo ripasso di ciò che dice la professoresa Sasclari. Altrimenti, se disembra tutto ancora un post-curo, rimane ancora come e ti spiegerò in modo più prate che ho possibile che cosa intende, Maria ne lasclavi con queste regole e anche come possono essere applicati nella nostra vita quotidiana per avere delle buone conversazioni, per avere delle relazioni più di qualità, diciamo. Per o prima di iniziare, voglio vedere un attimo in una cosa caratterizza una buona conversazione. È una buona conversazione, scrive Maria ne lasclavi e un ciò qua perto. Quanto più valorizziamo e rendiamo intelligenti in nostre intellocottori, tanto più mettiamo in risalto anche la nostra intelligenza. In una buona conversazione non ci sono vincito a rievinti o si vincetuti o nessuno. Due conversazioni possono svolgersi allo stesso modo, ma buona è soltanto quella in cui continuati, i valori, gli stimoli trovano spazio motivo e collocazione non ciò confinializzato al solo divertimento, o sia nella forma dello scambio verbale con le caratteristiche e le regole che lo determinano. Quindi in un buon ciò qua nel quale ci si diverte non si affretta a arrivare a delle conclusioni, no? Solitamente no. E come influenza però la nostra fretta di arrivare a delle conclusioni nel nostro modo di ascoltare, allora anche questo lo sperimentiamo con un altro ciò qua e per questo ciò c'ho dirà conto una storia. La Terra sta morrendo. Unica possibilità di salvezza è una navicella spaziale con sei posti che sta per partire, è un altro pianeta. L'unica possibilità è salvezza e una navicella spaziale con sei posti. E questa navicella sta per partire per una altropia neta. Intorno alla navicella vi sono 10 persone che aspirono a partire e tutti trovi nella posizione di dove scelire le 6 persone che partiranno e costruiranno il primo nucleo di una nuova civiltà. Di loro sappiamo pochissimo in realtà quasi niente e tutta via sono queste le pasi sui quali di scelire e anche rapidamente altrimenti nessuno rimarà in vita, quindi non ti sentire la pressione ad osso assolutamente. E per ogni candidato devi decidere se parte o no e poi anche specificare in poche parole la tua scelta e le informazioni che abbiamo sui candidati sono le seguenti. Primo candidato militante nero. Secondo poliziotto con fucile. Terzo candidato, Adleta, quarto candidato architetto, quinto, cuocca, sexto candidato, fale niamo il seco, settima candidata, dottoressa, ottava candidata prostituta. non ha candidata ragazza di 16 anni in cinta, e il 10 muo, candidato, sacerdote. Inutile fare domande, questo è tutto quel che sappiamo, ai 10 minuti di tempo. [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] Chiesa i attore. far partire e perché hai fatto partire la tleta magari perché un ragazzo ciò ha venne con quattro busto molto adatta alla riproduzione della specie oppure l'acchietetto perché qualcuno dovrà puoi ricostruire 9 case nel nuovo mondo poi io avrei anche scelta la cuocca perché tenono voi manciabene ecco e naturalmente tutti avevamo scelta la ragazza di sedici anni in cinta perché cavolo un posto due persone salviamo quella le parti per forza e poi avrei scelta anche la dotteressa perché la dotteressa ci può essere succurrare, salvare importanti anche lei e poi se siamo cuda animo magari facciamo anche partire il sacerdote per nguila spirituale che ne dici io se fosse stato in te non avrei scelto militante perché militante è un posto spetto come parola e poi anche il poliziotto farse pure ha rabbiato con fucile non lo so farse troppo pericoloso per farse ci fa fuori direttamente tutti meglio non sceglierlo e poi se hai scelto il sacerdote la postituta insieme a una vicella non lo so non lo so lo so che era difficile scegliere soprattutto in base a queste poche informazioni ma l'ha dovuto fare perché per mettere almeno a quei pochi di aiutarci, di andare avanti di comunque mandare avanti l'essere umano e la specie però ora è partita della vicella è partita e soltanto ora ci arrivano un nuovo documento dove sono scrite delle informazioni più dettagliate sono ogni candidato stanno c'è viacciando non si può più fermare l'istascritto che allora ti leggo il militante nero è un pacifista esperto in non violenza eccezione creativa le conflitti il poliziotto con fucile invece è un giovane a letico lì derde poi scauto uno che userebbe il fucile unicamente per procurare il civo con la caccia invece la leta è una donna di 70 anni che ha vinto le lompia dei grepantes l'architetto mancia solo rapero se pianta che potrò può non sembra allignare nel nuovo pianeta la cuocca ha lavorato unicamente nel carcere di sing-sing e ha imparato a cucinare solo quel tipo di piattance invece la prostituta è un ottima cuocca giovane a legra e gode di ottima salute invece la ragazza di sedicemia a la iDS il fa legname c'è invece è un famoso maestro delle costruzioni in legno e sarebbe in grado di insegnare queste rari abilità a chiunque la dotteressa è la orienta inglesce e di ricente di ricetta della pubblica amministrazione il sacerdote e il capo di una seta fondamentalista in passe a queste informazioni probabilmente avresti fatto una scelta diversa ma l'esercitio era fatta posto per costringere arrivare velocemente alle conclusioni e soprattutto a spagliare quindi noi in questo ciò cosa siamo stati costretti di passarci sui nostri stereotipi sui preciulizi e per ciò sulle generalizzazioni della nostra cultura e un stereotipo e per esempio che la tleta in persona c'hovane a tletico preferibilmente maschino e il preciulizio le sono a prostettuta e che immorale è affetta da malattie venere e sono generalizzazioni che sono trasmese dalla nostra cultura e sono generalizzazioni che poi si passano sulla strazione e la strazione è quello che ci aiuta nel capire perché è un tavolo e un tavolo perché si sono tavolo di diversi forme tavoli con quattro gambet quelli con un gamba centrale quelli tondi quelli quadrati e comunque noi tutti sappiamo che questo è un tavolo e perché lo sappiamo lo sappiamo grazie alla strazione di caratteri comuni a una pluralità di oscetti e sappiamo che tutti gli oscetti con questi caratteri sono le tavoli quindi è la strazione di questi caratteri comuni che hanno questa pluralità di oscetti che ci fa capire che questo è un tavolo ok e ora dice sì ma questa fretta di arrivare alle conclusioni e questa valutazione in pasia, estereotipi e preciulizi non avviene così accentuata nella vita reale e soprattutto non quando parlo con gli altri ma invece non è così perché noi non assorbiamo ciò che dice l'altro come una spugna senza con lavorazione ma noi stiamo in quadrazione costruendo senso quindi mentre l'altro parla con noi noi costruiamo il senso di ciò che sta dicendo e lo stesso vale anche mentre noi parliamo l'altro costruisce senso e l'altro che da senso ciò che diciamo e anche se siamo stati chiari o no perché lo capiamo se siamo stati chiari notoriamente dalla sua relazione o dalla reazione dell'intelocuttore ma prima della sua relazione noi possiamo solo tentare di essere comprensibile e di essere chiari quindi come dice amica el partin e l'ascoltatore non il parlante che determina è significato di un'enunciazione mentre nella scoltupassivo abbiamo un mercenza classificatoria e perciò l'interpretazione iniziale cua risponde a quella finale nella scoltattivo che il tipo di ascoltato di cui ci stiamo occupando oggi noi di qui nella scoltattivo noi siamo aperti a nove mondi e a uscire dalle proprie quarnici ok e io anche sentito facendo l'interviste che esisteva nell'intervistato spesso questa paura che l'ascoltatore delle più sodio avesse la questa fretta di classificarlo quindi di diventare anche in un certo senso vittima dell'orcienza classificatoria e questo lo ha vertito macermente quando l'intervistato ameteva che era credente o spirituale come se questa amissione facesse anche venire in meno tutto il lavoro e tutta la passione che queste persone metano in ciò che fanno o anche come se questo amissione comprometesse tutto ciò che viene dopo e perché avevano paura che dicendo questo poi dopo le vini si ha applicato direttamente in una dichieta da chi ha scolta in questa sedazione quindi importante che la scoltattore volendo essere un buon ascoltatore naturalmente metterà parte le propria certezze e rimane aperta al cambiamento di prospettiva quindi non dire a ma questa espreretuale non la voglio più ascoltare senti perché tanto i conspirettuali non ci vogliava che fa oppure dire "ah e questo chiesino ma che ha da dirmi tanto non sa niente della vita no ma di essere consapevole che ciò che ha detto l'altro ha fatto a nascere in me delle emozioni in riguardo alla spiritualità o anche al credo e di rimanere comunque curiosi su come vero, no vivono percepiscono, esprimono l'altre queste cose e anche forse di far si comprende e so apprenderla a loro punto di vista e forse anche di capire di più come mai uno espirituale come mai uno è credente perché è importante nella sua vita e come le ha aiutato in diverse situazioni della sua vita anche no e forse questo di proprio aiutare nella tua divita però a pensi amplificare questo rendersi conto dei propri emozioni e anche come questi possono essere la chiave per aprire la porta, per poter uscire la propria cornice entrare forse in una cornice più grande o in una altra cornice ma riano e lasclavi giro conta del suo libro una storia molto divertente che ho arrivato a le certi, allora, non solo Alla. Una signora italiana, appena arrivata nel Stato Uniti, si rèca con il marito a fare una grande spesa in un super market. Quando escono il marito rimane a guardià del trabucante carello, mentre la moglie va a prendere l'automobile nel parchietcio. C'un cendolo con l'autocanto al supermercato, la signora si accorce che molti altri clienti, con spese altrettanto voluminosi, hanno avuto la stessa idea. La coda arriva fino sulla strada dove staccia distorbando il normale fluire del traffico. C'è un pelpore a attendere. Il marito da signi in sofferenza. Ma è con l'idea cignale, fra il supermercato della strada cittadina che lo fianchietcia, e sulla quale lei si trova in quel momento, ceva marcha a piedi ampio ed eserto, inutilizzato, dotato di uno scalino basso facilmente superabile. Non c'è alcun segnali di divieto, nel cumpoli ziotto. Senza pensarci sopra due volte, la signora porta l'autosolmarcia a piedi, e facendo al marito di raccuncerla colcarello. Si sente fiera di se stessa. Ha individuato un modo pratico per togliarsi di torno il più rapidamente possibile da un logo troppo affolato. Ma è cochie improvvisamente tre anziane, signore, con le pacchietti e l'espressione alterata, le si avvicinano, dandole della pazza e intimidandola di sospostare immediatamente la macchina. La signora italiana è stubefatta e profondamente riscentita. La scena è talmente fuori da qualsiasi sua possibile aspettativa, che l'unica cosa cui riesce a ricollegarla è un incopo infantile. Le tre anziane signore così ossoute, col volto rugoso, colorato da vivaci belletti, le fanno venire in mente queparatini che compaiono di colpo da dietro le scene per spaventare i bambini. Il marito da lontano le fassioni da sciarpertere, riportare via l'auto, ma la signora italiana non ne ha alcuna intenzione, ma come le ha trovato una soluzione innoffensiva a un problema individuale e sociale e la gente invece che ho a provarla la tratta in quel modo, con quale diritto, con quale autorità? Le tre anziane signore è sempre più accitate, adesso addirittura con voi con altri clienti del supermarket, come testimoni partecipi dalla loro indignazione. Arriva anche un poliziotto con gli occhi fuori dalla testa il quale le inciunce di seguire l'al posto di polizia. La signora italiana a questo punto capisce che qualcosa non va e cambia strategia. Spiega il poliziotto di essere un'italiana appena arrivata la Roma, città dove parcheciare la macchina sui marchiapiedi e un uso comune. A ciunce che si rende conto di aver spagliato e che le dispiace. Fra la piccola folla qualcuno dice che vero. In Italia le cose funzionano proprio così. La cinta adesso la osserva con espressioni fra il bonario e il divertito. Le tre signore e il poliziotto a nonario è sconcertata. Non sanno più cosa bene cosa fare. Infine, scotendo la testa con suficienza e compatimento la lasciano andare. Piotà, ritornata casa, esbolito lo shock e il risentimento, la signora italiana raccontò e figli questo incidente insieme nel risero a lungo. Era infatti chiaro che così come le tre signore le erano assembrate delle strege, le allora doveva essere parsa una perfetta putzura. Insieme lo vettero riconosce che le tre signore americane erano state la personificazione di una congezione dalla democrazia e della società nella quale cittadini in quanto tali si ritengono attivamente responsabili di far rispettare le norme della convivenza civile. Ecco e questo racconto ci fa vedere come la stessa cosa o anche la scezione. Quindi l'auto sul marcha piede può avere le significate posti ma ugualmente veri. Per chi è iniziamente la signora italiana interpretale per le proprime usioni solo come informazioni relative alla ambiente e alle persone che entrano nella scena e per lei dentro la sua cornice romana, le tre anziane sono delle rompiscatele e il loro comportamento è veramente appnurme. E a questo punto non si rende conto che lei percepisce il lo spazio marcha piede muoro totalmente diverso da le signore americane. Si alley, quindi la signora italiana, che le signore americane partono quindi dal preso posto che si sta solo una definizione di marcha piede. E perché partono a questo preso posto? Perché nella vita quotidiana, te nezzanmente, ci movemo proprio la propria cornice che diamo più ascontato. Quindi noi in comodo per risalire al sistema delle premesse implicite in pasale quali noi acciamo e metterlo in condizioni di spagliare, quindi di metterci in condizioni di spagliare. Per esempio, in questo esempio mettere una signora italiana alla guida della macchina le stati uniti. Poi piampiano nella racconta che ho sentito come i piccoli segnali fassigliosi se acumulano sempre di più e poi culmi non nell'arrivo del poliziotto. In Italia sono proprio le ottarità statali che garantiscono il rispetto delle regole e non i concitalini o in questo caso le tre signore americane. Infatti la signora Sclavi scrive proprio che anche dicendo o chilendo alle studenti alle università che vi aspettate se andate da una persona che perché ci hanno più affila a dirli rispostare la macchina perché è un comportamento vietato. Dice che molti risponono una cortelata. Ma comunque il poliziotto con la sua tritata riferito l'Irallostato degli stati uniti conferma proprio la veridicità e la validità della cornice dell'erompiscato le americane. E quindi a questo punto, anche perché sono polla la paura, la signora italiana, si rende conto di essere priccioniera della propria cornice e i noltre fampassa ancora più avanti si rende conto che se non fare entrare gli altri nella propria cornice, vera portato al posto di polizia oppure anche le vera fatte una molta in suma e per fare tutto questo passaggio di cornice le aiuta proprio il pensiero analocico. Ma che cosa è il pensiero analocico? Voleo iniziare prima a spiegare chi cosa non è perché probabilmente più facela capirlo, quindi ci chiediamo prima che cosa è il pensiero analocico? E il pensiero analocico è quello tipico del linguaccio verbale che si divide in vero e falso, causa effetto. Quindi è un pensiero lineare che costruisce proprio insieme i passati sulla strazione, quindi che si passa sulle generalizzazioni di cui abbiamo parlato prima facendo le sempie della leta, del tavolo e dalla postituta. E il codice analocico invece è il contrario perché è il linguaccio tipico del linguaccio non verbale dove nel primo piano c'è la relazione, quindi il contesto. Un buon esempio per questo codice analocico sono gli animali domestici che ci fanno capire meglio degli estri umani e loro probabilizzano questo codice analocico come anche Roberta nei soddisegni, nei suoi fumetti. E nel codice analocico la compressione si passa proprio sul contesto sulla relazione, quindi per pensare in termini analocici, devo ascoltare le mie emozioni, i quali mi informano su le regole dei rapporti tramè l'ambiente. Quindi essendo consapevole le propria emozioni e come sono cambiati nel quarto dell'interazione aiutano alla signora italiana a vedere che il proprio punto di vista è corretto come lo è anche il punto di vista delle tre signora americane, quindi vere che entrambi a un'orazione e quindi inizia a pensare come il sudice saccio che ascolta il primo litigante con grande concentrazione e attenzione e è eracione li dice, poi ascolta il secondo e è eracione li dice anche a lui, poi si alza un'un'un'el pubblico che dice è "celenza non posso non avere eracione entrambi". E il sudice è "ci pensa sopronati" ma è il il punto di vista di essere anche tu. E pensando così. la signora anche inizia a ridere di se stesso, perché riconosce che abbiamo raccione entrambi e non possiamo avere raccione entrambi. E solo in questo modo è possibile poi risuaveva la situazione con un approccio quindi umoristico, ridendo di se stesso con gusto. E anche se ripensiamo a era la storia della navicella, abbiamo provato lo stesso umorismo che Maria ne lascla avinara in questa storia. Neste ensolo poi avversa a puto i detali dei candidati per la ripopolazione di un nuovo pianeta, la nostra reazione sicuramente era una risata. E questa risata può essere interpretato come un soglievo di poter ridere la propria precedente ricidità e anche dell'essere si lasciato catturare da uno ritenuto l'une coesistente. Dei molti modi possibili di inquadrare gli eventi, perché anche in fondo le patute non fanno altro che capovolgere quel nostro modo iniziale di vedere le cose. Quindi una patuta è soltanto tale quando il suo esito è diverso da quello che noi abbiamo previsto o che ci siamo aspettato. Quindi si potrebbe dire che l'umorismo e le parze le hette sono una dei modi più piaciveli, però per le nostre certezze e le nostre credenze. E anche forse di togliaci la paura di entrare in un campo minato di certezze in sicurezza. E anche importante che una parze letta o l'umorismo funziona solo se assumiamo che anche l'altro ha racione. E se ho arati chiedi qual è il strumento aiutato alla signora italiana a comprendere il punto di vista delle signorie americane, probabilmente risponde resti e l'empatia allo strumento aiutato alla signora di capire l'altro. Perché spesso, oltante volte, ci viene detto che per vedere le cose e l'iventi alla prospettiva di un altro dobbiamo essere empatici. Invece la professorezza Sclavi a un'altra, i potessi, e dice che l'empatia potrebbe servire inizialmente, ma invece più a comprendere profondamente l'altro, serve n'altra cosa, e è l'exotopia. L'exotopia prevede di riconoscere continuamente l'altro come portatore di una prospettiva autonoma, altrettanto sensata della nostra, e non rirrucibile alla nostra. Così come dice Michael Partin, che dice che anche la compressione non si può comprendere come traduzione da una lingua altru inella propria, perché il senso comunque si svela nelle propria profondità soltanto se incontra e entra in contatto con un altro altro senso. Quindi sono quelle domande, noi vediamo la propria cultura quando entra in contatto con altre culture, quindi possiamo dire che l'exotopia è quando mettendo se nello scarpe dell'altro, cioè come propone l'empatia ci sia corce che non ci vanno bene. Quindi invece di dire che solo le 3 signure hanno racione, o solo la signora italiana racione, possiamo dire che ognuno tiene la propria racione, ma capendo l'altro punto di vista e anche vedendo grazie all'incontro dell'altro punto di vista, capendo il proprio punto di vista, ognuno prende qualcosa di nuovo e quindi ampli al proprio rizonte e anche apre la propria mente. Una pea, l'exotopia o anche per la comprensione del punto di vista dell'altro ci divezzere un impegno collaborativo tra i parlanti. È un impegno collaborativo prevere, per esempio di soprimere temporaneamente quei parti dell'inunciazione dell'altro che non si sa in quel momento che farci, oppure anche di rimandare l'interpretazione affinché non sia indizia sufficienta. Ma per interpretare il detto non facciamo riferimento soltanto a ciò che ha detto naturalmente, ma soprattutto anche a ciò che non ha detto, passandoci sulle nostre cuartnici culturali. Ora naturalmente chiaro, se queste cuartnici sono condivisi tra me e in mio interlocutore, come per esempio succede tra me e miei amici o te e tuoi amici, allora l'interpretazione sarà presso che cuoreta. Ma se le cuartnici come nelle sempie della macchina sul marschabiele sono diversi, allora l'interpretazione dovrà essere modificata più volte, affinché il senso che viene costruito insieme tra il parlante e la scoltatore sarà condiviso. Quindi il scoltatore costruirà più lentamente e con più modifiche il senso di ciò che abbiamo detto. E qui entrano in ciò con le emozioni, che sono la parte forse anche più importante di tutto il libro. Infatti anche nella analisi della storia della macchina sul marschabiele, la professorezza sclavi può descrivere le emozioni percepiti nei diversi parte dell'evento e le premesse implicite sulle quale le si passava in quel momento. Iniziando all'inizio dice che la signora italiana, quando decide di parciciare sul marschabiele, si sente fiera di aver trovato questa soluzione. Un suo problema è un problema anche sociale e perciò si aspetta la complicità degli altri, perché è stata proprio cegnale questa idea. Quindi qui la premessa implicita è che accirare le regole affin di bene e normale e lecito. Invece di essere però complici le tre signorianziane, poi la gridisca la signora italiana. Quella si sente sorpresa e spalordita. Infatti, ecceva quella cornisce italiana che dice che i concitari ne devono fare fatti propri, fatti loro. E quando le tre signori poi iniziano a dire che cosa deve fare, si sente proprio personalmente agredita e dentro delle proprie o nasce questo sentimento di ribeglione che dice "Io non mi faccio trattare come una bambina". Perché c'è la premessa implicita che solo le autorità statali e la famiglia hanno il potere di far rispettare le regole di convivenza civile. Però quando arriva il poliziotto e proprio quella autorità che deve padare alle regole o far rispettare le regole, quindi riesce con l'arme a rasseniazione perché è giustificata la premessa che la autorità statale acisce secondo una logica diversa da quell'idea cittadini, i quali i secolti inflagrante la devono subire. E in questo racconta ralentatore, secondo me, si vere egregiamente quanto sono importanti questi segnali che ci sembra fassidiosi, irritante e marginali che sono le emozioni, ma sono proprio questi segnali e emotivi che dobbiamo riuscire a cuogliere per potere esplorare nuovi mondi o detto meglio ancora per acquerci che ci sono nuovi mondi da esplorare. E per riconoscere che il nuovo mondo ha la stessa validità del proprio mondo e ha lo stesso momento che non possiamo avere raccunere entrambi. Quindi sono le emozioni che ci dovrebbero aprire proprio gli occhi. E un altro esempio per questa importanza delle emozioni è quella dell'antropologa America 3 in Patent, che nel 1967 era impegnata nella ricerca sul campo e non quartiere per i fieri con Manila, la professorezza Sclavi racconta la sua storia. Un tardo pomericcio quando le strade si erano rianimate dopo la siesta, si era fermata chiaacchierare con la sua vicina di casa di nome Ana. Quando questa ricevete la visita da una donna più anciana, all'ingpinang, ti rituarno da un succio ero nel proprio villaccio nel retro terra. Ana aveva saputo della morte del figlio a ventene di Allingpinang e in cominciò a farle domande di proposito. All'ingpinang si mi si apiance, ciò nonostante Ana continuò su interrogato a reso particolari più intimi e delicati di quel evento. All'ingco, l'acrime che le scuerevano sempre più copiose lungo il viso, continuò a rispondere rievocando quei momenti e quelle scene. sembravano discerirose di potrare, ma dentro di sé si sentiva indignata per la mancanza di Tatoliana e profondamente dispecciuta per l'impinangue. Alcune settimane più tardi nello stesso vicinato, ma in una zona che la pazzo non aveva frequentato, ci fu un eccesso e la famiglia di cui era ospite la invitò a t'andare con loro alla veglia funerbre. Mary Catherine molto imparazzata, circoli, primi munieri si chiedendo una quantità di informazioni su come la veglia era organizzata e come doveva comportarsi. Sepe così che si sarebbe protratta fino a notte tarda e che tutti erano tenuti ad dare un piccolo ovolo di meno di un dollaro alla ciamanedonna rimasta a uarfano di madre. Questa sera ha trovato un ambiente come un parbe più, con bambini che ciòcano, risate chiasose e persone che si cuartecciavano. Lei percepiva un senso di sconforto e di spasamento nel trovarse in mezzo a gruppi di adolescente impegnati in rumorosi ciòchi di parole a pochi metri dal cadavere ed alla famiglia in lutto. Poi chi era stata informata sapeva come comportarsi, ma i suoi sentimenti rimanevano in contrasto con i suoi comportamenti. I sentimenti che corrispono una modia virtuali di inquadrare gli eventi non sono cambiabile a comando. In questo caso la Patsen aveva diverse opzioni di comente a pretare questa scena sia la prima che la seconda. Puoteva condanare Ana o tutti gli altri partecipanti alla veglia. Piaio e lo ha romancato tato, guardando la situazione solo dal proprio punto di vista. Oppure potteva condanare se stessa perché non sapeva comportarsi in modo corretto. Oppure anche dire che non voleva partecipare la veglia perché si sentiva troppo in imbarazzo. Invece le ha scelto diciamo una terza via e si potrebbe dire che è la via della scoltattiva e quindi ha scelto le accogliere questo imbarazzo e lo sconforto e di riconoscere che queste emozioni erano ligati al suo punto di vista e che erano delle informazioni prezie sul proprio punto di vista e quindi su come guardava e interpretava il mondo. Che a lo stesso momento però erano anche delle informazioni importanti sulle differenze tra il suo e sull'al tuo punto di vista. Perché come escrive la Mary Catherine Patsen stessa ogni persona è calibratta la l'esperienza quasi come un strumento di misurazione delle differenze così che è il disaccio e fonti di informazioni, punti di partenza per nuove forme di comprensione. Quindi è proprio quella sensazione che dovrebbe essere il punto di difiesta e per ciò noi dobbiamo imparare a non andare subito in difiesta quando incontriamo qualcosa di nuovo o quando ci sentiamo in barazzo o quando percepiamo altre emozioni scradevoli. Ma dobbiamo imparare a riconoscere queste emozioni come dei segnali che ci indicano la via per ascoltare diversamente, per andare avanti nella conversazione, nell'interazione, per andare all'esperazione infatti di nuovi mondi possibili. E a questo punto però è anche molto importante ricordare che noi non siamo i nostri motivzionali, perché noi siamo in grado di provare dell'emozione sulle nostre emozioni in primo grado, quindi di instaurare un dialogo con le nostre emozioni. Noi quindi non siamo le nostre emozioni ma noi siamo il tipo di dialogo che noi instauriamo con i nostri motivzionali e lo stile con il quale li ci stiamo, quindi dobbiamo imparare a utilizzare delle riuszioni riflessive, per non reagire a ciò che succede o a ciò che sentiamo ma per agcire, quindi sentire l'emozione o osservare la situazione e decidere conciamente come vogliamo agcire in quel momento, senza reagire a ciò che è successo, perché come ci ricorda anche la Maria nella Sclavi le persone più propense a provare in video peninia provano l'in video malinia ma sanno osservare al rallentatore e al microscopio i propri modi emozionali e instarare connessi un dialogo. Questo vuole ricollegare all'esempio che ci ha fatto la dotarezza mazieri nel ventesimo e episodio. Le ha detto che per esempio la vambina mi ha credito un cane, nero e grosso e la lì o paura dei cani. Da grande poi vado a fare una passecciata nella strada buja e vedo qualcosa di nero e grosso intera e quindi mi preparo alla fuga. Poi per ora riconosco andando avanti chi è un sacco dell'immondizia. In un primo momento quando ho visto il sacco di modizia e lo interpretato come un cane, che cosa ha fatto? Io ho preparato il mio corpo a ballare la danza della paura. Quindi il grosso e nero sacco delle modizia che io vi devo come cane era in vito a ballare la danza della paura e io ricollegendo andando avanti che non era un cane ma era un limondizia ho rifettato l'invito. E questo racionamento del ballo della danza vale non soltanto per uccetti naturalmente ma per ogni conflitto. Per chi ogni conflitto o un'interazione è un invito a una danza, per chi anche le tre signorre americane o il poliziotto hanno invitato la signora italiana a ballare la danza della delinquente ma la signora italiana ha saputo cambiare danza. Non ti è molto chiaro capisco di voglio spiegare meglio o mi voglio spiegare meglio perché come mi ho sentito prima posso solo tentare di essere chiara. Allora facciamo sempre popratico. Allora se qualcuno mi tirano a un pugno non per spale perché caduto ma proprio volutamente io posso decidere se accettare l'invito palando la danza o fiesta di fiesta o oppure palando la danza o fiesta vittima oppure e te ciò che propone propone la gestione creativa dei conflitti posso rifiutare l'invito disarmando l'altro con le mosse spiazanti. L'esempio un attoramente più eccellente o più bella per questo disarmare con le mosse spiazanti e sicuramente grandi con le sue protesti pacifiche ma io voglio farti un esempio molto più pratico che riporta proprio di nuovo alla maria nella sclavi nel suo libro e te una citazione che probabilmente tutti abbiamo vissuto nel senso tutti abbiamo vissuto quella quella citazione del colpo colpivo di zattore ok e per questo anche quello te lo voglio leggere il punto di partenza oppure diciamo la lesca o l'invita al ballo e che il figlio dice al suo babbo se tu ci tenessi veramente mevoti a scuola mi compre resto un po' a sana ai computer ora partiamo perché suposto che il padre colabora la danza quindi il padre risponde un computer a ideari quanto costa il figlio il padre dicovani li ha appena comprato un bilissimo partatile e anche Mario ne ha uno il padre loro hanno sacco di soldi noi no possono permette a si diputtare il dinario per il giù zio come questa il figlio allora tu pensi che io sono idiota e che i miei amici sono dei gliotti forse tale padre tale figlio il padre basta così non è intenzione di perdere tempo figlio parlare con me per le tempo bene me ne ricorre con la prossima volta che mi rivolce la parola questa è la prima scena ok che il padre ha accettato proprio l'invito alla ranza del colpe volizzatore e si è fatto colpe volizzare invece la seconda scena è il padre non colabora la danza e usa una trasstrategia quindi il figlio di nuovo se tu ci tenessi veramente mevoti a scuola mi compre resto un po' a sana il computer il preso posto di questo ne stesso lesca di questa frase è non ti sta a cuare come va da scuola e ciò che è che in realtà vuole dire il bambino va bene o il figlio e qui nel padre, avendo capito che cosa il vero messaggio risponde. Allora, quando è che ti è vincutemente che a me non interessa se se bravo a scuola? Beh, certo non me lo dimostri. Le altri padri hanno comprati e figli dei computer e quando preno nei bevoti li danno dei soldi extra per se stessiare con gli amici, a causa nostra non se ne parla ne pure. Il padre, in effetti penso di essere mi comportato da stupido. Non piacquanto riguarda il computer, quello non possiamo ravorere per me e d'ercelo, ma piacquanto riguarda i votti a scuola. Sono cose che mi interessano moltissimo e adesso in poito avverò il tempo per parlarne. Che ne dici? Ok, questo è un esempio. Come si può non entrare nella trappola, se è così si vuol dire del colpe volizzatore. E quindi anche con queste episodi si vede che se tu con la tua moossa decidere che tanza vai a ballare. Quindi il tipo di danza dipende da te la decisione nelle tue mani, ok? Anche se l'altro ti esprime un invito te non devi per forza accettare questo invito e le sette regole dell'artida di ascuettare, di possono aiutare in questo, di poter aiutare, di individuare il mettersi in modo di quella certa danza fino ai suoi primi accenni. Grazie a piccoli e apparentemente marciinali segnali. Di puoi aiutare a riconoscere che questi segnali ci informano sulle delle configurazioni relazionali e sociali e quindi non divediamo come interne personali, ma facente proprio parte di più ampie circolarità dinamiche. E ti puoi aiutare anche di non interpretare le sensazioni di spiazamento come munizioni, ma piuttosto come una case in ed esplorazione interpersonale e anche configurazione. E quindi spero che queste sette regole dell'artida ascuettare di possono aiutare nella tua vita quotidiana nella cistione delle emozioni, delle relazioni, dei conflitti e che ti possano migliorare le due conversazioni e anche i relazioni. Guarda detto questo per favore non perdere la speranza se non dirige finna subito applicare tutte queste regole ed essere una scoltattora impeccabile, perché la stessa professorezza Maria ne lasclavi a mette che questa danza non nasce spontaneamente, si impara. E noi tre ci lascia anche delle indicazioni su come si possono imparare questa danza, questi passi di danza, quindi praticamente ci darà 1, 2, 3, 1, 2, 3 del valzere, dell'ascoltor attivo dell'artida ascuettare. Quindi dice che il primo passo è un buon ascoltatore e una allenata a non limitarsi a vedere sentire quel che ci si aspetta di vedere sentire. E uno che si è contro allenato, a non sentire si rassicurato e in controllo quando riconosce e in caso della facilmente quel che vede sente. Invece il secondo passo e uno che accetta di buongrado di essere smentito, sorpreso, spiazzato, di sentire sigofo e lento e saccestire tutto questo come delle virtù. Rinnuncia a un controllo di primo grado sulla realtà, piaciacitare un controllo di secondo grado sui rapporti frasesso e la realtà. Il terzo passo è un esploratore di modi possibili sempre un postraniero anche a casa propria. Come diceva Sherlock Holmes, non si tratta di vedere o sentire cose diverse. Si tratta di guardarle a ascoltarle in modo diverso. Questo modo diverso di ascoltare e guardare consiste nella capacità di accogliere quei dettagli che si presentano come al tempo stesso trascorabili e fastidiosi. Marchinale e irritanti, in quanto prilurono a possibili pisociazioni. Ma questi passi non si trovano solo in questo libro che per me è propostato uno dei libri più importanti che mi ha aperto propriamente cuore o che tutto proprio mi ha travolto veramente la vita. Ma questi passi si ritrovano anche nei dieci suggerimenti per vivere con tutto il cuore che vengono esposti dalla ricerca trisce, prene Brown, nel suo libro i doni dell'imperfezione. Quindi lei anche ricercando proprio questo come vivere una vita migliore più valorosa, più soddisfacente anche, a proprio ideato questi dieci suggerimenti di vivere con tutto il cuore e coincidono molto, sono molto simile a tutte queste sette regole dell'arte di ascoltare, quindi di consiglio anche di leggere proprio i doni dell'imperfezione. Ora, vi a concludere ricapuitogliamo le sette regole dell'arte di ascoltare che ora spero siano più chiare e comprensibili. Allora, la prima regola non ha avere fretta di arrivare a delle conclusioni, le conclusioni sono la parte più femmiera della ricerca. Seconda regola, qualche veri dipende dal top punto di vista per riuscire a vedere il top punto di vista, devi cambiare il top punto di vista. Thirdo punto, se vuoi comprender quel che un altro sta dicendo, devi assumere chi ha racione e chiherli di aiutarti a vedere le cose e li venti dalla sua prospettiva. Quarta regola, le emozioni sono degli strumenti conosciti vivo fonamentali se sei comprendere il loro linguaccio. Non ti infuormano su cosa a veri, ma su come guardi. Il loro codice e relazionale è analogico. Quinta regola, un buon ascoltatore è un aspetto di mondi possibili e segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano la coscienza come al tempo stesso trascurabili e fatti di osi. Marchinali e ritanti, vecchie incongruenti con le popol certezze. Se è stata regola, un buon ascoltatore accoglie volontieri paradosi del pensiero della comunicazione. A fronte di senso, come a cassioni, può esserci tarsi in un campo che la posione, la gestione creativa dei conflitti. Settiamo a regola. Per divenire esperto nella arte di ascoltare, di viadottare la metallologia umaristica, ma quando è imparato ad ascoltare l'umarismo venerassie. Qui va di chiudere del tutto, voglio lasciarti una piccola informazione sul futuro di questo podcast perché ultimamente mi sono risa a conto che dando mi più stesso, dando a me. La loobbligo di pubblicare ogni queste domane, nel episodio, mi stressa tantissimo e chi mi conosce sa che c'è un lavoro stressante. E quindi nel mio tempo li ho bisogno di assenza di stress. Quindi con questo stress e con questa pressione che mi metto da me mi distrugue anche un po' la joya nel fare questo podcast e quindi ho deciso di lasciare un po' di tempo tra un episodio l'altro, nel senso che non so quando ci sarà il prossimo episodio, so che sarà poter essere tra mezzanetto, poter essere tra un mese, poter essere tra un anno. Nessai il prossimo episodio verrà quando ho voglia di farlo, anche questa anche perché sono chi mi ha seguito veramente la capitola, sono una molti potenziale scoperto e quindi mi piace fare tante cose diverse e oltre a fare podcast mi piace anche scrivere, sono che il podcast ne l'ultimo hanno assorbito totalmente tanto tempo che non ho avuto tempo di scrivere e ho proprio una storia dentro la mia testa che vuole uscire e lo devo scrivere perché se non lo posso sognare ogni notte. Quindi il prossimo episodio non si sa quando sarà, però ci sarà. In questo senso ti auguro tanto di vertimento nel provare a applicare le sette regole dell'arte dell'ascurtare, buon esercitazione e anche ti auguro tanta senza di stress, ti auguro tempo stra colmo di cose che ti piacciono e ti auguro di fare tante tante tante conversazioni buone che migliorano in modo esponenziale le teurelazioni. Con questo grazie mille e ha presto, io dico, ha presto con amore direta.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Presentazione di un gioco dei nove punti per illustrare come le cornici mentali limitino il pensiero.
  2. Discussione sulle "sette regole dell'arte di ascoltare" di Maria Nella Sclavi, per un ascolto attivo e aperto.
  3. Analisi di un esercizio di selezione spaziale per evidenziare il ruolo di stereotipi e pregiudizi nella fretta di giudicare.
  4. Racconto di un aneddoto culturale per mostrare come differenze di cornice possano generare conflitti.

Summary:

Il podcast introduce il tema dell'ascolto attivo attraverso un gioco di logica: unire nove punti con quattro linee senza staccare la penna. La soluzione richiede di uscire dal quadrato immaginario formato dai punti, metafora delle cornici mentali che limitano la percezione. Vengono presentate le sette regole dell'arte di ascoltare tratte dal libro di Maria Nella Sclavi, che incoraggiano a sospendere i giudizi, cambiare prospettiva e valorizzare le emozioni come strumenti di conoscenza.

Un successivo esercizio, in cui si devono scegliere sei persone da salvare su un'astronave, dimostra come la fretta di concludere porti a decisioni basate su stereotipi culturali. Infine, un aneddoto su un malinteso culturale riguardante un parcheggio negli Stati Uniti illustra concretamente come cornici diverse generino incomprensioni. L'episodio sottolinea l'importanza di un ascolto attivo, curioso e aperto al cambiamento di prospettiva per migliorare la comunicazione e le relazioni.

FAQs

La soluzione richiede di uscire dal quadrato immaginario formato dai punti. Si inizia dal punto in basso a destra, si collega al centro e al punto in alto a sinistra, poi si prosegue oltre i confini del quadrato per unire tutti i punti con quattro linee continue.

Simboleggia la necessità di uscire dalle proprie cornici mentali. Spesso rimaniamo bloccati in schemi predefiniti (come il quadrato) e l'ascolto attivo richiede di superare questi limiti per trovare soluzioni creative.

1) Non avere fretta di concludere. 2) Il punto di vista va cambiato per comprendere. 3) Assumere che l'altro abbia ragione. 4) Le emozioni sono strumenti conoscitivi. 5) Esplorare mondi possibili. 6) Accogliere i paradossi. 7) Adottare una metodologia umoristica.

Sono le regole implicite e i presupposti culturali che influenzano la nostra percezione. Sono convinzioni così radicate da non essere più messe in discussione, come vedere un quadrato nei nove punti o applicare stereotipi nelle scelte.

Porta a basarsi su stereotipi e pregiudizi, impedendo una comprensione approfondita. L'esercizio della navicella spaziale dimostra come decisioni affrettate ci facciano affidamento su generalizzazioni culturali piuttosto che su informazioni reali.

Nell'ascolto attivo si è aperti a nuovi mondi e si è disposti a uscire dalle proprie cornici. Nell'ascolto passivo prevale una 'macchina classificatoria' che interpreta subito senza spazio al cambiamento di prospettiva.

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