Go back

871| Attaccamento Disorganizzato: amare chi ci fa del male

from Fatti di Mente - La Psicologia e le Neuroscienze nella vita di tutti i giorni

12m 35s

871| Attaccamento Disorganizzato: amare chi ci fa del male

Un bambino che cresce in un ambiente in cui la figura di riferimento è fonte di paura e protezione allo stesso tempo sviluppa un attaccamento disorganizzato. Questo tipo di attaccamento si manifesta attraverso comportamenti contraddittori: il bambino cerca il genitore per conforto, ma allo stesso tempo ne ha paura, creando un conflitto interno che dura nel tempo. Le esperienze di violenza, minacce, assenza o reazioni imprevedibili dei genitori influiscono profondamente sullo sviluppo emotivo e relazionale del bambino. Da adulto, questo processo si traduce in difficoltà di fiducia, fatica a esprimere bisogni, oscillazioni tra avvicinamento e distanza, e una forte paura di essere feriti. Tuttavia, questo stile d'attaccamento non è un destino irrimediabile: può essere trasformato grazie a un percorso psicologico e a esperienze positive nei rapporti. È fondamentale considerare la storia complessiva della persona, inclusi contesti di violenza, isolamento, difficoltà economiche e traumi familiari. L'attaccamento disorganizzato è uno dei più complessi dei quattro stili, ma mostra che ogni adulto ha un passato emotivo che influenza il modo in cui costruisce le relazioni. La chiave per la crescita è la consapevolezza e l'intervento terapeutico.

Transcription

1701 Words, 11171 Characters

Italian
Un bambino può avere profondamente paura di un genitore e al contempo cercare le sobraccia quando ha bisogno di consolazione e di affetto. Per capire questa apparente contraddizione, dobbiamo ricordarci che ognuno di noi nasce con un bisogno di protezione, un bisogno che continua esistere anche quando chi ci dovrebbe proteggere ci spaventa. Quando siamo molto piccoli dipendiamo dagli adulti che si prendono non cura di noi. Allontanarci da loro può essere pericoloso se non impossibile, ma anche avvicinarci può diventare fonte di paura. Questo conflitto ci aiuta a comprendere l'attaccamento disorganizzato, un attaccamento dove la figura che si prende cura del bambino, quella da cui quel bimbo dovrebbe ricevere amore e anche la figura che fa ammale a quel bambino. Un genitore che può essere violento, che può essere negligente, che può completamente disinteressarsi a quel figlio. E allora cosa succede quando la ricerca di amore e di sicurezza incontro un ostacolo proprio nella relazione più importante della nostra vita, quella da cui ci aspettiamo conforto, ci aspettiamo amore, sicurezza e tante altre cose. E quanto può aiutarci questa prospettiva, a capire certe difficoltà che ritroviamo da adulti, nel fidarci e nella sciarci avvicinare. Parliamo di tutto questo oggi insieme, però dopo la sigla. Salve a tutti e vevenuti o bentornati su fatti di mente, io sono l'opsychologo clinico gui al mopezzillo, e oggi vi accompagnerò all'interno di viaggio alla scoperta dell'attaccamento disorganizzato. Prima di continuare, vi ricordo se vivà di seguire il podcast e di cliccare sulla campanellina vicino al tasso segui, per non perdere i prossimi episodi che escono tutti i giorni alle ore, sei nel mattino. Detto questo dire che possiamo iniziare. Partiamo oggi dalla funzione dell'attaccamento. Fin dall'inizio della nostra vita abbiamo bisogno di figure, cui rivolgerci quando siamo spaventati, stanchi o in difficoltà. Un bambino cerche il contatto, piange, tende le braccia, segue con lo sguardo chi si prende cura di rui, ha bisogno di qualcuno che lo consoli, che regole le sue emozioni. E infatti, quando noi nasciamo, non abbiamo una capacità di auto regolazione motiva. La regolazione motiva è quella abilità tramite cui riusciamo a regolare a gestire le nostre emozioni, appena siamo nati, non lo possiamo fare da soli, lo facciamo tramite una corregolazione. Tramite le risposte dei nostri regionitori, regoliamo le nostre emozioni e poi crescendo, sviluppiamo una capacità autonoma di fare questo, ma la sviluppiamo solo se la corregolazione con i regionitori è stata adiguata, se invece non c'è stata, sarà poi più difficile per noi da adulti regolare da soli le nostre emozioni. Insomma, ritornando all'inizio della nostra vita, tramite queste interazioni, il bambino può fare esperienza di qualcosa di fondamentale. Il suo disagio può essere ricorrosciuto da qualcuno, e se viene riconosciuto diventa anche più tolerabile, proprio grazie alla presenza dell'altro, che può essere la madre o il padrio che sia. Questa sicurezza gli permette di esplorare il mondo, perché, perché lui sa che può esplorare quanto vuole, ma poi tornerà la sua base sicura da sua madre, per esempio, e avrà il conforto di cui ha bisogno. Le risposte che riceviamo dagli altri, in queste fasi della vita, contribuiscono a costruire aspettative sulle relazioni. Cioè, io, nei primi due anni della mia vita, capisco che ogni qual volta esprimo un bisogno emotivo, mia madre reagisce malomodo, io interiorizzero la aspettativa anche da adulto, che nelle relazioni non bisogna esprimere quella certa cosa emotiva. E poi impariamo da piccoli quanto possiamo contare sui altri, che cosa succede quando manifestiamo un bisogno? Penso un bambino che, nei primi 10 anni della sua vita, ha capito che ogni volta che spievamo un suo bisogno gli altri si arrabbiamano. Questo bambino, quando avrà 30 anni, avrà una grandissima fatica nelle esprimere i propri bisogni, nelle sue relazioni adulti. Ora, per comprendere queste differenze, quelle che cioè originano, dalle differenze comportamentali dei genitori, nei primi anni di vita del bambino, la ricerca sull'attacamento infantile ha individuato diversi stili di attacamento, che sono l'attacamento sicuro, dove il bambino può utilizzare l'adulto come fonte di conforto, l'attacamento evitante, dove il bambino smette di mostrare i propri bisogni e l'attacamento anzioso, dove la ricerca di contatto può accompagnarsi a resistenza e difficoltà a carnarsi. Questi 3 attacamenti sono tutti organizzati, perché, perché possiamo riconoscere una modalità relativamente coerente di gestire la ricerca di protezione. Con l'attacamento disorganizzato, invece osserviamo dei comportamenti che suggeriscono un interruzione o una contraddizione in questa ricerca. Il bambino può avvicinarci al genitore e può fermarsi, cercare il contatto, mentre di stoio il corpo, immobilizzarsi o mostrare paura nei suoi confronti. In pratica, l'attacamento disorganizzato si sviluppa quando il bambino percepisce la figura di accodimento come imprevedibile ospaventante e questo genera confusione è anche paura. E quindi uno stile d'attacamenti in sicuro che si caratterizza da comportamenti contraddittori e dalla paura verso la figura di accodimento, con degli effetti duratori sulle relazioni e sulla regolazione motiva di cui parlava malinizio. La figura di riferimento in questo attacamento diventa contemporaneamente fonte di conforto e di pericolo, creando un conflitto interno tra il bisogno di vicinanza e quello di difesa. Ora, immaginiamoci un bambino che è in una situazione con un genitore abusante e, chiaramente, quelle violenze che riceve hanno un impatto molto significativo su di lui, il bambino sarà quindi dopo questi episodi spaventato, terrorizzato e avrà bisogno di cercare del conforto e da chi lo cercherà, proprio da quella persona che è stata violenta. Capite, come questa contraddizione possa disorganizzare completamente il funzionamento di quella persona. Quindi noi viviamo questa situazione. C'è quella cosa che ci spaventa? Siamo portati a cercare la persona che ci offre protezione, ma la stessa persona da cui cerchiamo protezione è quella che ci spaventa. Ricerchiamo vicinanza da chi ci mette in pericolo. In pratica, addetta ancora più sinteticamente il bisogno dell'adulto rimane attivo, proprio mentre la paura o stacola la possibilità di utilizzarlo, come rifugio. Nel libro di stacchi della psicololista Judit Vryost, lei parla proprio di un caso reale, un esempio emblematico, rispetto a questo, dove c'è questo bambino recuperato in uno spedale che è riuscita a sopravvivere a un incendio doloroso, dove si è ostionato parecchio, che piange disperatamente perché vuole sua madre, cerca la madre. Ma è stata proprio la madre ad appiccare quell'incendio consapevole che ci fosse il figlio. Tutto questo quello che è relativo, l'attacamento disorganizzato, può accadere sicuramente in contesti di maltrattamento violenza, ma le disorganizzazioni possono svilupparsi anche attraverso per corsi diversi. Sono stati studiati anche comportamenti dell'adulto che spaventa nel bambino, pur senza un'intenzione consapevole di farlo. Per esempio, dell'espressioni minacciose, delle reazioni di paura difficili da comprendere, o dei momenti in cui il genitore sembra assente o eraggiungibile. Ovviamente non è un singolo caso a creare il problema, succede a tutti noi di avere un momento un po' così, o di avere delle espressioni minacciose. Il problema è quando queste esperienze si ripetono sistematicamente. Inoltre, un adulto alle prese con esperienze traumatiche o luttri può in alcune circostanze avere difficoltà a rispondere al disagio del fio. Infatti, per esempio sappiamo che se ci sono dei luttri all'interno della storia, dei genitori nei primi due anni di vita del bambino e questi luttri non sono ancora stati elaborati, possono avere un impatto su rapporto con il fio e sull'attacamento. In tutto questo, ovviamente, contano tantissimo anche le condizioni di vita, le violenza, l'isolamento, la precarietà, e altre difficoltà che si accumulano possono ridurre le risorse disponibili per la cura. Questo è importante, bisogna sempre andare a considerare la storia complessiva della persona, che in quanto complessiva è complessa. Ci sono diversi fattori e interci che entra in gioco. Non solo rispettere comportamento dei genitori, ma anche alla loro situazione, suaceconomica, lavorativa, eccetera, eccetera, eccetera, tutto contribuisce a come questo bambino cresce. Ma tutto questo, a cosa porta da adulti. Bene, negli adulti, l'attacamento disorganizzato si manifesta come uno stile caratterizzato da un conflitto constante tra il desiderio di vicinanza e la paura dell'interno. Avremo quindi un adulto che farà molta fatica nelle relazioni, che avrà una grande paura dell'intimità e del rifiuto con le le oscillazioni, però ci sarà un forte bisogno di discinanza e un improbviso evitamento, così come ci saranno dei comportamenti contraddittori, ci si avvicina una persona e poi si fuggi e si sabotano i legami, c'è una grande difficoltà a fidarsi, così come c'è una regolazione motiva e stabile, cuoreazione intensa e congelamento di associazione o impulsività, il tutto accompagnato da una grandissima paura di essere feriti. Le relazioni saranno quindi tendenzialmente percepite come chaotiche e stabili, con una difficoltà a mantenere dei confini sani, una tendenza a interpretare segnali neutri come minacce e un'alternanza molto marcata tra idealizzazione e svalutazione del partner. La buona notizia che i stili d'attacamento non sono una sentenza definitiva sulla nostra vita, non comandano al 100% quello che faremo non sono insomma un destino completamente non modificabile. C'è però bisogno molti casi di un percorso, un percorso psicologico con un profissionista e nel corso della vita anche le esperienze che facciamo con i nostri partner o con altre persone significative possono avere un impatto su di noi. Per comprendere ancora meglio tutto questo se vi interessa vi consiglio i nostri episodi sull'attacamento ansioso e sull'attacamente evitante. Quello sull'attacamento ansioso è il 731, quello sull'attacamente evitante è il numero 864, probabilmente arriverà a breve anche quello sull'attacamento sicuro. Insomma oggi abbiamo fatto un viaggio nell'attacamento disorganizzato il più problematico dei 4. Ricordiamoci però che dietro a quella adulto, con questa forma di attacamento c'è stato un bambino, un bambino probabilmente solo, ma altrettato, che non aveva nessuna cui chiedere aiuto se non ha quella persona che i faceva del male. Il nostro viaggio all'interno dell'attacamento disorganizzato per oggi termina qui, spero che queste episodi vi sia piaciuto e ovvi abbia stimulato, se così è stato vi va lasciate porre una ascensione a 5 stelline, vi ricordo che ho chiesto il mio primo libro che si chiama all'era dell'anzia perché siamo tutti pianziosi e che insiamo anche su Instagram, cercateci iscrivendo fatti per attino basso di trattino bassomente. Grazie ancora per il ascolto e noi ci sentiamo come al solito domenimattina, le ore sei con un nuovo episodio. Ciao!

Podcast Summary

Key Points:

  1. Un bambino può temere profondamente un genitore ma cercare il suo contatto per sentirsi protetto, dimostrando una contraddizione fondamentale nell'attaccamento.
  2. L'attaccamento disorganizzato si sviluppa quando la figura di riferimento diventa sia fonte di sicurezza che di paura, generando confusione e un conflitto interno.
  3. Questo stile si forma spesso in presenza di violenze o comportamenti minacciosi da parte dei genitori, che creano un'esperienza di paura e disorientamento.
  4. Il bambino impara che esprimere bisogni porta a reazioni negative, e questo influisce in modo duraturo sulla capacità di fidarsi e di manifestare emozioni da adulto.
  5. L'attaccamento disorganizzato è caratterizzato da comportamenti contraddittori, come avvicinamenti seguiti da fuga, e da una forte paura di essere feriti.
  6. Non è solo la violenza che contribuisce a questo tipo di attaccamento, ma anche reazioni imprevedibili, assenza o espressioni di paura da parte dei genitori.
  7. In fase adulta, queste esperienze si riflettono in relazioni instabili, difficoltà di fiducia, alterazioni nel controllo emotivo e oscillazioni tra idealizzazione e svalutazione.
  8. Tuttavia, l'attaccamento disorganizzato non è un destino fisso e può essere modificato grazie a un percorso psicologico e a esperienze positive in relazione.

Summary:

Un bambino che cresce in un ambiente in cui la figura di riferimento è fonte di paura e protezione allo stesso tempo sviluppa un attaccamento disorganizzato. Questo tipo di attaccamento si manifesta attraverso comportamenti contraddittori: il bambino cerca il genitore per conforto, ma allo stesso tempo ne ha paura, creando un conflitto interno che dura nel tempo. Le esperienze di violenza, minacce, assenza o reazioni imprevedibili dei genitori influiscono profondamente sullo sviluppo emotivo e relazionale del bambino.

Da adulto, questo processo si traduce in difficoltà di fiducia, fatica a esprimere bisogni, oscillazioni tra avvicinamento e distanza, e una forte paura di essere feriti. Tuttavia, questo stile d'attaccamento non è un destino irrimediabile: può essere trasformato grazie a un percorso psicologico e a esperienze positive nei rapporti. È fondamentale considerare la storia complessiva della persona, inclusi contesti di violenza, isolamento, difficoltà economiche e traumi familiari.

L'attaccamento disorganizzato è uno dei più complessi dei quattro stili, ma mostra che ogni adulto ha un passato emotivo che influenza il modo in cui costruisce le relazioni. La chiave per la crescita è la consapevolezza e l'intervento terapeutico.

FAQs

È un stile di attaccamento in cui il bambino percepisce la figura di riferimento come imprevedibile e pericolosa, generando confusione, paura e comportamenti contraddittori.

Perché il genitore è sia fonte di protezione che di pericolo; il bambino ha bisogno di sicurezza ma la figura di riferimento è fonte di paura e violenza.

Ciò porta a un conflitto costante tra desiderio di vicinanza e paura del rifiuto, con oscillazioni, difficoltà di fiducia e comportamenti contraddittori nei rapporti.

Violenze, abusi, reazioni emotive minacciose o l'assenza di un genitore, anche senza intenzione consapevole di ferire il bambino.

No, non è una sentenza definitiva: con un percorso psicologico e esperienze positive nei rapporti, è possibile evolvere nel tempo.

Con un forte bisogno di vicinanza, ma paura dell'intimità, difficoltà di fidarsi, attacchi di distanza e comportamenti contraddittori verso il partner.

Chat with AI

Loading...

Pro features

Go deeper with this episode

Unlock creator-grade tools that turn any transcript into show notes and subtitle files.