Il dialogo affronta la sfida di comunicare la crisi climatica in Italia, partendo dall’esperienza del fotografo Michele, che documenta eventi estremi come le alluvioni in Romagna. Egli sottolinea che la fotografia non deve solo certificare i fatti, ma anche esplorare le cause profonde (combustibili fossili, urbanizzazione) e l’impatto sulle comunità, superando la semplice cronaca. Will, un’organizzazione giovanile, adotta un approccio “razionale” agli eventi estremi, come l’alluvione a Valencia: evita immagini drammatiche e si concentra su dati, errori umani e soluzioni, cercando di mantenere un tono costruttivo nonostante la polarizzazione del dibattito pubblico. Viene evidenziato il problema del fatalismo e dell’ansia climatica, con molti che rinunciano a informarsi per proteggere la salute mentale. Gli interlocutori sostengono che l’ansia va gestita affrontando le cause sistemiche (mancanza di coordinamento globale, disinformazione) e non solo i sintomi. La fotografia e la comunicazione razionale possono aiutare a superare la paura e a promuovere azioni concrete, come la riduzione delle emissioni e una migliore preparazione agli eventi estremi. Il messaggio finale è che, nonostante la complessità, è possibile trovare speranza attraverso un approccio basato su scienza e cooperazione.
Il dialogo che stai per ascoltare è stato registrato in presa diretta fra il 21 e il 23 febbraio 2025 durante Corea volume 2 in nostro festival che quest'anno accolto 13 mila persone. Per questo sentirà di tanto in tanto degli applausi o le reazioni del pubblico. Le parole che stai per sentire sono state così prezie per noi che abbiamo pensato di renderle disponibili anche per chi non c'era. Buonascolto. È un po' di contesto prima di iniziare la nostra chiacchierata. Questa conversazione nasce nell'ambito del Bando Clima creativo di fondazione Cariplo. Il secondo Bando peraltro è stato lanciato a Gennaio che ha sostenuto 30 progetti di durata abbiennale per portare nelle scuole superiori questo tipo di sforza per allenare la nostra immaginazione, il nostro sguardo a raccontare le postine ambientali, le questioni climatiche, provare a trovare nuove linguaggi, nuove modi per raccontare le cose angostanti del cambiamento climatico, ma anche l'esperanza, l'opportunità per imparare a processare insieme i fatti, ma anche le emozioni, che è probabilmente tante delle immagini, a cui associate eventi estremi in Italia, come le alluvioni che ci sono state nei ultimi anni in Romagna, sono state scattate da Michele e nel tuo lavoro, Michele c'è anche c'è la cronaca, quindi c'è raccontare cosa succede, quali sono i fatti, però c'è anche la creazione di un immaginario, c'è bisogna forzi problemi, immagino quando lavori sul campo, quando arrivi sul luogo di un alluvione, come quelli che ci sono state nel 2023, questioni che vanno al dillà della semplice cronaca, della semplice legame fra il fatto e l'immagine, perché stiamo raccontando qualcosa che è sud delle scale, che anche un fotograffo non è abituato a raccontare, anche la fotografia, nel raccontare il cambiamento climatico, sta vivendo una fase, ma dimmi anche tutti i rifondazioni del proprio sguardo. E quindi ho partito il proprio dal tuo lavoro sul campo quando sei in quel contesto lì, Romagna 2023, che regole ai, che regole ti sedato e che tipo di ragionamenti fai per tenere insieme tutti i questi elementi. Alla, tanto buongiorno a tutti e tutti, grazie ancora, sarà per l'invito. Alla tanto ci possiamo dire una cosa che ultimamente mi sembra unziamo molto scontato, che la crezione climatica esiste, cioè ci lo abbiamo fra i piedi che ne dica magari qualche persona potente dai capelli improbabili. Seconda cosa è un problema come facciamo noi a far capire o raccontare che la crisi climatica esiste a quelle persone che ci legono, ci ascolto, non ci guardano. La prima regola direi è partire, però meno per quanto mi riguarda, quando ci sono gli eventi estremi, purtroppo sempre di più, rapporte dei cambianti di quest'anno, ci dice che ci è stato di oltre 350 e 20 estremi in Italia, nel 2023, cercare di partire e andre a documentare quello che sta succedendo. La fotografia ha ancora secondo me, ora sono di parte, però ha un estremo potere comunicativo perché è immediato, ti fa vedere, diciamo, ti certifica quello che alcune persone ti possono dire che, cioè la luvione nelle Mila Romagna, io vado a traversare a questa è una foto del settembre di quest'anno, diciamo, di settembre, quando la mone ha rotto l'argine e poi con il centro di traversare, sono visite il fuoco che stanno portando in salvo e le persone, una volta questa persona estrendo conto o cavolo. Il ruolo della fotografia dovebbe essere non tanto far vedere che è vero, quello che qualcuno altro sta dicendo, ma anche provare a raccontare e andare un po' più nel profondo. La crisi climatica è fatta di eventi estremi e lo vediamo praticamente tutti i giorni, iniziato a documentare un po' la crisi climatica dal 2018, con la tempesta vaglia che ferninando conosce benissimo perché ha fatto un ottimo podcast, un po' anche si interroga perché quello che è stato fatto fino adesso diciamo che a volte ti senti un po' inutile, perché se ancora noi nel 2005 è un problema così grave che colpisce tante tanti perché traversava, per esempio, è una piccola come esitela che sia completamente disgregata. Se vi capita di passare e come andare in un scenario di guerra, ci sono case sventrate, ci sono delle case che non esistono più per una luvione, come noi non siamo state ancora capaci di far capire che questo è un problema urgente e che le persone probabilmente, anche le stesse persone colpite alla luvione, non riescono a collegare questi fenomeni che subiscono alla crisi climatica, mentre magari è molto più facile per loro dare la colpa alle nutri o agli argini o agli alberi dentro dei fiumi che percarità sono elementi da valutare, ma la complessità della crisi climatica è tanto rispetto alla facilità di soluzioni e problemi molto più semplici. Come si racconta in Italia la crisi climatica in generale vi consiglio di sfogliare lo servo del rapporto che fa Greenpeace con lo servatorio di Pavia due numeri alvolissimo per dire che, per esempio, banalmente nel 14% degli articoli si citano solamente nel 14% degli articoli si citano le cause e le conseguenze sono nel 40%, che vuol dire questo che non si va a capire la compessità di un problema. Un altro grande problema è ancora la presenza molto forte del aziende di combustibli fossili all'interno dei media, abbiamo spesso molto più inserzioni di combustibli fossili in nostre media dei articoli che parano della crisi climatica. Quindi come riuscire a raccontarlo quello che provo a fare io è ok raccontare l'impatto della Brachene News e trattare la crisi climatica come quando sono gli eventi estremi ma provare anche questa è una luvione sempre in Romagna, abbiamo io vengo la bologna, nev'inte non sono di bologna, probabilmente si sente. Abbiamo fatto quattro luvione in 18 mesi e provare a raccontare anche l'impatto che ha la crisi climatica sulle persone, che credo possa anche avvicinare un po' di più le persone alla problematica capire che persone come Alessandro che aveva una trattoria a sassomarconi dopo un anno e tre mesi dalla luvione di magio ha sempre la trattoria messa così e che Alessandro potremmo essere noi oppure altre persone che abitano a traversare la possiamo essere noi. È un'altra cosa che secondo me è molto importante che a di là della Brachene News e della cronaca per cui se vedete anche nel rapporto il grafico di quanto si parla di crisi climatica è fatto così ovvero se è una luvione si parla di crisi climatica non c'è la luvione e non si parla di crisi climatica ma che è sempre sempre non è che si manifesta solamente quando c'è la luvione e continuare a raccontare, quindi continuare a stare sull'iterritore, continuare a capire come le comunità reagiscono di fronte alla crisi climatica, con le sono gli impatti con un approccio anche un po' più lento e un po' più relazionale in modo che si riesca a capire che la luvione non è solo l'argine rotto ma si rompe anche una sorta di ragnate e la che tenenziamo nelle comunità. Grazie, grazie. Grazie per aver ricordato che la crisi climatica non è solo degli effetti che sono la parte più facile di raccontare tra virgolette, sono anche quella che piace di più, è giornalissima anche delle cause e che la causa non è il cambiamento climatico, cioè a volte si dice la causa è il cambiamento climatico, no quello è il fenomeno, la causa sono combustibili fossili, sistemi energetici e sistemi alimentari, se non facciamo questo passaggio e farlo con i dati, farlo con la crona, cano, riusciremo mai a rendereci conto di che problema abbiamo davanti e ci sono tanti angoli, tanti modi per entrare nel racconto del cambiamento climatico e Will Cora hanno tanta biodiversità nei propri linguaggi, mi venete a dire però corregge mi giù la sesbaju che c'è un approccio programmaticamente ottimista e ovviamente nel grafico che dicevo Michele, no quindi sui giù c'è la dopamina dell'evento estremo che sono giornate ribili, poi c'è il daun di non se ne parla perché non sta succedendo niente e difficile tenere un equilibrio e mi chiedo il vostro approccio che appunto è provo a essere positivo come viene messo alla prova da giornate come del maggio del 2023 o da mesi come maggio 2023 e tre alluvioni, devastanti in pochissimo tempo con tempi di ritornobrivissimi a quel punto il vostro metodo, qual è, come ragionate su quel tipo di racconto? Allora penso che ci sia poi una parola chiave con cui possiamo rispondere a questa domanda che è la razonalità e che dal mio punto di vista in realtà annull anche quelle differenze che ci possono essere tra chi ha un approccio più ottimista e chi ha un approccio invece meno ottimista, quello che appunto proviamo a fare in Will quando affrontiamo giornate come questa che questo contenuto lo abbiamo pubblicato all'alba, ovviamente dell'evento climatico estremo che sia verificato avalensia è sempre cercare di guardare questi eventi appunto come diceva anche mi che l'epoco fa, non come qualcosa che succede è tragico, lo raccontiamo e il giorno dopo ci lo dimentichiamo ma come qualcosa che fa parte di un sistema che dobbiamo iniziare a guardare appunto con racionalità per riuscire ad affrontarlo. In questo post, per esempio secondo me è per riassunto questa approccio razionale perché già dal titolo possiamo vedere questa racionalità noi in quei giorni, penso lo ricordiamo tutti, ne abbiamo sentite tante su questa su questa inondazione valencia abbiamo visto
tantissime immagini ovviamente tragiche ma molto poco razionali che davano molto spazio in realtà alla paura ad esentimenti a delle emozioni che poi distolgono l'attenzione dalle soluzioni di determinati problemi con abbiamo inserito immagini tragiche appunto con cadavere o cose di questo tipo ma abbiamo messo razionalità fin dall'inizio spiegando alle persone quello che era successo in quel territorio il problema è stato che in otto le persone ha più avuto tanto quanto più avevano in un anno e questo è una parte del problema ed è l'evento climatico estremo che siamo anifestato ma nella caption poi andiamo a mettere in luce tutta una serie di elementi che fanno anche allargare a ampliare un pollo sguardo l'orizzonte sia dietro l'evento climatico estremo e quindi gli errori che come humanità abbiamo fatto fino ad oggi il modo in cui abbiamo concepito costruito le città i luoghi in cui viviamo soprattutto in zone molto fluviali come quella della laguna di albufeira che ovviamente nei momenti in cui vengono cementificate a sfaltate fanno sì che poi il terreno non possa più permeare l'acqua e appena più ove tanto si inundano completamente delle zone ma non solo abbiamo messo anche un po' l'accento sugli errori umani che ci sono stati in questa tragedia come purtroppo intante altre che hanno aiutato a trasformare un evento climatico estremo in una tragedia perché secondo me oggi ci siamo anche molto abituati a pensare che dietro e diciamo i davanti ogni evento climatico estremo necessariamente debba corrispondere un numero altissimo di morti, di sfollati ma non deve essere necessariamente così perché questa è la realtà in cui viviamo oggi e dobbiamo iniziare ad attrezzarci per farsi che da una parte diminuiscano questi eventi come il stamente anche poco famichele riducendo le missioni di combustibili fossili per esempio che è il tema che l'ascenza ha messo sul tavolo già da un po' e dall'altra parte invece come humanità riuscire a reagire nel modo e nel momento giusto. A valienza abbiamo visto come le istituzioni spagnole non hanno comunicato ai cittadini nei tempi previsti nei tempi necessari quello che stava per succedere e non l'hanno fatto nel meno dopo perché credo ricordiamo tutti e tutte che la polizia francese è arrivata in quei territori prima di quella spagnola questa è una tragedia nella tragedia e non c'entra l'evento climatico estremo centriamo noi quindi penso che appunto la risposta possa essere questa cercare di guardare le cose corrazionalità perché attraverso quella lente riusciamo a guardare l'evento quello che c'è dietro e soprattutto che anche la speranza che poi abbiamo in will davanti nel futuro c'è cosa possiamo fare per far sì che questi eventi non si manifestino più o se si manifestano cosa possiamo fare per reagire in un modo diverso e affrontarli con degli strumenti un po più forti ecco. Ti faccio una domanda suplementare su questo questa racionalità no questo tentativo di equilibrio come viene accolto perché voi siete su una arena molto ampia molto partecipata e quindi molto complessa perché io appunto mi ricordo anche quelle settimane ma giudilimila 23 che ci si divide va proprio in squadre a un certo punto perché la polarizzazione estrema che il nostro dibattito pubblico ci spinge a questa polarizzazione ucognia successa la stessa cosa e quindi quando invece provate provi a tenere insieme tutti i pezzi ti seguono come come che tipo di reazione si genera. Allore penso che in will siamo fortunati e fortunati perché abbiamo una communiti che poi soprattutto su questi temi è molto più lucida che negazionista diciamo e quindi in realtà poi ci seguono in questi ragionamenti ma anche perché con gli elementi che diamono i nei titoli nei sottotitoli nelle caption è un po difficile non seguire i nostri ragionamenti non so come dire. Nel momento in cui ho metto nero su bianco come appunto in questa caption io ho evidenziato alcuni passaggi che secondo me sono fondamentali perché poi mettoni il luce appunto ancora una volta la razionalità che c'è dietro e rispondere è colpa delle nutri diventa un po più difficile nel momento in cui hai un contenuto che ti parla di dati, di scienza, di elementi assolutamente oggettivi e non soggettivi non umani o emotivi. Quindi diciamo che su questi temi soprattutto la risposta che poi noi abbiamo è molto partecipativa insieme a noi anche perché abbiamo una community di persone comunque relativamente giovani che come succede anche a noi all'interno di Will capita anche a noi di farci prendere un po' dalle quansi ovviamente e ci sono i giorni in cui magari vediamo non vediamo più quella luce in fondo al tunnel però ecco abbiamo appunto delle persone che poi ci seguono che quando commentano questi questi contenuti in realtà non dico la pensano come noi perché questa cosa ci rende felici nell'intenzione poi di cercare delle soluzioni cioè questo è il focus poi principale non dobbiamo farci spaventare non dobbiamo prendere il filtro della paura perché distorce la realtà quel filtro li guardare attraverso quello spiocino rende impossibile trovare delle soluzioni sul futuro e quindi ecco no devo dire che su questi contenuti ci seguono perché alla volontà è quella di andare oltre e non rivivere più situazioni a questo rivello di traggi città diciamo adrian c'è una conversazione che mi capita sempre più spesso su questo tipo è reso lecitare cioè sono persone che dicono io non ce la faccio più informarmi non ce la faccio più bisogno di chiudere io ricumo scolagravità di tutto quello che sta succedendo cambiamento climatico ma anche non cambiamento climatico come stimo vedendo in queste settimane non ce la faccio cioè per me per la mia salute mentale devo spegnere devo guardare altri gatini o qualcosa o il video di la gente che pulisce casa o spazio o lo spazio e anche lo spazio non ci stanno lasciando nemmeno più lo spazio non mi avrebbero visto quindi come si gestisce tutto questo perché una delle cose poi giù è citato la parola negacionismo però negacionismo della nostra società è qualcuno stretto quello proprio letterale di chi ne grebbe qualunque cosa non solo il cambiamento climatico è una cota relativamente minoritaria però una cosa che invece molto e più è il fatalismo cioè di tutto questo reale non ci si può far niente io aspenserò la fine del mondo sul divano allora premesso finalmente delle domande semplici queste cose le queste domande sono talmente complessie che esistono interi campi di ricerca dedicati solo questo quindi ci sono costole che sono venute fuori da studi di sociologia psicologia che si occupano esclusivamente di questo tanto è diventato un problema enorme quindi vorrei solo menzionarlo appunto perché a volte facere trovare persone che stanno sul palco come noi e dicono come la vedono la cosa come pensano che potrebbe andare ma non pensate che tipo abbiamo delle risposte le stiamo tenendo qui di parola ci chiamelo sul palco è veramente difficile e la verità e in parte anche che noi sappiamo troppo come sui numerani rispetto a quello per cui evolutivamente eravamo abituati cioè noi noi non ci rendiamo conto che nell'arco di un solo secolo siamo passati da uno a 8 miliardi e noi stiamo tipo venemo da un mondo in cui literalmente poche generazioni fa pensavamo va bene la natura è immutabile le cose continueranno a andare avanti così e figurate tantare che umani possono esstiguere space interior di struggere la terra cioè noi ora eccoci qui sembra allontano ma tipo ho fatto i queste eseciccio quando vedete se per esempio avete in ogni a caso o se vedete per esempio persone molto anziani anziani la persona altra che ho beccato un cantiere perché con una solo domanda se chiedete a vostri nonni o la rigenazione dei loro nonni avete delle delle risposte riguardo alla vita di qualcuno che vi suoi tempi di garibaldi e lui idade Italia e solo sei nonni di nonni fa eravamo ai tempi di Shakespeare ok sei nonni di nonni è pochissimo in quanto idade di nonni ok sono e dell'altrighieri ed eccoci qui a passare da letà di Shakespeare a tipo ovvio io che sa che come ci organizziamo un 8 miliardi con l'impatto che stiamo avendo sul mondo quindi metti anzia non tanto all'arcambiamento climatico basta esistere proprio noi siamo tipo avete visto che video di animali in anzia che si spaventore guarda tutto con i gighi che si girano vedono allo rombra fa un salto di due metri u noi uguale come specie non abbiamo mai avuto così date riguardo noi mai nella storia dell'umanità abbiamo avuto così date riguardo a così tante cose dal nostro comportamento non malattie a il mondo intero cioè prima immagina literalmente qualche decena di nonni fa eravamo a cercare di anzi asmarci perché tipo arrivato giovanni dalla sua caverna e dice ragazzi non ci credereste mai avete presente i quadrati che viva usavamo di solito li ho lasciato sui bordi e girame io e altri dico figo figo faremo meno fatica trasportarti sul quando quando morirai fino alla tua altoposta siamo una speccia drabile che però è incredibilmente giovane e in davanti a problemi per cui non abbiamo strumenti e ragioniamo ancora come nell'otocento e ci spaventiamo perché è normale e quindi non voglio stare qui a dire come gestire l'anzia non non va gestita va gestita la causa che prova l'anzia no quindi non è una questione di come facciamo a stare più felici mentre il mondo brucia cavito perché sì alla fine noi stiamo ancora ragionando per esempio in termini di nazioni stati e ognuno nel suo giardino come se fosse monel 800 e con un funziona cosa facciamo se tipo del brasil è decedido di tagliare tutte le foresti amatose
che non infadiamo il brasil, se fosse San Marino tanto tanto, ma il brasil, capito, non abbiamo strumenti, se noi le stati e le banderine, adorabili se devi fare le cose olimpiati, puoi dire "li voglio colezionare" come "pocchi" ma fantastico. Ma se hai a che fare con problemi globali e lo abbiamo visto giusto per ti può tornare sul mio campo, con la sminaccia della steroida, arriva la steroide, tutti a dire "ok cosa facciamo? Non da insiste nessun piano? Non c'è nessuno accordo tra i umani, non c'è nessun modo per coordinarsi su cosa fare, cioè sarebbe bello avere tipo una specie di consiglio, tipo tra nazioni come se fosse rungnite, in cui possiamo parlare tra di noi di cose che sono universali, che non sono tipo non morire, e quindi credo sia universalmente accettabile per tutti, e quindi il mio consiglio riguardo alle motività, riguardo alle emozioni che ricordiamo ce che gli asseromani non sono così racionali come sembra, tutti i di noi non ha avuto una mico amica che sta con una persona di merda, giusto? E gli dice "senti, io lo so che ti piacciono i sogli occhi, e con i sogli occhi intendo però i sogli occhi sono molto ben, ma è una persona di verda, lascela, e ti dice "sì però, ti lo possa cambiare", e noi non siamo racionali, siamo esseri umani che vivono in creando le gamie motivi, e quindi poi guardare quelle cose, poi guardare literalmente will che ti dice, ecco le che dice la scienza, ecco le modi le modo più racionale possibile espegato con lo che succede, e poi comunque pensare "sì ma io sono cresciuto in un contesto dove negare il cambiamento climatico a un valore sociale, perché quello che va ad obbere la birra, la pensano così, perché se io l'ha penso, se io penso che il cambiamento climatico è reale, ha delle conseguenze, su come vivo io, sulle persone che frequente, su chi ho votato, che cosa dice di me questa cosa? Tipo, nessuno vuole essere il villain, ma avete presente i due nazisti che si parla tra di loro e dice "ma se fono i fosimo i cattivi della stile, non ricorda di quale il film era un, sì, scusa, ci ho messo troppo a rispondere, ma sostanzialmente non c'è una risposta facile, dobbiamo lavorare insieme, e la prima parte per arrivare a qualche tipo di risposta è renderci conto che non è normale tutto questo, sono momenti straordinari e abbiamo bisogno di soluzioni straordinarie e non è solo questione di tipo comportarci ognuno di noi in maniera migliore, non è che risolveremo la cosa se tipo prendi e butti la plastica nella plastica, perché abbiamo già fatto discorzi del genere molto tempo facco atto si parla tipo di lavoro minorile in Italia o quando si parla di piombone le vernici che avevo un impatto negativo sullo sviluppo del cervello dei bambini e dicevamo queste cose aziende che mettevano il piombone le vernici e cevano, si ma è davvero così grande, aspettiamo meglio di vedere cosa dice una scienzata a qualche decenni e non è che abbiamo detto nessuno usi vernici al piombino, no, abbiamo passato delle leggi che obbligano giusto? Le aziende non farlo, a quindi se abbiamo dovuto addirittura mettere delle leggi per obbligare le aziende, a non mettere piombo che rovina il lo sviluppo del cervello dei bambini le vernici, cosa ci fa sperare che tipo ma se io faccio il mio dovere e buttero, le picchiere di plastica nella plastica improvvisamente le aziende di ranno, no, beh ma questa volta, questa volta, faccia, quindi lo dobbiamo non solo pensare a singori, ma dobbiamo usare le nostre emozioni convogliando le versuazioni che sono politiche di natura perché abbiamo imparato i funzionari nell'organizzarci insieme davanti problemi più grandi. Giù, la tua è proprio la quota ottimismo di questo panel, che non mi rispecchia minimamente come umano però va benissimo. È un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo e quindi appunto abbiamo raccontato di come voi mostrate il lato, il lato e ventiestreme, il lato difficile da processare, il lato morirei molti tutti. E invece il lato ce la faremo, so che è preparato qualcosa e quindi come si costruisce contro la parte ce la faremo, la parte sulle soluzioni. Allora, noi diciamo che cerchiamo di farlo sempre con la creatività, ovviamente, quello di cui poi stiamo parlando qui, in which ci siamo dati anche un claim che cerchiamo di attivare e mettere in pratica quando poi trattiamo temi come questo che è che i dati senza creatività sono solo dati e se noi proiettiamo questo claim sui temi che trattiamo e le piattaforme su cui noi ci movemo che sono delle piattaforme a super rapido scorrimento diciamo, dove poi utenti passano da nuove errore di comunicazione in tutta il grigia o il nuovo la nuova pizzeria aperta sotto casa e poi si trovano davanti a continuiti come i nostri che sono comunque pregni, ci serve a aggiungere un livello di creatività, quindi anche un po' contrariamente a quanto il design insegna con il famoso detto Lessysmore, noi qui in realtà aggiungiamo un livello perché se noi riusciamo a creare qualcosa come, per esempio, ho portato questo esempio di post, dove abbiamo dimostrato come se noi sostituissimo lo spazio che relegliamo alle automobili nelle nostre città che passano le 94% del loro tempo ferme parcheggiate, lo restituissimo ai cittadini magari alle zone verdi, milano potrebbe avere una mappa come questa e se noi proviamo a nascondere con la mano alla parte di immagine sotto e leggiamo solitesti, ci rendiamo credo subito conto di quanto questo post diventi molto meno comprensibile, meno interessante per chi poi scrolla velocemente su quella piattaforma perché diventa un contenitore di numeri, di numeri tra l'altro molto alti, 386.000 metri quadrati, cioè cosa solo, cosa significano quanto sono grandi, mentre invece riuscendo a fare questa corrillazione tra il numero e qualcosa divisivo che poi lo rappresenti noi diamo all'occhio la parte che vuole, che vale sia quando mangiamo qualcosa, ma anche quando fruiamo questi contenuti, l'occhio vuole la sua parte è una cosa molto vera quando tratti contenuti come questo e lo abbiamo fatto su Milano, l'abbiamo fatto su Napoli, l'abbiamo fatto poi in realtà sulle principali città italiane, io ho messo questi due perché mi sembravano anche quell'ivisivamente poi più forti ed è appunto un approccio che cerchiamo di avere ogni qual volta dobbiamo affrontare dei dati, tradurre quei numeri che altrimenti rimangono poco comprensibili in qualcosa, invece il visivo più detangibile, che possa quanto meno far fermare chi guarda il contenuto e possa far dir "ok, sto guardando qualcosa di strano, che mi incuriosisce, cerco di capire quello che sto guardando perché capendo il problema, mi sto già vicinando, sta facendo un passo verso la soluzione". Quindi per noi questo è importante, non è tanto che le persone memorizzino, quante autosi sono Napoli, quello è un di cui serve sulla narrazione. Ci interessa che le persone guardandi contenuti, iniziano a farsi delle domande, iniziano a sviluppare le loro opinioni e il proprio pensiero, per insieme riuscire ad arrivare poi a delle soluzioni contro quei problemi. Quando mettevamo insomma insieme questi pezzi di questa conversazione, e quindi ora accolto le proposte, le vostre proposte tu mi è presentato appunto questi infografica sui alberi, boschi urbani e Michele mi ha presentato poi il lato della realtà fuori dal dato, perché facevi il dato, cioè la visualizzazione poi ci sono le persone e ci sono i luoghi. E quindi una delle storie che tu hai raccontato è proprio una battaglia urbana per proteggere un bosco a Bologna, perché uno dei modi per farsi passare alle quanzie è attivarsi, quindi esciender in piazza e provare a essere protagonisti di questa storia, quindi a inserirsi in questa fotografia. È un altro lato del tuo racconto. E quindi questo lato tu come le raccontato quanto importante poi inserirlo nel quadro generale di come l'umanità si rapporta al cambiamento climatico. Diciamo che anche prima, il cadicevi, quando molto spesso, ma è questo capitato di aver visto foto miei legati e eventestremi, è vero, spesso capita quando la gente mi vede, Michele, ma che successo alcuni fanno anche gesti più scaramantici, però perché è vero che è sento fotogionalista, quindi trattando temi del reale e avendo purtroppo una realtà che non è po' porosefiori spesso documento, cosa brutte? Faccio vedere cerco di fare le immagini belle semplicemente perché vorrei che le persone ci stessero più di 2,5 secondi e che magari riescan'anca leggere un po' la scalia per capire la storia che c'è di attraverla foto, però questo comporta che molto spesso, le persone mi dicono, io vedo le sue foto e come si diceva prima, mi parà. Perché è una cosa troppo brutta, una volta mi fa vedere la luvione, altra volta c'è il tornado, altra volta c'è la società, altra volta le manganellate, io non c'è l'ho troppo grosso, non so come fare, non ve lo soluzioni e quindi mi fermo. E io ricordo bene, allora va da fare le idraulico, con tutto rispetto a le idraulico, però ho perso, io da un punto di vista di fotogionalista ma anche di persona che questo mondo un po' lo vorrebbe cambiare. E la fotografia ha questo potere, lo vedere, un'immagine, diciamo, la reazione, l'emozione che proviamo adesso a vedere un'immagine delle morte nel Mediterraneo e se la compariamo alle prime che abbiamo visto adesso, tendenzialmente completamente anestesia. Quindi da diversi anni la, diciamo, ho iniziato così, ho documentato, ho documento le lotte, dei momenti sociali e ambientalisti in Italia. Abolonia successo una cosa molto bella per cui mi cemento un po' dentro, abbiamo vinto, che insomma, diciamo mai, però ci è stata questa lotta.
di un parco piccolino, però molto simbolico, proprio dietro al ragione, i palazzi che vedete dietro sono la regione delle miglioromagna, che doveva un progetto un po' assurdo in cui c'era una scola, c'era una scola, li la vedete, e quella grigia, dovevano demolire la scola e costruire l'accanto. Da un piccolo presidio di tenzemente abitanti e anziani, poi la fine è un po' montato, se non è cominciata a costruire le casasuglialberi, ci è stato un po' di balotta con la polizia, dopo due tentativi di scombero il parco è rimasto, il parco adesso ci si può andare e non c'è una scola in costruzione a canta una che già era lì, quindi ogni tanto fa bene vedere e mostrare che si può fare come si diceva prima, ha importante ricordarsi il focus nostro che singolarmente si perde e uniti ognitanto può essere con cui c'è la possibilità che si vince. Sono un'inguaribile utopista per cui credo che la fotografia possa riuscire anche in qualche modo a diventare una amici a no, ci sono delle fotografie nella storia, ora ne vediamo troppe, quindi l'effetto che hanno suddi noi è sicuramente minore, però ci sono delle fotografie che hanno in escato dei processi di cambiamento, cioè era Abbas, un fotografo della magnum che diceva che la cosa che io non lo tatuerei, se la massa tatuaggi, che diceva che la fotografia non cambierà mai il mondo, perché molto spesso si pensa che noi si cambia il mondo, ma no, per niente è una cosa che possiamo fare e far vedere perché questo mondo va cambiato, non ho mostrare sia i lati negativi, ma anche evitare di parallelizzare le persone, si parla varie emozioni, per esempio prima, un altro lavoro che su questo lavorando il punto l'impatto della sallusamentale delle alluvioni, andrà a vedere, per esempio, con calma, dopo aver snotciolato, per esempio, tutti i danni materiali, milioni, milioni e milioni, rimediare un po' il senso di abandono che anche noi, come operatori dell'informazione, per forza di cose, spesso ne succede talmente tante, quindi il rischio è che abbandoniamo, andiamo via, facciamo il nostro, prendiamo un po' tipo di sciacallaggio, facciamo le nostre fostine, mettiamo suista, nelle pubbliciamo e prendiamo via, noi ci abbiamo la casa, probabilmente le altre persone no, però come dicevo prima, è riuscire a continuare a dare seguito a queste storie, e fa sì che magari le persone si riescono a passionare un po' di più, a sentirci anche più parte di questo presente, più coinvolte e anche motivamente nelle storie degli altri, perché magari sono storie comuni in cui magari qualcuno ci si può anche rivedere e capire che se lui è un pericolo siamo in pericolo anche noi, e quindi questa sensazione è essere parte di una comunità che spesso nel mondo molto digitalizzato, perdiamo, si può anche ritrovare, e quindi concludendo si può fare, ci si mettenziamo, si vince, spesso anche come al don Bosco, poposo e tu casa. Grazie per averci ricordato anche ogni tanto si vince anche, e visto che insomma hai mostrato delle storie di attivismo, l'attivismo in Italia viene sempre più criminalizzato e oggi insomma, se volete fare una pausa dal Festival di Corrassi, sono le proteste contro il DDL e sicurezza che mi sembrano piuttosto importanti perché altrimenti tutto questo per rischiamo di perderlo. Adi rannate le parole di chiusura, di questa conversazione, come troviamo il nostro posto in questa fotografia perché la fotografia è troppo grande e noi siamo troppo piccoli. Allora, è vero anche se aggiungerei che quando pensiamo alla nostra dimensione, spagimenti a nostra omia questa è una casa che viene continuamente fuori che siamo molto piccoli rispetto alle dimensioni dell'universo. E è vero, se vi sentite un giorno particolarmente grandi basta guardare le vostre dimensioni rispetto al cosmolo. Ma se per esempio guardate la mano, voi sapete che la vostra mano per via di piccolissimi, minuscoli, neuroni che sono dentro il vostro cervello. Quando per esempio guardate il cello notturno, in realtà non siete piccoli, non siamo piccoli come umani, siamo della giusta dimensione per riuscire a capire che cos'è, sentireci parte di quello. Se noi fosimo molto più grandi saremo, dare montagne o colline, se fosimo molto più piccoli saremo degati, ma, va be, gatti, già sanno tutto, ma se fosimo molto più piccoli saremo troppo piccoli per poter avere la complessità per capire quello che ci circonda. Quindi in realtà la stessa cosa in un certo senso vale per questa dimensione noi siamo in un posto privilegiato come osservatori perché non siamo in un ruolo in cui dobbiamo preoccuparci di cose gigantesche, ma abbiamo la possibilità di agire direttamente nel quotidiano, in un modo che è estremamente tapilare. Lo so che non c'è molto affiducia, riguardo a come le cose andranno e difficile essere ottimisti. Credo che noi ci scordiamo che abbiamo assolutamente le capacità di far fronte a tutto questo, abbiamo gli strumenti che ci servono, non è quello che ci manca e che spesso ci sentiamo importanti perché i problemi sono troppo grandi rispetto a quello che ci sentiamo di poter fare, ma se in realtà non guardi al problema come una cosa che devi risolvere tutto insieme, non è che dobbiamo combattere il cambiamento climatico, quello che possiamo fare nel concreto è molto più tangibile, molto più vicino perché il cambiamento climatico, ok, il villain che c'è dietro, avete mai visto scubito quando eravate piccoli, sì, ok, se non l'avete non avete avuto un'infazia, però tutti i episodi di scubito, vi ricordate che beccavano quello che era il villain e come finiva che ti può elfantalasmo o altro, il togliavano nella maschera ed era, chi e il capitalismo, un guadere, per il cambiamento climatico è quello nel senso che riguarda capiraremente il modo in cui noi mangiamo, come ci vestiamo, come consumiamo, come costruiamo, come ci spostiamo, riguarda come abbiamo costruito il mondo intorno e lo so che molti, ora avranno in relazione tipo, oh mio ti ho detto, capitalismo e lo so perché se vuoi educati, riguarda così, e quando le persone dicevano in el 700-800, ma sì noi non avessimo schiavi, molti raggivano uguale perché ci vuol, ma io mi piace avere un maglietti di cotone, ok, anche a me piace avere il cellulare poter guardare i contenuti di will, ma il problema è di drammatico impatto che abbiamo per il cambiamento, per il mondo intorno e noi possiamo inventare cose migliori, perché se c'è una regola nella storia dell'umanità e che tutte le volte non abbiamo detto, becce, questi problemi sono palesemente troppo grandi, giusto? Non è quello, la biografia dell'umanità e più non si può volare, ma inventiamo un modo per farlo, non si può, non si può chieno so andare in lo spazio, abbiamo un razzo e c'è, creiamo un razzo e lo facciamo, una delle cose per me più emozianate, con questo finisco e il condo, guardate a casa, prendete un enciclopedia, vi ricordate quelle che i vostri noni compravano, in liberi a tutti i bianche rosi, a P, tutti avevano queste, era prima di Google, sostanzialmente dentro, se uno delle cose più belle della storia dell'umanità, se guardate alla parola polio o alla parola va yellow, vate va yellow e il primo verbo che usano è era, ralla, non abbiamo capito quanto a casa, enorme, milioni, milioni di madri hanno visto i loro figli morire tra le loro braccia senza poter fare niente e noi abbiamo a casa, in ciluppie di dove c'è, scritto che era una malattia che non c'è più, abbiamo sconfito, quasi per la polio però è, ora sicuramente andrà meglio con gente che non crede di avere, vave comunque, però si può fare davvero e c'è la possibilità di avere luce in sala un attivo, non so se c'è, volevo mostrarvi una cosa, no, va bene, come, allora, allora userata come, come cavia, ma strano la mano, di alla così, sei fatte questa cosa tra voi, vedrete che alcune mani sono più grandi di altre, giusto, questo è perché siamo diversi come se i romani per un sacco di ragioni, ma in realtà siamo la stessa specie, giuro, quindi gli angoli che vedete tra le dita sono uguali in tutti i homo sapiens e solo i noi, se fate così, vedrete che questa è uguale in tutti quanti i esseri umani, in tutti i homo sapiens, se è finita la vostra crescita, sono suoprecoto orviciani, questo la spanna è identica, anche se fuori siamo diversi, dentro siamo tutti quanti noi, i stessi, i stessi e i seri umani, quindi la prossima volta, quando vi sentite soli espaventati e pensate che sia impossibile raggiere davanti a tutto questo, ricordativi che in realtà ci sono talmente tante cose che possiamo fare da i singori campi, da come cuciniamo al vostro campo magari che riguarda come il parco di altro casa, a come riusciamo a produrre le cose che manciò, tutto quando, tutto quello che facciamo e possiamo fare una differenza e pensate alle soffraggette che all'inizio del novecento erano state picchiate per cercare il convinciere che le donne non potrebbero mai avere diritto al voto e molte di loro dono non anche idea se c'eravrebbero mai fatta ma avrebbero appena battersi che è una cosa che si dice in pubblico, che è una cosa che può esistere e non pensavano che c'eravrebbero fatta ma appensavano che era una bataglia che vale la pena combattere e se noi ora in questo momento storico pensiamo tanto, noi non ce la faremo a risolvere tutti i problemi e noi non ci battiamo c'è un'interra generazione di, come schiamano i umani tascabili, bambini che crescono ora che guardano noi, guardano noi e cresceranno vedendo che noi abbiamo prinunciato, no, dobbiamo batterci non solo perché noi ci possiamo farla ma perché vale la tua scuola.
è della cosa giusta e perché abbiamo ancora credo fisicamente un cuore che batte dentro come tutti quanti e quindi continuate a essere umani e continuiamo a batterci per un mondo migliore. Ovviamente tutto questo poi noi abbiamo trattato diversi temi ma sono a livello creativo voi condotto e raccontare tutto questo e per darvi un'idea di come dovete toccare delle corde che sono che un'universali noi e credo che anche se magari può sembrare più astratto rispetto a come faccio poi a raccontarlo vi abbiamo cercato di dare dei strumenti per far vedere che quando tocate delle corde che riguardano tutti è impossibile non sentirle che sono la racionalità visivamente il modo di vederlo immagini, foto e racconti e quindi nessuno che ha cambiato il mondo pensava una mattina mentre faccio accorazione, sei che faccio. E di come un giorno potrebbero essere quindi noi non lo sapete, non avete idea di che impatto avrete e di come un giorno potrebbero essere c'altere come noi che faranno vedere una vostra foto di voi mentre state scrivendo una pace ad la storia perché nessuno di quel può confermarlo anche mi chere che fa la differenza si svega la mattina e dice "Vado a cambiare il mondo" per cui come diceva uno di più grandi pensatori filosofi del 900 Gandalf e il mondo non verrà cambiato da tipo un principale sul cavalo bianco che salva al mondo ma da piccoli gesti di bontà quotidiana. Questo evento è stato realizzato in collaborazione con fondazione cariplu.
Podcast Summary
Key Points:
Il dialogo è stato registrato durante il festival Corea volume 2 (2025), con 13.000 partecipanti, nell’ambito del Bando Clima creativo di Fondazione Cariplo, che finanzia progetti nelle scuole superiori per raccontare il cambiamento climatico.
Michele, fotografo, spiega che la fotografia ha un potere comunicativo immediato per certificare eventi estremi (es. alluvioni in Romagna 2023), ma serve anche andare oltre la cronaca, raccontando l’impatto umano e la complessità della crisi climatica.
Will, organizzazione giovanile, adotta un approccio “razionale” agli eventi estremi: evita immagini sensazionalistiche, spiega cause (combustibili fossili, urbanizzazione) e soluzioni, cercando di contrastare la polarizzazione e il fatalismo.
Si discute il problema del “fatalismo” (rinuncia all’azione) e dell’ansia da informazione climatica, sottolineando la necessità di gestire le cause dell’ansia (es. mancanza di coordinamento globale) piuttosto che i sintomi.
Summary:
Il dialogo affronta la sfida di comunicare la crisi climatica in Italia, partendo dall’esperienza del fotografo Michele, che documenta eventi estremi come le alluvioni in Romagna. Egli sottolinea che la fotografia non deve solo certificare i fatti, ma anche esplorare le cause profonde (combustibili fossili, urbanizzazione) e l’impatto sulle comunità, superando la semplice cronaca. Will, un’organizzazione giovanile, adotta un approccio “razionale” agli eventi estremi, come l’alluvione a Valencia: evita immagini drammatiche e si concentra su dati, errori umani e soluzioni, cercando di mantenere un tono costruttivo nonostante la polarizzazione del dibattito pubblico.
Viene evidenziato il problema del fatalismo e dell’ansia climatica, con molti che rinunciano a informarsi per proteggere la salute mentale. Gli interlocutori sostengono che l’ansia va gestita affrontando le cause sistemiche (mancanza di coordinamento globale, disinformazione) e non solo i sintomi. La fotografia e la comunicazione razionale possono aiutare a superare la paura e a promuovere azioni concrete, come la riduzione delle emissioni e una migliore preparazione agli eventi estremi.
Il messaggio finale è che, nonostante la complessità, è possibile trovare speranza attraverso un approccio basato su scienza e cooperazione.
FAQs
La fotografia ha un forte potere comunicativo perché certifica visivamente ciò che accade, come le alluvioni, ma deve anche andare oltre la cronaca per raccontare l'impatto profondo sulle persone e le comunità.
Nel 14% degli articoli si citano le cause e nel 40% le conseguenze, mancando la complessità del problema; inoltre, c'è una forte presenza di inserzioni di combustibili fossili nei media.
Will usa un approccio razionale, spiegando i dati e le cause umane dietro la tragedia, come la cementificazione e gli errori di comunicazione, per evitare la paura e focalizzarsi sulle soluzioni.
L'ansia non va gestita direttamente, ma bisogna agire sulle cause che la provocano, come la mancanza di coordinamento globale e la difficoltà di affrontare problemi complessi con strumenti obsoleti.
Perché la crisi climatica è sempre presente, non solo durante le alluvioni, e bisogna capire come le comunità reagiscono e si adattano, con un approccio lento e relazionale.
La community è lucida e segue i ragionamenti basati su dati e scienza, partecipando attivamente perché l'attenzione è sulle soluzioni, non sulla paura.
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