In questo episodio del podcast "Spazio di Consapevolezza", l'autrice esplora la rabbia come emozione spesso fraintesa e repressa, soprattutto nelle donne. Spiega che molte persone hanno imparato a non riconoscere la propria rabbia, confondendola con stress, frustrazione o stanchezza, perché la società e le esperienze passate l'hanno associata a violenza, perdita di controllo o pericolo. Tuttavia, la rabbia è un "fuoco sacro" e una messaggera che segnala quando un limite viene superato, quando un bisogno non è ascoltato o quando un desiderio non trova spazio. Non è distruttiva di per sé; lo è solo la reazione impulsiva a essa. L'autrice condivide il proprio percorso personale, in cui ha scoperto di aver represso la rabbia per paura di ferire gli altri, e sottolinea l'importanza di attraversarla invece di negarla. I tre insegnamenti principali sono: la rabbia indica che stiamo superando le nostre risorse, rivela desideri inespressi come libertà, riposo o autenticità, e spesso riecheggia traumi o dinamiche passate non elaborate. Infine, invita a non spalmare un "balsamo impermeabile" sulla rabbia, ma a riconoscerla nel corpo, per trasformarla in azione consapevole e non in reazione distruttiva.
Molte donne hanno imparato a reprimere la rabbia così bene da non riconoscire la più, la chiamano stress, frustrazione, stanchezza, irritabilità, ma sotto tutto questo spesso c'è una rabbia che sta cercando di dire qualcosa. Abbiamo profondamente paura in quanto donne della rabbia, quando invece una delle mozioni portale più potenti che possiamo attraversare per ritrovarci, vere e autentiche. In questo episodio voglio proprio parlare della rabbia di quello che può insegnarci quando smettiamo gli averne paura e iniziamo ad attraversarla. Benvenuto ad un nuovo episodio di Spazio di Consapevolezza. Il podcast in cui condivido con voi riflessione pensi e ririguardo le evoluzioni personale e quella spirituale attraversa il corpo e la mente. Questo vuole essere uno spazio di aperture con fronto per portare una visione nelle gata al benessere psico fisico, che permette di inizia la lasciare andare oggi tutte quelle storie che ci sono state raccontate e scrivere noi, il nostro domani. Credo nel potere della condivisione che la consapevolezza di sessi sia l'ostrimento più potente, che abbiamo disposizione per revolvere e trasformarci. Ben tornata questo nuovo episodio del podcast o se la prima volta che sei qui per venuta. Oggi come avrà intuito dal titolo e dall'intro faccio una puntata verticale su questa emozione, la rabbia. Il desidero di condividere questo episodio di sviscerare insieme questa tematica è natosia da tantissime condivisioni e tantissimi percorsi in cui ho guidato tante donne, si accumento in guantuan spirituali che con i somatici e killing, ma soprattutto perché credo che ancora oggi sia proprio l'emozione che più negli amo, che ci fa un po' a tremare e in questo episodio vedremo ovviamente perché a questo accade, perché in quanto soprattutto donne siamo lontane dal poter pensare di vivere in modo fungionale questa emozione, ma soprattutto vorrei condividere in questa puntata quello che è realtà, questa emozione ci sta insegnando e ci sta provando a mostrare. La rabbia non è un problema deliminare, anche se ce l'hanno sempre fatto credere, è una messaggera come tutte le emozioni, a una sua funzione, di portare a galla, di portare sul letto della nostra quensa pevolezza, alcun etematic che tenderemo se no per automatismi e continua in reattività ad ignorare. E questo problema ho osservato che nella via spirituale, soprattutto in una spiritualità non incarnata, tende a prendere il suo preavvento, vero questa emozione viene proposista come qualcosa da cui distaccarsi, da allontanare, da non provare mai. Quando è in quanto esser umani, tutta la stutte le emozioni che ci sono, che possiamo provare hanno loro ruolo, hanno loro senso e possono essere attraversate senza che queste determinano poi delle reactività. Ma tutto questo lo vedrebbero nella puntata, quindi non faccio altri spoiler, prima però ad iniziare ormai se mi ascolti lo sei già, ma magari non l'ha ancora fatto. Ti invita di iscriverti al canale, a lasciare un commento e condividere magari questa puntata con una persona che può aver bisogno di sentire queste parole perché stavi vendo con questa emozione latente o manifesta. E come sempre sciaringi scaring e il modo migliore per diffondere con sapevolezza siamo sempre di più ormai il podcast ha sprati 500.000 ascolti e in questi 5 anni davvero questo canale ha avuto modo di arrivare tantissime donne che poi ho incontrato settimana scorsa a una celebrazione del sostizio dal vivo due donne. Se sono fatto un sacco di strada per arrivare lì e proprio questa connessione nata da questo podcast, quindi chi lo sa magari il tuo piccolo gesto la tua condivisione potrà mettere altre anime su questo cammino e quindi io ti ringrazio prima di iniziare se sei pronta dire che possiamo partire. E scelgo di entrare nel vivo di questo episodio parlando proprio dell'emozione rabbia come quelle emozione che ci hanno insegnato a temere. Molte donne hanno imparato che essere tristi accettabile che piangere tutto sommato e normale perché in quanto donne, ciclici che la lunaticità e la tristezza possono accadere manifestarsi magari con una certa repetitività in alcune fase del ciclo mestruale. Abbiamo imparato che essere fragile accettabile perché è quel messaggio che abbiamo ricevuto che in quanto donne siamo fragili anche se questo ovviamente non è vero e abbiamo anche imparato che essere disponibili e apprezzato. Ma essere arrabbiate la riflessione da cui vorrei partire porta proprio il focus su di te. Ovvero quanto nella tua vita, nella tua esistenza, l'emozione rabbia ha avuto modo di esistere, di esserci e quanto ti hanno insegnato a comprendere la rabbia. La rabbia è qualcosa da cui siamo state allontanate. E siamo state allontanate perché la rabbia di per sé è un'emozione che nasce quando qualcosa di importante per noi viene violato, ignorato o stacolato. È quella segnale quella messaggera che ci informa che un limite è stato oltre passato che un bisogno non è accolto o non è stato accolto impassato ancora oggi o che una parte di noi sta chiedendo spazio. La rabbia è in un qualche modo un'emozione, un'energia di protezione. È quella modalità con cui il corpo ci segnala che qualcosa che siamo vivendo o subendo non è lineato con ciò che crediamo noi, con quello che ritengiamo autentico, corretto. Per questo spesso la rabbia ci spinge a dire "no, a prendere posizione, a proteggere, c'è a creare distanza, a cambiare qualcosa". E pure, se noi pensiamo alla rabbia, si chiudiamo gli occhi e pensiamo come la rabbia. Quasi sempre le immagini che si affacciano sulla nostra mente sono reazioni a questa emozione disfunzionale. E faccio un esempio. Connettiamo le emozioni rabbia allurlo, a una violenza che si ha psicologica, magari non fisica, salvo alcuni casi, ma le immagini che arrivano sono quasi sempre immagini che parlano della reazione all'emozione, non di quelle emozione. La rabbia è un fuoco sacro che arde in noi e che ci fa capire cosa dobbiamo bruciare, cosa trasformare, cosa possiamo tenere, alimentare attraverso questo fuoco sacro per andare nella direzione giusta per noi. Però, è messaggio che abbiamo ricevuto, siccome intorno a noi spesso la rabbia era reattiva, era disfunzionale. Se pensa la mia storia ha avuto a lungo porra della rabbia proprio per le modalità in cui questa rabbia veniva fatta sviatare senza che ci fosse una armonia. Ecco nella mia esperienza la rabbia era qualcosa che respingevo e reprimevo per paura che la rabbia fosse sempre una reazione disfunzionale. Ma di per sé la rabbia è un'emozione che può avere un suo picco di, come può dire, innesco, crescita e decrecita senza che questa diventi un fuoco che brucia e rovina le relazioni e crea distanza e diventa distruttiva. Siamo soliti, immaginarla rabbia come distruttiva. In realtà è la reazione alla rabbia se non sappiamo governarla che diventa distruttiva, non è la rabbia in sé. Nessun'emozione è giusta sbagliata, accettabile o non accettabile. Quello che diventa funzionale o non funzionale è il modo che noi scegliamo di, il modo in cui noi scegliamo di reagire a quelle emozione. Però a tutti noi, in quanto soprattutto donne, ma sto che ci sono anche degli uomini da scoltarmi, quindi non ti preoccupare, cercherò di parlare a tutti i generi. Ecco, in messaggio che abbiamo ricevuto è che non ci sia rabbia, che bisogna stare calme, calmi, che non bisogna sagerare, che bisogna essere comprensivi, che bisogna lasciar perdere. Quindi molti ascerumani e molte donne imparano a reprimere, negare l'emozione, trattenerla e cercare di spalmar un balsamo su questa rabbia che è un balsamo che crea un strato impermeabile alla nostra consa più volezza. E vorrei usare proprio questa metà, fuora, cioè quando ci viene detto di avere paura della rabbia, o ci viene fatto capire che dobbiamo stare lontane dalla rabbia, e come noi prendessimo collegita, un strato di un balsamo che è impermeabile e lo spalmassimo sopra. Cosa cade quando facciamo questo e lo facciamo in consapevolymente veicolata, spesso dai caregivers fin da piccoli dei genitori, dai parenti, dalla scuola, delle persone di riferimento? Quello che succede è che noi quelle emozione non la sentiamo più, non la riconosciamo più, perché sopra c'è tutta la tristezza, tutta la frustrazione che vengono a galla, che sviatano, magari colpianto, magari con un sedimento emotivo, ma in realtà quella rabbia non la sentiamo più diventa impermeabile alla nostra coscienza. E noi cosa facciamo? Cosa ho fatto gli obbranni? Ho creduto che la rabbia, io non la vessi, no no ma io non mi ha rabbio mai, no ma guarda io, ho proprio questa capacità di lasciar fluire. E questa era una razzione del mio ego che mi raccontavo. Quando poi con insomatichilling durante la formazione mi sono trovata come prime emozione specchio la rabbia, per una settimana ho lavorato sulla rabbia e poi anche nei mesi successivi. Mi sono accorta che io avevo una profonda porra della rabbia, perché nel mio vissuto e forse risunerà anche con alcune di voi, alcuni di voi, la rabbia aveva creato un ambiente non sicuro. Io ho cresciuto in un ambiente in cui la rabbia di altri creava in me un'attivazione del sistema nervoso per cui il mio cervello ha creato un link essenziale che ha perdurato fino all'anno scorso. Se io mi ha rabbio faccio del malagli altri, ma soprattutto il link ancora più, come posso dire, è difficile da sciogliere stato la rabbia crea in un qualche modo dolore. Io non posso permettermi di sentire la rabbia perché non c'è un contenitore sicuro perché io non sono stata contenuta quando la rabbia intorno a me creava problemi. Questo spesso non riusciamo a riconoscere ma questo lavoro di conzo a pevolezza che possiamo fare. Quindi molto donne e non hanno imparato a sentire la rabbia.
la rabbia o la novista a cadere intorno a sei in modo talmente di sfunzionale da sceldera e di chiudere quelle mozioni in un cassetto e negarla, ma in quanto a seromani, ogni emozione esiste e quindi quello che poi è la conseguenza di questo chiudera chiave sotto chiave un'emozione è che impariamo a sentirci in colpa se la percepiamo e di nuovo ad allondanarci. Disclamer a prima di continuare, in realtà ci sono anche delle persone che la rabbia ha riescono a contattare molto che la riescono a sentire, a veicolare, spesso in maniera reattiva, quindi nel primo caso io ti ho parlato di chi fa fatica come me a sentire la rabbia da traversarla, vero è anche che ci sono persone che sono profondamente con nesta questo fuoco sacro. Molto spesso però in entrambi casi le tre verità di cui ti parlerò, quindi le tre cose che la rabbia ci insegna, valgono sia per chi non la sente, fa fatica contattarla sia per chi la sente troppo. Daulato il fuoco sacro va a risvegliato dall'altro fuoco sacro, va bisogna imparare a destreggiarsi con, quindi prendere questo fuoco sacro e riuscire a harmonizzarlo affinché sia una azione e non una reazione. Ci tenevo a fare questo disclaimer perché nei cammini spirituali ho lavorato anche con tante donne che invece la rabbia la sentono come l'uro primo e la loro prima modalità reattiva. Quindi spesso quando ciò un sistema nervoso che ha vissuto situazioni legate alla rabbia che hanno poi creato delle memorie implicite o esplicite la rabbia diventa o le emozioni da negare o le emozioni da utilizzare per portarsi nel mondo. Ma cos'è davvero la rabbia? Quindi la rabbia non è aggressività, non è cattiveria, non è perdita di controllo. Questo è la narrazione che vediamo. Hai te leg giornali, ha nei sociale e la modalità con cui ci viene descritta la rabbia nei film, è quella rivisitazione della rabbia che ha sporcatola sua vera natura, perché la rabbia è energia. In chiave somatica è un'emozione che non c'è per come ti ho detto prima, proteggerci, segnalare e spingerci a muoverci, quindi spingere il corpo a muoversi nella direzione giusta per noi. Quindi è un qualcosa che non ha una declinazione positivo o negativa e mi ripieto perché questo è molto importante perché in quasi tutti noi c'è proprio la convinzione che la rabbia sia una delle emozioni peggiori e perché invece la tristezza ok, la rabbia non ha energia della rabbia, quella che ci fa muovere verso, che ci fa spostare da un luogo non sicuro, che ci fa proteggere noi e chiamiamo. E quindi la funzione originaria e originale di questa emozione è aiutarci a percepire che qualcosa non va. Quando nace la rabbia, la rabbia non è reazione, noi prima la sentiamo nel corpo, la sentiamo magari con quel calore che divampa con quella attenzione, con quella accelerazione del battito cardico. L'emozione di per sé è lì, noi possiamo vivarla nel corpo senza che questa prenda delle manifestazioni aggressive. La aggressività non è la rabbia, la cattiveria, non è rabbia, la perdita di controllo, non è rabbia, queste sono conseguenze reattive, spesso in consapevoli, la rabbia è neutrale, crea in noi un turbini o di energia che possiamo scegliere come direzionare e quindi la rabbia non arriva per farci male, per fare malagli altri, arriva per attirare la nostra attenzione e fare eluce su qualcosa che in questo momento non è armonico e quindi ora vorrei entrare nel vivo dei tra insegnamenti che secondo me la rabbia ci insegna, a prescindere chi, in un qualche modo, siamo molto con nese questa emozione o che non riusciamo a sentirla. Il primo insegnamento è che stiamo superando un limite. La rabbia essendo una energia protettiva ci prova a dare questo messaggio, ovvero sono in una fase in cui sto andando oltre le mie risorse, quindi la rabbia emerge quando ho detto si troppo a lungo agli altri non a me, quando ho dato più di quanto potevo, quando ho sovra stimato le mie risorse e sono in un qualche modo entrate in un circolo di bornauto di fatica estrema, quando hai ignorato il mio corpo a lungo, quando non mi sono preso uno spazio per me, ti faccio dei esempi concreti. La collega ti chiede sempre di fare cose, la capo ti manda me la tardi, la famiglia da sempre per scontratta la tua disponibilità, i figli ovviamente richiedono un tempo di cura e poi c'è il partner o la partner c'è tutto quello che dovrebbe essere un tempo per te, e in questo superamento di un limite è come se tu avessi attinto troppo a lungo, ha il tuo bacino di energia come lo chiamano nel podcast, questo bacino di energia interna in cui hai preso, prelevato energia, ma non c'era mai un portale di ingresso di nuova energia, quindi vi vi sempre in un costante allontanamento da spazzi di cura, da una scolti interiore e quindi quello che succede è che a fuori ad ignorare i tuoi limiti, di ignorare le tue possibilità anche magari per dimostrare che valia abbastanza, per dimostrare che c'era fai, perché c'era posso fare ecco che lì ovviamente arriva la rabbia. In questo caso la rabbia a volte emerge di vampa e explode, a volte invece viene ingiotta, crea una sorta di signo, ozio interno in cui la rabbia, prova a uscire, ma nello sappiano anche cosa sia la rabbia, la sentiamo, ma scegliamo dire primerla, e allungu andare questa rabbia verrà imagazzinata allevello energetico, demedici nazinese nel nostro fegato e quello che crea sarà una tensione costante, una tensione costante di senso di pericolo. La rabbia non nasce da un singolo momento, questo è importante da sapere, non è quella persona che te detto quella frase che ti ha fatto urlare, non è quel partner che ha invalidato un tuo bisogno che ti fai splodere, nasce dopo settimane, dopo mesi di adattamento, ha una realtà che non corrisponde ai tuoi bisogni, quindi la rabbia arriva quando il corpo vuole proteggerci e per proteggerci cosa ci dice, ci dice così non va più bene, e sapere che così non va più bene, ci può portare ad agire o a reagire, nell'azione noi scegliamo con questo fuoco sacro del rabbia di fare dei passi, nella reazione, bruciamo tutto quello che sta intorno. La seconda cosa è che la rabbia ci insegna e c'è un desiderio in noi che non sta trovando il suo spazio. Questo è molto importante perché a volte ignoriamo quanto la rabbia non parli solo di ciò che non vogliamo, spesso la rabbia, parla anche di ciò che desideriamo, ma o desidereremo, ma che non ci autorizziamo a validare. Per esempio, di trolla rabbia può esserci il bisogno di libertà, il bisogno di staccare, il bisogno di riposare, il bisogno di a strevista, il bisogno di autenticità, il bisogno di relazioni nutrienti, il bisogno di rispetto. Spesso infatti la rabbia si lega anche al senso di giustizia e per esempio ti irrità vedere persone che si concedono ciò che tu non ti concedi, magari potresti, ma non lo fai perché no, bevamo una brava mamma non va a fare una peritivo fuori, no, una brava lavoratorice non spegni il computer alle 5, vado avanti fino alle 8, la mia collega che chiude il computer alle 5, ogni giorno mi attiva dentro una fatica estrema, una rabbia incredibile. E quindi a volte in realtà non è sull'irritazione, quello che si muove in noi, mi è proprio un desiderio non ascoltato perché quando noi desidereremo fare qualcosa che però non ci concediamo, sin esquinnoi questo fuoco sacro che ci vorrebbe far muovere verso, come ti dicevo prima, verso più libertà, verso relazioni più nutrienti, verso un riposo, verso autenticità, verso rispetto, rispetto degli altri di noi stesse, verso di noi, quello che però facciamo che abbiamo paura desiderale di più, di chiedere di più, di autorizzarci a fare di più, e quindi però quel fuoco sacro in una inizia bruciare perché ci vorrebbe far muovere, noi cegliamo di restare fermi per n-motivi che non vediamo in questo episodio e la rabbia arriva. Quindi dietro a molte rabbie, c'è un desiderio che non ha ancora trovato voce, c'è anche il senso di giustizia molto spesso, serve una situazione intorno a me che mi crea quella senso di giustizia che vorre portare nel mondo perché io sento che per i miei valori quella cosa è giusta, vedo che quella cosa va nell'esatto posse a me assale questa rabbia incredibile, e quindi questo è legato al desiderio di portare e plasmare la realtà circostante secondo i propri valori. La terza cosa che però secondo me la più importante, soprattutto per le donne, è che la rabbia non la rabbia che senti oggi non riguarda solo oggi. Il passaggio è molto profondo, perché le donne sono solite, ma gli esserumi in generale, sono soliti credere che la rabbia arriva all'improvviso, cioè crediamo che sia il comportamento contingente al quee ora a far creare quella, come potere, quella lava che fu oriece dal nostro vulcano interno, in realtà la rabbia risuona con qualcosa di antico, spesso, proprio come dicevo, prima con l'esperienza più antica che noi abbiamo fatto con questa emozione. Quindi la rabbia sia comola, si stratifica, si trattiene, spesso ci mettiamo sopra quel balsame in permiare gli qui di parlavo, e questo succede per anni. Quindi la rabbia di oggi potrebbe realtare a contenere relazioni passate, dinamiche passate, traumi non elaborati, memorie implicite, potrebbe contenere tutte le volte che hai fatto finta che andasse bene qualcosa, tutte le volte che ti si è adattata, tutte le volte che sei fuggita per una fronte a una situazione. Molto spesso non sei davvero rabbia per quello che succede oggi, anzi, se erabia per tutto quello che hai tolerato fino ad oggi, Ma questa rabbia che oggi senti così grande, potrebbe essere connessi.
al modo in cui tu hai fatto esperienza della rabbia magari da piccola che hai observato il modo in cui ha observato la rabbia in tornatae e quello che ha creato, ovvero un senso di pericolo, un senso di allerta oppure quel qualcosa che è vissuto ti ha portato in un stato di congelamento quindi mi fingo morta per sopravvivere. E quella adattamento del sistema nervoso di cui ti ho parlato in altre episodi oggi non mi di lungo, crea proprio una postura corporea, crea delle corazze nelle tessuti fasciali del corpo, crea dei sovraccare chi in alcuni organi allevelle energetiche e dello scarico in altri e quindi tutti porti nel mondo senza saperlo con tutta quella rabbia nel corpo, le spalle chuse o le spalle troppo aperte, lo sguardo in dagatore o lo sguardo spento, la mandibola serrata, il bacino bloccato, quindi molto spesso quello che abbiamo bisogno di sapere, di ricordarci e che la rabbia ci insegna e che tutte le emozioni hanno una storia dentro di noi, non sono del qui e ora, non è il partner, non è il capo, non è la vicina di casa, non è la cassera del supermercato che ti ha fatto a rabbia, ma quella emozione era qualcosa che c'era dentro di te e quell'esplosione o quel picco di rabbia oggi può farti ripulire un campo che ha che fare, non solo col tuo passato, ma probabilmente anche a livello transgenerazzionale, carmi, cocosterlativo, a livello di queste lazioni familiari, quindi questo è molto importante perché quando ricconosciamo che la rabbia ci sta facendo vedere tutta la rabbia che conteniamo, che abbiamo negato negato negli anni, possiamo attraverso il ritorno al corpo, scegliere di trasformarla. La rabbia diventa tensione cronica e irritabilità chiusura, non riusciamo a relazionarci più agli altri, non riusciamo a portarci colpetto aperto, con l'amore che fluisce nella vita, porta risentimento, porta a stanchezza, porta, la equillatitudine magari vittimistica o di carne e fice nelle relazioni quegli altri. Quindi le emozioni che non abbiamo ascoltato, non scompaiano, cambiano fuoro, ma esicristallizzano nel nostro corpo e quindi la domanda che dobbiamo farci, soprattutto legata a questo terzo punto, è non perché sono così arrabbiata, ma da quanto tempo una parte di me sta cercando di parlarmi di qualcosa, da quanto tempo queste emozioni in me sta cercando di avere la mia attenzione, e se riesco a capirlo, chiedermi ma cosa mi sta dicendo, ma cosa sta provando a dirmi? E dopo avervi sì tre insegnamenti, risulta secondo me è fondamentale capire perché la maggior parte delle persone e delle donne hanno paura della rabbia. Ci hanno insegnato soprattutto nella società contemporanea che per essere amate dobbiamo essere acomodanti, disponibili, comprensive, in passato le donne che alzavano la testa e avevano comportamenti diversi da quelli della massa, erano delle retiche e erano delle strege. Settivano a scorsa sempre guidando il ritual di solsizi o la celebrazione di solsizi è stato bellissimo vedere come alla fine viste da fuori, quindi ci donne che si trovano intorno a un'altare, a ritualizzare, a ballare, a condividere, profondamente ancora vengono visto un po' come delle persone strane, delle streghette. Io dà so questa visione mi fa molto sul ridere e sinceramente non mi interessa più, ma mi rendo conto che ciò che si discosta dalle stra condicendenti, da il cavailcare la visione in cui la donna deve essere mamma, lavoratrice, figlia, disponibile, non si deve prendere tempo per sé, ovviamente crea delle resistenze tutto intorno. E quando noi finiamo per adattarci a questa visione della donna, soprattutto nella società, la conseguenza è che abbiamo pura della rabbia, perché quella rabbia ci può portare a rompe per ruolo, a rompe per i coletichetta, a rompe per la storia che invece la nostra mamma, la nostra nonna, la nostra bisnonna, aziesorelle, hanno scelto di scrivere e iscrivere per vera per loro, e se noi scegliamo di tradire quella narrazione in un qualche modo, finiamo per fare un salto nel voto, di ventiamo quelle strane, ma queste parte del processo del percorso spirituale. Noi noi non abbiamo pura della rabbia, abbiamo paura di quello che la rabbia, se la scoltiamo e la traversiamo potrebbe cambiare. Per che un certo punto la rabbia ti porta a dire questo per me non va più bene, questo non è allineato che la mia vera natura, e allora prendo delle decisioni con coraggio, magari con bisogno di tempo, decide di agire come gli altri non si aspettano. Ma quindi è arrivata a questo punto l'episodio potresti dirmi sì, ma come la scolto la rabbia senza che esploda? Come ha scolto questa emozione senza che travolga tutto? Io credo che ascoltare la rabbia significa fare tra virgolette e agire esattamente allo posto di quello che ci hanno insegnato. Quindi noi abbiamo integrato nel nostro cervello che rabbia significa reazione, rabbia significa esplosione, rabbia significa avere ragione. Al contrario, se vogliamo trasformare questa emozione, capirla e comprenderi sui messaggi, dobbiamo iniziare a sentirla nel corpo, dare uno spazio e attraverso delle pratiche somatiche e proprio dedicata alla rabbia dei movimenti corporei, lasciare che questa emozione si trasformi e resti di questa emozione quel fuoco sacro che ci può portare a portare la nostra energia nell'universo nella direzione in cui vorremmo. Non è questione di sotterrarla, scioglierla, negarla, cancellarla, ma di scegliere di attraversarla affinché questa sia energia creativa, fuoco sacro per muoverci, per restabilire nostri confini, per proteggerci. Quindi possiamo farci delle domanda, livello cognitivo, cioè quale limite è stato superato, quale bisogno non sto scoltando, dove sto tradendo me stessa, cosa voglio cambiare. Ma più di questo, credo che servono spazio di ascolto corporeo per individuare dove la rabbia nel nostro corpo, come la sento che voce ha, lasciarla parlare, lasciare che si manifesti attraversora voce e utilizzare delle tecniche somatiche che lavorano proprio sulla rabbia. E proprio per questo in realtà, perché in questi mezi accompagna a tutt'antissime donne che sono anche mamme nel lavoro profondo sulla rabbia, ho creato un videocorso che schiamma saggiata somatica per la mamma. Ed è un videocorso con una parte breve e orica e poi tanta parte esperienziale divisa in quattro moduli per mettere alle mamme che sentono che la rabbia esplode sempre con l'urlo e può arrivare il senso di colpa che non riescono a controllarsi, che reagiscono davanti e figli, ecco per acquisire degli strumenti che permettano di capire cosa quella rabbia, gli sta provando a comunicare quindi la rabbia di figli. Inoltre è il vero problema. La rabbia è che quella rabbia del nostro piccolo estrevivente che abbia messo al mondo dei nostri bimbi, riattiva le memorie di cui ti ho parlato poco fa della rabbia e noi. E quindi questo videocorso saggiata somatica per la mamma, lavora proprio a livello di esperienze corpore sul trasformare quella rabbia, affinché diventi proprio un portale di riconnessione anche per poter guidare i nostri figli. Il videocorso è uscito da qualche giorno, ti lascio il link nella descrizione dell'episodio. Dura circa due ore di visi moduli trovi pratiche somatiche, pratiche di yoga, meditazioni, audioguida e soprattutto workbook lezioni teoriche, perché in questi mesi mi so resa conto che le mamme hanno tanto bisogno di affrontare questa emozione in primi sdentro di sé prima che cercare di controllare la rabbia dei propri bimbi, perché sono creeremo lo stesso meccanismo che abbiamo visuto noi e che oggi ci porta a non sapere abbracciare la rabbia comune emozione stacra di trasformazione. E questo videocorso davvero ci teneremo tantissimo a farlo, perché il videocorso di cui avrebbe avuto bisogno io quando sono diventata madre, avrebbe bisogno di tappe di strumenti concreti negli anni gli asperimentati su di me e sulle mie aglieve e clienti e quindi da qui è nato questo videocorso. Quindi ti lascio tutto il link in descrizione e ora torniamo all'episodio. Perché prima di salutarti vorrei reintegrare tutto insieme, quindi abbiamo visto che la rabbia è un'emozione stacra e un'emozione che arde e brucia per aiutarci a proteggere dei confini, per dirci dove dobbiamo metterli o spostarli, per ricordare a noi stesse la nostra vera natura e quello che desideriamo davvero e soprattutto per farci farlo un lavoro, un po' a ritroso, un lavoro che ci riporti nel nostro passato, ma non a livello cognitivo, più a livello somatico, perché non importa cosa è successo, importa come quella emozione cristallizzata in te e dove, perché finché non lascio all'irlia all'origine, in quel punto somatico, dove è annidata e dove è bloccata. Nella vita sarà difficile avere delle reazioni o meglio delle azioni che non siano reazioni. Quindi la rabbia non è il contraro della spiritualità, della gentilezza, della crescita. Se oggi se ne è un cammino spirituale dove il tuo insegnante di jogola, tuo guido, o la tua coach ti dice "respira e sciogli la rabbia", sappi che questa cosa a livello razionale mentale non può essere fatta, perché il messaggio della rabbia arriva dal corpo, arriva dal soma, arriva da tutta quella parte in magazinata livello cellulare, genetico e pigenetico, di transgenerazionale, quindi è difficile collamente agire. E anche questa falsa credenza in cui le persone spirituali non si erabiano mai, è un altro di bug di sistema che c'è allontana da chi siamo davvero. Crediamo che per essere spirituali non ci dobbiamo errabbiare, soprattutto per l'insegnante yoga, per chi lavorano nel mondo listico come me, c'è questa credenza che pise all'ovo sempre, ma no, se un confine viene superato io mi errabbi, se qualcosa sta invalidando il mio sentire io possa errabbiarmi, questo però non mi autorizza a reagire. Da rabbia può essere, la rabbia è più potente, è quella che non fa rumore, è quella che non orla, è quella che setta una busso e la una direzione ti porta fino a dove vuoi essere.
arrivare e quindi la rabbia in un qualche modo è una parte viva di te che prova a proteggere qualcosa di importante il tuo spazio, la tua presenza, la tua energia vitale e forse il lavoro davvero importante e che può chiedere a te stessa non è di smettere di arrabbiarti e di provare a sentire, ad ascoltare ciò che la rabbia sta provando a dirti. Quindi io credo che questo episodio fosse importante perché è molto spesso ci sentiamo sole sbagliate, ci arrabbiamo e poi ci sentiamo in colpa, con i nostri figli, con il nostro part, non riusciamo neanche a comunicare davvero quello che vorremmo perché la rabbia prende il superavvento in maniera cica. Allora possiamo riscrivere la nostra una razionina interna della rabbia, accogliere questa emozione come un'emozione in quanto tale priva di connotati positivi o negativi e ricordarci che quello che pensiamo a esterla rabbia è la sua manifestazione funcionale o disfunzionale, ma di per sé la rabbia è solo un'emozione che arriva per aiutarci a sanare qualcosa di presente, confini, desideri, ma anche di passato, schemi e memorie implicite, legate a un momento della nostra vita in cui non abbiamo potuto difenderci, proteggerci, darci un confine e direzionarci verso i nostri desideri. Quindi questa è un po' quello che volevo condividerti in questa puntata, sede le domande, lasciamelo nei con un commento su Spotify, se mi ha scolti da lì o mi trovi su Instagram come Beatrice e doppi on the score mazza. E io ti ringrazio per essere arrivato, arrivato fino a questo punto della puntata. Spero che ti abbia lasciato dei piccoli, se mi è di quanza pevolezza, assadogge questa emozione è molto distante da te o molto presente e noi ci sentiamo al prossimo episodio e ti mando un abbraccio, pieno di luce, ciao!
Podcast Summary
Key Points:
La rabbia è un'emozione spesso repressa e temuta, soprattutto dalle donne, ma ha una funzione protettiva e di messaggera.
Non è la rabbia in sé a essere distruttiva, ma la reazione disfunzionale a essa; l'emozione è neutrale e va attraversata.
Tre insegnamenti chiave
La repressione della rabbia crea tensioni somatiche e corazze corporee, mentre accoglierla permette di agire invece di reagire.
Summary:
In questo episodio del podcast "Spazio di Consapevolezza", l'autrice esplora la rabbia come emozione spesso fraintesa e repressa, soprattutto nelle donne. Spiega che molte persone hanno imparato a non riconoscere la propria rabbia, confondendola con stress, frustrazione o stanchezza, perché la società e le esperienze passate l'hanno associata a violenza, perdita di controllo o pericolo. Tuttavia, la rabbia è un "fuoco sacro" e una messaggera che segnala quando un limite viene superato, quando un bisogno non è ascoltato o quando un desiderio non trova spazio.
Non è distruttiva di per sé; lo è solo la reazione impulsiva a essa. L'autrice condivide il proprio percorso personale, in cui ha scoperto di aver represso la rabbia per paura di ferire gli altri, e sottolinea l'importanza di attraversarla invece di negarla. I tre insegnamenti principali sono: la rabbia indica che stiamo superando le nostre risorse, rivela desideri inespressi come libertà, riposo o autenticità, e spesso riecheggia traumi o dinamiche passate non elaborate.
Infine, invita a non spalmare un "balsamo impermeabile" sulla rabbia, ma a riconoscerla nel corpo, per trasformarla in azione consapevole e non in reazione distruttiva.
FAQs
Perché la società e i caregiver insegnano che la rabbia è negativa e va evitata, spingendo a reprimerla e a non riconoscerla come emozione valida.
La rabbia è un'energia protettiva che ci segnala quando un limite viene superato, un bisogno ignorato o un desiderio inespresso, spingendoci a muoverci verso ciò che è autentico per noi.
No, la rabbia in sé è neutrale; è la reazione reattiva e inconsapevole che può diventare distruttiva, mentre attraversarla consapevolmente può portare a un'azione costruttiva.
La rabbia emerge quando abbiamo detto 'sì' troppo a lungo agli altri, ignorando i nostri bisogni e risorse, segnalando che stiamo andando oltre le nostre possibilità.
Dietro la rabbia spesso c'è un desiderio non ascoltato, come bisogno di libertà, riposo o rispetto, che non ci autorizziamo a validare e che il fuoco sacro cerca di portare alla luce.
La rabbia si stratifica nel tempo e risuona con esperienze antiche, traumi o dinamiche passate non elaborate, quindi la reazione attuale può essere amplificata da tutto ciò che abbiamo tollerato in precedenza.
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