Nel 1999, Jean-Christophe Menu fonda un'associazione di fumettisti alternativi con l'obiettivo di creare un ambiente sicuro per sperimentare e raccontare liberamente. Nel 2000, la serie "Persepolis" ottiene un successo inaspettato, dimostrando l'importanza delle emozioni trasmesse attraverso i fumetti. Si sottolinea che le storie autentiche e cariche di urgenza sono fondamentali, insieme al ruolo dei fumetti nel trasmettere messaggi e creare connessioni con i lettori. Viene consigliato agli aspiranti autori di lavorare sulla sincerità delle proprie storie e sulla volontà di affrontare gli argomenti scelti. Si sottolinea l'importanza della lettura e della scrittura come atti sovversivi e fondamentali per la cultura e la libertà di pensiero.
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Quando nel 1999, Jean-Christophe Menu fonda l'associazione, una casa di trice alternativa, con alcuni amici fumettisti, ha un'idea di fumetto molto precisa in testa e sa che non è destinata a fare grandi numeri. Menu desiderà un luogo sicuro dove sperimentare, dove raccontare in libertà, ma con grande rigore formale dal punto di vista della cura editoriale. Per buona parte della sua storia, l'associazione affrontarà minace esistenziali, proprio per non essere stata creata con l'intento di diventare una macchina da profitto, ma un veicolo di buone idee, a volte anche Bislacche. Proprio per questo, nel 2000, l'improvviso successo del primo di quattro volumi di una nuova serie dell'associazione prende la sprovvista tutti, il mercato, il bri, l'editore e, forse anche, l'autrice stessa. Margenza tra P ha iniziato a raccontare la storia di Persepoli, se il mondo del fumetto non sarà più lo stesso. Ma come nasce una storia di tale potenza? Facciamo un passo indietro. Nello scorso episodio vi ho raccontato che c'è stato uno studio di fumettisti molto importante a Parigi, a metà degli anni '90, si chiamava Atelier de Vosage, perché si trovava il numero 15 di plus de voce. Niano fatto parte in Emilbravo, Real Satouff, Matteo Sapan, Louis Strondheim, Christ of Blan, David B, Frederic Buale, Mark Boutavan e Margenza tra P, sorrido pensando che negli ultimi 15 anni, gli ultimi tre nomi sono i soli della lista che Bauer non abbia pubblicato dei miembri di Aquel Atelier. Il racconto c'è lo fece, anni fa, Emilbravo, di cui nel 2010 noi abbiamo pubblicato il bellissimo Mia Mama e in America, ha conosciuto Bufalo Bill. Margen era da tempo parte dello studio e lavorava come illustra trice. Poli Glottta parlava spesso che colleghi della sua infanzia in Iran, dell'avvento traumatico per lei della rivoluzione islamica. Gli altri fumettisti le dicevano, dovresti raccontare questa storia a fumetti. Lei sosteneva di non sentirsi sicura, perché non lo aveva mai fatto, finché qualcuno non le disse, tu è un talento naturale per le lingue, ne parli eleggi tantissime e il fumetto è un linguaggio, lo devi imparare con lo stesso metodo con cui impari una nuova lingua straniera. Fù così, che n'accordo i racconti che compongono per sepolis, di gran lunga uno dei fumetti più significativi dell'età moderna, a livello mondiale. Forse è proprio quella sua modalità narrativa che non si ascrive a nessuna scuola stilistica precisa. La narrazione di Margen ha varicato tutte le frontiere, diventando un testo di importanza fondamentale per le trici elettori di tutte le età. Io ero bambino quando avvenne la rivoluzione in Iran, la vedevo in televisione quegli uomini barbuti vestiti di nero mi faciamano moltissima paura, ero troppo piccolo per capire cosa stesse succedendo, ma il momento storico mi rimasa in presso a lungo, e quando finalmente potete leggere la versione di Margen chi usi il cerchio della mia consapevolezza, attorno a fatti di cui ero stato in nero testimone diretto sebbene da lontano. Per sepolis è un fondamentale della mia vita, perché ha dato un senso preciso, ha un pezzetto della mia storia personale. Benvenuti a fortezza fumetto. dagli studi Babableshinga di Milano. Tutti i fumetti nascono per chi chi li crea, perché chi li crea, ne ha voglia, ma la maggior parte di quelli che restano nel tempo nascono per chi chi li crea, ne ha bisogno. Questo stato di necessità diventa un'emozione impossibile da nascondere, che si trasmette a chi legge quelle storie. Vi pervendetta di alamore David Lloyd, nasce dal disgusto per le politiche di margare taccia in England. Dimentica il mio nome di Zero Calcare, il tentativo di scusarsi con la nonna che non c'è più, dopo aver capito di averla frontesa per anni, gli ultimi della sua vita. La storia dei Treadolf di Osama Udezuca è racconto catartico dell'anima di un paese in ginocchio che ha faticato moltissimo a rialzarsi con dignità. Tutte queste storie sono immortali per la forza del loro messaggio, ma soprattutto per l'intensità con cui ci arrivano le emozioni provate da chi le ha raccontate. Sì, a che si tratti di storie che parlano della storia con la scemaiuscola di vicende sociali o di percorsi individuali, vi ricordate "blankets" di Craig Thompson, per esempio, questi fumetti hanno all'origine il bisogno di far venire in superficie i loro racconti, e per questo l'intenzione è più importante del mestiere dell'abilità di chi racconta, in questi casi. Fabian Tulme è un ingegnere civile francese. Ha lavorato in tutto il mondo, coltivano di imparallere la passione per il fumetto. Nel 2014 ci sente il bisogno di raccontare una storia molto personale e difficile. Quella di come, quando la nascita della seconda figlia ha scoperto che la piccola aveva la sindrome di Down, e ha faticato d'accepterla, e ha dovuto affrontare un lungo percorso per trovare la serenità nei confronti della condizione della bambina. Il romanzo gratico che racconta questo viaggio dentro di sé non è te che aspettavo, non poteva che essere un fumetto perché Fabian non è un romanziere, e il solo modo in cui si sente a proprio agio nel narrare è appunto con i fumetti. Vediamo il libro che è stato dimensso aiuto a tantissime famiglie per ispirarle a comprendere come si viene a patti con un così ingombrante ostacolo alla propria serenità. Nel mondo editoriale si ricorre spesso all'espressione un libro necessario di solito si intende che i lettori non sanno ancora di avere bisogno di leggere la verità e che ci sono libri che sono stati profondamente necessari per i loro autori. E se questa istanza di necessità si sente, l'esperienza di lettura diventa molto più profonda e arlicchente. Il fumetto è il medium che meno impone a chilo pratica di astrarre le proprie emozioni che quindi arrivano confortissima intensità ai fruitori. Ne parliamo con la persona che più di ogni altra esprime le proprie scelte per i titori di pubblicare qui in bau. Cate, tu come capisci quando fai scouting di autrici e autori per bau se una storia contiene questo senso di urgenza. Non è sempre facile. Di solito si nota un po' anche da come gli autori e le utrici racconti raccontano a loro storia. Quindi quando loro sanno raccontatela e dirti quali sono le cose importanti per loro dove sono i punti in cui effettivamente sono di loro sne riscoperti e si capisce subito. Anche perché non è necessario che l'ipersone raccontino effettivamente un alloro vicenta di storia vissuta, ma è proprio che ci mettano i sentimenti, le emozioni e le cose che vogliono raccontare alle letture elettrici che avranno le tra le mani e loro libro. Pensi che una storia dettata da forti motivazioni personali quindi sia qualcosa che chiaramente giovano all'opera stessa ma fa anche bene al fumetto come medium alla sua reputazione? Beh, di sicuro quando una storia è importante e ci sono tutte le sentimenti che si vogliono trasmettere è più facile che le persone abbiano voglia di consigliarle e portarla qualcun altro. Quindi le storie che ci fanno come muovere in cui ci ritroviamo, che ci lasciano qualcosa dentro, sono sicuramente quelle che le persone non vogliono di regalare o consigliare a una mico, una mica a qualcuno che ne ha bisogno in quel momento. Quindi sì, perché propagano comunque il linguaggio del fumetto e danno a bilettore delle nove lettrici, è proprio così che successo anche nei gli ultimi anni così che il fumetto è iniziato a dare nelle mani di molte più persone. Un visto che questo podcast come sai si divulge a molte categorie di professionisti e di individui che hanno a che fare con il mondo del fumetto, per passione o per dovere, consigliere stia una libraya o un librayo di utilizzare oppere di questo tipo con questo calore interiore per invogliare la lettura del fumetto, nuovi lettori che ne vogliono scoprire l'equalità. E assolutamente le storie creano connessioni, creano voglia di raccontarle e di essere raccontate alle persone che sono attorno a te, anche e anche il principio di quello che magari adesso sono le persone che parlo di libri e fometti in su Instagram, su TikTok, è proprio il principio di voler consigliare le cose, di voler consigliare le cose che ti hanno fatto come muovere che ti sono piaciute. Quindi sì, è un po' il credo il metodo principale con cui il libriano successo, il passaparola e la voglia di far vedere che è letto una cosa che ti ha toccato e ti ha divertito, ti ha commosso, ti è piaciuta, quindi sono il miglior grimandello possibile per poter portare lettori elettrici su nel fumetto e anche nelle storie in generale credo che se lo stesso principio che c'è per i libri di prosa. Faccio una pausa concettuale perché ho sentito un suono in sottofondo mentre parlavi, e al salone del libro editorino, che è dove tu hai perso la voce nei ultimi giorni, è un ascoltatore mia detto, è molto bello il vostro podcast, ma si sentono le sirene sotto, io lo avevo detto che dovevamo fare un podcast crime, così le sirene diventavano parte del sound design, la verità carimiei, che sevessemo voluto fare un podcast tranquillo saremo andati a registrarlo a Monte Rijoni, ciò detto, tu hai una classifica molto specifica delle cose che secondo teso noi er di inunciabili anche uscendo dai titoli bao un po' come fa in la solita rubrica del podcast, quali sono i tuoi fumetti ideali per iniziare? Dipegli un po' dal punto di inizio, dal punto di incontro che una persona vuole avere, ad esempio, per me il fumetto perfetto che io consigliere sempre a tutti e a tutti, e Scott Pilgrims, Scott Pilgrim è tutto, cioè la stere d'amore, cioè si menano, ci sono gli effetti speciali, ci sono dei personaggi indimenticabili e venca caratterizzati, sicuramente lo so che è una serie, sono sei numeri, quindi magari un punto d'accesso un po' più difficile rispetto ad altre cose, per me Scott Pilgrim riassume tantissimo di quello che è il fumetto, ma anche, ovvio, tutti noi di solito diciamo un titolo però ha messo d'accordo tutti quando è uscito che "Blanche di Cricht Thompson", che è la storia perfetta e la storia di una biografia e la storia di un amore, ci sono tante cose e quando è uscito è stato una cosa che era completamente nuova e per questo che tutti è rimasso nel cuore di tutte le persone che, in quel momento, l'anno letto. Trai fumetti bio, invece quello che consiglio sempre è anche uno dei nostri dei nostri bifondamentali, Eiki Giants, che se avessi fatto normalmente l'obbrica in questo podcast oggi, avrei consigliato, e l'avrei abbinato ai uscini in battle with pink robots dei Flemme in lips e che un disco molto bello che dovresti ascoltare, però ad esempio, Eiki Giants è raccontato, è l'assere di una ragazzina che deve battere dei giganti, non sai che da dove arrivano questi giganti, non sai se questi giganti sono veri, oi sono solo una proiezione dei problemi che Barbara ha a casa, ma non ti importa, perché quelle emozioni, quelle cose ti rimangono e ti si abbicicano addosso fino alla fine della lettura, a quel punto non ti interessa più come finalmente finirà la storia, ma ti interessa che quelle emozioni hanno parlato a te. Prima hai parlato di Blankets che avevo menzionato anch'io, mi viene in mente che un aspetto che è molto trascurato spesso di Blankets, è che c'è anche il background religioso del protagonista, il suo modo di vivere la fede in qualche modo, e molto spesso i fumenti hanno dentro degli argomenti che non riguardano per forza tutti, per esempio, una persona può mare Blankets pur non avendo una dimensione spirituale molto acuta e accesa. Tu sei convinta che ci si possa strarre e tenere le emozioni di una storia fumetti, anche se, per esempio, non lo so, una storia di amoremossessuale, viene letta da un lettore etero, mi so, ma ti devono riguardare per forza i temi per provare le emozioni? No, assolutamente no. Anzi, e questo è anche una cosa che su cui cerco di lavorare anche con autoria e utrici con cui sto lavorando una storia, proprio perché non c'è bisogno di raccontare un momento per un momento la storia come lei vi suta a tu. Importante è metterci il tuo bagaglio emozionale dentro. Ad esempio, è un esempio un po' spurio, però forse può farvi capire meglio. Quando noi abbiamo pubblicato di mentica il mio nome di zero calcare, eravamo in macchina un giorno che stavamo tornando da Sarzana e zoro calcare ci ha raccontato la vera storia di mentica il mio nome, quindi la vera storia di la vita famigliare di Michele. Cosa che in realtà, giustamente, lui non ha messo per intero, è riuscito a coprirlo, cambiare le cose e a metterci un po' una parte fantastica. E questo è un esempio un pochino più soft, ma che importa assolutamente è un ottimo esempio per dire, non è il tanto l'importante raccontare i fatti come sono avvenuti realmente, ma metterci le cose, le emozioni che l'autore e l'autore ci ha provato in quel momento. Tu sei la persona che riceve la quasi totalità delle proposte che arrivano a BAU e anche quella che identifica i talenti in giro per Italia da contattare. Ai mai la sensazione che quando un'autore fa una proposta a BAU, finga un po' di avere questi temi tormentati perché ha in testa lo stereotipo del graphic novel e anche con un'està intellettuale. Pensa che sia semplicemente un genere come si fa l'order, come si fa la fantascienza, ma che a volte si sente che non c'è convincione, che non c'è la motivazione interiore di cui abbiamo parlato fino adesso e che quindi tutto sommato si debba dire, guarda, no, perché stai facendo le mosse, ma non provi veramente quello che racconti. Ne ho avuto la sensazione di più impassato perché quando il graphic novel è la graffic novel, poi giustamente Turochia Mill, perché è così che diceva Crusca. Impassato, sì, impassato quando ancora non si era ben capito che bestia era questa cosa del fumetto autobiografico, comunque che raccontava storie di realtà, erano molte dei progetti che ci arrivavano, sembravano un po' una vita comettante, quindi sembravano che al personaggio principale dovessero veramente succedere qualsiasi cosa, qualsiasi spiga e più cose terribili gli succedevano, più era una cosa da autore, ma in realtà non è così. Negli ultimi anni secondo me si è visto molto di più quanto sia possibile mettere dentro se stessi in storie che sono anche dazione di avventura, fantasy e si sono sempre vissi ultimamente, vediamo sempre più cose, più disparate, ma che effettivamente arrivano, ti arrivano dirette come può essere una sore di realtà. Ok, questo è l'analisi dall'esterno, mi rincuora molto che sia così, ma se tu dovessi dare, visto che sei anche un editor che lavorà attivamente con autici autori, a dei giovani aspiranti un consiglio per evitare la trappola appunto del sentito di restilistico e per essere più autentici in qualche modo che cosa consiglieresti. Di sicuro la prima cosa è di lavorare un attimo a monte e di decidere quali sono, farso una scaletta, di quali sono le cose reali che vuoi raccontare, se stai cercando di fare un fometto di svuita, che magari può ricordare te o qualcuno di vicino, e poi di iniziare da quel punto ad andare per assrazione e decidere quali sono le cose che non evagliare in pubblico, che è assolutamente una cosa giustissima e di come trovare una via diversa per raccontarle, ci sono autori con cui sto lavorando ultimamente, che come può essere Giulio Macaglione, che sta decidendo quali sono i fatti che voglia di raccontare, visto che stai facendo una storia un pochino più personale rispetto, magari le prime cose, a cui abbiamo lavorato insieme, e sta decidendo quali sono effettivamente le cose che vuole tenere che sono importanti per lui, e quali invece possono essere modificate e rese in un modo diverso. Questo sicuramente mettersi davanti e vedere prima una scaletta che può essere quella della verità, e poi decidere quali sono i punti in cui vuoi cambiare le cose, paludarle o metterle o cambiarle, è sicuramente utilissimo. Una altra cosa sicuramente è di quando tu decididi raccontare una storia che ti riguarda, che deve essere veramente certo, perché comunque stai andando a lavorare, è come una centrale obstacle, dall'opsychologo, è difficile, e è peggio quando se è un certo punto. Dici, io voglio raccontare questa storia, e poi ti ti rindietro. Quindi deve avere la sicurezza in testesso di dire, ok, ho voglia di mettermi in questo discorso, ho voglia di lavorarci, e ho voglia anche poi la cosa che magari non tiene conto, mentre ci sta lavorando, ho voglia poi raccontarlo al pubblico, perché poi tu dovrai affrontare le domande di giornalisti, di influencer, di blogger, di del pubblico, sull'argomento, quindi deve essere veramente certo di voler affrontare quel argomento. E a volte spinozo, in effetti non ci si pensa, finché non è quasi troppo tardi, diventa inevitabile. Senti, intanto, grazie per il mio evitato in questa puntata, in un giorno in cui non è riproprio vocalmente al tuo meglio, per fortuna non c'era bisogno di cantare, per questa cosa, mi sembra una cosa molto opportuna, termina così, la prima stagione di fortezza, fumento. Grazie per averci ascoltati per i vostri commenti, per l'affetto che avete già dimostrato a questo progetto. Ci troviamo qui tra due settimane per l'inizio di un nuovo ciclo, sugli aspetti pratici del fare fumento, del punto di vista di una casa di triceca in una certa esperienza. Vi lascio con questo pensiero. Ho letto poco tempo fa un intervista uno di mie scrittori preferiti per si va levere su Woodridge. Diceva, forse la cosa più soversiva che possiamo fare in ogni cultura, in ogni società, è leggere. Ed è per questo che ai fascisti piace bruciare i libri. È proprio qualcosa che non succede in mano a persone di idei liberali, non bruciano i libri. Ho visto un'ottiziale, un'attizia candidata a non ricordo quale carica locale, stava bruciando i libri al LGBTQ che aveva preso in prestito all'abbioteca della sua città. Li bruciava con un lancia fiamme. Era un lancia fiamme fatto in casa, ma era li che bruciava i libri in direttati vuoi rideva. Quindi leggere importante. Dobbiamo avere qualcosa da leggere. E la seconda cosa più soversiva che possiamo fare è scrivere e scrivere in modo veritiero. Ci sono tante cose in giro che sono fasulle. I pocrite estudiate per privarci della libertà di scegliere, ma in generale il pensiero autentico deriva sempre dalla cultura. A presto leggete cose belle. [Musica]
Podcast Summary
Key Points:
Fondazione di un'associazione di fumettisti alternativi nel 199
Successo improvviso della serie "Persepolis" nel 200
Importanza delle emozioni trasmesse attraverso i fumetti.
Consigli per autenticità e urgenza nella creazione di storie.
Ruolo dei fumetti nell'esprimere messaggi e creare connessioni.
Summary:
Nel 1999, Jean-Christophe Menu fonda un'associazione di fumettisti alternativi con l'obiettivo di creare un ambiente sicuro per sperimentare e raccontare liberamente. Nel 2000, la serie "Persepolis" ottiene un successo inaspettato, dimostrando l'importanza delle emozioni trasmesse attraverso i fumetti. Si sottolinea che le storie autentiche e cariche di urgenza sono fondamentali, insieme al ruolo dei fumetti nel trasmettere messaggi e creare connessioni con i lettori.
Viene consigliato agli aspiranti autori di lavorare sulla sincerità delle proprie storie e sulla volontà di affrontare gli argomenti scelti. Si sottolinea l'importanza della lettura e della scrittura come atti sovversivi e fondamentali per la cultura e la libertà di pensiero.
FAQs
L'associazione fondata da Jean-Christophe Menu nel 1999 è una casa editrice di fumetti alternativa.
Jean-Christophe Menu aveva un'idea di fumetto molto precisa, desiderando un luogo sicuro per sperimentare e raccontare in libertà.
Il maggior successo dell'associazione è stata la serie di quattro volumi che raccontava la storia di Persepoli.
La storia di Persepoli nasce dall'ispirazione di Margen, che ha iniziato a raccontare la storia dopo aver ricevuto incoraggiamenti dai suoi colleghi fumettisti.
I fumetti citati trasmettono messaggi profondi e emozioni intense, diventando immortali per la forza delle storie raccontate.
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