Il testo descrive la vita e le influenze di Jack Kirby nell'industria dei fumetti, evidenziando il suo ruolo come co-creatore di numerosi personaggi iconici. Viene menzionato il suo contributo alla fondazione del Marvel Universe e il suo successivo trasferimento alla DC Comics. Il testo sottolinea l'importanza delle convention di fumetti, in particolare la San Diego Comic Con International, come luoghi chiave per l'incontro tra autori e appassionati. Infine, si discute del ruolo delle fiere del fumetto nel mantenere rilevante l'industria e favorire l'interazione tra chi crea fumetti e chi li legge, sottolineando l'importanza di tali eventi nell'ambito culturale e sociale.
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Se hai inato nel 1917 a New York, hai imparato a disegnare ricalcando le vignette dei quotidiani. Hai passato l'infanzia all'ombra di una guerra appena finita e ti sei cominciato a fare un nome mentre ne cominciava un' ancora più violenta. Ha perfettamente senso che prima di partire soldato per l'Europa, tu e il tuo amico Joe, abbiamo creato un personaggio a fumetti che si chiama Captain America. Hai lavorato per lo studio Eisner-Eager, hai sposato l'amore della tua vita, Rosalind. Rotz, nel 1942, e non vi siete mai lasciati. Quanto sei bravo lo sai, ma non lo dici mai con le parole. Hai cocreato la maggior parte dei personaggi del Marvel Universe. La facilità e la velocità del tuo disegno ti hanno reso indispensabile per l'industria che hai visto fiorire intorno a te e ad altri talenti come il tuo, anche se tu, Jacob. Sei davvero un caso più unico che raro. Nelle state del 1971 hai capito da un po' che la Marvel non ti riconosciera mai concretamente i meriti che hai avuto nella fondazione del suo imperoculturale. E hai fatto il grande salto. Hai percorso i pochi isolati, dimanata anche se parla nel tuo editori storico dalla National Periodical Publications, la DC Comics. Hai un progetto ambizioso per lettori più adulti. Il mondo ti conosce come Jack Kirby, il Reddy Comics. Ma tu sei davanti a una lavagna, in una spoglia aula del muircolle già la hoia California. A tenere una lezione di fumetti a favore di circa 800 adulti davvero, li convenuti perché un visionario, venuto da Detroit, Shell Dorf, è convinto di poter inventare una convention di fumetti economicamente sostenibile di tutti i posti del mondo a San Diego. Ci sei venuto praticamente in ciabatte, perché l'altro grande salto che hai fatto da po' è stato quello di lasciare la grande mela per una villetta colorocrà estucco bianco a Irvine insieme a Rhodes, per favolire il tuo nuovo inizio, personale e professionale. Però a quella atmosfera ti fa capire che il pubblico Cè c'è sempre stato per ciò che hai da raccontare tu. Complicemente non te lo avevano mai fatto incontrare, ancora non lo sai, ma anche grazie a tua presenza quell'anno, San Diego, California, diventerà uno dei luoghi più importanti al mondo per chi fa fumetti. Benvenuti a Fortezza Fumetto. dagli studi Babablishing di Milano. Dove si incrociano la linea Hans-Mon della Tokyo Metro? La linea Mita e la linea Shinjuku della Toei a Tokyo? Sorge il quartiere di Jim Bocio. A la fine del 800 in quell'area si trovavano l'università Meiji, Ciuo e Nihon, il che espiegava la presenza di tante librerie biblioteche. Quando nel 1913 la zona fu devastata da un incendio tanto difficile da domare che si portò via anche parte del vicino palazzo imperiale, quella parte della città sembrava destinata di rilevanza. Fu la capacità di un librario, Sigeo e Iwanami, che vuole costruire la propria libreria proprio sulle cenneri del quartiere raso al suolo, che die del primo impulso quello che oggi un'animemente considerato il quartiere delle librerie e degli editori. La Iwanami Shoten imprimis nata dell'espansione di quella prima coraggiosa libreria, ma perché ha passionato di fumetti anche di Shogakane Shueisha, la terza e la seconda più grande casa di triccia di manga, rispettivamente, che hanno sedeli. Se sei a tochio e ti domandi, ma dove li fanno i fumetti? Una risposta molto plausibile e proprio a Jim Bocio. Lo sapevo che arrivato la quarta puntata ha vredduto affrontare una domanda quasi esistenziale perché fa il mio mestiere dove si fa il fumetto. A livello creativo il fumetto si fa ovunque. Pocchi altri mezzi di espressione artistica sono così democratici e richiedono così pochi strumenti specifici. Se Zero Calcare ha realizzato tutte le sue opere, seduto sul divano, usando un libro illustrato di Star Wars, come tavolo, posto sulle ginocchia. Beh, allora davvero i fumetti si possono fare ovunque. Lo storico in Chiosratore americano terriosti, in una ventina d'anni fa, contribuendo al volume "The Art of Inking" "Scrisse". Esito a elencare i miei strumenti di lavoro preferiti per passare a chinarle tavole, se la cosa che vi piace di più usare è un pezzo di staccionata di legno, allora lo strumento giusto per voi è un pezzo di staccionata di legno. Per citare un racconto di Arne Stemmingway è un fumettista basta un posto pulito, illuminato bene, per creare le proprie tavole. Ci sono individui che preferiscono lavorare fuori dalla loro abitazione e spesso per questo scopo condividono uno studio con altri fumettisti e altri qui basta uno spazio in cui tenere gli strumenti da lavoro in casa per sentirsi nel giusto ambiente creativo. La scelta dell'ambiente di lavoro per ogni fumettista dipende in parte dalle contingenze, non tutti si possono permettere l'affitto di uno studio, ma lo stesso modo non tutti hanno lo spazio fisico in casa per lavorare tranquillamente, e in parte dalle personalità individuali. Certo è che la condivisione degli spazia volte porta risultati e pocali. Nel prossimo episodio vi racconterò perché uno studio parigino nato nel 1995, è l'atelier de Vosch, che si chiamava così perché si trovava a numero 15 di Plus de Vosch. A Parigi, abbia quasi in consapevolmente contribuito una pietra miliare del fumetto moderno. Quindi per rispondere concretamente la domanda sul dove facciamo un brusco zumout, fino a guardare il pianeta terra dallo spazio e domandiamoci come farebbe un alieno. Il primo mercato al mondo per la produzione di tavole e vendita di pubblicazioni a fumetti è il giappone. Se nel 2022 il mercato globare del fumetto va leva 15,3 miliardi di dollari, quello del giappone quell'anno ne va leva circa 8,5, quindi grosso modo la metà. Quell'americano è il secondo, e va le circa 15% del totale, seguito da quello della Corea del Sud, che va le poco più del 10%, ma con una proporzione tra vendite cartacei e digitali molto diversa rispetto al resto del mondo, perché la Corea è il paese dove si legge più fumetto in digitale di tutto il pianeta terra. Il quarto mercato è quello francese, che va le circa 9%, dopo quello francese nel mercato italiano è il secondo più grande di Europa. Giappone, stati uniti e Francia esportano moltissimo del fumetto prodotto all'estero. Corea Italia molto meno, ma si difendono. La società nella quale il fumetto è meglio integrato a livello culturale e sicuramente quella giapponese. Le icone della cultura popolare, che spesso vengono proprio dai mangas, ma non solo da quelli, sono ovunque e assolvono anche funzioni sociali. Il molo dei traghetti di racone sommiglia una delle basi di Evangelion, perché la località fu usata come modello per neotocchio 3. C'è un trenino, realizzato per rivitalizzare una zona colpita da un terremoto interamente tematizzato con pupazzi e immagini di Pikachu. Insomma, manga e icone popolari fanno parte della vita dei giapponesi. Tanto che è leggendaria, l'abitudine di lasciare i numeri gialletti delle riviste antologiche sui sedili dei mezzi pubblici perché li possa leggere poi qualche altro viaggiatore. In Francia l'integrazione culturale non è così profonda, ma quella merceologica è molto più avanzata che al trove. I fumetti si possono acquistare nel libreria da molti decenni e alcune di S si è indipendenti che dicate ne maggiori, come, per esempio, offnack, e quindi per i francesi adulti. Sono luoghi dove è assolutamente normale, includere terproprio acquisti vibrari anche volume a fumetti. Il mercato americano, che per decenni si è diviso tra le vendite in distribuzione ai dicole, drags, store alimentari, convenience store e negozi di giocatoli da un lato, è il cosiddetto DirectMarket, vero la vendita alle fumeterie dall'altro. Nel primie anni 2000 ha cominciato a cristallizzarsi su un bipolarismo composto dal DirectMarket da una parte, che però muove sempre meno copie, e le raccolte in volume di albi singoli venduti insieme a quanto viene creato da principio come graphic novel nelle libreria generaliste di tutto il paese. La ragione per cui nessuno di tore smette di pubblicare gli albi singoli è che le vendite del DirectMarket, quindi alle fumeterie, non hanno generalmente diritto di reso e quindi servono a coprire in modo relativamente certo una buona parte delle spese di realizzazione delle edizioni. Il modello commercial italiano, che è iniziato a contare sulle libreria generaliste, quasi un decennio dopo rispetto a quello americano non è però molto diverso, complice il numero sempre pieziguo di edicole sul territorio nazionale. Ma torniamo alla Hoia, nelle state del 1971. La Hoia è una cittadina molto ricca, universitaria, ma per lo più popolata da persone molto anziane, ci viveva Raymond Chandler, il famoso scrittore di Gialli, che aveva un rapporto ambivalente con la località. Le onde non si infrangono qui, si volano arriva educatamente, diceva, e poi è un posto fantastico per anziani e i loro genitori. Ora mia preferita è così tranquilla che è come essere già morti. Giacchiorbi aveva capito che c'era un modo per raggiungere gli appassionati di fumetti, di tutte le età, e che quel modo era parlare di fumetto coinvolgendo chi lo fa perché gli appassionati venissero incontrare gli autori e gli addete i lavori. Lo aveva capito anche Phil Suling, l'uomo di cui abbiamo già parlato, che invitò Will Eisner, alla sua New York comic art convention, dando anche a Eisner la rivelazione che il pubblico aveva voglia di fumetto, ma non per forza dei fumetti che aveva letto fino a quel momento, e che era disposto a spostarsi e addirittura a pagare per incontrare chi i fumetti di faceva. Così, Shell Dorf e altri, Reserogrande, quella che nel 1970 si chiamava Golden State Comic Con, e aveva tirato ben 300 visitatori dal località circostanti. Ora, la San Diego Comic Con International attirà oltre 330.000 persone ogni anno, ed è di gran lunga la convention di fumetti dal budget più alto al mondo. Perché vedete, reditorie in generale è un settore industriale costantemente minacciato. Da cosa? Ma da tutto ciò che potrebbe distrarre chi, normalmente, potrebbe per voglia di leggere. Un mio collega, 15 anni fami, disse che la concorrenza non erano gli altri editori, ma le compagnia di telefonia mobile. Secondo lui, quando fosse stato possibile restare online al cellulare senza limiti di tempo, le persone avrebbero trovato più intrattenimento di strazioni nel loro devai sportatile che in romanzie fumetti. Honestamente, visto il tempo che passiamo con la faccia in uno schermo, non posso dire che avesse poi così tanto torto. Quindi, reditoria, ha da sempre bisogno di restare rilevante, di far parlare di sé, di permeare il conversato quotidiano e sociale, prima ancora che culturale, dei potenziali lettori. Ecco perché l'induste del fumetto ha da sempre favorito i grandi eventi popolari. La fiera di fumetto più visitata del mondo è il Comichet di Tokio, una fiera dedicata alle auto-produzioni idogenci. Si tiene due volte l'anno, a un avvenio che si chiama Tokio Big Side. Nel cortile della quale c'è una scultura che raffigura una gigantesca sega, ma non commenterò questo fatto. E più di 750.000 visitatori pagano per andarci ogni anno. Si tratta però di un evento senza scopo di lucro, dove gli espositori sono gli stessi autori di opera materiali. Nel più grande fiera di fumetto, propriamente commerciale del mondo, è Luca Comics in Games, un evento che si tiene dal 1966. Forse non tutti sanno che la manifestazione era nata al trove, e infatti la prima edizione si era tenuta a bordi guerra in Liguria. Questo è del mio importante e ci torneremo tra un momento. Originalmente ispirato, le dinamiche organizzative è proprio di Luca, il Festival Anciar Nacional della Bonde Siné di Angulem, nell'Ovest della Francia, non lontano da Bordeaux. Diventa in pochi anni il punto di riferimento culturale europeo del fumetto. E a tutt'oggi è il primo evento dell'anno dei fumettisti editori europei e non solo, ma lo è letteralmente, perché si tiene a fine gennaio. Un momento chiaramente ideale per trovarsi nella località a fredda e notoriamente più vosa. Notate qualcosa dalla lista che si va delineando, bordi guerra, Luca, Angulem, ma perfino San Diego, le grandi fiere del fumetto non si tengono nei grandi capologhi. Certo, c'è nessuno che godono di buon successo si tengono in grandi città, il saluto del comic di Barcelona, la New York Comic Con, ma per lo più prosperano interritori che hanno forte interesse e in testarsi le tichetta di capitale del fumetto per quel territorio. In Germania il Comic Salon che si tiene ogni due anni è a Erlangen, nel distretto della media francoña in Baviera, per dire, ed è l'appuntamento più importante a livello nazionale. Le comunità locali abbracciano il mondo di fumettisti ed ecosplayer, game stream, regiocatori da tavolo, di ruolo, di l'order vivo e chi più ne ha più ne metta. Che in cambio vengono a intervalli regolari, non solo a spendere i loro soldi, ma anche a portare rilevanza nazionale a località spesso fuori dalle rotte del turismo di massa. Ecco perché, ad Angulem, c'è la maison desartist per le residenze d'artista. È un grosso polo dell'animazione, mentre San Diego e Luca hanno rispettivi musei del fumetto. L'attenzione che il nostro mondo porta in queste località è ricambiata con una cura per il nostro lore, per la storia del medium, che rende sinergico il rapporto tra i fandom e le città, più ancora che con le singole fiere. Da prima che Bavo esistesse, in catarina io queste fiere le abbiamo girato un po' tutte. Aggiungeteci Hiroscon in North Carolina, fan exporto ronto in Canada, emeralziti comico naziato, comiti a Tokio e qualche altra. Ne avrete un quadro abbastanza completo di quanto abbiamo girato, per capire come sia il rapporto degli abitanti del resto del mondo con il nostro medio un alrativo preferito. La cosa che più cambia da paese a paese nel mondo dei fumetti è l'interazione tra chi i fumetti li fa e chi li legge ed è molto interessante per noi cogliere gli aspetti che si possono importare anche in Italia, al di là dei titoli che potremo poi voler tradurre. Per fare bene il fumetto bisogna capirlo bene e per riuscirci per ogni avederlo nel suo ambiente naturale o vero tra la gente a tutte le latitudini. Anche per questo è molto bello quando gli istituti italiani di cultura che sono uffici che agiscono di concerto con ambasciate e consolidati in giro per il mondo, ma con programmi indipendenti da quell'idera di plomazia, invitano i nostri autori e noi a incontrare sia le comunità italiani all'estero che i lettori locali. Sono occasioni in cui vediamo come funziona in altri luoghi, le dinamiche di incontro e divulgazione che abbiamo affinato qui in Italia. Tutto con un solo scopo, a battere le frontiere, scoprire che quando facciamo fumetti parliamo una lingua universale, in cui le diversità di stile sono come differenti accenti che non impediscono però la comprensione di ciò che viene narrato. Quanto il luogo di produzione del fumetto, beh, la cosa è complessa. La sergio buone del editor ed è decenni via buona roti 38 a Milano in un palazzo dove dimorò anche lo ricordano a Targa Lindgresso, Maria Callas. La storina, le editori di Diabolic, è nata in via già comoleopardi a Milano, che è interessante perché è la via dalla quale vi parlo, la sede storica di Bau. Da 30 anni la storina si trova in via boccaccio, ma ha cambiato varie sedi. Nell'anni d'oro di Diabolic era la sola case di Fumetti italiana in cui i designatori si decassero a lavorare fisicamente in redazione per consultare il suo pasto archivio di reference fotografica. Negli Stati Uniti, New York era la sede tutte le grandi case di Fumetti, cioè delle due più grandi. Quando io iniziai a leggere Fumetti in ingo originale, la di Sicomix era la storica sede al 1325 della Fift Avenue. Da quando feci visita l'azienda la prima volta a 20 anni, serrano già trasferiti nei bellissimi uffici il 1700 di Broadway. Ora hanno fatto un palzo di un continente e tre fusi orali e hanno sedi a Bourbonc insieme alle altre aziende del gruppo Warner. Nominalmente Marvel è ancora New York, ma il fatto che sia proprietà di un certo topo dalle grandi ore chienere e sposta al varicentro decisamente a sua volta in California. Facciamo una pausa, ma senza uscire troppo dell'argumento di questo episodio e ora dei consueti consigli di Cate. Come Michele vi raccontate in questa puntata, abbiamo passato molto tempo sia prima di fondare Bau, che dopo avviaggiare per fiere del Fumetto. Fiere del Fumetto di tutto il mondo che poteva essere a Tokyo, in Canada e negli Stati Uniti, e però non è che la abbiamo giurato solo per incontrare autori e utrici di tutto il mondo, ma anche per girare ristoranti e provare i cibi che sono anche una delle nostre cose preferite. Dabbiamo un sacco di ricordi regati al cibo e fumettisti, per esempio c'è il terremur che vive solo tefreddo durante i pranzo oppure John Layman che è pieno solamente dopo due fette di salame qua in Italia. Però oggi sono qua per considerarevi due fumetti, anzi un fumetto e un libro di prosa, dedicati proprio a questo argomento, come il cibo è un mezzo per trasmettere storie ed emozioni. Questi due libri sono una serie che è la teverno di mezzanotte degli aroabe, che racconta la storia di questo ristoratore che ha una tamberna a Shinjuku a Tokyo, e ogni sera prepara un piatto diverso per i suoi avventori. Questo piatto diventa un po' una scusa per raccontare la storia e le vite delle persone che passano da su ristorante. Tra l'altro è stata anche una serie televisiva molto bella che trovate su Netflix che è "Bin Tent Niner". E invece il libro che ho pensato come gima il lo spirituale di della teverno di mezzanotte è "Crine In Edge Mart" di Michel Zowner, Michel Zowner che tra l'altro è un che è fondatrice delle Japanese Breakfast, un gruppo che ha fatto dei dischi molto belli ultimamente. E in questo libro lei racconta attraverso i suoi ricordini in fanse, i ricordini che ha sul cibo, li usa un po' per elaborare il luto per la morte della madre. Quindi Edge Mart è una famosa catena di supermercati aziateci, soprattutto coreani, e attraverso il ricordo di quello che la madre cucinava, di quello che cucinava insieme, di quello che mangiavano, non mangiavano. Lei racconta come è stato su un rapporto con lei e come è stato perderla e cercare di ritrovare una sabilità e venire a pati con la sua morte. È un romanzo molto bello che vi consiglio e soprattutto a questa cosa che siamo, che non minavo prima, che è proprio come il cibo sia un mezzo per trasportare storie. Così proprio come i fumetti. Grazie. Insomma, abbiamo capito dove si fanno i fumetti, ma dove si fa il fumetto? Si comincia a fare a casa, quando un genitore non impedisce ai figli di leggerne. Si fa in biblioteca, quando c'è una buona offerta di titoli a fumetti, come se fosse una cosa normale, perché in effetti è una cosa normale. Si fa in libreria quando c'è uno spazio apposito che è gestito nel rispetto dei generi e dei target dilettorato. Come se fossero libri veri, perché in effetti sono libri veri. Si fa decidendo che non basta copiare i fumetti che si amano per fare i fumetti e si cerca di saperne di più, parlando con autori, le editori e gli eventi in cui le distanze con i lettori si accorciano. Decidendo magari di iscriversi a un corso breve, preso una scuola di fumetto, il che potrebbe portare la decisione di frequentare un corso più esteso. Si fa nei luoghi dove ci si incontra, perché far parlare chi fa fumetti del proprio processo creativo e qualcosa di sempre nutriente, sempre stimolante. Noi nasciamo tutti in un contesto sociale che ci insegna a considerarci macchiati da qualche peccato originale e che dobbiamo passare la vita e spiare. Il fumetto non ha nessuna colpa originale, non ha nulla di qui scusarsi, anzi. È un mezzo di comunicazione delle idee e delle emozioni con pochi uguali al mondo per efficacia, semplicemente per molti decenni si ha contentato di parlare a chi già lo conosceva. Ora non più. Dalle grandi case di trici di Jim Bocio, le proprietà intellettuali sono esportate in tutto il mondo a quelli americani e qui personaggi popolano serie televisive, film e partitematici. All'Europa dove un romanzo, un romanzo grafico si misurano sulle metri che della qualità, non del tipo di linguaggio scelto, il fumetto si fa ovunque sia accettato. Ci sono paesi del mondo in cui non esistono i editori di fumetti. Ci sono paesi del mondo in cui nel librerieno sia ancora creato un angolo dedicato la letteratura disegnata. Ci sono persone un po' ovunque nel mondo che ancora pensano che il manuare della teoria della patente sia un fumetto, disegni fatti per spiegare concetti teorici e anche qualcosa da prendere poco sul serio a giudicare da come guida molta gente. Per ognuna di queste situazioni. Ci sono però individui che ricavano un posto in casa dove scrivere di segnare o che si consorziano con altre persone che hanno lo stesso bisogno per gestire una sorta di spazio di co-working insieme. Persone che danno le stampi, auto-produzioni e fanzin, per far capire che non è poi difficile piantare il seme di una editoria a fumetti, Alessandro Baroncani, ha cominciato la sua carriera spedendo fumetti personalmente a casa di chiunque gli mandasei soldi in una busta, come racconta il suo ultimo libro, uscito per bau, una storia a fumetti. Ci sono altri che organizzano incontri in biblioteca, una libreria di quartiere o piccoli raduni di appassionati per far capire, magari, alla ministrazione del loro comune che destinare uno spazio a una fiera del fumetto fra Besenso o l'anno seguente. Noi editori ci lamentiamo sempre che ci sono troppe fiere, ma meno male che ci sono, vuol dire che ovunque c'è bisogno di parlare di fumetto a chi ne sa troppo poco. E se da una parte la pulsione a fare fumetto a parlarne, a diffonderlo, è sempre una spinta che parte dal basso. Le sedi storiche, le lobby con gigantesche scalemobili alla base delle quale ciangigantesco Doraemon, gli studios che si occupano solo delle trasposizioni audiovisive dei fumetti americani, il nostro piccolo, anche le serie animate di cui ci siamo occupati noi, servono a far sì che quando nasce l'interesse per il fumetto qualcuno che ci deve credene in maniera concreta, si ricordi che investire nel fumetto e a volte anche una concreta opportunità economica. Per noi è molto stimolante pensare ogni giorno che il fumetto è praticamente ovunque. Quindi non ci dobbiamo scusare se vogliamo portarlo davvero ovunque, avere cura della cintilla dell'idea di autori e autrici, imparare le strategie migliori sia per creare i libri più belli che per convinciere ogni scettico rimasto al mondo a provare a leggere anche un solo fumetto. È più di una sfida esistenziale per noi. È la ragione per cui abbiamo dedicato la nostra vita a questo medium. Anche solo ascoltando questo podcast, e magari parlando ne a qualcuno che potrebbe volerlo ascoltare, ci state aiutando a propagare il nostro messaggio, ma soprattutto quello di chi vuole raccontare le proprie storie insieme a noi. Grazie di cuore, anche a nome loro. Ci sentiamo al prossimo episodio. Fortezza fumetto, è un podcast about publishing, scritto diretto e prodotto da me, Michele Foschini. [Musica] Visto che i lettori si conquistano uno alla volta? Farò un uso personale di questo mezzo pubblico. o un pleano attilio, non sbettere di ragione fumetti.
Podcast Summary
Key Points:
Jack Kirby, noto come co-creatore di molti personaggi del Marvel Universe, ha avuto un ruolo significativo nell'industria dei fumetti.
La San Diego Comic Con International è diventata una delle convention di fumetti più importanti al mondo.
Le fiere del fumetto sono eventi cruciali per l'industria, offrendo un'opportunità per gli autori di incontrare i lettori e mantenere rilevante il settore.
Summary:
Il testo descrive la vita e le influenze di Jack Kirby nell'industria dei fumetti, evidenziando il suo ruolo come co-creatore di numerosi personaggi iconici. Viene menzionato il suo contributo alla fondazione del Marvel Universe e il suo successivo trasferimento alla DC Comics. Il testo sottolinea l'importanza delle convention di fumetti, in particolare la San Diego Comic Con International, come luoghi chiave per l'incontro tra autori e appassionati.
Infine, si discute del ruolo delle fiere del fumetto nel mantenere rilevante l'industria e favorire l'interazione tra chi crea fumetti e chi li legge, sottolineando l'importanza di tali eventi nell'ambito culturale e sociale.
FAQs
Si può iniziare a fare fumetti a casa, in biblioteca, in libreria, partecipando a eventi con autori e editori, frequentando corsi di fumetto e condividendo il processo creativo.
I fumetti si possono acquistare in librerie, edicole, negozi specializzati, online e durante fiere del fumetto.
Il Giappone è il mercato più grande per la produzione di fumetti, seguito dagli Stati Uniti, dalla Corea del Sud e dalla Francia.
Captain America è stato creato da Jack Kirby insieme all'amico Joe Simon.
Alcune delle fiere del fumetto più importanti al mondo sono la San Diego Comic Con International, il Comiket di Tokyo e il Lucca Comics and Games.
I fumetti sono ben integrati nella cultura popolare giapponese, mentre in Francia l'interazione non è altrettanto profonda ma è molto merceologica.
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