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03 - Cosa racconta un fumetto?

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03 - Cosa racconta un fumetto?

La storia dei fumetti si evolve con la nascita del termine "Graphic Novel" nel 1964 e con opere come "His Name is Savage" e "A Contract with God". L'evoluzione del fumetto per adulti in Giappone, Francia e Italia evidenzia il cambiamento nel mercato e nelle tematiche trattate. Gli autori di fumetti come Will Eisner hanno lottato per il riconoscimento e il controllo dei propri diritti. Il passaggio dai tradizionali canali di distribuzione alle librerie e all'online ha ampliato le possibilità per gli autori e i lettori di accedere a una varietà di storie. Nonostante le sfide nel settore, gli autori hanno continuato a praticare il mestiere per la passione e la dedizione alla narrazione a fumetti.

Transcription

3505 Words, 21317 Characters

Nel 1915 viene fondata a Ginebra la Fabric Ginevoise de Crayon e Cridor. Nel 1924 un tale Arnold Schweitzer la rileva e le cambia il nome in Carandache. È uno maggio palese a un illustratore francese e Manuel Poare, il cui nome d'arte era stato proprio Carandache dalla trasliterazione della parola rusa Carandache, che significa "matita". Nel 1894 Carandache aveva scritto una lettera aperta sulle pagine del quotidiano Parigino Le Figaro, parlando del progetto di un romanzo disegnato e iniziando a lavorare a un volume di 360 pagine composto da sole immagini in sequenza senza parole che però non fu mai pubblicato. In realtà non era il primo cui veniva in mente di realizzare un libro interamente narrato per immagini. Nel 1828 l'illustratore Svizzero Rodolf Topfer aveva realizzato una lunga storia autoconclusiva Istuardo Messia Vibua, che era poi stata pubblicata in edizione pirata a Londra nel 1833 e poi negli Stati Uniti nel 1842 con il titolo di "Adventures of Obedia Oldbuck". Dobbiamo arrivare al novembre del 1964, però perché lo storico del fumetto ricerca il coni in un numero della fanzine Kapa Alpha, il termine "Graphic Novel", dando un nome a quei fumetti che nascono con l'intento di essere pubblicati in forma di volume autoconclusivo o vengono raccolti in quella forma. Nel 1968, il signatore americano di Urgine Lituana Gil Kane insieme a lo sceneggiatore ed editor Archie Goodwin, tra l'altro una delle persone più nobili e gentidi che abbia avuto il piacere di conoscere nella mia carriera davvero, realizzano e autopubblicano un volume intitolato His Name is Savage, che a tutti i chrismi per ottenere lo scetro di "Primo Graphic Novel" dell'età moderna. D'altra parte Kane è uno, cui il formato di 20 tavole al mese dei fumetti americani mainstream va decisamente stretto. Tanto da essere lui a proporre, nel 1971, Aston Lee, la trama di Spider-Man in cui si scopre che Harry Osborne si droga. In realtà, quella storia era stata suscitata dal US Department of Health Education and Welfare, come storia di sensibilizzazione sociale contro l'uso delle droghe, ma per il Comics Code Authority vi ricordate, neviamo parlato nel primo episodio, qualunque immagine legata della droga era da vietare. E così, in numeri 96, 97 e 98 di Amazing Spider-Man, uscirono inizialmente senza il bollo del Comics Code, costringendo la commissione a redefinire retroattivamente i propri parametri per poter includere immagini digesti negativi se usati con un fine positivo. Sette anni più tardi, un professionista estremamente navigato del fumetto americano Will Eisner, dale stampo un volume che, sebbene composto di brevi storie concatenate, ha a tutti gli effetti il respiro di un romanzo. A Contract with God non ha mai smesso di essere disponibile dal 1978 e ha popolarizzato in tutto il mondo il termine Graphic Novel, che il suo stesso autore reputava la migliore definizione possibile per quel suo lavoro. Perché per Eisner è così importante differenziare quel progetto da tutti gli altri fumetti che aveva lavorato prima di quel momento nella sua lunghissima carriera per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un balzo indietro. Fino il 1936, anno in cui on Will Eisner 19, vende la sua prima storia fumetti a una rivista. Wow, what a magazine, gestita dall'editor Jerry Eiger, dietro suggerimento di un giovane collega Bob Kane, quello che dili a poco avrebbe cocreato Batman. La rivista dura 4 numeri appena, ma Eisner Eiger si mettono in società. Si come a quel tempo. Gli albia fumetti sono per lo più composti, da raccolte di ristampi di strisce a parse sui quotidiani, Eisner Eiger si rendono conto che prima ho poi le riserve di materiale da ristampare sia sottiglieranno e ci sarà richiesta per nuovo materiale. Il loro studio diventa un immediato successo commerciale e all'età di 22 anni, Eisner natopoverissimo, è già ben estante e affermato. Nel 1939, poco prima di natale, l'editore della Qualiti Comics Everett, Busy Arnold, contata Eisner e gli dice che i quotidiani vogliono sfruttare il successo che stanno avendo gli albia fumetti. In particolare le edizioni della domenica, che tradiziora il mente, da non più spazio, l'interattenimento è ad argomenti adati a tutta la famiglia, perché vengono letti a torno al focolare domestico e non all'avvero dei pater famiglias, vogliono delle corpose sezioni centrali e fumetti. Busy Arnold propone a Eisner di lasciare le sue società e di creare i fumetti che quotidiani di mezza america stanno aspettando. È un salto nel vuoto, un rischio assurdo che chiunque gli direbbe di non correre, per farlo, Eisner vuole qualcosa in più di una buona paga e nel chiedere qualcosa, cambierà il mondo del fumetto per sempre. Benvenuti a Fortezza Fumetto. Dagli studi Bababli Singa di Milano. Quanto mi piace questa sigla che ci ha regalato Giancane. Allora, Eisner vende per 20.000 dollari la sua quota dello studio al socio-hiker e firma per creare The Spirit. Quello che mi stavano offrendo era un pubblico adulto, disse, in seguito, in merito quella decisione. Eppure, siccome i quotidiani volevano scimiottare i personaggi degli albi dai di cola chiesano Eisner un personaggio in linea con quei detami, a un costume gli chiedevano, lui, che era già creato l'aspetto del personaggio, gli aggiunse una mascherina sul viso e rispose "Certo che a un costume". Eisner sapeva che la mossa che stava facendo non aveva precedenti e pretese qualcosa mai successo prima e che, forse per questo, non incontrò alcuna resistenza. Il personaggio di Despilite era registrato un nome di Bisi Arnold, ma quest'ultimo aveva un ulteriore contrato con Eisner che determinava che in caso di scioglimento dell'accordo, la proprietà intellettuale del personaggio e delle storie di contorno che Eisnerrebbe creato per riempire alle sezioni domenicali dei quotidiani sarebbero tornati allo stesso Eisner. Per la prima volta, un autore di fumetti era pienamente proprietario di ciò che scriveva e disegnava. Il 2 giugno del 1940, The Spirit fa il suo debuto sulle pagine dei giornali e, in breve, viene pubblicato su venti quotidiani in tutta la nazione, raggiungendo un lettorato settimanale di 5 milioni di persone. Facciamo un bruschissimo salto in avanti. Eisner ha avuto una carriera lunga e illustre mai inizia degli anni 70, non si occupava più di fumetti. Invitato da Phil Sjulling, una delle figure chiave del moderno mercato del fumetto americano, riparleremo di lui nel prossimo episodio. Alla sua neonata comic art convention nel 1971, Eisner si rende conto che esiste un pubblico adulto per i fumetti decide di tornare a raccontare storie, mirandole proprio a quel tipo di pubblico. Ecco perché quando realizza Contra Grid God usa la definizione creata da Richard Kyle, graphic novel. A bisogno di un'etichetta che distanzi immediatamente i suoi nuovi fumetti da ciò che nella sua vita lo aveva portato fino a quel punto. Gli albi di restante degli anni 30, le storie, create per le edizioni domenicali dei quotidiani degli anni 40, i fumetti per piegare la manutenzione delle dotazioni militari degli anni 50, sì, ha fatto anche quelle per anni e indovinate un po' in Italia le abbiamo pubblicate proprio noi di BOW. Eisner ha bisogno di creare un nuovo pubblico che sente esistere in potenza ma non avere ancora un identità precisa ma è una sua fisima, una sua fissa, o era davvero impensabile fino a quel momento rivolgersi agli adulti con il linguaggio dei fumetti. Impensabile no ma di certo non era facile. C'è sempre stato un forte prejudizioni con fronti del fumetto, un modo di raccontare che è stato sempre considerato una semplificazione rispetto alla narrativa improsa. È questa una cosa che mi ha frustrato per anni per un motivo molto personale, mio padre mi diceva che era un peccato che i disegni risolvesero il bellissimo sforzo che l'immaginazione doveva fare per costruire mentalmente e ambientazioni e le inquadrature tipico dei romanzi. Io non sapevo cosa risponderti perché era effettivamente vero che i disegni inchiodavano le molteplici possibilità in un'unica realtà, una sola versione possibile di una scena che descritta solo a parole. Poteteva invece essere diversa perciascun lettore e quindi per anni quando mi chiedeva perché per desi tempo volere una carriera in un campo minore e derivativo come il fumetto, arrivati a questa sua immancabile osservazione. Io non sapevo più cosa rispondere. Ora un quarto di secolo abbondante dopo so risponderli che la parte di cervello che è liberata dall'onere del costante world building durante la lettura si sintonizza con maggiore in media tezza sulle emozioni veicolate ma sono anche più consapevole del fatto che la mia conversazione spavuracchio con papà è avvenuta per decennia livello sociale in tutto il mondo e non solo in quello occidentale. Nel secondo dopo guerra il giappone sconfitto si procurava intrattenimento prendendo le giolibri riviste e fumetti nei cache-hon. I cache-hon era non servizio di fornitura a prestito di materiale editoriale. Una tradizione commerciale nata attorno al 1630 ma che aveva preso piede in modo socialmente rilevante solo appunto dopo la seconda guerra mondiale. Va da sé che la popolazione prendesse in prestito materiale di intrattenimento per lo più spiccio ed è per questo che per tutto il decennio 1946 e 1955 i manga prodotti siano stati per lo più rivolti al pubblico più giovane. Il fatto poi che l'autore più autorevole di quel periodo fosse osa a mu tezzuca il cosiddetto dio del manga il questile era relativamente disneyano se mi perdonate un esempio spurio cartonesco rispetto agli istilemi fino a quel momento in peranti beh non aiutava. Tezzuca aveva si voglia di raccontare anche storie esquisitamente adulte a volte molto personali e lo farà nella vita ma il suo stil in i primi anni cinquanta parlava in modo più immediato un pubblico giovane. Ci vuole il famoso manifesto del ghechi gà voluto dei fumettisti ioshi iro tazzumi e masahiko mazzumoto che nel 1958 codificò le tematiche il linguaggio e la nuova estetica del fumetto rivolto agli adulti perché il giappone scoprisse che il manga era per tutti e non solo per i ragazzini. Anche in Francia è il mercato che visto da qui appare più un maturo e consapevole delle potenzialità del medio un fumetto la gettizzazione delle storie disegnate come prodotto per l'infanzia non fu facile da saladicare. I problema principale è relegato al canale di distribuzione primario cioè le edicole con le loro riviste antologiche e anche al formato standard delle raccolte di storie il cosiddietto album un volume cartonato di appena 48 pagine di grande formato spesso a colori. Per attenersi a questi parametri per 16 anni il fumetto francese ha usato poco in termini di latitudine narrativa. Gli storici del fumetto indicaranno Francia come il primo degli audacchi che smisero di dare per scontato che le loro storie si rivolgesse rossoleggio vanissimi ma in realtà fu uno sceneggiatore geniale renegotiini. Il papassia di Asterix che fuori del fumetto del pettinicola a dimostrare che il fumetto poteva essere molto più di quello che le masse si aspettavano da esso tenendo un piede saldamente nella tradizione e uno nella terra incognita della sperimentazione ma sempre con una pila popolare. Gossini sfondo i confini autoimposti dal fumetto doltralpe a prendo la strada per tutto ciò che è eventodopo. E in Italia? Beh la situazione sumigliava molto un incoroccio tra quella giapponese e quella francese con l'importazione di materiale americano in forma di giornalini e il prodotto di intrattenimento per le masse attagliato e formati ottimizzati per l'edicola. Lo sapete che il formato di Diabolic era stato calcolato da resolelle giustani per stare nella tasca del Paltò e durare come il viaggio medio sulle trate delle ferrovienord per i pendolare dell'interland milanese. Se ci provate oggi è ancora vero perché sinceramente non è che i treni delle nord dal 62 oggi si hanno diventati più veloci. C'erano da sempre belle eccezioni che sfuggivano la regola. Da molti la rivolta dei racchi di Guido Butselli è considerata il primo romanzo grafico italiano. Tra l'altro fu pubblicato nel catalogo del salone internazionale dei comics di Luca del 1967. Nel prossimo episodio parleremo anche di questa importantissima fiera. Si può dire che molte storie di Hugo Pratt avessero il respiro di romanzi grafici e se per la maggior parte apparivano in prima battuta se realizzate sui viste non importava. A primissima persona a credere in me nel mondo del fumetto Sergio Toppi creava per le sue dette riviste storie che sfidavano qualunque definizione archeologica. Adattandosi era lunghezza concessa di volta in volta dei palinsesti editoriali per raccontare cose che mai prima si erano viste nei fumetti italiani. Insomma possiamo dire che più o meno quando i Beatles divenerò famosi il fumetto era pronto a smettere di essere il luogo comune di se stesso che il mondo aveva in testa e più i fumetti si trovavano in posti che non fossero solo di passaggio e di transito. Più prendeva piede che con quel linguaggio si potessero raccontare storie su qualunque argomento. Questo favorito la nascita di editori con un progetto di pubblicazioni diverso da quello tradizionale ma anche tra l'altra formazione di alcuni editori tradizionali che hanno imparato ad abbracciare la natura del nuovo tipo di fumetto. Il declino del network delle edicole favorito della diffusione dell'informazione online prima e dal disinteresse per l'informazione in generale poi si ma nota polemica ma è anche abbastanza la verità. Ha spostato il baric centro culturale del fumetto verso le liberie specializzate e quelle generaliste dove ha accettato anzi e richiesta una ampia varietà di temi e per questo dall'autobio al impegno sociale tale metafore di genere per parlare di temi correnti alla sperimentazione visuale il fumetto è diventato agli occhi di tutti il linguaggio completo e versatile che era in realtà fin dall'inizio ma nessuno ci credeva. Lo shift mercilogico sia in realtà rivelato il liberatorio soprattutto per le utrici e gli autori che hanno così potuto cominciare a proporre storie di ogni genere con meno regole e restrizioni narrative ma con la consapevolezza che il mercato premia sempre le storie che trasmettono chiaramente il coinvolgimento personale di chi le racconta. La ragione per cui romanzo grafico identifica più nettamente un formato che un genere è legata al fatto che chi compra libri in libreria raramente si deve preoccupare di chiedere al librario ma è una storia completa o dovrò leggere altri volumi quindi tutto ciò che ha fumetti e si può confezionare in un formato che non richiedrà la lettura di altro prima ne imponga la lettura di altro dopo, tecnicamente si può definire grafic novel. Se hai i numeri di spiderman con una saga completa grafic novel. Una storia di text che usci originariamente in 3 albi ma racconta con testo premesse e si conclude grafic novel. Allo posto ma nello stesso senso, un'opera completa che però per questione di foliazione a bisogno di essere stampata in tre volumi non è come spesso la considerano sbagliando i comitati di selezione di premie di fumetto una serie. È un romanzo grafico solo che la modalità per averlo richiede più pazienza attesa e tre tragitti verso la libreria. Con il manga questo problema si pone meno perché è implicito in ogni serie che inizia che si aprevista una fine. Diversamente dalle serie dei decole italiane o dei comics americani non esistono le testate progettate per proiettare un'orizzonte all'infinito, se mai avvicendando gli autori che le realizzano e quindi la differenza di me tra fumetto di mero intrattenimento e più da autore è più sfumata che negli altri paesi. Questo scenario fa sì che questo sia il momento migliore possibile per le tricce lettori che hanno accesso la varietà di fumetti senza precedenti nella stare dell'editoria. Novitati, autori loro con nazionali, novità importate da tutto il mondo, titoli leggeri da leggeri durante la deli commute verso il lavoro a ritorno verso casa, anche perché il progetto delle sole le giussani non è fatto diventato de mode. In mercati come coro della Corea del Sud, la lettura di webtunes su dei vai smobili genera più fatturato dell'editoria cartacea tradizionale ed è pensato proprio per la lettura e mobilità storie di testimonianza, d'impegno sociale, grafic giornalismo capace di portarvi nel cuore dei fatti della storia recente, di edizioni di altissimo livello dei classici antichi e moderni di tutto il mondo. Insomma, c'è l'imbrazzo della scelta, basta avere una bustola generale per capire dove guardare ed è anche per questo che ascoltate questo podcast, no? Ha proposito di bustola, siccome i buoni consigli sono sempre graditi, io ora prenderò fiato e lascerò posto alla rubrica per cui sopportate in realtà a mezz'ora delle mie chiacchiere della mia voce. I consigli di Cate. Il mio consiglio di questaettimana sono due mie in pezzi di cuore e sono due storie che mi sono rimasta a dose per diverso tempo dopo che lo visse le lett. La cosa che li accumuna è che sono ambientate entrambe in estate, mentre la cosa che non li accumuna è il medium attraverso cui vengono raccontate. Una è After Sun, il fin prodotto da 24 diretto da Charlotte Wells. Mentre l'altro è, la chiamano estate delle cugine tamaki, che è uno di quei titoli che è nel nostro catalogo da diversi anni, ma che continuiamo a tenere in catalogo proprio perché è uno dei pezzi fondanti della nostra storia e dei nostri valori del tipo di storie che ci piace raccontare. Entrambe in realtà non raccontano un qualcosa di specifico, non esplode niente per essere esenceri, però raccontano che quel momento sospeso che è le state che però fa sottolina in modo più visibile, i mutamenti interiori. In uno abbiamo l'assere di Sophie che va in vacanza con il Padre Calum per l'ultima volta e racconta proprio quei giorni di strategità, di noia, di mare che però abbiamo visto tutti. Mentre l'altro racconta l'assere di due amiche che si ritrovano come tutti gli anni a fare le vacanze insieme, ma sono in un momento di passaggio, stanno passando dall'infanzia, dall'età adulta e quindi entrambi questo senso di sospensione, di staticità, della bellezza di vedere le persone che cambiano anche in maniera piccola ma significativa. Sono due storie poiti, che belle, che ti rimangono addosso e rimarranno insieme voi per tanto tempo. Sono storie del cuore che si stoppa e che ricomincia e che muta e sono storie che parlano di amici, di genitori, di amori, c'è tutto, ma non c'è niente. Sono, io ve le consiglio e secondo me sono cose che possono piacere a tutti, parlando di temi universali, ma raccontando un momento specifico della vita. Questo è per queste settimane. Grazie. Prima di Will Eisner, era impensabile che un creatore di fumetti avessi il controllo dei propri diritti da autore. Le storie di come Jerry Siegel e George Schuster abbiano ceduto i diritti della loro creatura più famosa, Superman. O di come per decenni Bob Kane abbia oscurato il contributo di Bill Finger nella creazione di Batman. Sono tristemente note. E pensate che dovevano arrivare gli anni '80 e è un editor in chief controverso e visionario Jim Schuster, perché alla Marvel deciderò che le tavole originali andavano rispedite restituiti di segnatori. Di solito, una volta mandate in stampa, vediamo abbuttate via. O se le portava a casa a qualcuno della reddazione. Insomma, c'è voluto tempo, perché la scena editoriale accordasse il giusto rispetto a chi crea storie a fumetti. E ancora ce ne vorrà, perché il mercato consenta un più vasto numero di autrici e autori di vivere solo di questo, senza dover accettare altri lavori di illustrazione per completare il proprio reddito. Eppure, per tutto questo tempo, autrici e autori, hanno continuato a praticare questo mestiere difficile, merito cratico, ma spietatamente esigente e con scarssissime gioie e soddisfazioni. Perché? Perché al di là della passione per il disegno che li accomuna tutti? La libertà di gamma narrativa e la profondità emotiva con cui il fumetto consente di arrivare nelle storie e nel cuore di chi legge e senza pari. Perché un fumetto fatto bene tra le cose più eloquenti e incisive che possano esistere nel panorama culturale moderno. Caterina ha raccontato di "E la chiamano estate", un fumetto nel quale a livello fattuale non succede molto, ma a livello emotivo si percepisce impalpabile, ma perfettamente definita. La vita e suoi snoti, quando una fase dell'esistenza lasciaposto la successiva, qualcosa che tutti e tutti sappiamo riconoscere e che di suona potente in noi quando la percepiamo in una storia. A volte, quando inizio a leggere un romanzo, quella storia non mi parla per tecine, centinaia di pagine, e solo un certo punto sento per via di qualcosa che ho letto che quella storia è per me, che parla anche specificamente a me. Ecco, con un buon fumetto molto spesso. Questo succede già nelle prime pagine, il resto della lettura è un viaggio condiviso in cui degli sconosciuti vi prendono per mano e vi dicono pieni con me. E' solo un pezzetto di strada, ma ho qualcosa da raccontarti su di te. E quando succede, è quasi magia. Vi aspetto al prossimo episodio. Fortezza fumetto è un podcast about publishing, scritto diretto e prodotto da me, Michele Foschini. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Nel 1915 nasce la Fabric Ginevoise de Crayon e Cridor, diventata poi Carandache nel 192
  2. Il termine "Graphic Novel" viene coniato nel 1964 da un fanzine e il primo esempio moderno è "His Name is Savage" del 196
  3. Will Eisner pubblica "A Contract with God" nel 1978, popolarizzando il termine Graphic Novel.
  4. Il fumetto evolve come mezzo narrativo per adulti in Giappone dopo la seconda guerra mondiale.
  5. In Francia e Italia, il fumetto per adulti si afferma dagli anni '60 in poi.
  6. Il mercato del fumetto si sposta dalle edicole alle librerie specializzate e online.
  7. Gli autori di fumetti hanno lottato per i propri diritti e il riconoscimento nel settore.

Summary:

La storia dei fumetti si evolve con la nascita del termine "Graphic Novel" nel 1964 e con opere come "His Name is Savage" e "A Contract with God". L'evoluzione del fumetto per adulti in Giappone, Francia e Italia evidenzia il cambiamento nel mercato e nelle tematiche trattate. Gli autori di fumetti come Will Eisner hanno lottato per il riconoscimento e il controllo dei propri diritti.

Il passaggio dai tradizionali canali di distribuzione alle librerie e all'online ha ampliato le possibilità per gli autori e i lettori di accedere a una varietà di storie. Nonostante le sfide nel settore, gli autori hanno continuato a praticare il mestiere per la passione e la dedizione alla narrazione a fumetti.

FAQs

Nel 1915, l'azienda Carandache è stata fondata a Ginevra da Fabric Ginevoise de Crayon e Cridor.

Il nome 'Carandache' deriva dalla parola russa che significa 'matita'.

Il primo 'Graphic Novel' dell'età moderna, intitolato 'His Name is Savage', è stato pubblicato nel 1968 da Gil Kane e Archie Goodwin.

Will Eisner è considerato il padre del romanzo grafico per aver creato 'A Contract with God' nel 1978.

La rivolta dei racchi di Guido Buzzelli è considerata il primo romanzo grafico italiano.

Il declino del network delle edicole e l'interesse per l'informazione online hanno spostato il centro culturale del fumetto verso le librerie, consentendo una maggiore varietà di temi e stili narrativi.

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