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03 Alessandro Magno - Il profumo della vittoria

17m 50s

03 Alessandro Magno - Il profumo della vittoria

Alessandro Magno, da giovane, mostra un forte desiderio di profumi, bruciando incenso e mirra nella camera dei genitori, accanto a un severo monito del suo tutor Leonida che lo avverte contro lo spreco. Questo evento lascia un'impronta profonda, influenzando il suo futuro: Alessandro, ispirato dal desiderio di ottenere materie prime odorose rare, inizia a conquistare terre lontane, come l'India e la Persia. Le sue spedizioni aprono nuovi mercati per profumi, introducendo materie prime come ambra e muschio animale, che prima erano esigue e costose. I profumi diventano oggetti di potere, usati per sedurre, proteggersi e dimostrare ricchezza, diffondendosi in banchetti e in combattimenti. Secondo Plutarco, Alessandro credeva di essere un semi-dio, si profumava quotidianamente e aveva una pelle naturale di grande fragranza. Il suo desiderio di possedere resine rare, come mirra e incenso, potrebbe essere stato una vera spinta alle sue esplorazioni. Il podcast "Il profumo del destino" affronta come l’odore possa trasformare la vita e il destino, mostrando come l’attrazione per i profumi sia un motore umano profondo, connesso alla sensazione di identità e potere. Questa passione, unita alla sua ambizione e alla visione di sé come figlio di Zeus, ha fatto di Alessandro un’icona del potere, della cultura e del desiderio di conquista.

Transcription

2419 Words, 14980 Characters

Italian
Siamo nel regno di Macedonia, nelle Grecia Antica. Sono i primi anni della seconda metà del IV secolo Anticristo. Nel palazzo reale, un bambino attraverso all'altro e ho spedito, all'incirca una decina d'anni e l'aria decisa di chissà cosa vuole. Sotto ai piedi, i pavimenti di ripoperti timosaici sono lisci e piacevoli, mentre la luce del pomeriggio filtra dalle finestre di troie teeli mos si appena da una brezza alieve. Il bambino entra nella sontuosa camera d'aledto dei genitori e si avvicina all'arma di Osacro, sa perfettamente che l'identro custodiscono l'offerte per l'idei. Mille volte il padre gli ha detto di starne lontano, ma lui quando vuole qualcosa la ottiene, a qualsiasi costo, come dimostrerà anche la sua storia futura. Lui è Alessandro Magno e tra poco succederà qualcosa che cambiera la sua vita e la sua strada ordinaria vicenda personale. E anche questa volta, tutto comincià con un profumo. I profumi fanno solo finta di passare attraverso il naso, ma realtà vanno dritte al cuore. Ci sono profumi che ci seducono, profumi che ci ossessionano, profumi che ci conquistano e silenziosamente ci trasformano. Io sono Roberta Deiana e questo è il profumo del destino. Un podcast che era contastore di persone, a cui un odore o un profumo ha cambiato la vita. Alessandro Magno e il figlio di Filippo II di Macedonia ed Iuli in Piade, principessa dell'epiro. Sinda bambino tutti hanno grandi progetti per lui. Il padre è un comandante abile vitorioso che ha portato la Macedonia a dominare gran parte del mondo greco, vuole che su figlio contiene la sopera di espansione. La madre, una donna religiosa dalla forte personalità, cresce alessandro nella convinzione che sia figlio di Zeus. Il padre degli dei si sarebbe infatti trasformato in serpente per congiungersi con lei e concepirlo. Nei certa, perché, prima della sua nascita, ha avuto una serie di sogni premonitori e al momento del parto, un tuono, simbolo di Zeus, ha squarciato il cielo. Come se non bastasse entrambi le famiglie vantano avvi molto illustre. Alessandro dicendrebbe quindi dalla dinastia di Achille per parte di madre e da quella di Ercole per parte di padre. Sino all'età di 13 anni, la sua educazione affidata al severo tutore le onide di Talmud. Per insegnarli la disciplina, a questi gli impone e corsi matutine, una dieta frugale, e non esita per cuisire la sua camera daletto per verificare che la madre non vi ha mianascosto qualche prelibatezza proibita che lui disaprova. L'ore darguisce per la sua tendenza di sopedire, hanno rispettare le regole di vieti, specialmente quelli paterni. Ma niente di tutto questo, è sufficiente a piegare il carattere di Alessandro. Retorniamo dunque a quel pomeriggio in camera dei genitori. Alessandro ed davanti al prezioso armadio. Apre le sue antericamente historiate, l'identro c'è il sottesoro, due resine dal profumo meraviglioso, incenso e mirra destinate alle offerte per gli dei. L'unico modo di sentirne la fragranza è bruciarle sull'altare. Alessandro ne prende due belle manciate, pregustando nel profumo inebriante. Ha una passione per l'olfatto curiosa per un bambino e già fortissima. Poi si raccala a l'altare privato del palazzo e versa le resine del bruciatore acceso. È felice, respira pieni polmonico e il profumo magnifico. I dei sono sicuramente contenti e lui è riuscito di nuova farla franca o così crede. Ha ma i profumi quanto detesta le proivizioni, forse non ha idea del valore di queste resine, è se lo sa non se ne cura. Il suo precedore leonida, però, assiste alla scena e ne è sconcertato. Disapprova i lussi e gli sprechi e ne appena visto uno sotto i suoi occhi. Due manciate, incenso, sono uno scandalo, intollerabile. Prende alessandro da parte e l'ore da Rguisce con severità. Quando avrei conquistato le terre che producono queste spezzi e preziosi, potrei scialacquare tutto l'incenso che vuoi. Sina da allora, non sprecarlo. Indomitoso ad a bambino, Alessandro è abituato e rimproveri e sa farse li scivolare addosso. Ma, stavolta, qualcosa lo tocca nel profondo. Il suo precedore è forse incinuava che non avrebbe mai conquistato quelle terre? Che quelle resine, le avrebbe sempre solo dovute centellinare perché non avrebbe mai posseduto abbastanza? Qualcosa di sicuro lo colpisce, perché, come scopriremo tra poco, non si dimenticherà di queste parole per molti anni. Nei libri di storia, le città greche sono magnifiche con i loro templi imponenti, con l'emmela vigliose statua, l'agorae, ideatri, il gymnasium, ma sono assettiche nella loro bianca maestosità. Le città non avevano nefogni e ne servizi genici, gli animali vivevano spessa contato con gli uomini, non c'erano i prodotti per i ginei personali che abbiamo noi. Però i greci avevano grande cura del ginei personale ed era comune farsi il bagno una volta al giorno. I bagni termali erano pubblici ed erano una parte molto importante della vita sociale. I greci ne avevano fatto un arte, c'erano bagni caldi, bagni frendi, bagni di vapore, bagni profumati con all'oro o la vanda, e c'era persino una sorta di scrub fatto con la sabbia. L'odore che ciascune marava aveva una valenza sia morale che religiosa. Avere un buono d'ore significava essere vicino agli dei. Essere profumati significava anche essere piuttosto facoltosi, perché i profumi erano costosissimi beni di russo. Le fragranze di allora, nella cui produzione i greci e cellevano erano oli profumati, ottenuti dall'infusione di alcune erbe aromatiche e di fiori, come rose, ginni, iris, manche e mirto all'oro rigano il maggiorana. Questi oli profumati venivano venduti in preziosi vasetti ricamente decorati, che li proteggevano dall'ucce calore, e avevano un becuccio strato in modo a danno sprecarli. Exatamente come oggi c'erano profumi di moda, profumi per gli uomini e profumi per le donne, persino d'upp, cioè copia di profumi famosi, rifatti con materiali di qualità modesta. I oli profumati inizialmente si usavano per ungere i defunti, ed erano tra gli oggetti che portavano con loro nella tomba, ma presto si cominciarono a usare anche per profumare i vivi, con grande e inutile disappunto di alcuni, tra cui socrates. Le resine più preziosa, come l'incenso alla mirra, arrivavano invece in quantità esigua dalla rabia, dall'etopia, dall'assomali e alcune parti dell'india. Costosissime rare erano dedicate alle offerte per gli dei, come Apollo, Zeus, Ares e Dionyso. Il profumo era per i greci, così come per tante popolazioni prima e dopo di loro, uno strumento di collegamento con il mondo divino. Ne conserviamo traccia ancora oggi nell'etimologia della parola, profumo viene da Perfumum attraverso il Fumo. Quando le materie primi odorose venivano bruciate, come offerta nelle cerimone religiose, i fumi inesprigionavano gli odori, salendo fino alle divinità. Grazie ad Alessandro Magno, il profumo conoscerà un'espansione straordinaria. Le sue conquiste aprono infatti una via di commercio coloriente, che porterà in occidente una varietà e una quantità di materie prime fra grandi, sinon da loro asconursciuta. A 13 anni, Alessandro cambia precedore. È il filoso foristotel, che lui diucherà Sino e sui 16 anni, anche se resteranno in contatto per molti anni a venire. Alessandro è una lievo intelligente che impara in fretta, e per tutta la vita resterà una persona amante della cultura, ma dai 16 anni in poi la sua vita è sul campo di battaglia. Le sue conquiste sono straordinarie, sotto di lui il regno maceto ne assume la sua massima estensione. Nel giro di 12 anni, tra il 336 e il 323, conquista l'impero persiano, la natolia, la palestina, legitto, la Mesopotamia, la persia e l'Asia centrale, arrivando fino all'India. Fonda numerose città, più di 70 secondo Plutarco, tra cui Alessandro Adegitto e Babilonia portando vunque la cultura greca e l'ellinismo. Le sue spedizioni però sono spinte anche dal desiderio di esplorare quella parte di mondo ancora poco noto. E si porta al seguito numerosi dotti per annotare le scoperte, cartografi, geografi e botanici. La sua è anche la più grande emissione esplorativa dell'epoca antica, e signerà un grande avanzamento nelle conoscenze. Ma anche un altro desiderio, quello di impossessarsi delle materie prime odorose di queste terre. Come per il resto dell'uscibile dell'epoca L'informazione di sposizione sono frammentare e poco affidabili. Erò d'o, per esempio, scrive che la rabia ricca di incenso di mirra, di cassia, di cannella, ma non spiega dove e indica improbabili metodi di raccolta, più vicine al libro di favole che ha una fontetendibile. L'incenso scrive cresceva su alberi circondati da serpenti volanti, che bisognava a storrire con il lapdano. La cannella andava recuperata dai nidi di alcuni uscelli posti suvette inaccessibili, attirando gli compesanti pezzi di carne che li avrebbero fatti crollare assieme alle preziose spezze. Nel bottino di guerra di Alessandro non ci sarà quindi solo oro, ma anche una quantità di spezzi e reesine, piante fragranti sconosciute, provenienti dalle terre conquistate, tesori al trettanto preziosi per il sol fatto e anche per il mercato. Le sue spedizioni arricchiscono straordinariamente la cultura profumiera dell'antica grecia e fanno esplodere il mercato dei profumi. Arrivano nuove materie prime, come l'ambra grigia e il muschio animale, che porterà proprio l'ueno accidente, e in quantità mai viste prima. L'uso dei profumi si diffonde su vasta scala, ma anche le fumicazioni ora non sono più sole in onore degli idei, ma anche durante banchetti festenuziali o per profumare gli ambienti. Nei banchetti si diffonde l'abitudine di ungere gli invitati con oli profumati, i profumi diventano un mezzo di seduzione e gli uomini cercano i migliori i più adatti per questo scopo. I guerrieri usano questi oli profumati durante i combattimenti, per proteggersi dal sole, ma anche per nascondere i loro dorri corporali e dopo per curare l'efferita. Secondo i contemporanei, Alessandro Il Grande aveva una personalità forte e carismatica, non senza molti lati oscuri, ma era un uomo di grande intelligenza, amante della cultura della filosofia oltre che dei profumi, e una persona molto attenta la cura del corpo. Secondo Plutarco, la sua pelle aveva naturalmente un buon profumo e anche i suoi vestiti erano profumati di essense preziosa, aveva l'abitudine di farci il bagno quotidianamente, per poi profumarsi con oli fragranti. Aveva anche una star ordinaria fiducia in se stesso, aveva abbracciato l'idea di essere un semi-dio e di dicendere da ercole a kill, o quanto meno aveva capito che questo storitelling, come dire "moggi", gli sarebbe potuto tornare utile. E in ogni caso non fu a fatto stupito nel 334 avanti Cristo, quando l'oracolo dell'oasi di Siva di Zeus Ammone lo salutò come suo figlio, predicendo che avrebbe conquistato il mondo. Per tutta la vita amo profondamenti profumi, usandoli anche per il loro potere sulla psiche, gli era molto chiaro l'ascendente che aveva sugli altri, la capacità di lasciare un'impressione di potere e carisma. Non si sbagliava, il fatto che marasse un buon profumo, unito alle suoi straordinari conquiste, era per molti contemporanei una prova della sonatura semi-divina. Nel 332 avanti Cristo, dopo la presa di Gaza e la sconfitta dell'esercito persiano, Alessandro ha 23 anni e il mondo davanti. Questa vittoria agli aperto alla strada sia legito che ha l'apeniso la araba e nessuno ho sempre in grado di arrestare la sua avanzata. In questo momento di gloria, secondo Plutarcho, Alessandro Magno fa qualcosa che rivelà ottima memoria, un certo senso fiumoro, e anche una leve tendenza a legarsi le cose al dito. Alessandro fa mandare a Leonida, il progetto è che circa 15 anni prima la viva ripreso severamente, per il suo uso smodato delle proiezioni resine destinate gli dei, 5% talenti di incenso e 100 di mirra, che qui valgono rispettivamente a 13 tonnellate e 2 tonnellate mezzo. Una quantità enorme oggi è inimagineabile allora, qualcosa che Leonida non si sarebbe mai nemmeno potuto sognare. Il regalo è accompagnato da questo messaggio. Alessandro dunque non ha mai dimenticato il severo monito di Leonida, che rimasto nella sua testa come un conto del sospeso, come un torto da riparare. Si è che il severo preceptore implicasse che mai avrebbe conquistato quelle terre, e mai avrebbe avuto tutte quelle spezia e preziosa da bruciare, o che semplicemente volesse insegnarli la parcimoria e la frugalità non importa, Alessandro la aveva vissuto a così. La sua parabola umana fu breve, intensa e molto profumata. Moria soli 32 anni, senza un'erede. Il suo immenso regno si sgretto l'oppoco dopo la sua morte, restando un'impresa ineguagliata nella storia umana. Ma sarebbe stata diversa la sua vita, se Leonida non l'ho essere munito con severità, se Alessandro non avesse sentito che metteva in dubbio la sua capacità di conquistare il mondo e le sue rezine più prezie. Fu allora che decise che avrebbe conquistato tutti i paesi che le producevano? E soprattutto, avrebbe perseguito con la stessa pervicacia le sue spedizioni, se non avessi avuto la spinta del desiderio bruciante di possedere rare i materi primiodorosi e preziosi profumi? La passione per il profumo, la vocazione a crearlo, il desiderio di ottenere sente, reesine, piante e fragranti, in un periodo in cui era difficilissimo procurarsele ed erano molto più rare e preziosi di oggi, può essere stata una delle sue spinte a conquistare il mondo. Ho girato la domanda a una persona che ha fatto dei profumi la sua missione. Nuria, Dushen, De Verre, naso in dipendente creatrice di profumi che sono andata a trovare nel suo atelier Nur. Beh, sarebbe stato stupendo se lui davvero avesse conquistato tutto il Mediterraneo e oltre per ottenere in cienzo e mirra. Sicuramente, questo nenduto dice una cosa molto interessante della sua personalità, ovvero rivela una sensibilità profonda e quindi non solo il lato di condottiero e militare che studiamo sull'ibbre di storia. Inoltre, di lui sappiamo essere una persona molto ambiziosa e in soffrente divieti, oltre a sentirse un semi-dio, e questo sicuramente l'aspronato di spandersi così tanto è a sentirsi di avere proprio il diritto di utilizzare i beni divini come in cienzo e mirra per uso personale. All'epoca inoltre possiedere certi elementi, come in questo caso l'incenso e la mirra, era proprio sinonimo di potere riccazza e nel caso era il sondro di conquista e infatti erano anche diventati appunto il suo bottino di guerra. Sicuramente i profumi sono capaci di nescare un desiderio primordiale e questo ci porta ad avere proprio una necessità di sentire e di avere un profumo. Ad esempio anche oggi che quando va fuori produzione il nostro profumo si crea in noi proprio un senso di disorientamento perché per noi ormai è diventato necessario indossare quel profumo perché racchiude la nostra identità. Forse all'essandra sentito la stessa esigenza. Il profumo del destino è un podcast scritto e raccontato da Roberta Deiana, Sound Design di Davide Sardo.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Alessandro Magno, da bambino, mostra una forte attrazione per i profumi, prendendo e bruciando resine preziose come incenso e mirra, pur essendo avvertito dal suo precedente tutor Leonida.
  2. Leonida, severo e rigoroso, leva un monito contro lo spreco di materie prime, suggerendo che Alessandro non avrebbe mai conquistato le terre necessarie per possederle in quantità.
  3. Questo evento lascia un forte segno nella mente di Alessandro, influenzando il suo destino e alimentando il desiderio di conquistare terre che producono profumi rari e preziosi.
  4. Le conquiste di Alessandro aprono un’ampia via commerciale che trasferisce materie prime odorose dall’Asia all’Occidente, arricchendo notevolmente la cultura profumiera greca.
  5. I profumi diventano strumenti di potere, seduzione, protezione e identità, diffondendosi anche nei banchetti e nei combattimenti, oltre a essere usati per la cura del corpo.
  6. Alessandro si considera semi-dio e vive con una forte convinzione di essere un erede di Zeus, influenzata da oracoli e dalla sua educazione religiosa.
  7. La sua passione per i profumi, unita all’ambizionismo e al desiderio di potere, forse fu un motore fondamentale delle sue spedizioni globali.
  8. Il podcast "Il profumo del destino" esplora come l’odore ha potuto cambiare la vita di persone e come, nel caso di Alessandro, ha influenzato il suo destino storico.

Summary:

Alessandro Magno, da giovane, mostra un forte desiderio di profumi, bruciando incenso e mirra nella camera dei genitori, accanto a un severo monito del suo tutor Leonida che lo avverte contro lo spreco. Questo evento lascia un'impronta profonda, influenzando il suo futuro: Alessandro, ispirato dal desiderio di ottenere materie prime odorose rare, inizia a conquistare terre lontane, come l'India e la Persia. Le sue spedizioni aprono nuovi mercati per profumi, introducendo materie prime come ambra e muschio animale, che prima erano esigue e costose.

I profumi diventano oggetti di potere, usati per sedurre, proteggersi e dimostrare ricchezza, diffondendosi in banchetti e in combattimenti. Secondo Plutarco, Alessandro credeva di essere un semi-dio, si profumava quotidianamente e aveva una pelle naturale di grande fragranza. Il suo desiderio di possedere resine rare, come mirra e incenso, potrebbe essere stato una vera spinta alle sue esplorazioni.

Il podcast "Il profumo del destino" affronta come l’odore possa trasformare la vita e il destino, mostrando come l’attrazione per i profumi sia un motore umano profondo, connesso alla sensazione di identità e potere. Questa passione, unita alla sua ambizione e alla visione di sé come figlio di Zeus, ha fatto di Alessandro un’icona del potere, della cultura e del desiderio di conquista.

FAQs

I profumi avevano un valore sia morale che religioso, simboleggiavano la vicinanza agli dei e il benessere economico, poiché erano beni costosi. Si usavano anche nei bagni e nei banchetti, per sedurre o proteggersi durante le battaglie.

Le sue spedizioni hanno portato in Grecia materie prime odorose provenienti da terre lontane, come l'ambra e il muschio animale, espandendo notevolmente la produzione e il consumo di profumi.

La passione per i profumi era legata a una sensibilità profonda e a una convinzione di essere un semi-dio, che lo spingeva a conquistare terre per ottenere spezie rare e preziose.

Erano considerate offerte agli dei, simbolo di ricchezza e potere, e il loro uso era associato alla divinità, come nel caso di Zeus o Apollo.

Il ricordo del severo rimprovero di Leonida ha influenzato Alessandro a risparmiare le resine preziose, diventando un motore della sua strategia di conquista per ottenere materie prime rare.

Le più comuni erano l'incenso, la mirra, la cassia e la cannella, ottenute attraverso processi specifici e considerate beni di lusso e di grande valore.

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